Lettera a Romano Prodi sul caso Telecom Italia
Caro Romano, consentimi di chiamarti così, perché la politica deve stare vicino alla gente, e io penso che con persone come te, sia ancora possibile discutere dei problemi in modo semplice ed informale. Forse sarò un ingenuo, ma ancora ci credo alle persone oneste. Caro Romano, dicevo, ci è bastato il passato. La privatizzazione Telecom Italia con Colaninno prima e Tronchetti Provera poi, si è rivelata un disastro. Si sono visti i risultati. La privatizzazione ebbe inizio con un Governo Prodi. Si doveva entrare all’interno dell’area dell’euro. Ora io mi chiedo: è possibile terminarla con Berlusconi? No di certo. Ci siamo già dimenticati del conflitto di interessi? Caro Romano, io ti ho votato (ho sempre votato a sinistra) ma oggi, insieme ad altre migliaia di italiani, nutro delle profonde perplessità sull’operato di questo Governo. Berlusconi è già proprietario di metà dell’informazione televisiva e di una consistente fetta di quella cartacea. Vogliamo regalargli anche la più grande azienda italiana di telecomunicazioni? Forse è meglio di no, non credi? Resto sempre più perplesso riguardo all’operato di questo Governo (poco di sinistra e molto democristiano). Molti - me compreso - auspicano una public company, anche se molti - soprattutto la UE - la considerano una scelta anacronistica. Ad ogni modo, considero auspicabile senza alcun dubbio lo scorporo della rete fisica dalla gestione dei vari operatori. La rete fisica deve essere pubblica, perché è un bene pubblico e non è replicabile (come osservano in molti). E’ quasi un bene demaniale. La gestione della rete fisica non può restare nelle mani di un singolo privato. Gli operatori che forniscono i servizi, al contrario, devono essere privati per andare incontro al concetto di liberalizzazione del mercato. La rete fisica di Telecom Italia è un bene strategico. Non possiamo permetterci di sottovalutare ciò. Caro Romano, questo Governo non deve tirare troppo la corda, perché altrimenti alle prossime elezioni non avrà il mio voto. Mai voterò a destra. Meglio non votare per niente allora. Caro Romano, uno dei grossi problemi di questo Governo è la mancanza di comunicazione con la gente. Su questo argomento - mi dispiace evidenziarlo - avete moltissimo da imparare da Berlusconi. Caro Romano, io voglio sentire il tuo pensiero in merito alla vicenda Telecom Italia e non mi basta una tua lavata di mani. La Montedison, il più grande polo chimico italiano, competeva con le più grandi aziende internazionali. Che fine ha fatto? Sono stufo delle scelte - molto discutibili - della politica italiana. Dove erano Consob e Banca d’Italia quando vicende come Parmalat e Cirio si alimentavano nel sottobosco? Ora la Consob rende noto che la Share Action proposta da Beppe Grillo ‘non è conforme ai criteri’. Ma quali criteri? Caro Romano, l’adesione di centinaia di piccoli azionisti a tale Share Action dovrebbe far riflettere la politica. Evidentemente la gente non ha più speranze e si affida totalmente nelle mani di un comico! La politica deve riflettere su queste cose. Altrimenti noi contribuenti cosa vi paghiamo a fare profumatamente?
Che faccio, gliela mando?