Home - Chi sono - Contattami

Giovedì 5 Aprile 2007

Ma siamo nel 2007 o nel medioevo? L’uomo è un animale!

Archiviato in: Censura, Riflessioni, Chiesa, Scienza — Maurizio ( 06:37 )

Premessa: è un post lunghissimo e ‘documentaristico’ questo…ma non potevo fare a meno di scriverlo. Mi capita spesso di trovarmi invischiato all’interno di discussioni alle quali non vorrei mai partecipare. In tali discussioni ci si ritrova a discutere dell’aria fritta. Ma arriviamo al punto. Un argomento che spesso è fonte di polemiche, è la natura dell’uomo. Allora, visto che siamo nel 2007 e non nel medioevo, chiariamo una volta per tutte questo concetto: l’uomo è un animale (nell’accezione più biologica del termine). Questo è un concetto che deve essere recepito.
MODE SUPERQUARK ON:
Immaginate di ascoltare l’adagio sulla quarta corda di J.S. Bach… ;-)
Il famoso naturalista Linneo già nel 700 classificava le specie viventi. La Chiesa ci ha ‘insegnato’ (leggi indottrinato) che l’uomo è un essere superiore (e gli animali al contrario sono inferiori), che esiste un’anima che ci differenzia dagli animali e via discorrendo. Panzane. Qualsiasi biologo, naturalista, antropologo, etologo, paleontologo, zoologo che si rispetti confermerà che l’uomo è un animale. Anzi, per essere più precisi, secondo la classificazione tassonomica delle scienze naturali, l’uomo appartiene al:
  1. Regno: Animale
  2. Tipo: Cordati
  3. Sottotipo: Vertebrati
  4. Classe: Mammiferi
  5. Ordine: Primati
  6. Famiglia: Ominidi
  7. Genere: Homo
  8. Specie: Homo Sapiens
La distinzione tra animale e vegetale mi sembra superflua. Appartengono al tipo dei cordati tutti quegli animali dotati di una ‘corda’ di sostegno, di una sorta di ’spina dorsale’, un’asse portante, almeno in una fase della loro vita. All’interno dei cordati troviamo gli invertebrati e i vertebrati. Poiché l’uomo è dotato di vertebre, appartiene al sottotipo dei vertebrati. I vertebrati si distinguono in 5 classi diverse: anfibi, pesci, rettili, uccelli e mammiferi. Tralasciando le prime 4, vediamo le caratteristiche che contraddistinguono i mammiferi (classe della quale fa parte l’uomo). Il termine ‘mammifero’ dal latino mamma (cioè mammella) e fero (cioè ‘porto’, portatore), significa animale portatore di mammelle. Infatti i mammiferi sono animali dotati di peli e di mammelle e quindi allattano i piccoli. Sono dotati di un cuore a quattro scomparti (due atrii e due ventricoli), possiedono un diaframma (che divide il torace dall’addome), hanno 7 vertebre cervicali (a parte i bradipi), sono dotati di mandibola e di denti specializzati, hanno 4 arti terminanti con 5 dita (in alcuni sono regredite), sono vivipari, le femmine producono latte e hanno un sistema nervoso evoluto. I mammiferi si suddividono in una trentina di ordini (di cui credo 18 ancora viventi):
  1. Monotremi (ornitorinchi, echidna)
  2. Marsupiali (opossum, canguri, koala)
  3. Insettivori (ricci, talpe)
  4. Dermotteri (i lemuri ‘volanti’)
  5. Chirotteri (pipistrelli)
  6. Tupaidei
  7. Primati (lemuri, scimmie, uomo)
  8. Sdentati (formichieri, bradipi)
  9. Folidoti(pangolini)
  10. Lagomorfi(conigli, lepri)
  11. Roditori(topi, scoiattoli, marmotte, castori)
  12. Carnivori (canidi, felidi, orsi, foche)
  13. Tubulidentati (gli oritteropo)
  14. Cetacei (delfini, balene, capodoglio, balenottere)
  15. Sirenidi (lamantini e dugonghi)
  16. Proboscidei (elefanti)
  17. Iracoidei (procavie)
  18. Perissodattili (equini, tapiri, rinoceronti)
  19. Artiodattili (suini, ippopotami, cammelli, ruminanti)
Le caratteristiche che contraddistinguono i primati sono: maggiore mobilità delle dita, pollice opponibile (nelle scimmie anche l’alluce è opponibile), unghie appiattite (che sostituiscono gli artigli), palme e piante senza peli, sviluppo della coda (ebbene si, l’ultima vertebra coccigea, il cosiddetto ‘osso sacro’ è un residuo atavico della coda), sono quadrupedi (vedi le scimmie e i bambini piccoli) e bipedi, sono erbivori od onnivori (e hanno sviluppato una dentatura adatta allo scopo), hanno uno sviluppo consistente dell’encefalo (in particolare la corteccia cerebrale, che è la parte più evoluta del cervello, il lobo occipitale, dedicato alla vista, il lobo frontale, dedicato al controllo vocale e motorio e il lobo temporale, associato alla discriminazione dei suoni), hanno un senso dell’olfatto ridotto, un senso della vista sviluppato, per ogni parto non hanno più di uno o due figli di media, conducono una vita sociale complessa e organizzata gerarchicamente. Bene, l’uomo appartiene all’ordine dei primati. All’interno dei primati ci sono 2 sottordini: le proscimmie (tipo i lemuridi e i tarsidi) e le scimmie. Scimmie e proscimmie sono divise in una dozzina di famiglie.

