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Lunedì 12 Febbraio 2007

Video didattici

Archiviato in: Web — Maurizio ( 13:47 )

Internet, non finirà mai di stupirmi. Ormai faccio qualsiasi cosa grazie alla Rete (ricerche, letture di giornali, TV, ricerche su pagine gialle, ricerche su abbonati al telefono, acquisti, indagini di mercato e via dicendo). Consulto anche i tutorial e scarico manuali vari. Oggi ho scoperto un nuovo sito: Dohowto. Si tratta del primo sito (a quanto ne so) che contiene video guide relative all’uso di svariati software. Su Dohowto è possibile trovare video che illustrano programmi come Photoshop, iTunes, PowerPoint, Windows, Mac Os X, Word e molti altri. In questo video ad esempio, viene illustrato come salvare un attachment da un messaggio di posta elettronica con Outlook 2000. Il sito è in inglese però! L’idea non è male ma il numero di video contenuti nel sito è limitato. Allora mi chiedo: perché non sviluppare l’idea e creare un sito open source stile wikipedia? Chiunque potrebbe creare dei video didattici ed inviarli al sito. Una specie di YouTube ma dedicato esclusivamente a tutorial e video didattici. Che ne pensate?

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Domenica 11 Febbraio 2007

Wordpress è fantastico!

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 13:43 )

Dunque…un giorno di assenza dal blog. Ok, ma è motivato. Ho deciso di fare sul serio e di abbandonare la piattaforma di Blogger. Il fatto è che ci sono troppe limitazioni e il domino mauriziosilvestri.com è registrato (ma in disuso) da anni ormai. Ecco perché sto incominciando a studiare Wordpress, lo stato dell’arte per ciò che riguarda i CMS (Content Management System) dedicati ai blog. Insomma, uno di quei software che ti permettono di creare un blog (o un sito) al volo, senza doverti preoccupare di HTML, CSS, Javascript, PHP e via dicendo. Tempo fa, dopo aver ‘giocato’ un po’ con vari CMS open source, notai che molti di questi sono terribilmente ostici da usare (e dire che sono un programmatore). Wordpress è l’eccezione: open source ma facilissimo da usare. In una mattinata ho imparato tutto quello che c’era da imparare sull’uso della piattaforma Wordpress. E se l’ho imparato io… Devo dire che usandolo, capisco il motivo di tanto successo: è facile da usare, configurabile al massimo, upgradabile facilmente con le centinaia di plugin disponibili in Rete, decine e decine di temi, insomma, una vera bomba. In meno di 5 minuti l’ho installato sul mio iBook (avendo già installato da tempo PHP e MySQL). Credo che su Linux l’installazione richieda più o meno lo stesso tempo (PHP e MySQL sono installati di default a seconda del tipo di installazione e di distribuzione di Linux). Su Windows, una volta installato MySQL e PHP non credo ci debbano essere problemi. Ho imparato ad usare Wordpress, ho il dominio registrato, mi basterebbe un abbonamento ad un servizio di hosting ed il gioco sarebbe fatto ma…sono un tipo pignolo. Viste le enormi potenzialità di Wordpress e constatata l’assenza di un tema che mi soddisfi in pieno, ho deciso di creare un tema tutto mio. Ecco perciò motivato il mio giorno di assenza…stiamo studiando. Anzi…stiamo lavorando per voi! ;-)

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Venerdì 9 Febbraio 2007

Il lavoro c’è, manca la voglia!

Archiviato in: Lavoro — Maurizio ( 12:55 )

