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Lunedì 30 Aprile 2007

Sindacati venduti!

Archiviato in: Lavoro, Donne — Maurizio ( 08:31 )

Ho deciso di mettere un link a questo post perché questi fatti ignobili devono essere resi pubblici. Leggetelo e parlatene nei blog: è un piccolo spaccato della vergognosa Italia di oggi. Oltre al trauma cranico causatole dal datore di lavoro manesco, la beffa della CIGL: “intanto favorisca 100 euro, prego”. Sinistra, dove sei? Capite ora perché non ho più fiducia neanche nei sindacati? Il primo maggio, care CIGL, CISL e UIL, evitate di fare i soliti discorsi di circostanza, per favore. Ne abbiamo le p…. piene.

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Domenica 29 Aprile 2007

Eshal

Archiviato in: Musica, Riflessioni, Guerra — Maurizio ( 10:07 )

Ascoltando la stupenda voce di Ofra Haza ho immaginato per un attimo la fine di tutte le guerre sulla terra. Ho immaginato che al posto delle bombe si diffondesse la sua musica a volume altissimo. Ho immaginato che dalle radio, dalle televisioni, dagli stereo delle macchine uscissero improvvisamente le sue parole:

“Eshal, stay with us tonight, to dance not to fight”
“Eshal, stay with us tonight, to dance not to fight”

Ho immaginato che ascoltando questa musica e queste parole, soldati, terroristi, kamikaze, civili, uomini, donne e bambini di tutto il mondo si fermassero di colpo. Ho visto i soldati di tutte le guerre gettare in terra i loro fucili. Ho visto fazioni avverse in lite perenne per un pezzo di terra, fermarsi di colpo. Ho visto tutte le persone della terra venirsi incontro. Le ho viste muoversi all’inizio lentamente, poi in maniera più decisa, a tempo di musica. Le ho viste danzare. Ho visto le loro facce sorridenti. Si, scherzavano, ridevano tutti come matti. C’era un’allegria diffusa dappertutto. Poi ho aperto gli occhi. Stavo piangendo. Era solo un sogno. La musica è un linguaggio universale che, al contrario delle parole, scavalca la ragione ed arriva diretta al cuore.

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Sabato 28 Aprile 2007

Cose buone dal mondo: il PD

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 07:03 )

