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Martedì 16 Gennaio 2007

Basta parlare di iPhone!

Archiviato in: Cellulari, Marketing — Maurizio ( 11:57 )

Non vorrei più parlare dell’iPhone della Apple, ma questa cosa la devo dire proprio. Ho letto decine di commenti sul nuovo telefonino Apple ma la perplessità più diffusa in Rete riguarda il prezzo. Il commento tipico recita più o meno così: “costa troppo, non lo comprerà nessuno!”. Beh, purtroppo devo dire che non c’è commento più sbagliato. Il ‘gingillo’ costa un patrimonio in effetti, ma verrà venduto, eccome se verrà venduto. Agli scettici consiglierei di leggere quanto dice lo stesso Steve Jobs: i-love-all-this-whinging-about-iphone.html. Ecco un passo degno di nota:

“Cracks me up to read this articles where these broke-ass reporters wring their little hands and wonder if the “high price” of the iPhone will hurt demand. Have you idiots not figured it out yet? Higher prices make people want things more. Jesus. Have you learned nothing?”.

Cioè più o meno: “mi schianto a leggere questi articoli dove questi BIP di reporter si torcono le mani chiedendosi se l’alto prezzo dell’iPhone limiterà la domanda. BIP, non l’avete ancora scoperto? I prezzi più alti fanno desiderare di più le cose alla gente. Gesù. Non avete capito nulla?”. E ancora:

“per alcune fasce di persone, i prezzi incredibilmente alti non sono un freno, all’opposto, sono un incentivo. Prendi gli orologi Rolex. Non sono migliori dei Timex. Probabilmente sono peggiori. Ma poichè loro spendono così tanto per i Rolex, qualsiasi nuovo BIP arricchito del mondo scopre che ne deve avere uno.”.

Sembra che ai tempi di NeXT, una volta stabilito il giusto prezzo, tale prezzo venne volutamente quadruplicato! Ma la gente non comprava. Alla fine il grande Steve scoprì il numero magico: un rincaro forzato del 50%. Beh, devo dire che leggendo questo post ho avuto due dubbi: 1) non si tratta del vero Steve Jobs 2) si tratta di un blog quantomeno ironico. A prescindere dalla fondatezza o meno di quanto scritto in quel blog, ecco come la penso: non comprerò mai un iPhone (ammesso che continuerà a chiamarsi così), comprerò un Nokia N95 (lo ‘coltivo’ da un anno ormai), le macchine Apple non sono più le stesse (da quando sono passate da IBM ad Intel). I miei iMac ed iBook sono rigorosamente PPC IBM. Sono dei veri RISC. Speriamo che il microprocessore duri in eterno…Di Intel mi basta e mi avanza il Celeron del mio Toshiba…

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La legge è uguale per tutti…ma per alcuni è ancora più uguale!

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 11:48 )

Ancora una volta ha vinto la prescrizione. Le leggi emanate dal governo Berlusconi continuano a produrre effetti. Un’ordinanza del presidente della prima sezione del Tribunale di Milano ha decretato il non luogo a procedere relativamente ai reati di appropriazione indebita, falso in bilancio e frode fiscale - contestati a Berlusconi - per avvenuta prescrizione. I reati contestati riguardano gli episodi fino al 1998 (falso in bilancio e frode fiscale) e fino al 1999 (appropriazione indebita). La prescrizione è stata ‘agevolata’ da una delle tante leggi ad personam introdotte da Berlusconi: la famosa legge ex-Cirielli 251/2005). La depenalizzazione del falso in bilancio è dovuta invece alla legge 61/2002 (emanata sempre dal governo Berlusconi). Da corollario ci sarebbe anche da dire che varie leggi furono emanate con l’unico scopo di allungare i tempi dei procedimenti e di ostacolarne il regolare andamento. Un esempio su tutti è la legge 367/2001 (legge sulle rogatorie). Altre leggi ‘degne di nota’ sono il Lodo Schifani (legge 140/2003, che introduce il concetto di impunità per le 5 più alte cariche di Stato, tra cui anche il Presidente del Consiglio) e la legge Cirami sul legittimo sospetto (248/2002). Ecco un elenco di alcune leggi ad personam che Berlusconi ha emanato durante il suo mandato per ‘ben governare’ il popolo italiano:
  • 2001: Modifica PAI (Piano Assetto Idrogeologico)
  • 2001: Rogatorie (legge 367/2001)
  • 2002: Falso in bilancio (legge 61/2002)
  • 2002: Legittimo sospetto (legge 248/2002)
  • 2003: Lodo Schifani (legge 140/2003)
  • 2004: Condono edilizio (legge 308/2004)
  • 2004: Legge Gasparri (legge 112/2004)
  • 2005: Costruzioni in Sardegna (legge 15/2005)
  • 2005: Prescrizione (legge 251/2005)

Altre leggi ad personam emanate dal governo Berlusconi sono reperibili su Wikipedia.

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Luoghi comuni

Archiviato in: Salute — Maurizio ( 11:37 )

I luoghi comuni sono pericolosi perché ci impediscono di ragionare con la nostra testa. Si tratta di ragionamenti preconfezionati creati e diffusi da alcune aziende al fine di trarne profitto. Ad esempio mi vengono in mente le aziende produttrici di acque minerali. Un messaggio che viene molto propagandato oggi è infatti la necessità di bere molta acqua. Se ne consigliano in media 2,5 litri al giorno. Per millenni il meccanismo fisiologico della sete è stato sufficiente ad introdurre la giusta quantità di acqua necessaria a mantenere il corretto equilibrio idrico. L’era moderna ci ‘insegna’ che tale meccanismo non basta più. Ho sempre dubitato di questi messaggi ’salutisti’. Oggi, leggo su Repubblica di una ragazza californiana morta dopo un concorso radiofonico che premiava chi riusciva a bere più acqua. Come è possibile morire a seguito di una grande bevuta? Subito è scattata la ricerca in Rete. Ecco quanto ho scoperto: il corpo umano contiene dal 45% al 78% di acqua (la variabilità dipende dalla costituzione fisica). Un corretto ricambio idrico è necessario per la sopravvivenza delle cellule ed evitare la disidratazione. Fin qui niente di nuovo. Poi leggo che esiste la cosiddetta ‘intossicazione da acqua’. L’introduzione di troppa acqua infatti, può determinare uno scompenso dell’equilibrio idro-salino (iponatriemia). Lo squilibrio può provocare la morte per encefalopatia iponatremica. Ciò sembra essere particolarmente vero per chi soffre di scompensi a livello dell’ormone ADH (Anti Diuretic Hormone). Di questo ne parla anche il British Medical Journal. Una curiosità: la ‘fame’ d’acqua, cioè la necessità (psicologica o derivata da altre malattie come il diabete) di assumere grandi quantità di acqua, si chiama ‘potomania’ (occhio alle vocali eh?). La morale? Ragiona con la tua testa e non ti fidare dei luoghi comuni: ascolta la tua sete! (Ogni riferimento pubblicitario è puramente casuale).

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