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Sabato 27 Gennaio 2007

Cuneo fiscale e liberalizzazioni a go go!

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 10:59 )

E dopo il contentino delle liberalizzazioni ecco il contentino del cuneo fiscale per i dipendenti. Nelle buste paga di gennaio. Wow! Mitico questo Governo! Fa venir voglia di seguire i consigli che diedero molti demagoghi del passato: andare al mare il giorno delle elezioni. Ma andiamo per ordine cercando di non scadere nel populismo e nel qualunquismo più becero (anche se è difficile perché occorrerebbe entrare nel merito di troppe cose ed il post diventerebbe un romanzo). Cosa vuol dire essere di sinistra secondo me? E’ un modo di concepire il mondo, è una filosofia in primis, non una mera una ideologia politica relegata all’interno delle opinioni di questo o di quel partito. E’ un concetto più ampio che non si può classificare analizzando quanto dichiara un Bersani, un Bertinotti o un Pecoraro Ascanio (ma questo è un altro post). Questo comincia già a spiegare perché chi è veramente di sinistra non si sente troppo rappresentato da una coalizione con all’interno troppe ‘contaminazioni’ (leggi Mastella et similia). Ecco perché spesso nei miei commenti devo aggiungere frasi tipo ‘mio malgrado’, ‘mi duole constatare che’ e via dicendo. Fatta questa premessa arriviamo al punto: cosa sta facendo questo Governo di concreto che i governi passati non abbiano già fatto? Non molto a mio avviso. Dove sono le innovazioni? Il retaggio di 50 anni di Democrazia Cristiana, la cosiddetta Prima Repubblica ce lo portiamo ancora dietro e a nulla è servita la Seconda Repubblica. Ne vogliamo fare una terza? Ci sono troppe cose che si potrebbero fare e non si fanno. Ci sono troppe cose che si fanno e che non servono. Prendiamo le liberalizzazioni del pacchetto Bersani ad esempio. Per carità, buone norme nel complesso, ma insufficienti a mio avviso. Ricariche cellulari: l’idea non venne al Ministro Bersani, ma ad un ragazzo di nome Andrea D’Ambra. Fu lui a raccogliere 800.000 firme e a spedirle alla Commissione Europea e all’Antitrust. Precedentemente a questa iniziativa il suo promotore contattò associazioni di consumatori e AGCOM, ricevendo come risposta: PICCHE. Chi è interessato può leggere la cronistoria. Ora che l’iniziativa è decollata e che è intervenuta la Commissione Europea, *solo ora* le associazioni dei consumatori, l’AGCOM ed il Ministro Bersani si accalorano, si accapigliano e si strappano le vesti per fare a gara a chi spetta la paternità di questa manovra. In poche parole, strumentalizzazione. Ecco cosa penso: le ricariche verranno abolite? I 4 gatti noti (Tim, Vodafone, Tre e Wind) aumenteranno le tariffe…ok, magari non accadrà, magari sono io che sono maligno, magari sono io che sono pessimista, magari se anche accadrà l’AGCOM farà il suo dovere…Possibilità di recedere da abbonamenti TV-Internet-TLC: buona idea. Mutui e ipoteche: si possono estinguere senza incorrere in penali. Buona anche questa. Benzina ovunque: anche al di fuori delle stazioni di servizio. Un po’ come accadde per i farmaci (a proposito, i supermercati sotto casa non vendono farmaci ancora, ma aspettiamo fiduciosi). Inoltre obbligo dei gestori di fornire informazioni sui prezzi agli automobilisti (per tutelare concorrenza e trasparenza). Basta, mi fermo qui. I punti del pacchetto Bersani sono molti. Ma il nodo vero è stato sciolto? Io non credo che tali pseudo-liberalizzazioni favoriranno la concorrenza (e quindi abbasseranno i prezzi). Anche perché, se vogliamo parlare di prezzi, allora il Governo mi deve spiegare perché sul prezzo della benzina gravano ancora le assurde accise, come quella utilizzata per la guerra in Abissinia (’tassa’ che paghiamo dal 1935). Il Governo mi deve spiegare perché chi usa il cosiddetto biodiesel automaticamente diventa evasore fiscale. Il Governo mi dovrebbe spiegare perché in Brasile le automobili ad alcool sono da 30 anni (sic!) una realtà e in