Cosa penso del Partito DemocrISTIANO? Vediamo…
  1. Conflitto di interessi…non se ne parla più
  2. Cesare Previti è da 1 anno che nonostante la condanna si trova in Parlamento allegro e contento (e se ne guarda bene dal dimettersi)
  3. Nella riforma elettorale vogliono togliere le preferenze
  4. Civitavecchia e la centrale a carbone…VERDI…dove siete?
  5. Le ecoballe di Bassolino
  6. I ‘termovalorizzatori’ di Chiamparini, la diossina e le nanoparticelle che non fanno male, anzi fanno benissimo alla salute
  7. 3 condanne all’Italia dalla UE a causa dello smaltimento dei rifiuti
  8. Prodi privatizza Telecom Italia prima e se ne lava le mani dopo. La Montedison non ci è bastata?
  9. Mafie, Ndranghete, Camorre…prosperano allegramente
  10. L’evasione fiscale (quella vera) prospera allegramente, i lavoratori dipendenti sempre più tartassati. Ma la lotta all’evasione fiscale non era il cavallo di battaglia della Sinistra?
  11. 1 milione di politici in Italia? Siccome sono pochi si aumentano le province
  12. Mi hanno tolto 10 euro di addizionale regionale dallo stipendio, che quindi è DIMINUITO
  13. Il lavoro continua ad essere precario. Vanno di moda i Call Center
  14. I politici condannati stanno ancora lì allegri e contenti
  15. Solo una parte davvero minima dei 5000 indagati di mani pulite è stata condannata
  16. Si fanno i referendum e poi si legifera CONTRO il parere espresso dagli italiani (nucleare vs testate atomiche delle 2 basi NATO, maggioritario vs proporzionale reintrodotto da Berlusconi, etc…) e ora NON lo vogliono fare il referendum sulla legge elettorale
  17. Siccome non sapevano cosa fagli fare, hanno creato nuovi ministri/eri senza portafoglio (Politiche Giovanili e Attività sportive, Politiche per la famiglia…etc)
  18. La CONSOB dice che la Share Action di Beppe Grillo è IRREGOLARE (ma de che!!!). Però la CONSOB non si ACCORSE DILIGENTEMENTE della Parmalat e di Cirio
  19. Turigliatto viene definito dissidente perché si comporta da VERO comunista (si è ribaltato il mondo, Turigliatto for President!)
  20. Si spendono 13 MLD di euro per comprare 133 caccia di ATTACCO (non di pace) dagli USA mentre si spendono SOLO 5 MLD per le pensioni in Italia (la guerra è più importante delle pensioni)
  21. Vicenza ha la sua brava base NATO
  22. La Chiesa fa politica spudoratamente e poi dicono che l’Italia è uno stato LAICO
  23. La legge sui DICO l’hanno affossata
  24. Il governo precedente usò l’8 per mille per la guerra in Iraq
  25. Mario Buscaino (Margherita) si candida a Trapani nonostante l’avviso di garanzia per concorso in corruzione
  26. L’ex vice presidente della regione Sicilia viene arrestato per corruzione e rapporti con la mafia. Coinvolti esponenti di centrodestra e di centrosinistra
Basta, mi sono stufato, altrimenti scrivo un libro sulle porcherie italiane. Hmmm…cosa dicevamo? Che ne penso del PD?
Beh, visto tutte le cose DI SINISTRA che stanno facendo…beh…
Ma andate tutti a c…

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Venerdì 27 Aprile 2007

Raccolta differenziata: istruzioni per l’uso

Archiviato in: Ambiente, Energia, Educazione, Informazione — Maurizio ( 06:25 )

Allegato alla mia copia del periodico locale La Piazza di Roma, ho trovato un interessante opuscolo dell’AMA (Azienda Municipale Ambiente di Roma) allegato. Si parla di raccolta differenziata. Forse non tutti sanno che una raccolta differenziata fatta male, pregiudica gran parte del lavoro. Gettare rifiuti riciclabili sporchi nell’apposito cassonetto, rende infatti inutilizzabile tutto il resto! Quindi, occhio a gettare la bottiglia di vetro con i residui del succo di frutta all’interno! E’ necessario il risciacquo preliminare. Una volta risciacquati, i contenitori vanno schiacciati per occupare meno spazio. A Roma abbiamo 3 cassonetti diversi: uno blu per vetro, plastica e metallo, uno bianco per carta e cartone ed infine uno verde per tutto il resto che non è riciclabile (ad esempio gli scarti alimentari). Ecco cosa è possibile inserire (e cosa non si deve inserire) negli appositi cassonetti:

Cassonetto BLU
  • bottiglie, vasetti e barattoli di vetro
  • bottiglie, vasetti e barattoli di plastica
  • buste e sacchetti di plastica
  • lattine per bevande
  • vaschette e fogli di alluminio
  • scatolame di metallo per alimenti
  • tappi a vite e a corona di metallo
  • bombolette spray
  • gusci e barre di polistirolo
Cosa NON gettare nei cassonetti BLU
  • ceramica e porcellana
  • lampadine e lampade al neon
  • piatti, bicchieri e posate di plastica
  • contenitori per solventi e vernici etichettati Tossici e/o Infiammabili
  • oggetti in vetro, plastica, metallo diversi dai contenitori (giocattoli, apparecchiature elettriche, lastre di vetro, etc.)
Cassonetto BIANCO
  • imballaggi di carta, cartone e cartoncino
  • giornali, riviste, quaderni
  • depliant, volantini, manifesti
  • cartoni per bevande in Tetra Pak
Cosa NON gettare nei cassonetti BIANCHI
  • carta o cartone sporchi di cibo o di altre sostanze
  • carta oleata o plastificata
  • piatti e bicchieri di plastica
  • buste o sacchetti di plastica
Cassonetto VERDE
  • tutti i materiali non riciclabili
  • avanzi di cibo, di frutta e verdura
  • foglie e fiori
  • carta e cartone sporchi di cibo, carta oleata o plastificata
  • plastiche non riciclabili: giocattoli, piatti, bicchieri e posate
  • pannolini e assorbenti igienici
Cosa NON gettare nei cassonetti VERDI
  • materiali riciclabili (vetro, plastica, metallo, carta)
  • sostanze liquide
  • materiali impropri o pericolosi
  • pile scariche e batterie d0auto
  • sostanze tossiche
  • calcinacci, pneumatici
  • rifiuti ingombranti anche se smontati
Il Comune di Roma prevede specifiche sanzioni per chi abbandona i rifiuti fuori dai cassonetti (da 25 a 620 euro) e per chi non effettua correttamente la raccolta differenziata (da 50 a 300 euro). Sanzioni a parte, la raccolta differenziata è un dovere civico per tutti. Altrimenti inquiniamo di più e ci ammaliamo di più. E’ la prima volta che faccio una richiesta di questo tipo agli altri blogger ma, vista l’importanza, questa volta la faccio: per favore, fate circolare questa informativa. I più pigri possono tranquillamente copiare integralmente il mio post! :o)

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Giovedì 26 Aprile 2007

Termovalorizzatore si o termovalorizzatore no?

Archiviato in: Politica, Ambiente — Maurizio ( 10:07 )

Quanto sto per scrivere mi è stato ispirato da un post di Axell contro quanto affermato da Beppe Grillo sul sindaco di Torino Chiamparino. Si parla di demagogia e per onestà intellettuale vorrei mostrare questo video prima:

e il post che lo smonta poi. In quest’ultimo post si evidenzia la demagogia contenuta nel video. Io non voglio entrare in merito all’operato di Chiamparino (che non conosco), però vorrei parlare un po’ dei rifiuti. Si dice che in casi di emergenza, le soluzioni siano due: usare i termovalorizzatori o spostare i rifiuti da qualche altra parte. Siccome inceneritore è una brutta parola, oggi si parla di termovalorizzatori. Si tratta in sostanza di inceneritori a tutti gli effetti (solo che una parte dei rifiuti viene riconvertita in energia). Per coloro che non si fidano di Wikipedia (e fanno bene) ecco la definizione di termovalorizzatore su Ecoage. Che sia chiaro: inceneritori o termovalorizzatori che dir si voglia, entrambi producono diossina, un potentissimo inquinante cancerogeno: vi ricordate di Seveso? Vi ricordate dell’ICMESA? Ma lasciamo perdere i termovalorizzatori e lo spostamento dei rifiuti e poniamoci una domanda: è possibile ridurre i rifiuti? Si, è possibile. C’è chi si prefigge come obiettivo il loro azzeramento! Non occorre essere dei politici pagati profumatamente per informarsi, basta andare su Google e digitare: “riutilizzare rifiuti” (senza doppi apici) e al quarto posto spunta subito questo link. Un minimo di navigazione in Rete e si apprende che la carta compone il 35% dei rifiuti mentre il 21% è composto da materiali organici, l’11% da vetro, il 9% da plastica, l’8% da polveri fini ed il 7% da metalli. Già, ma come fare a ridurre tali rifiuti?
  1. disegnare prodotti più facili da riciclare e riparare
  2. ridurre la quantità degli imballaggi
Il primo punto è evidente: invece della politica dell’usa e getta, occorrerebbe incentivare (leggi rendere obbligatoria per legge) la politica dell’usa e ripara. Niente colla, si alle viti. Blocchi facilmente smontabili. Invece la tendenza è all’opposto: per guadagnare di più, i produttori creano oggetti non riparabili. Vediamo il punto due: l’80% della carta gettata è cartone da imballaggio mentre il 70% della plastica gettata è plastica da imballaggio. Lo sapevate che ogni giorno 270.000 alberi finiscono nel cesso? Lo sapevate che esiste la carta biodegradabile? Ridurre gli imballaggi no? Voi comprereste un dentifricio senza scatola di cartone al supermercato? Io si. Lo sapevate che esiste la bioplastica? Si dice che i composti organici non siano riciclabili: falso! Il cibo ed altri rifiuti organici possono essere dati in pasto ad alcuni batteri, i quali possono in cambio produrre concimi, fertilizzanti o gas per alimentare le caldaie. Non è fantascienza, è realtà. E’ spiegato a parole semplici in questo sito. Esiste poi il trattamento meccanico a freddo che consente di recuperare il 70% dei rifiuti. Ma se uno fa delle ricerche in Rete, arriva a scoprire che di alternative ai termovalorizzatori ce ne sono a bizzeffe. Se io che sono un cittadino comune sono a conoscenza di tali procedure, volete che un politico non ne sia a conoscenza? I casi sono due: o fa finta di non conoscerle (e allora sarebbe da mandare a casa) oppure non le conosce davvero (e sarebbe ugualmente da mandare a casa). E non voglio sentire parlare di emergenze per favore: ci sono città italiane che vivono l’emergenza da anni. Vabbè dai, tanto ora avremo il Partito DemocrISTIANO…