Oggi ho letto un articolo su Punto Informatico dal titolo: IT? Il lavoro c’è, eccome. Manca la voglia. L’argomento merita un post. L’articolo di PI è in realtà è una lettera firmata, inviata da un imprenditore del settore che lamenta la difficoltà nel reperire persone ‘desiderose’ di lavorare nel mondo dell’IT. L’imprenditore sostiene che i giovani non intendono assumersi responsabilità, che non hanno ambizioni, che non sono disposti a spostarsi e che pretendono troppo. Inoltre considera obsoleti gli insegnamenti impartiti nelle università italiane. Bene, sono furente! Non posso che accodarmi alla stragrande maggioranza dei commenti dei lettori di PI e credo di poterlo fare con cognizione di causa, visto che nell’IT ci lavoro da quasi 20 anni. Ma incominciamo analizzando il mondo dell’imprenditoria italiano. Gli imprenditori lamentano un costo del lavoro troppo alto, tale da impedire una equilibrata competizione con i paesi emergenti (come la Cina). Il governo, per risolvere questi problemi, ha concepito la riduzione del cuneo fiscale. Ora, a questo riguardo, sono di diverso avviso. Non è certo questa la causa principale della crisi economica italiana, ma ecco come la penso. Io ritengo che in Italia la figura dell’imprenditore sia scomparsa e che da tempo, una categoria nuova sia apparsa all’orizzonte: il faccendiere. Ormai i cosiddetti imprenditori si occupano di finanza. Gli ‘imprenditori’ italiani sono impegnati a creare scatole nuove e a chiudere scatole vecchie, a comprare aziende, a fare scalate. Cosa ha a che fare il signor Benetton con le autostrade? Le strade sono fatte di asfalto, non di lana. Cosa ha a che fare la Pirelli con la Telecom? Nulla: una costruisce pneumatici e l’altra si occupa di telefonia. Gli imprenditori veri non sono questi. Gli imprenditori veri sono personaggi che creano il lavoro. Gli imprenditori veri lavorano sodo per sviluppare un’idea che ritengono innovativa e che alla fine - se vale - diventa remunerativa. Gli imprenditori veri sono persone tuttofare, persone geniali che hanno intuizione. Persone che investono e che rischiano perché vedono più lontano di altri. La Pirelli? Fu fondata da Giovanni Battista Pirelli, non da Tronchetti Provera. Giovanni Battista Pirelli era un imprenditore vero. Ora la Pirelli possiede l’Olimpia S.p.A., una società finanziaria milanese priva di dipendenti. Cosa produce Olimpia S.p.A.? Nulla. Tramite Olimpia S.p.A., Marco Tronchetti Provera, detiene il pacchetto di maggioranza di Telecom Italia. Quale vantaggio si ottiene da queste fusioni? Si crea sviluppo? Si creano posti di lavoro? Si incentiva l’economia? La famiglia Benetton ha creato un marchio famoso nel mondo, ora con Edizione Holding controlla la società Autostrade S.p.A. Non voglio entrare in merito allo sviluppo dato dai Benetton alle autostrade italiane, non voglio parlare di pedaggi, mi limito a citare un nome tristemente famoso: Salerno-Reggio Calabria. E chi vuol capire…Insomma non si crea più nulla, non si creano nuovi posti di lavoro, non si creano nuovi prodotti. Non basta. Lo stato sovvenziona le crisi di queste aziende che non producono. Ci sono personaggi che affossano le aziende, con il solo scopo del lucro personale. Risultato: cassa integrazione, mobilità, riduzioni, tagli. Già, tanto c’è lo stato sociale. Si chiamano ammortizzatori sociali. Si chiamano incentivi. Si chiamano agevolazioni fiscali. Mi sono sempre chiesto: ma cosa ci fa Telecom Italia con il canone di milioni di abbonati? Tutti hanno il telefono in Italia, provate a moltiplicare 25 euro per il numero degli abbonati italiani. Viene fuori una cifra enorme. Incassata da Telecom Italia un mese si ed un mese no. Già, ma ci sono gli investimenti e la manutenzione! La manutenzione? Vogliamo parlare dello stato degli armadi della Telecom? Ferrovie dello Stato. Debito stratosferico. L’amministratore delegato se ne va ed il suo ‘lavoro’ viene premiato nel 2004 con una buonuscita di 6,7 milioni di euro. Siccome è ‘bravo’, viene mandato in Alitalia. Ora, le Ferrovie dello Stato hanno un deficit di 2 miliardi di euro. Quasi 4.000 miliardi delle vecchie lire. Il deficit dell’Alitalia invece, è molto più modesto, appena 380 milioni di euro. Visto che ci sono ricordiamo lo stipendio di Cimoli va’. Circa 2 milioni e 700 mila euro l’anno! Scusate ma non ce l’ho fatta: il nome di questo AD dovevo farlo. Quindi…dicevamo? Ah, si! La colpa della crisi dell’economia italiana è il costo del lavoro! Certo, certo. Ma ora che mi sono sfogato un po’ (non troppo a dire il vero) e ho detto come la penso degli imprenditori italiani e della crisi delle aziende italiane (ma potrei scrivere un libro sull’argomento), andiamo sul quotidiano. Cosa chiedono le aziende quando presentano le offerte di lavoro? Richiedono persone giovani (per usufruire delle agevolazioni fiscali), da assumere a progetto (perché quando uno non fattura non gli si può certo pagare lo stipendio) che abbiano l’esperienza lavorativa di una persona anziana (perché le conoscenze tecniche richieste si acquisiscono in anni di lavoro), che siano disposte a spostarsi e per finire, che non abbiano troppe pretese con gli stipendi. Potrei aggiungere una battutina che viene spontanea, ma mi limito ad un: ‘non volete nient’altro?’. Care aziende e cari ‘imprenditori’, figure professionali di questo tipo si possono trovare forse in Cina, non in Italia! E’ un po’ come pretendere la botte piena e la moglie ubriaca. O no? Come si fa a dire che il lavoro esiste ma che manca la voglia? C’è da infuriarsi. Mi infurio io che sono 20 anni che lavoro nel settore dell’IT, mi immagino ciò che possano provare i giovani che tentano di entrare nel mondo del lavoro. Ecco quanto scrive un ragazzo a PI: “Generalmente l’offerta classica delle agenzie interinali corrisponde ad un sistemista multipiattaforma, programmatore (con non meno di 5 linguaggi conosciuti a menadito), db enginer (pure qui lista chilometrica), massimo ventiquattrenne, con 5 anni (minimo) di esperienza contabile possibilmente presso grande azienda ed il tutto con contratto “junior” (alla faccia, chissà il senior allora) da 2 settimane (tranquilli, rinnovabili…) a minimo salariale…”. E’ proprio così, è tutto vero. Come si suol dire, ‘quoto in pieno’. Tali conoscenze sono difficili da trovare anche in persone con lunga esperienza lavorativa alle spalle, figuriamoci tra i giovani appena usciti dalla scuola. Anzi, una persona con così cospicue conoscenze tecniche maturate in così poco tempo, in realtà non ha esperienza specifica affatto. Non basta una esperienza unica ma consolidata? Queste richieste la dicono lunga: spremere fino all’inverosimile. In 4-5 anni non si può diventare sistemisti, DBA e programmatori provetti nello stesso tempo. A meno di non avere le antenne ed essere verdi ovviamente… ;-) Cari imprenditori, investite. Investite nelle persone. Date la possibilità ai giovani di acquisire esperienza. Altrimenti accade ciò che la saggezza popolare ha sempre saputo: chi troppo vuole nulla stringe. E l’economia italiana va a rotoli.