Italia si va avanti con le targhe alterne. Ma questo è un altro discorso. Perché sono scettico nei confronti di queste pseudo-liberalizzazioni? Perché non liberalizzano un bel niente. Perché i grossi monopoli sono ancora qui, sotto gli occhi di tutti. Grazie al pacchetto Bersani c’è forse più concorrenza tra le compagnie di assicurazione? C’è più concorrenza tra le banche (si ma si può chiudere il conto corrente senza pagare spese, wow…)? Non c’è più l’oligopolio tra i gestori di telefonia mobile? Non c’è più il monopolio Telecom Italia per ciò che riguarda la telefonia fissa? Si dimezzerà il prezzo della benzina? Vogliamo vedere cosa sono le liberalizzazioni vere? Quelle serie? Nel 1984 l’Antitrust smembrò l’AT&T (che si trovava in situazione di monopolio, un po’ quanto accade con Telecom Italia e l’annosa questione dell’ultimo miglio). Fine del monopolio. Certo, oggi le cose stanno cambiando, ma in 20 anni il mercato ha avuto modo di svilupparsi liberamente negli USA. Ma stiamo parlando di un paese dove l’Antitrust funziona sul serio. Da noi cosa accade? Ad oggi ancora non si parla di MVNO (Mobile Virtual Network Operator) in Italia. Gli operatori virtuali sono infatti una realtà in molti paesi tranne l’Italia. In Europa ce ne sono più di 100, negli USA circa 30. Il Italia? Zero. Staremo a vedere cosa accadrà con Elsacom (primo aspirante MVNO che attualmente starebbe trattando con il gestore TRE). Ora si potrebbero fare dei passi giganteschi con la tecnologia Wimax, ma le premesse che stanno alla base dell’assegnazione delle licenze non fanno ben sperare. Se le licenze Wimax saranno liberalizzate, in Italia si assisterà ad una svolta epocale nell’ambito del settore telefonia ed Internet. Se viceversa, le licenze saranno acquisite dai soliti 4 gatti noti, si avrà il solito cartello e in Italia non cambierà nulla. Ecco perché queste pseudo-liberalizzazioni mi fanno sorridere. Invece di questi zuccherini, perché non eliminiamo le accise dal prezzo della benzina? Perché non incentiviamo i biocarburanti? Perché non adottiamo il modello del Brasile con le automobili ad alcool? Perché la centrale solare termodinamica di Pirolo Gargalo non è ancora una realtà? Energia pulita dal sole. Perché non consentiamo la diffusione degli MVNO come accade negli altri paesi europei? Le categorie da ‘rivedere’ pesantemente non sono i tassisti o i farmaci da banco. Le categorie ’serie’ da rivedere sono banche, assicurazioni, telecomunicazioni. In Italia si è ritardata l’introduzione della tecnologia UMTS per spremere ancora un po’ quella GPRS. Ma la tecnologia UMTS che da noi si sta affacciando, negli altri paesi è già morta. Il GPRS non ha mai funzionato a causa degli scarse offerte di servizi e dei prezzi troppo alti. Negli USA Google ha reso completamente wireless S. Francisco. Gratis. Negli USA la gente non sa neanche cosa sia l’UMTS perché usa il Wifi. Il Wimax, diciamocelo (un Wifi molto più potente), potrebbe eliminare l’ultimo miglio. Qualsiasi privato potrebbe diventare operatore Wimax (i costi da sostenere non sono esorbitanti). Con il Wimax ed il VoIP, si potrebbe telefonare gratuitamente usando servizi come Skype. Ma questo è solo uno degli innumerevoli vantaggi che il Wimax potrebbe apportare. Insomma una svolta epocale. Svolta che ad oggi non c’è stata, perché l’ultimo miglio significa cablare l’intera Italia, con un costo difficilmente sostenibile da un privato. Insomma, le cose da fare sono ben altre. Invece di attaccare subito i ‘pezzi grossi’ il Governo si sta occupando dei contentini. Ma abbandoniamo le liberalizzazioni e parliamo di cuneo fiscale. Già, il caposaldo della campagna elettorale dell’attuale Governo. Stando a quanto scritto su Repubblica con i vantaggi del cuneo fiscale che avremo in busta paga, ci potremo permettere un succulento tramezzino ed una bella spremuta al bar in più. No, non al giorno…al mese! Evvai! Già pregusto un bel tramezzino tonno e pomodoro al mese! Si, sono queste le cose che fanno bene al cuore…