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Martedì 24 Aprile 2007

La chitarra, parte 2

Archiviato in: Chitarra — Maurizio ( 08:01 )

Se una corda tesa viene pizzicata, questa inizia a vibrare. Vibrando, sposta l’aria circostante e si creano delle onde sonore. E’ un po’ come quando si butta un sasso in uno stagno: si creano delle onde concentriche che si propagano verso l’esterno. Queste onde arrivano al timpano (una membrana dell’orecchio) e lo fanno vibrare. Il timpano, vibrando, mette in moto degli ossicini che iniziano a battere sul nervo acustico, producendo degli impulsi nervosi che arrivano al cervello. Così noi sentiamo il suono della corda che vibra. A seconda della lunghezza della corda che vibra, il suono prodotto sarà una nota piuttosto che un’altra. Attenzione però: anche se noi notiamo il suono di una nota sola, in realtà, quando una corda vibra, viene prodotta una nota fondamentale ed una serie di note secondarie: le armoniche. La fisica ha dimostrato che, misurando un suono con sofisticati strumenti, oltre alla nota fondamentale, vengono prodotte delle note secondarie ben precise. O meglio, vengono prodotte delle note secondarie ad intervalli ben precisi. Ad esempio si è visto che producendo la nota fondamentale DO, vengono prodotte anche le note secondarie MI, SOL, LA, SIb, DO, RE e via dicendo. Il secondo DO, a partire da quello fondamentale, si trova esattamente 8 note sopra e rappresenta l’armonica distante ad un intervallo di ottava (8 note appunto). La prima nota secondaria, il MI, è sempre una nota che si trova ad un intervallo di terza. Infatti se il DO è la prima nota e il RE la seconda, il MI è la terza. La seconda armonica della sequenza è posta ad un intervallo di quinta. Infatti si tratta di un SOL (DO = prima, RE = seconda, MI = terza, FA = quarta, SOL = quinta). Bene, queste prime 3 note (fondamentale e prime due armoniche), formano l’accordo di DO Maggiore. Da ciò si evince che tutti gli accordi maggiori sono composti da questi 3 intervalli: fondamentale, terza maggiore, quinta. Infatti gli accordi maggiori si chiamano anche triadi. Quali note compongono l’accordo di RE Maggiore? RE + FA# + LA. Perché? Perché partendo dalla fondamentale (RE) l’intervallo di terza maggiore è FA# (RE, MI, FA#) e quello di quinta è LA (RE, MI, FA#, SOL, LA). Perché FA# e non semplicemente FA? Perché FA è un intervallo di terza minore. Alt, non ci sto capendo più nulla! Giusto, perché per capirlo occorre sapere cosa sono gli intervalli. Sempre la fisica, ci insegna che se una corda viene fatta vibrare, viene prodotta la nota fondamentale ed una serie di armoniche secondarie. Però queste armoniche, a ben misurarle, non sono delle note esatte. Al contrario, possono essere un po’ aumentate o un po’ diminuite. In che senso? Nel senso che se una corda vibrando produce la nota fondamentale RE, le prime 2 armoniche risultanti saranno FA# e LA e non FA e LA. Qualsiasi nota può essere aumentata di mezzo tono con un diesis (#) o diminuita di mezzo tono con un bemolle (b). Se si prende una nota qualsiasi e si aumenta di mezzo tono con il diesis, il suono prodotto sarà identico alla nota immediatamente seguente diminuita di mezzo tono (con il bemolle). Perciò DO# = REb, oppure FA# = SOLb, oppure LA# = SIb. Unica eccezione l’abbiamo tra le note MI e FA e tra le note SI e DO. Ecco perciò la sequenza completa di una scala di sette note compresi i mezzi toni: DO, DO# (o REb), RE, RE# (o MIb), MI (o FAb), MI# (o FA), FA, FA# (o SOLb), SOL, SOL# (o LAb), LA, LA# (o SIb), SI (o DOb), DO. Ora torniamo alla fisica: misurando le note prodotte da una corda che vibra e mettendole tutte in fila una dietro l’altra, avremmo ottenuto una scala. Ad esempio, partendo