Lo dicevo io che la censura in Rete è in aumento…
Uno studio realizzato dalla OpenNet Initiative (portato avanti dalla Harvard Law School, la University of Toronto,la University of Cambridge e la University of Oxford) evidenzia una pericolosa tendenza. Secondo lo studio, “sarebbero almeno 2 dozzine i paesi che praticano forme di censura digitale”. Si tratta di “una forte tendenza nella direzione sbagliata” come ha affermato John Palfrey, direttore del Centro per Internet e Società di Harvard. (fonte: Repubblica.it). Ma questa tendenza è sotto gli occhi di tutti a mio avviso, non credo serva uno studio apposito per evidenziare questo fastidioso andazzo adottato dai governi di vari paesi. Meno male che c’è una notizia in controtendenza: dopo le varie pressioni da parte dei sostenitori della privacy in Rete, Google ha annunciato nel suo blog che l’indirizzo IP verrà cancellato dalla base dati dopo tempo variabile tra 18 e 24 mesi. Ricordo a tutti coloro che temessero la violazione della privacy, che esistono strumenti come TOR che consentono l’accesso ad Internet in modo anonimo. Personalmente non ho mai utilizzato tali strumenti per due motivi: primo, ritengo di non avere informazioni personali e riservate da nascondere (i miei dati sono pubblici), secondo, perché preferisco combattere per un paese libero, senza restrizioni o vincoli di sorta, piuttosto che dover utilizzare strumenti - peraltro perfettamente leciti - per aggirare le restrizioni.
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Ciao Maurizio,

scusa se passo da te solo ora! Grazie per la visita nel mio blog, ma soprattutto grazie per i complimenti. Tornerò a trovarti.
Commento di Il Pane e le Rose — 17 Marzo 2007 @ 13:43