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Giovedì 8 Febbraio 2007

Internet sotto attacco

Archiviato in: Internet, Sicurezza — Maurizio ( 14:11 )

Due giorni fa è stato sferrato un attacco al cuore di Internet: i 13 server DNS radice (root nameserver) che stanno alla base dell’intera architettura della Rete. Si tratta del secondo tentativo di un certo rilievo intentato ai danni dei 13 server DNS. Il primo avvenne a ottobre del 2002, durante il quale 4 o 5 dei 13 server DNS rimasero in piedi. L’attacco di due giorni fa, ha interessato maggiormente 3 server: il server ‘G’ (gestito dal dipartimento della difesa americana, D.O.D.), il server ‘L’ dell’ ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ed il server ‘M’ del Wide Project. Chi ha attuato l’attacco, ha utilizzato le ormai tristemente note botnet. Le botnet stanno diventando un serio problema per la Rete (spam e attacchi di tipo DDOS). Una soluzione al problema è stata ipotizzata da tempo da Verisign (una azienda che gestisce due dei 13 server DNS): replicare i 13 server DNS in almeno un centinaio di posti sparsi per il pianeta (seguendo la filosofia che ha fatto nascere Internet). Ad ogni modo la minaccia è reale e preoccupante. Per capire l’entità del problema occorre conoscere lo scopo di questi 13 server DNS. Un server DNS (Domain Name System) è una macchina che traduce gli indirizzi dei siti web che conosciamo tutti, in indirizzi numerici (indirizzi IP), cioè gli unici indirizzi che i computer riescono a comprendere. Esistono innumerevoli server DNS sparsi per il pianeta, ma tutti fanno riferimento a quei 13 server. Si capisce da ciò la loro importanza. La Rete ha resistito a questi attacchi perché i 13 server DNS sono progettati per sopportare carichi molto pesanti (alcune stime dichiarano che il 98% di tutte le query che vengono effettuate giornalmente non è affatto necessario), ma l’altro ieri quei server sono stati messi a dura prova. Internet è uno strumento meraviglioso, ma evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo (spammer e ‘gestori’ di botnet).