dalla nota fondamentale DO avremo la scala di DO maggiore: DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI, DO. Se invece di partire dal DO fossimo partiti dal RE, avremmo ottenuto la seguente scala: RE, MI, FA#, SOL, LA, SI, DO#, RE. Perché quel FA# e quel DO#? Perché come abbiamo visto le note non si dispongono a casaccio ma a seconda del sistema tonale adottato. Hmmm…cosa è un sistema tonale? Beh, questo è un discorso luuuuuungo. Infatti si è arrivati al sistema tonale grazie ad un lungo processo evolutivo della musica. Tutta la musica contemporanea si basa su due sistemi tonali: quello maggiore e quello minore. Notare che per musica contemporanea intendo anche la musica classica eh? Infatti qualsiasi spartito musicale ‘classico’ (da Bach a Vasco Rossi) in linea di massima sarà costruito su una scala maggiore o su una scala minore. Però non è sempre stato così: in un passato molto antico non esistevano le due tonalità appena dette, ma, al contrario, esistevano varie tonalità diverse. Al tempo dei greci infatti, erano presenti i modi. I modi degli antichi greci si chiamavano con i nomi di diverse popolazioni greche: misolidio, lidio, frigio e dorico. Si sono sviluppate poi delle variazioni e si sono aggiunti i modi ipolidio, ipofrigio e ipodorico. Con il passare dei secoli, nel medioevo questi modi vennero definiti ecclesiastici, per ovvi motivi di monopolio culturale che la Chiesa già da allora deteneva. A questi modi vennero fatte delle alterazioni e si ottennero i seguenti modi: ionico, dorico, frigio, lidio, misolidio, eolio, ipofrigio. Passando ancora più tempo ci si accorse che alcuni di questi 7 modi erano molto simili tra loro (avevano delle variazioni minime). L’attenzione si cristallizzò perciò su due modi ben precisi: il modo ionico (maggiore) ed il modo eolio (minore) e si giunse così al sistema bitonale odierno. I due modi oggi usati sono quello maggiore e quello minore (infatti si dice di un pezzo musicale che è composto in tonalità maggiore o in tonalità minore). Ok, ricordate i toni ed i semitoni? Indicando con ‘T’ i toni e con ‘ST’ i semitoni, vediamo le due scale (maggiore e minore). Scala maggiore: T, T, ST, T, T, T, ST. Scala minore: T, ST, T, T, ST, T, T. La scala maggiore parte dal DO e la scala minore (scala minore naturale) parte dal LA. Ecco quindi la scala di DO maggiore: DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI, DO. Ecco la scala di LA minore naturale: LA, SI, DO, RE, MI, FA, SOL, LA. Se consideriamo la scala maggiore (T, T, ST, T, T, T, ST) e partiamo dal RE, ecco la scala di RE maggiore: RE, MI, FA#, SOL, LA, SI, DO#, RE. In pratica, in tutte le scale maggiori, l’alterazione (diesis) si trova sempre tra la terza e la quarta nota e tra la settima e l’ottava nota. Ecco perché l’accordo di RE maggiore - essendo costruito sulla fondamentale, la terza maggiore e la quinta - è composto dalle note RE, FA# (terza maggiore) e La (quinta). Se confrontiamo la scala maggiore e quella minore, vediamo che la terza nota nella scala minore è alterata. Di conseguenza, alterando la terza, produrremmo un accordo maggiore o uno minore. Infatti se invece di usare la scala maggiore avessimo usato la scala minore, avremmo ottenuto un accordo minore. Partendo dal RE, la scala di RE minore naturale è la seguente: RE, MI, FA, SOL, LA, SIb, DO, RE. Quindi l’accordo di RE minore è composto dalle seguenti 3 note: RE, FA, LA. Chiaro? RE maggiore: RE, FA#, LA; RE minore: RE, FA, LA. Non ci avete capito nulla eh? Purtroppo rendo contorte anche le cose più semplici! Al solito, non sono un maestro di musica e potrei aver detto qualche str… qua e là. Liberatoria: questo post è AS IS, cioè senza garanzie di veridicità assoluta! ;-)

