Bagni e poesie
I bagni degli uomini che si trovano all’interno dell’edificio dove lavoro, tempo fa versavano in condizioni veramente indicibili. Colpa della mancanza di educazione degli utenti. La mattina li trovavi perfettamente puliti, ma tale stato degradava sistematicamente nell’arco della mattinata. Il pomeriggio diventavano praticamente inutilizzabili. Pozzanghere di liquami, carte per terra, sciacquoni inutilizzati nonostante la presenza di ‘residui solidi’. Insomma, una vera indecenza. Mi sono sempre chiesto come potessero sopportare una situazione simile le signore delle pulizie. E come potessero esistere delle persone con così poco rispetto nei confronti del lavoro altrui (e delle signore addette alle pulizie). Persone che - magari in giacca e cravatta - riducevano i bagni alla stregua delle fogne. Poi, improvvisamente, per qualche giorno sono mancati carta e sapone. Sciopero delle signore delle pulizie? Non lo so, so soltanto che ora, i bagni si trovano in buone condizioni. Come si è risolto il problema? Incredibile a dirsi, all’interno di ogni bagno, proprio sopra il water, sono stati affissi dei volantini in formato A4, con stampata una poesia. La poesia recita così:
“Scusa sai se mi permetto,
ma la mamma non ti ha detto
come usare il gabinetto?
Se tua mamma si è scordata
che la gente va educata
la lacuna va colmata!
Nella tazza, attentamente
lascia ciò che avevi in mente
ma di gocce in terra niente
Tira l’aqua per favore!
io lo so che non hai cuore
di lasciar cattivo odore
Se qualcosa hai da gettare
che la tazza può otturare
il cestino devi usare.
Quando fuori sarai uscito
lascia tutto ben pulito
sarai sempre riverito!”
Non avrei mai creduto che una poesia potesse produrre un effetto così miracoloso, ma devo dire che sono passati alcuni giorni e - ancora non mi capacito della cosa - i bagni sono ancora puliti. Morale: se pensi che certi comportamenti debbano nascere spontanei, se pensi che certe ‘persone’ non si possano addomesticare (al contrario degli animali), beh, ti sbagli. Basta una poesia.