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Venerdì 26 Gennaio 2007

Addio Googlebombing

Archiviato in: Google — Maurizio ( 12:02 )

Qualche tempo fa aderii ad un Googlebomb riguardante le sorti del Wimax in Italia. L’argomento mi stava a cuore e lo ritenevo importante, perciò aderii senza troppi indugi. Oggi Google annuncia una modifica ai suoi algoritmi in modo da minimizzare gli effetti di tale pratica sulle query degli utenti. Google fa la cosa giusta, in quanto il suo obiettivo è quello di fornire risultati rilevanti (e lo fa egregiamente devo dire). Peccato però: avrei preferito che il Googlebombing sul Wimax fosse riuscito. A questo punto non rimane che la classica raccolta di firme…

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Giovedì 25 Gennaio 2007

Diario Aperto

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 17:28 )

E’ partita l’altro ieri l’inchiesta di Diario Aperto sui blog in Italia (al solito io arrivo in ritardo). Blogger e non sono invitati a partecipare compilando il questionario di Diario Aperto. Io l’ho già compilato ovviamente…

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Inviare fax dal cellulare

Archiviato in: Cellulari, Tecnologia — Maurizio ( 12:00 )

Dobbiamo inviare un fax urgentemente ma non ci sono ‘faxari’ nel raggio di qualche km: come fare? Semplice, basta avere un cellulare con fotocamera che permetta l’invio della posta elettronica (di ’serie’ su ormai quasi tutti i cellulari). Fotografando un documento con un cellulare ci si accorge dei risultati deprimenti (scarsi risultati anche con la mia fotocamera casio exilim ex-z3 da 3 megapixel), perciò l’idea di inviare la foto via fax viene subito scartata, in quanto il testo risulta praticamente illegibile. Oggi però leggo su AB Techno Blog che esiste ScanR, un servizio che consente l’invio di fax tramite e-mail. Certo, di servizi di questo tipo ne conoscevo già alcuni, ma questo ha una marcia in più: rende leggibile la foto scattata dal telefonino. Stando a quanto leggo sul post infatti, “il servizio si basa su tecnologie di elaborazione delle immagini sofisticate, e può beneficiare di tutta l’esperienza del team managment proveniente da Hewlett-Packard, Intel, Internet Pictures e Lodak”. Non prendetevela con me se poi non funziona. ;-) Comunque, vediamo l’intera procedura. Occorre prima di tutto fotografare il documento con il cellulare (minimo 2 megapixel). La risoluzione minima richiesta è 1600 x 1200, perciò abbondiamo. Il formato deve essere JPEG. E’ possibile verificare i risultati ottenibili con varie marche e modelli di cellulari qui. Una volta scattata la fotografia, occorre inviarla via e-mail al sito ScanR, specificando il numero del fax nel subject della e-mail. Usare il numero di telefono internazionale, compreso il numero del paese (0039 per l’Italia). Una volta che il fax è arrivato a destinazione, ScanR ci invierà una e-mail di conferma. Facile no?

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Mercoledì 24 Gennaio 2007

Balene in discarica

Archiviato in: Ambiente — Maurizio ( 11:52 )

Balene in discarica
Scoperte in Islanda, dagli attivisti di Greenpeace, 179 tonnellate di carne di balenottera lasciate marcire in una discarica. Altre 200 tonnellate, invendute, si trovano stoccate nei frigoriferi. L’Islanda, in barba alla moratoria internazionale, sostiene di praticare una ‘caccia sostenibile’ e vende le balenottere cacciate al Giappone, dove la domanda è in aumento. Anche il Giappone, del resto, pratica la caccia alle balene. Ma io dico, possibile che l’uomo debba essere così criminale? Effetto serra, inquinamento, desertificazione, specie in estinzione, niente sembra frenare la sete di denaro e di potere. Il trattato di Kyoto? Gli USA lo snobbano. Ma la carne di balena, siamo proprio sicuri che sia così fondamentale nella dieta dei giapponesi? Ma dobbiamo per forza distruggerla questa terra?

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Martedì 23 Gennaio 2007

Basta giocare, ora si fa sul serio con il multi touch screen!