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Lunedì 23 Aprile 2007

Periodo di bonaccia…

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 09:45 )

E’ già la seconda donzella che mi fa notare che il mio blog è troppo serio. Però il blog è mio e lo scrivo come mi pare. Chiaro? Mai vedrete scritti qui sopra post su Grande Fratello, gossip sugli attori di BBBiutifùl o menate del genere (ma menate è una parolaccia?). Al massimo posso tediarvi con qualche vicenda personale. Volete sapere dell’imbecille che - tagliandomi la strada in una zona altamente trafficata - mi ha ammaccato la macchina e pretendeva di aver ragione? Volete sapere dei due mesi e mezzo senza telefono a causa di un disguido con la domiciliazione bancaria? O volete sapere di come si sono risolte? Telecom Italia mi avverte pure che mi indennizzerà con 394,55 euro! Non male, in fondo ho solo stretto ‘legami di profonda amicizia’ con tutti i ragazzi del 187 (ci chiamiamo per nome), inviato un fax di reclamo, 1 raccomandata di messa in mora, 2 raccomandate di minacce (con annessa lettera inviata a Mi manda Rai Tre). Ho mandato un reclamo pure a Guido Rossi (e lui prontamente non viene ammesso al CDA di Telecom Italia!). Già, a me accade sempre così: quando troppo e quando niente. A me non piove sul bagnato: grandina. Poi di colpo, ci sono quei rari momenti che tutto torna a posto, le cose cominciano a rigirare per il verso giusto e, anzi, si smuove qualcosa di ‘pesante’. Questi momenti sono magici: mi accade tutto insieme. Shhhh, zitti, non lo dite a nessuno, ma credo di trovarmi all’interno di uno di quei rari momenti ‘SI’. Yeaaahhh!

