C’è un argomento del quale mi preme parlare. E’ un argomento vecchio che tempo fa venne nuovamente trattato in un
post di Beppe Grillo: i telefonini che cuociono l’uovo. Lo so, lo so, è roba stravecchia, ma vorrei dare anch’io il mio apporto. Allora, come molti sanno già, si tratta di una bufala, evidenziata anche dal mitico
Attivissimo. La bufala ha origine grazie ad un
ironico articolo (in perfetto stile british humor) di Charlie Ivermee. Il post di Grillo ha subito scatenato le ire dei vari lettori, i quali hanno prontamente riportato quanto detto dall’ottimo Paolo Attivissimo. Bene: non ho mai considerato Beppe Grillo un divulgatore ma l’ho sempre stimato come comico. Probabilmente l’intento di Grillo era
provocatorio (ho troppa stima dell’intelligenza di Grillo per poterla pensare diversamente). Però…al solito, c’è un però. Infatti secondo uno
studio condotto dal
Karolinska Institute di Stoccolma, l’uso prolungato del cellulare (si parla di minimo 10 anni) aumenta il rischio di neuroma acustico (un tipo di tumore)! Lo studio è stato pubblicato su
Epidemiology. Per poterlo leggere per intero occorre essere registrati, ma facendo le opportune ricerche
lo si trova disponibile in Rete. Un piccolo riassunto dello studio (in italiano) è
reperibile qui. Ci sono anche studi secondo i quali le emissioni elettromagnetiche dei cellulari hanno effetti sull’eccitabilità del cervello umano. Questo stando allo
studio condotto da Paolo Rossini dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano. L’articolo originale è stato
pubblicato su Annals of Neurology. Al solito, occorre essere registrati per poterlo leggere (purtroppo non ho trovato il PDF relativo in Rete). Stando alle fonti, sembrerebbe trattarsi di notizie attendibili (e non ho alcun motivo di dubitarne). Però - ricollegandomi ad un mio precedente post sugli studi scientifici creati ad arte - attenzione a ciò che si legge in Rete o sui giornali. Conviene sempre dare un’occhiata al sito
Urbanlegends oppure nell’omonimo newsgroup
alt.folklore.urban. Infine controllare sempre l’attendibilità delle fonti che originano la notizia. Basta usare la Rete con spirito critico.