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Mercoledì 7 Febbraio 2007

I vampiri e l’effetto boomerang

Archiviato in: Copyright, Diritto d'autore — Maurizio ( 14:00 )

Ecco due vicende di ‘vampirismo’ che attirano la mia attenzione: la lettera aperta scritta dal premio Nobel per la pace Mikhail Gorbaciov a Bill Gates e la multa di 4.740 euro comminata dalla SIAE al sito ‘pirata’. Ma rivediamo i fatti. Iniziamo con la questione Gorbaciov-Gates: Aleksandr Ponosov, direttore di una scuola in un villaggio degli Urali, rischia cinque anni di prigione ed il pagamento di una multa di 266 mila rubli (circa 8.000 euro) a causa di alcune copie illegali di Windows. Sembrerebbe che Ponosov abbia acquistato il software credendolo originale. Queste le parole tratte dalla lettera di Gorbaciov inviata alla Microsoft: “L’insegnante ha dedicato la sua vita all’educazione dei bambini e guadagna uno stipendio basso, incomparabile con quelli dei dipendenti della tua compagnia. Potrebbe finire nella prigione di una colonia penale siberiana. E poi la sua responsabilità neppure è certa”. Laconica la replica della Microsoft: “Il caso di mr. Posonov è un caso di crimine, e come tale è stato trattato dalle autorità russe”. La vicenda ha attirato l’attenzione pubblica e anche Vladimir Putin è intervenuto in difesa dell’insegnante. Epilogo della vicenda: le scuole russe della regione di Perm - stando alle affermazioni del ministro dell’educazione Nikolay Karpushin - smetteranno di comprare Windows e cominceranno ad utilizzare software freeware ed open source come Linux. In pratica Microsoft perde (in termini di immagine) e Linux acquista un pezzettino di terreno in più. Vediamo ora la seconda vicenda, la multa richiesta dalla SIAE al sito www.homolaicus.com: il sito web in questione, è - manco a dirlo - senza scopo di lucro, anzi, è un sito culturale e didattico. Di quale orrendo crimine si è macchiato il gestore del sito? Ha ospitato alcune fotografie che rappresentano opere d’arte di artisti viventi (o morti da meno di 70 anni) per 54 mesi. Ecco le parole di un solerte funzionario della SIAE: “Abbiamo rilevato all’interno del vostro interessante sito la riproduzione di opere dell’arte figurativa protette in base alla legge italiana sul diritto d’autore (Legge 22/4/1941, n. 633) in quanto create da artisti viventi o scomparsi da meno di 70 anni. Alcune di tali opere appartengono al repertorio delle arti visive affidato alla tutela della Siae e non risulta per il loro utilizzo sulla rete Internet essere stata richiesta alla nostra Società alcuna autorizzazione”. State attenti a fare fotografie ai quadri e ad inserirle nella vostra pagina web personale! I solerti tutori del diritto d’autore non perdonano! La reazione: petizione online da parte degli insegnanti ed interrogazione parlamentare firmata dal senatore dei Verdi Mauro Bulgarelli. Insomma, io non ne posso proprio più di sentire queste storie. Major che perseguono gli studenti che scaricano un mp3 dai circuiti P2P, case discografiche che ti piazzano il ‘DRM-trojan’ nel CD e ti impallano il computer, la SIAE che persegue i siti che ospitano foto di opere artistiche, il povero insegnante che rischia 5 anni di Gulag…basta! Il diritto d’autore una volta era valido 14 anni, poi è stato esteso sempre di più, oggi è valido fino a 70 anni dalla morte dell’autore. Ma chi stiamo tutelando? Basta, tutto ha un limite! Comunque, anche se sono furibondo, la mia osservazione finale è pacata: Microsoft ha perso a livello di immagine (e di qualche copia di Windows venduta in meno) e la SIAE ha causato una interrogazione parlamentare. Quindi, nessuno ha guadagnato da queste azioni persecutorie. Anzi, al contrario. Io ad ogni modo sono convinto che questi vampiri dovranno soccombere. I CD audio spariranno, fatevene una ragione. Così come sono spariti i floppy disk, i dischi di vinile e le videocassette. Spariranno anche i giornali cartacei e andranno tutti online. La musica sarà distribuita online (i ricavi si avranno magari dalla pubblicità). E’ la tecnologia. Fatevene una ragione in fretta o vi taglierete le gambe con le vostre mani.