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Venerdì 20 Aprile 2007

Lettera a Romano Prodi sul caso Telecom Italia

Archiviato in: Politica, Aziende — Maurizio ( 19:05 )

Caro Romano, consentimi di chiamarti così, perché la politica deve stare vicino alla gente, e io penso che con persone come te, sia ancora possibile discutere dei problemi in modo semplice ed informale. Forse sarò un ingenuo, ma ancora ci credo alle persone oneste. Caro Romano, dicevo, ci è bastato il passato. La privatizzazione Telecom Italia con Colaninno prima e Tronchetti Provera poi, si è rivelata un disastro. Si sono visti i risultati. La privatizzazione ebbe inizio con un Governo Prodi. Si doveva entrare all’interno dell’area dell’euro. Ora io mi chiedo: è possibile terminarla con Berlusconi? No di certo. Ci siamo già dimenticati del conflitto di interessi? Caro Romano, io ti ho votato (ho sempre votato a sinistra) ma oggi, insieme ad altre migliaia di italiani, nutro delle profonde perplessità sull’operato di questo Governo. Berlusconi è già proprietario di metà dell’informazione televisiva e di una consistente fetta di quella cartacea. Vogliamo regalargli anche la più grande azienda italiana di telecomunicazioni? Forse è meglio di no, non credi? Resto sempre più perplesso riguardo all’operato di questo Governo (poco di sinistra e molto democristiano). Molti - me compreso - auspicano una public company, anche se molti - soprattutto la UE - la considerano una scelta anacronistica. Ad ogni modo, considero auspicabile senza alcun dubbio lo scorporo della rete fisica dalla gestione dei vari operatori. La rete fisica deve essere pubblica, perché è un bene pubblico e non è replicabile (come osservano in molti). E’ quasi un bene demaniale. La gestione della rete fisica non può restare nelle mani di un singolo privato. Gli operatori che forniscono i servizi, al contrario, devono essere privati per andare incontro al concetto di liberalizzazione del mercato. La rete fisica di Telecom Italia è un bene strategico. Non possiamo permetterci di sottovalutare ciò. Caro Romano, questo Governo non deve tirare troppo la corda, perché altrimenti alle prossime elezioni non avrà il mio voto. Mai voterò a destra. Meglio non votare per niente allora. Caro Romano, uno dei grossi problemi di questo Governo è la mancanza di comunicazione con la gente. Su questo argomento - mi dispiace evidenziarlo - avete moltissimo da imparare da Berlusconi. Caro Romano, io voglio sentire il tuo pensiero in merito alla vicenda Telecom Italia e non mi basta una tua lavata di mani. La Montedison, il più grande polo chimico italiano, competeva con le più grandi aziende internazionali. Che fine ha fatto? Sono stufo delle scelte - molto discutibili - della politica italiana. Dove erano Consob e Banca d’Italia quando vicende come Parmalat e Cirio si alimentavano nel sottobosco? Ora la Consob rende noto che la Share Action proposta da Beppe Grillo ‘non è conforme ai criteri’. Ma quali criteri? Caro Romano, l’adesione di centinaia di piccoli azionisti a tale Share Action dovrebbe far riflettere la politica. Evidentemente la gente non ha più speranze e si affida totalmente nelle mani di un comico! La politica deve riflettere su queste cose. Altrimenti noi contribuenti cosa vi paghiamo a fare profumatamente?

Che faccio, gliela mando? ;-)

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Giovedì 19 Aprile 2007

La chitarra, parte 1

Archiviato in: Chitarra — Maurizio ( 18:30 )