Archiviato in: Tecnologia — Maurizio ( 13:12 )

No, non parliamo dell’iPhone di Apple questa volta. Il touchscreen dell’iPhone Apple è un giocattolo. Basta: ora parliamo di cose serie. Ora parliamo di un rivoluzionario touch screen che sconvolge realmente il mondo delle interfacce per computer. Dimentichiamoci tastiera e mouse, ora non servono più. Ora gli oggetti si vedono nel video e si possono toccare con le mani. Un archivio di foto? Bene, sparpagliamole sul desktop, spostiamole, ingrandiamole, rimpiccioliamole, selezioniamole…tutto solo con le mani! Dobbiamo scrivere? Una tastiera sul video. Ingrandiamola o riduciamola a piacere e cominciamo a scrivere. Solo con le mani. Vogliamo disegnare? Ci servono solo le mani. Ok, ma esiste uno schermo simile? Si, si tratta del multi touch screen ideato da Jeff Han, un ricercatore della New York University (Courant Institute of Mathematical Sciences). Leggo su Repubblica: Jeff Han, 30 anni, coreano, vissuto da sempre in America, all’età di 5 anni comincia ad essere attratto da TV e monitor (tutto ciò che lampeggia ed è luminoso). Un giorno ha un’intuizione ed inizia a trafficare con fibre ottiche, led e crea un quadrante. Dietro al quadrante un apparato a raggi infrarossi: nasce il multi touch screen. Una creazione da vero hacker, nel senso più vero del termine. La stessa genialità degli studenti del MIT con il loro TMRC. Lì si trattava di trenini, qui si tratta di schermi. Sto esagerando? A giudicare dalla presentazione fatta da Jeff Han a Monterey, a febbraio del 2006, non credo. Non è sufficiente? Qualcosa di più forte? Ecco un’altra dimostrazione fatta da Jeff Han e da Phil Davidson. Basta, sono commosso: vado ad asciugarmi le lacrime…

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Lunedì 22 Gennaio 2007

Rallentare l’invecchiamento con la neurobica

Archiviato in: Salute, Psicologia — Maurizio ( 13:39 )

Il cervello umano è composto da circa 100 miliardi di neuroni. Pare che a partire dai 20 anni si perdano 100 mila neuroni al giorno (la quantità esatta non è ben definita). Detto così, sembrerebbe spiegata la causa della demenza senile, ma Il fatto è che questa teoria non spiega come mai ci siano persone molto anziane perfettamente arzille e con il pieno delle facoltà intellettive. Oggi si è capito che infatti le cose non stanno affatto così. A parte il fatto che anche perdendo 100.000 neuroni al giorno, si arriva a 100 anni con buon 97% di cervello intatto, ma il punto non è la quantità di neuroni quanto la quantità di associazioni tra i vari neuroni. Ciascun neurone infatti può sviluppare in media 10.000 connessioni chiamate sinapsi. Il numero totale di connessioni che può sviluppare il cervello umano supera il numero di tutti i corpi celesti presenti nell’universo! Bene, mentre in passato si riteneva che il cervello fosse una struttura rigida e statica, oggi sappiamo con certezza che il cervello è una struttura plastica e dinamica. Infatti il numero di connessioni che vengono sviluppate viene modificato continuamente. Quando annusiamo un fiore, l’aroma viene captato dal nervo olfattivo e ‘trasportato’ fino all’area del cervello deputata all’analisi dei profumi. Questo tipo di informazione viaggia attraversando un notevole numero di sinapsi. Effettua quindi un determinato percorso. Ripetendo l’esperienza il percorso viene ‘rafforzato’ (un po’ come quando si percorre una strada nuova: più volte la si percorre e maggiormente viene rafforzato il ricordo). Insomma, queste connessioni sono i nostri ricordi ed i nostri pensieri. E qui viene il bello. Sembrerebbe infatti che i nostri comportamenti siano il frutto di ’schemi’ di connessioni ben precise. Le attività che svolgiamo quotidianamente quindi, rafforzano questi schemi. Quando si impara a guidare l’automobile, si presta attenzione ad ogni minimo particolare (freno, cambio, frizione, volante, etc.), ma una volta imparato lo ’schema’, il cervello inserisce il pilota automatico. Attività nuove ed insolite al contrario, creano nuovi schemi di connessioni. Una vita monotona e senza stimoli nuovi, non creerebbe le nuove connessioni necessarie a contrastare la perdita dei neuroni. In altre parole: senza nuovi stimoli il cervello invecchia. Ecco perché Lawrence Katz, neurologo della Duke University, sostiene che il cervello è come i muscoli, per tenerlo in forma occorre allenarlo. Non solo, Katz ha sviluppato un particolare tipo di ginnastica mentale chiamata neurobica. Lo scopo di tale ginnastica è quello di creare nuove connessioni svolgendo attività nuove ed insolite. Attenzione, non si tratta dei classici esercizi enigmistici e di ginnastica per la memoria, ma di un nuovo modo di concepire le tecniche di allenamento del cervello. Ecco alcuni esercizi tratti dal libro di Katz “Fitness della mente”:
  • usare la mano sinistra per spostare il mouse e cliccare
  • la mattina ci si sveglia con l’aroma del caffè che si spande per la casa. Cambiare abitudine mettendo una bottiglietta di essenza di menta, vaniglia, cannella etc sul comodino. Un’essenza diversa ogni mattina.
  • lavarsi i denti usando la mano sinistra (o la destra per i mancini)
  • mangiare con la mano sinistra (o la destra per i mancini)
  • fare la doccia con gli occhi chiusi
  • scegliere i vestiti usando il tatto prestando attenzione alla loro forma e consistenza
  • abbottonarsi la camicia, allacciarsi le scarpe etc., usando una mano sola
  • vestirsi con gli occhi chiusi
  • variare l’ordine delle azioni che si svolgono abitualmente (ad esempio, se prima si fa colazione e poi ci si veste, invertire l’ordine)
  • cambiare strada per andare al lavoro
  • comprare una rivista totalmente diversa dai propri interessi abituali
  • farsi preparare una macedonia e gustarla ad occhi chiusi o bendati (cercando di riconoscere ciascun frutto)
  • per le donne: cercare la chiave di casa che si trova nella borsetta senza guardarci dentro
  • cambiare la disposizione degli oggetti sulla scrivania