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Martedì 6 Febbraio 2007

Quel motivetto che mi piace tanto…

Archiviato in: Web, Musica — Maurizio ( 12:40 )

Mai capitato di avere in testa un motivetto e non sapere di cosa si tratta? A me è capitato molte volte. Di solito risalgo al titolo usando varie strategie. Ad esempio, se si tratta di una pubblicità, vado su Google -> gruppi, seleziono il gruppo ‘it.comp.musica.mp3.scambi’ e faccio una ricerca al suo interno. Oppure chiedo il titolo (ma il più delle volte qualcun altro ha già fatto la stessa domanda e ha ottenuto una risposta, perciò non devo neanche chiedere). Se invece conosco qualche parola del ritornello, vado su Google e cercho +”lyrics” +”parole del ritornello”. Di solito trovo quello che cerco. Ma come fare se non si conoscono le parole e non si tratta di una pubblicità? Beh, ci sono ben 2 strade: si scarica Tunatic o si va su www.midomi.com. Entrambi consentono l’identificazione di un brano semplicemente…cantandolo! Basta avere un microfono ed un collegamento ad Internet (ehm…ed essere intonati ovviamente). Midomi.com ha un database di 2 milioni di brani, all’interno del quale è possibile effettuare delle ricerche digitando il titolo del brano oppure canticchiandolo al microfono. Non solo, è anche possibile ascoltare le registrazioni degli altri utenti. E se si è proprio stonati cosa si può fare? Beh, si può sempre tentare con il pianoforte virtuale di www.melodyhound.com. Una volta ’suonato’ il brano, il sito proporrà un elenco di titoli riascoltabili. Beh, ci vuole un minimo di orecchio però eh? ;o)

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Lunedì 5 Febbraio 2007

4 gradi in più entro il 2100

Archiviato in: Ambiente — Maurizio ( 14:14 )

Secondo la stima dell’IPCC (International Panel on Climate Change, un organismo di controllo creato dal WMO, World Meteorological Organization e dall’ UNEP, United Nations, Environment Programme), la temperatura della Terra crescerà più di quanto si riteneva precedentemente: da 1,8 a 4 gradi centigradi entro il 2100. La causa di tale innalzamento di temperatura è da imputare con una probabilità del 90% all’effetto serra (causato dalle emissioni di CO2, cioè anidride carbonica). Le implicazioni di tale innalzamento termico sono disastrose: scioglimento delle calotte polari (che si sta già verificando con una accelerazione inconsueta) con conseguente innalzamento dei mari tra i 18 e i 59 centimetri. Dalle osservazioni satellitari risulta che l’intera parte di ghiaccio della Groenlandia si stia sciogliendo ad un tasso 3 volte maggiore rispetto a quanto stimato precedentemente. Ma Jeremy Weiss, del Department of Geosciences Environmental Studies Laboratory (University of Arizona) ipotizza un innalzamento dei mari fino a 6 metri qualora l’intera coltre di ghiaccio dovesse sciogliersi. Se ciò avvenisse, molti stati (Italia compresa) vedrebbero sparire interi pezzi di costa. E’ possibile osservare un’animazione che illustra l’innalzamento dei mari qui. In questa animazione invece, si possono osservare gli effetti sull’Europa. Cosa potrebbe accadere in Italia? Dovremo dire addio a Venezia, alle coste adriatiche del nord, a Latina, a Manfredonia, alle coste del golfo di Oristano. Brutte prospettive insomma. E pensare che multinazionali come la ExxonMobil (la più importante compagnia petrolifera del mondo) tentano di corrompere gli scienziati con assegni da 10.000 dollari per tacere sulle profonde trasformazioni climatiche che sono alle porte. Ovviamente queste cose non le dicono di certo nelle loro news. (Fonte: Repubblica.it).

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Censura Internet in Thailandia

Archiviato in: Censura — Maurizio ( 13:27 )

Quasi 50.000 siti web censurati in Thailandia. Stando a quanto dichiarato da FACT (Freedom Against Censorship Thailand, un’associazione per la salvaguardia della libertà di espressione e contro la censura in Thailandia), l’11 gennaio 2007, la lista nera ufficiale, conteneva 13.435 siti web sotto censura, con un incremento del 500% rispetto alla vecchia lista del 13 ottobre 2006. Insomma, un vero e proprio giro di vite. Sempre stando a FACT, dal 2002, il governo thailandese ha dato il via ad un processo di censura della Rete che ha causato l’oscuramento di 35.000 siti web. Inizialmente la censura colpiva siti pornografici o schierati politicamente, ma attualmente non si è a conoscenza delle motivazioni che stanno alla base dei nuovi blocchi. Il fenomeno della censura di Internet è in crescita un po’ ovunque. La cosa interessante è che nemmeno i paesi democratici sembrano immuni da questa minaccia in continuo aumento. La questione merita un’indagine più approfondita, che mi riservo di affrontare in un prossimo post (fonte: Punto Informatico).

