I DICO e i Registri delle Unioni Civili in Italia
Ho già parlato dei DICO qui, ma volevo ritornarci per parlare dei Registri delle Unioni Civili. I DICO hanno scatenato accese polemiche tra i fautori delle unioni civili e i numerosi detrattori. E’ scesa in campo la Chiesa, teorizzando una pericolosa minaccia alla famiglia. Alla fine, dopo la caduta del Governo Prodi, i DICO sono spariti dal famoso dodecalogo prodiano. Mi viene da pensare ai discografici che inseguono i pirati del P2P, tirando la giacchetta al legislatore al fine di poter essere maggiormente tutelati. Cosa c’entra il P2P con i DICO? In un mio precedente post, evidenziavo come i musicisti e gli autori stiano utilizzando la Rete per raggiungere il grande pubblico, scavalcando le case discografiche. Come a dire, la realtà a volte va avanti da sola, a prescindere dai dibattici politici. Con le unioni civili sta accadendo una cosa simile. Infatti in Italia - forse non molti lo sanno - molti comuni hanno istituito un Registro delle Unioni Civili. Un elenco di tali comuni è reperibile qui. A dicembre dello scorso anno, fece notizia la decisione del comune di Padova di istituire la prima anagrafe per i conviventi. La Chiesa non se n’è mai accorta, ma da circa 10 anni sempre più comuni italiani stanno istituendo - lentamente - i Registri delle Unioni Civili. Pisa è stato il primo comune ad avere un registro pubblico. Evidentemente, molti comuni si vorrebbero conformare alla realtà europea e, se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna…
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