La chitarra, parte 1
Non ci sono molti blog che parlano di chitarra e quindi stavo pensando: perché non scrivere qualcosa? Detto fatto: ecco la prima puntata. Cominciamo. La musica è composta da tre parti principali: il ritmo, la melodia e l’armonia. La melodia è una sequenza di note una dietro l’altra di differente altezza. Ad esempio: la do mi sol do re la fa. L’armonia è una sequenza di accordi. Un accordo è un insieme di note suonate contemporaneamente. Ad esempio, l’accordo di Do maggiore è composto dalle note Do-Mi-Sol mentre l’accordo di Re maggiore è composto dalle note Re-Fa#-La. Ogni nota che viene suonata, ha una sua durata. In base alla durata le note possono essere: intero, semibreve, minima, semiminima, croma, semicroma, biscroma e semibiscroma. Ogni brano musicale è caratterizzato da una divisione in parti omogenee chiamate battute. Il tempo di un brano ha una sua velocità (adagio, moderato, andante, allegro etc.) e una ‘cadenza’. Il tempo si misura con uno strumento particolare chiamato metronomo. L’unità di misura del tempo è il battito per minuto (bpm). Maggiore è il numero dei battiti al minuto di un brano e maggiore è la velocità di esecuzione (e viceversa). Indicativamente abbiamo i seguenti andamenti (dal più lento al più veloce): largo (40-60 bpm), larghetto (60-66 bpm), adagio (66-76 bpm), andante (76-108 bpm), moderato (108-120 bpm), allegro (120-168 bpm), presto (168-200 bpm), prestissimo (200-208 bpm), a tempo (viene specificato un dato bpm). All’interno di ciascuna battuta abbiamo una unità di tempo. Il tempo viene misurato usando dei numeri frazionari (es. 3/4, 6/8, 4/4 etc.). Il tempo caratterizza la candenza di un brano. Ad esempio il tempo dei valzer è il 3/4 (3 movimenti: uno in battere e due in levare…o era al contrario? Boh) mentre il classico tempo rock è il 4/4 (2 in battere e due in levare). I tempi possono essere pari, dispari e composti. I tempi pari hanno un numero pari come numeratore della frazione, ad esempio 2/4 o 4/4, I tempi dispari hanno un numero dispari al numeratore, ad esempio 3/4 o 7/8 (usato spesso nel genere rock progressive). Si può immaginare il 7/8 come la combinazione di un 3/8 e di un 4/8. I tempi composti si ottengono moltiplicando per 3 il numeratore. Ad esempio un 2/8 per 3 fa 6/8. Il denominatore indica la durata del singolo battito, il numeratore il numero dei battiti. Ad esempio 3/4 (il tempo di tutti i valzer) è composto da 3 battiti da 1/4 l’uno. Vi ricordate i nomi delle note? Vediamo: una semiminima corrisponde ad 1/4, una croma ad 1/8. Quindi se un brano è in 3/4, all’interno di una singola battuta ci possono stare 3 note da 1/4 l’una (3 semiminime) o 6 note da 1/8 l’una (6 crome). Una semicroma corrisponde ad 1/16, perciò in un brano in 3/4 ci possono stare al massimo 12 note da 1/16 (4/16 corrispondono ad 1/4). Oltre alle note, in un brano ci possono essere delle pause (che hanno gli stessi nomi delle note: semibreve, minima, semiminima, etc.). Per semiminima ad esempio, quando si parla di note si intende una nota che dura 1/4, mentre quando si parla di pause si intende un silenzio che dura 1/4. Maggiori informazioni sulla durata di note e pause sono reperibili in Rete (ad esempio qui). Lo so, lo so, è spiegato da cani, ma non sono un maestro di musica! Beh, fatta questa rapidissima panoramica (un po’ alla buona e maccheronica), la prossima puntata parleremo degli accordi (e spero che andrà meglio): cosa sono, a che servono e come si compongono. Con gli accordi, dalla teoria si passa alla pratica. Questo post mi è venuto così: prendere o lasciare…
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