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Sabato 20 Gennaio 2007

Hiroshima mon amour

Archiviato in: Politica, Nucleare — Maurizio ( 09:28 )

Ancora una volta il Governo prende una decisione che lascia perplessi. Siamo sicuri che quello attuale sia un Governo di sinistra? Prodi accetta l’ampliamento (raddoppio) della base NATO di Vicenza. Bene, non voglio entrare in merito ad argomenti come l’antiamericanismo, vorrei solamente parlare di coerenza. 1987: gli italiani sono chiamati alle urne per decidere sul tema del nucleare come fonte di energia. Gli italiani bocciarono decisamente tale ipotesi ed il nucleare venne bandito dall’Italia. Almeno così sembra. Già, perché nessuno parla dei 90 ordigni nucleari B-61 contenuti all’interno delle basi NATO di Ghedi Torre (Brescia) e di Aviano (Pordenone). 40 a Ghedi Torre e 50 ad Aviano. Un po’ qui ed un po’ là, per par condicio. Questo stando al rapporto sulle armi nucleari in Europa del NRDC (Natural Resources Defense Council) del 2005. Sempre stando al rapporto del NRDC, in Europa sono installati ben 480 ordigni nucleari. Ma torniamo al referendum. Il risultato del referendum del 1987 è purtroppo evidente: l’Italia compra dalla Francia l’energia elettrica necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico. La Francia produce tale corrente elettrica tramite le sue centrali nucleari. A circa 200 km dai nostri confini ci sono ben 13 centrali nucleari: Phenix, Tricast, Cruas, Saint-Alban, Bugey e Fefferheim in Francia; Muenleberg, Goesgen, Beznau e Leibstadt in Svizzera; Grundemmingen e Isar in Germania; Krsko in Slovenia. Forse sarebbe stato meglio avere le nostre centrali nucleari. Prima incongruenza: da un lato l’Italia boccia il nucleare (e ne subisce le conseguenze) dall’altro ospita 90 ordigni nucleari nel suo territorio. Ma forse l’entità del problema non è chiara: la potenza complessiva di questi ordigni è pari a circa 900 volte quella di Hiroshima. Come dire: cittadini di Aviano e di Ghedi Torre, avete 500 e 400 potenziali ‘Hiroshima’ a due passi dalle vostre case. Lo sa questo Prodi? Ma le basi NATO in Italia, purtroppo sono inevitabili - dicono alcuni - in quanto sono un dovere dal quale non ci si può esimere in virtù dell’accordo siglato nel 1949 (il cosiddetto ‘Patto Atlantico’ o, più correttamente, NATO, cioè North Atlantic Treaty Organization). Bene, secondo Greenpeace le cose non stanno esattamente così: “Gli europei non sono costretti ad accettare queste armi in Europa ed hanno il potere di richiederne la rimozione. Gli ordigni nucleari USA-NATO sono stati rimossi dal Canada, dalla Grecia, dalla Danimarca e dall’Islanda. Eppure ognuno di questi paesi continua a far parte in maniera attiva della NATO.”