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Lunedì 5 Febbraio 2007

4 gradi in più entro il 2100

Archiviato in: Ambiente — Maurizio ( 14:14 )

Secondo la stima dell’IPCC (International Panel on Climate Change, un organismo di controllo creato dal WMO, World Meteorological Organization e dall’ UNEP, United Nations, Environment Programme), la temperatura della Terra crescerà più di quanto si riteneva precedentemente: da 1,8 a 4 gradi centigradi entro il 2100. La causa di tale innalzamento di temperatura è da imputare con una probabilità del 90% all’effetto serra (causato dalle emissioni di CO2, cioè anidride carbonica). Le implicazioni di tale innalzamento termico sono disastrose: scioglimento delle calotte polari (che si sta già verificando con una accelerazione inconsueta) con conseguente innalzamento dei mari tra i 18 e i 59 centimetri. Dalle osservazioni satellitari risulta che l’intera parte di ghiaccio della Groenlandia si stia sciogliendo ad un tasso 3 volte maggiore rispetto a quanto stimato precedentemente. Ma Jeremy Weiss, del Department of Geosciences Environmental Studies Laboratory (University of Arizona) ipotizza un innalzamento dei mari fino a 6 metri qualora l’intera coltre di ghiaccio dovesse sciogliersi. Se ciò avvenisse, molti stati (Italia compresa) vedrebbero sparire interi pezzi di costa. E’ possibile osservare un’animazione che illustra l’innalzamento dei mari qui. In questa animazione invece, si possono osservare gli effetti sull’Europa. Cosa potrebbe accadere in Italia? Dovremo dire addio a Venezia, alle coste adriatiche del nord, a Latina, a Manfredonia, alle coste del golfo di Oristano. Brutte prospettive insomma. E pensare che multinazionali come la ExxonMobil (la più importante compagnia petrolifera del mondo) tentano di corrompere gli scienziati con assegni da 10.000 dollari per tacere sulle profonde trasformazioni climatiche che sono alle porte. Ovviamente queste cose non le dicono di certo nelle loro news. (Fonte: Repubblica.it).

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Censura Internet in Thailandia

Archiviato in: Censura — Maurizio ( 13:27 )

Quasi 50.000 siti web censurati in Thailandia. Stando a quanto dichiarato da FACT (Freedom Against Censorship Thailand, un’associazione per la salvaguardia della libertà di espressione e contro la censura in Thailandia), l’11 gennaio 2007, la lista nera ufficiale, conteneva 13.435 siti web sotto censura, con un incremento del 500% rispetto alla vecchia lista del 13 ottobre 2006. Insomma, un vero e proprio giro di vite. Sempre stando a FACT, dal 2002, il governo thailandese ha dato il via ad un processo di censura della Rete che ha causato l’oscuramento di 35.000 siti web. Inizialmente la censura colpiva siti pornografici o schierati politicamente, ma attualmente non si è a conoscenza delle motivazioni che stanno alla base dei nuovi blocchi. Il fenomeno della censura di Internet è in crescita un po’ ovunque. La cosa interessante è che nemmeno i paesi democratici sembrano immuni da questa minaccia in continuo aumento. La questione merita un’indagine più approfondita, che mi riservo di affrontare in un prossimo post (fonte: Punto Informatico).

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