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Sabato 3 Febbraio 2007

La droga che si compra dal tabaccaio

Archiviato in: Monopolio, Fumo — Maurizio ( 14:26 )

Il fumo è un vizio che può essere eliminato in qualsiasi momento, basta un pizzico di buona volontà. No. Niente di più sbagliato. Lo sostengo da sempre e oggi, grazie alla Rete, ne ho le prove: alcuni scienziati hanno scoperto la parte del cervello legata alla dipendenza da fumo! E’ noto da tempo che la nicotina crea dipendenza, ciò che non si sa però, è che i grossi produttori aumentano continuamente la quantità di nicotina nelle sigarette. La nicotina è una delle droghe che danno maggiore assuefazione. Sono altresì noti gli effetti cancerogeni del fumo. Anzi, sembrerebbe che il fumo sia una delle prime 4 cause di tumori ai polmoni. Nel fumo di sigaretta sono contenute circa 4000 sostanze diverse. Tutto questo è noto da tempo. Quasi 20 anni fa, una pagina contenuta nel testo usato per l’esame di fisiologia ed igiene del lavoro industriale, attirò la mia attenzione: per sommi capi venivano spiegati alcuni effetti del fumo di sigaretta. Nicotina: dipendenza, aumento della pressione sanguigna, aumento del lavoro cardiaco (probabilità 3 volte maggiore di attacco di cuore rispetto ai non fumatori). Ossido di carbonio: si fonde intimamente con l’emoglobina del sangue formando carbossiemoglobina, sottraendo ossigeno ai tessuti. Catrame: sostanza cancerogena, causa di cancro al polmone (da 7 a 14 volte maggiore rispetto ai non fumatori) e di cancro a pancreas, vescica e rene. La cosa che fa meno male è il fumo in sé, che causa ’solo’ irritazioni bronchiali con conseguente aumento del catarro (e quindi della tosse) e bronchite cronica ed enfisema (da 5 a 18 più frequente nei fumatori). Queste cose le ho trovate scritte su un libro stampato nel 1975. Da allora molte altre scoperte sui danni provocati dal fumo sono state fatte. Eppure…e questo davvero mi fa infuriare, lo stato con il suo monopolio sui tabacchi guadagna sulla salute dei cittadini. Certo, ha imposto la dicitura ‘nuoce gravemente alla salute’. Ma se le polveri sottili sono una minaccia così grave da imporre le targhe alterne, se la cannabis è così pericolosa per la salute da essere vietata, se l’amianto è proibito in quanto fibra cancerogena, perché le sigarette sono ancora legali?

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Un treno che non si ferma mai

Archiviato in: Trasporti — Maurizio ( 04:37 )

Può una bicicletta arrivare a destinazione prima di un autobus? Si, è ampiamente dimostrato. Del resto lo possiamo notare tutti quando siamo in mezzo al traffico in automobile (il computer di bordo della mia auto, solitamente segna una velocità media di crociera di 16 km orari). Questa constatazione ha fatto riflettere Lara Brunello, una ricercatrice della Queensland University of Technology (Australia), e le è venuto in mente un innovativo tipo di treno: il treno perpetuo. Il problema che sta alla base è il seguente: le fermate alle stazioni e le accelerazioni e decelerazioni che ne conseguono, creano ritardo ed il treno impiega più tempo del previsto; ma se è vero ciò, allora, perché non abolire completamente le fermate? Ed ecco l’idea geniale: una ferrovia ad anello lungo la quale viaggia un treno che non si ferma mai. Presso ciascuna stazione è presente un troncone di rotaia che forma un raggio esterno all’anello, dove si trova una carrozza in attesa del treno e con i passeggeri al suo interno. Non appena il treno arriva alla stazione, non si ferma, e la carrozza che lo attendeva viene agganciata ‘al volo’. Per far scendere i passeggeri accade l’inverso: a ridosso della stazione, la carrozza viene sganciata al volo ed esce dall’anello utilizzando il troncone di ferrovia che collega l’anello alla stazione.

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