Proscimmie:
  1. Tupaidi
  2. Lemuridi
  3. Indridi
  4. Daubentonidi
  5. Lorisidi
  6. Tarsidi
Scimmie:
  1. Callitricidi
  2. Cebidi
  3. Cercopitecidi
  4. Ilobatidi
  5. Pongidi
  6. Ominidi
Chi ha osservato da vicino l’espressione di un orango, non può non notare una forte somiglianza con l’uomo. All’interno della famiglia degli ominidi abbiamo il genere Homo. Il genere homo si è evoluto nel tempo (homo erectus, homo habilis, homo di Neanderthal, homo sapiens e via dicendo). L’uomo che conosciamo oggi, appartiene alla specie homo sapiens. Chiaro? Ci sono ancora dubbi? Spero di no. Spero che questo discorso sia utile per fugare qualsiasi dubbio di sorta: l’uomo è una specie animale come tante altre. Forse un po’ più intelligente (FORSE). Già ma cosa è una specie? La specie è un raggruppamento di individui simili, intesi come organismi viventi con caratteristiche biologiche e morfologiche simili (individui SPECIAlizzati appunto) che riproducendosi generano una discendenza feconda. Nella terra si stima ci siano dai 10 ai 100 milioni di specie diverse. Tanto per avere un’idea, le specie di insetti conosciute sono circa 751.000, le specie di uccelli 9.198, le specie di funghi 46.983, le specie di rettili 6.300 e le specie di mammiferi 4.170 (l’uomo è una delle 4.170 specie diverse di mammiferi conosciute). Ok, ed ora si arriva al punto cruciale: all’interno di ciascuna specie ci sono le razze (o sottospecie). Ad esempio, all’interno della specie ‘cane’ si distinguono le razza labrador, terrier, levriero, spinone, cocker, alano, dalmata. All’interno della specie ‘gatto’ si trovano le razze siamese, soriano, abissino, persiano e via dicendo.
MODE SUPERQUARK OFF
Se continuiamo a seguire il filo logico sin qui illustrato, dobbiamo ammettere la presenza di razze anche all’interno della specie umana. E qui si arriva al punto cruciale. Già, perché ci addentriamo all’interno della censura scientifica. Incredibile, ma vero: la scienza si autocensura. E la Chiesa al solito ha il suo ruolo. Già il concetto di ‘razza umana’ è totalmente fuorviante. Si dovrebbe parlare di razze umane IMHO. Alcuni scienziati non ragionano con onestà intellettuale. Alcuni in buona fede, altri meno. Inoltre c’è sempre il timore di esporsi troppo. Infatti chi inizia a parlare di razze, viene visto con sospetto: tra il concetto di razza e quello di razzismo il passo può essere brevissimo. A dire il vero però, occorre fare una differenza: un conto è ammettere la presenza di razze umane diverse, un altro è discriminarle. Eppure se si cercano degli studi sulle razze umane, si incontrano degli ostacoli. Se l’uomo è una specie animale come un’altra, se ogni specie è divisa in razze diverse, perché non ammettere l’esistenza di razze umane diverse? Morfologicamente parlando, un asiatico è certamente diverso da un europeo o da un africano. O no? Prendiamo un finlandese, un nigeriano e un cinese: presentano delle differenze morfologiche? Direi di si, non ammetterle significherebbe negare l’evidenza: il colore della pelle, la statura, la forma degli occhi e via dicendo. Ehm…Dato che non sono né uno scienziato né un giornalista, zoologi paleontologi, antropologi et similia, non me ne vogliano qualora questo post dovesse contenere delle inesattezze. Al solito, chi notasse qualcosa fuori posto è fortemente incoraggiato ad evidenziarlo con un commento! Grazie.

Commenti (0)Permalink


Funziona con WordPress