Eshal
Ascoltando la stupenda voce di Ofra Haza ho immaginato per un attimo la fine di tutte le guerre sulla terra. Ho immaginato che al posto delle bombe si diffondesse la sua musica a volume altissimo. Ho immaginato che dalle radio, dalle televisioni, dagli stereo delle macchine uscissero improvvisamente le sue parole:
“Eshal, stay with us tonight, to dance not to fight”
“Eshal, stay with us tonight, to dance not to fight”
Ho immaginato che ascoltando questa musica e queste parole, soldati, terroristi, kamikaze, civili, uomini, donne e bambini di tutto il mondo si fermassero di colpo. Ho visto i soldati di tutte le guerre gettare in terra i loro fucili. Ho visto fazioni avverse in lite perenne per un pezzo di terra, fermarsi di colpo. Ho visto tutte le persone della terra venirsi incontro. Le ho viste muoversi all’inizio lentamente, poi in maniera più decisa, a tempo di musica. Le ho viste danzare. Ho visto le loro facce sorridenti. Si, scherzavano, ridevano tutti come matti. C’era un’allegria diffusa dappertutto. Poi ho aperto gli occhi. Stavo piangendo. Era solo un sogno. La musica è un linguaggio universale che, al contrario delle parole, scavalca la ragione ed arriva diretta al cuore.
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