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Lunedì 26 Marzo 2007

Gli americani sapevano?

Archiviato in: Politica, Guerra — Maurizio ( 06:40 )

Continuano le polemiche sull’operato del Governo italiano nell’ambito della vicenda della liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Da più fronti l’accusa che viene mossa è quella di aver trattato con i terroristi e di averne liberato 5. Gran Bretagna, Olanda e Germania hanno commentato sulla vicenda definendola un grave errore che potrebbe provocare delle conseguenze involontarie preoccupanti. La posizione degli americani è stata invece più nebulosa. Inizialmente è stato fatto trapelare il disappunto degli USA da una fonte anonima. Successivamente c’è stata la ‘condanna’ ufficiale. Secondo il portavoce del dipartimento di Stato, il segretario di Stato Condoleeza Rice non era informato della trattativa. Vediamo…durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena in Iraq, gli USA non sapevano dell’operazione, durante la liberazione di Daniele Mastrogiacomo in Afghanistan, gli USA non sapevano delle trattative in corso tra Roma e Kabul…viene da chiedersi: ma gli americani dormono? No, perché se è così comincio ad essere preoccupato per i loro soldati. Sarcasmo a parte, sembrerebbe che gli USA sapessero della trattativa. La loro posizione e quella degli alleati è comprensibile: devono mostrare una posizione decisa di totale contrarietà alle trattative con i talebani. In caso contrario - visti i risultati ottenuti - il rapimento di un civile potrebbe diventare un’opzione appetibile per i talebani. Anche secondo il New York Times, l’Italia non ha agito da sola nello scambio di prigionieri:
“Diplomatically, the United States could not bar the exchanges, American officials said, given that the Taliban prisoners were being held by the Afghan government and not by the American military or NATO. United States officials have also been mindful of the rising tide in Italian public opinion against the presence of Italian troops in Afghanistan”
Come evidenziato dal NYT, diplomaticamente gli USA non avrebbero potuto impedire lo scambio dei prigionieri con il giornalista italiano, in quanto tali prigionieri erano detenuti dal governo afghano e non dai militari americani o dale forze NATO. Inoltre, ostacolare lo scambio avrebbe aumentato il dissenso da parte dell’opinione pubblica italiana. Inoltre:
Edward Luttwak, a senior adviser at the Center for Strategic and International Studies in Washington, speculated that American officials made the political calculation that for the sake of good relations with Italy, it was better not to stop the transfer
Cioè probabilmente gli USA sapevano ma non hanno voluto interferire. Perciò c’è da considerare la situazione del Governo italiano in questo periodo (già caduto una volta). Infatti tra breve verrà affrontato il voto per il finanziamento delle missioni all’estero: la mancata liberazione di Mastrogiacomo avrebbe potuto giocare a sfavore. Intanto la proposta del nostro Governo di una conferenza di pace comincia ad acquisire sempre più sostenitori: dopo Putin, anche il cancelliere tedesco Angela Merkel appoggia la proposta italiana. Anche la Rice definisce costruttiva la proposta italiana. Bene, ci si comincia a rendere conto che 5 anni di guerra non sono serviti, che sia il caso di cambiare strada? Il 27 marzo al Senato ci sarà all’ordine del giorno il rifinanziamento della missione in Afghanistan (alla Camera è già passato con 524 voti). La questione del voto è delicata: 158 voti della maggioranza contro 156 voti dell’opposizione (se votasse compatta). Questo senza considerare eventuali defezioni di Rossi, Turigliatto, Bulgarelli. Cossiga ha già annunciato che voterà NO, Pininfarina e Andreotti sono incerti. I voti della maggioranza potrebbero così scendere a 152-153. Si annuncerebbe un film già visto. La CDL potrebbe richiedere le dimissioni del Governo Prodi. Speriamo che vada tutto liscio.

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