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Giovedì 8 Marzo 2007

8 marzo

Archiviato in: Donne — Maurizio ( 07:30 )

Donne…se non ci fossero bisognerebbe inventarle. Donna, cosa non si fa per te. Auguri. Mimose. Già. Però ora basta. Finiamola con queste…ehm, ‘bischerate’ e parliamo di cose serie. Secondo l’ultima indagine ISTAT infatti, si delinea un quadro a dir poco inquietante. 6 milioni 743 mila sono le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. 5 milioni hanno subito violenze sessuali, 3 milioni 961 mila violenze fisiche. Il 16,3% delle donne che hanno subito violenza sono di età compresa tra 16 e 24 anni. La quasi totalità delle violenze non vengono denunciate. Il 91,6% degli stupri non è denunciato. Il rapporto completo di questa indagine ISTAT è reperibile qui: testo integrale indagine ISTAT. Nelle imprese, solo il 32% delle donne occupa posizioni direttive, il 10% si trova all’interno dei membri dei consigli di amministrazione e solo il 3% degli amministratori delegati delle grandi imprese europee sono donne. Nella relazione della Commissione Europea 2006 si legge: “Nell’istruzione e nella ricerca le donne laureate sono più numerose degli uomini (59%), tuttavia la loro presenza diminuisce sensibilmente nei gradini superiori della carriera, dal 43% dei dottorati fino al 15% dei docenti di ruolo”. E ancora: “In media le donne guadagnano il 15% in meno degli uomini per ogni ora lavorata”. E’ recente la notizia della class action che coinvolge più di un milione di donne impiegate nella gigantesca catena di supermercati Wal-Mart, negli USA. Motivo? Discriminazione sessuale. Il paese europeo con la percentuale più alta di violenza sulle donne? La Svezia. E stiamo parlando di paesi democratici e liberali. Come è noto, la condizione delle donne è molto più grave in paesi come l’Afghanistan, la Somalia, il Pakistan, il Bangladesh, il Sudan, il Ciad. Ma devo dire che la situazione che mi sconcerta maggiormente è quella italiana. Qui le donne non sono costrette ad indossare il burka, eppure sono quasi 7 milioni le donne che hanno subito violenze. Perciò, l’8 marzo, invece di pensare alle mimose, riflettiamo su questi dati. Ad ogni modo, nonostante tutto, le cose si possono cambiare. Auguri a tutte le donne!

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