Non ci sono molti blog che parlano di chitarra e quindi stavo pensando: perché non scrivere qualcosa? Detto fatto: ecco la prima puntata. Cominciamo. La musica è composta da tre parti principali: il ritmo, la melodia e l’armonia. La melodia è una sequenza di note una dietro l’altra di differente altezza. Ad esempio: la do mi sol do re la fa. L’armonia è una sequenza di accordi. Un accordo è un insieme di note suonate contemporaneamente. Ad esempio, l’accordo di Do maggiore è composto dalle note Do-Mi-Sol mentre l’accordo di Re maggiore è composto dalle note Re-Fa#-La. Ogni nota che viene suonata, ha una sua durata. In base alla durata le note possono essere: intero, semibreve, minima, semiminima, croma, semicroma, biscroma e semibiscroma. Ogni brano musicale è caratterizzato da una divisione in parti omogenee chiamate battute. Il tempo di un brano ha una sua velocità (adagio, moderato, andante, allegro etc.) e una ‘cadenza’. Il tempo si misura con uno strumento particolare chiamato metronomo. L’unità di misura del tempo è il battito per minuto (bpm). Maggiore è il numero dei battiti al minuto di un brano e maggiore è la velocità di esecuzione (e viceversa). Indicativamente abbiamo i seguenti andamenti (dal più lento al più veloce): largo (40-60 bpm), larghetto (60-66 bpm), adagio (66-76 bpm), andante (76-108 bpm), moderato (108-120 bpm), allegro (120-168 bpm), presto (168-200 bpm), prestissimo (200-208 bpm), a tempo (viene specificato un dato bpm). All’interno di ciascuna battuta abbiamo una unità di tempo. Il tempo viene misurato usando dei numeri frazionari (es. 3/4, 6/8, 4/4 etc.). Il tempo caratterizza la candenza di un brano. Ad esempio il tempo dei valzer è il 3/4 (3 movimenti: uno in battere e due in levare…o era al contrario? Boh) mentre il classico tempo rock è il 4/4 (2 in battere e due in levare). I tempi possono essere pari, dispari e composti. I tempi pari hanno un numero pari come numeratore della frazione, ad esempio 2/4 o 4/4, I tempi dispari hanno un numero dispari al numeratore, ad esempio 3/4 o 7/8 (usato spesso nel genere rock progressive). Si può immaginare il 7/8 come la combinazione di un 3/8 e di un 4/8. I tempi composti si ottengono moltiplicando per 3 il numeratore. Ad esempio un 2/8 per 3 fa 6/8. Il denominatore indica la durata del singolo battito, il numeratore il numero dei battiti. Ad esempio 3/4 (il tempo di tutti i valzer) è composto da 3 battiti da 1/4 l’uno. Vi ricordate i nomi delle note? Vediamo: una semiminima corrisponde ad 1/4, una croma ad 1/8. Quindi se un brano è in 3/4, all’interno di una singola battuta ci possono stare 3 note da 1/4 l’una (3 semiminime) o 6 note da 1/8 l’una (6 crome). Una semicroma corrisponde ad 1/16, perciò in un brano in 3/4 ci possono stare al massimo 12 note da 1/16 (4/16 corrispondono ad 1/4). Oltre alle note, in un brano ci possono essere delle pause (che hanno gli stessi nomi delle note: semibreve, minima, semiminima, etc.). Per semiminima ad esempio, quando si parla di note si intende una nota che dura 1/4, mentre quando si parla di pause si intende un silenzio che dura 1/4. Maggiori informazioni sulla durata di note e pause sono reperibili in Rete (ad esempio qui). Lo so, lo so, è spiegato da cani, ma non sono un maestro di musica! Beh, fatta questa rapidissima panoramica (un po’ alla buona e maccheronica), la prossima puntata parleremo degli accordi (e spero che andrà meglio): cosa sono, a che servono e come si compongono. Con gli accordi, dalla teoria si passa alla pratica. Questo post mi è venuto così: prendere o lasciare… ;-)

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Martedì 17 Aprile 2007

Un’alternativa a Google News…

Archiviato in: Internet, Informazione — Maurizio ( 17:48 )

Io di solito leggo Google News e lo trovo ottimo (specie perché si possono effettuare le ricerche all’interno delle notizie). Leggo principalmente la versione di Google Italia, ma a volte anche quella inglese (Google.com). Però AB Techno Blog suggerisce una valida alternativa: Press Display. Questo servizio permette la lettura dei più importanti quotidiani di 70 paesi in 37 lingue diverse! Beh, le prime pagine dei quotidiani sono gratuite, le restanti sono a pagamento. Ad ogni modo mi sembra un servizio ottimo per avere un’idea generale di ciò che si dice nel mondo.

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