. Non so se è abbastanza chiaro il concetto…Il 25 ottobre 2003 ci fu un incidente alla Maddalena con il sottomarino nucleare Hartford e venne sfiorata la tragedia. L’avvenimento venne nascosto dai militari e venne alla luce casualmente. La notizia si può leggere qui e qui. E non si tratta di un caso isolato. Ma quante sono le basi USA/NATO in Italia? Sono 127. E’ possibile consultare l’elenco completo qui e qui. Informazioni dettagliate sono reperibili sul sito dei Radicali. Può un Governo di sinistra da un lato bandire le armi nucleari e dall’altro ospitarle in casa? Non vedo molta coerenza. I cittadini di Vicenza quella base non la vogliono, e hanno fatto di tutto per manifestare contro l’ampliamento. Ma Prodi fa sapere da Bucarest - non da Caserta - che il Governo non si opporrà all’ampliamento della base di Vicenza. Non si tratta di un problema politico, ma tutt’al più di natura urbanistica e territoriale, dice. Come dire che Chernobyl ed Hiroshima sono quisquilie urbanistiche. Se questo non significa minimizzare…Eppure per taluni, la questione delle basi NATO in Italia è proprio un problema di natura politica: il fatto di possedere quegli ordigni consente ai paesi che li ospitano di far parte di quegli organismi che pianificano le azioni militari. In altre parole, quegli ordigni ci consentirebbero di contare i più all’interno della NATO. Ma c’è un’altra cosa che occorre sapere: alcune basi NATO in Italia godono di extraterritorialità, cioè al loro interno comandano gli americani. L’importanza dell’extraterritorialità diventa evidente considerando esempi tristemente noti come quello del Cermis. Quindi, ricapitolando: l’Italia è contro le centrali nucleari e contro gli armamenti nucleari, però ospita qualche decina di ordigni nucleari e non può neanche gestirli. Ma non c’è problema, basta stare attenti quando piove

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Venerdì 19 Gennaio 2007

Umarells

Archiviato in: Società — Maurizio ( 11:41 )

E’ proprio vero: questa blogosfera non finisce mai di stupirmi. A chi non è mai capitato di incontrare per la strada un vecchietto - anzi meglio due - intento ad osservare una voragine creata dagli operai dell’Acea o della Telecom? A chi non è mai capitato di incontrare per la strada un vecchietto che osserva il motore di una macchina con il cofano aperto, fuori dall’officina del meccanico? Bene, grazie ad un blog, vengo a scoprire che non sono l’unico ad aver osservato questi vecchietti. Non solo. Scopro che tali vecchietti hanno un nome: ‘umarell’. Già, i vecchietti che osservano i lavori stradali, nella loro tipica posa da umarell sono spesso in coppia: mani rigorosamente dietro la schiena parlottano osservando le voragini e le gru in azione. Facendo una ricerca in Rete scopro tutta una serie di blog dedicati agli umarell (il termine umarell ha origini bolognesi, e significa ometto, anziano, pensionato). Sono tutti blog contenenti foto che immortalano questi vecchietti impegnati in varie attività. Ecco un blog a loro dedicato.

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Giovedì 18 Gennaio 2007

Nuovo tipo di auto elettrica

Archiviato in: Ambiente, Automobili — Maurizio ( 14:59 )

Su Blogeko si parla di un’auto elettrica dotata di particolari batterie che forniscono una autonomia di 500 km e si ricaricano in pochi minuti. La vettura è prodotta dalla texana EEStore ed entrerà in produzione nel 2007.

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