Le parolacce
Nella vita reale - da bravo romano - le mie frasi sono intercalate da alcune parolacce, un po’ come fanno tutti: “che cazzo stai a di’”, “sono tutte cazzate”, “me so’ rotto li cojoni” e via dicendo. Però non amo affatto le parolacce. E sono abbastanza ‘parco’ nell’uso. Le dico perché viene naturale, quando le dicono tutti. Altrimenti diventi un extraterrestre. Nel blog invece, ho deciso di abolirle completamente, anche nei commenti. Infatti, queste che avete appena letto, credo siano le uniche presenti in tutto il blog. Una cosa che mi infastidisce proprio però, è sentire parolacce da una donna. Non so perché, però non mi piace, la considero una volgarità gratuita. Si, sono un po’ all’antica per certe cose. Quando poi queste parolacce vengono dette da una donna con odio e sono a indirizzate a me, beh, mi arrivano come delle pugnalate. E rimangono impresse nella mente. Anche se chi me le ha dette le ha successivamente cancellate dal blog. A che serve cancellarle? Tanto ormai me le hai dette! E mi hai fatto male.
7 commenti »
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Penso che sia tutta una questione di giuste misure. La parolaccia può essere utile ma la sua utilità è data dalla sua eccezionalità. Se, parlando di qualcuno, ti scappa di apostrafarlo con uno stronzo, può servire, in certe occasioni, per esprimere il tuo massimo sdegno nei suoi confronti; e la parolaccia ci stà bene. Usare parolacce troppo sovente, però, sarebbe come riscrivere la marcia di Radetzky facendo battere soltanto le mani al pubblico, mentre gli strumenti tacciono. Mi ricordo che Mussolini, in un tragico momento della Storia d’Italia, ebbe a dire -più o meno- che avrebbe potuto rendere l’aula del parlamento (”sorda e grigia”) un bivacco per i suoi manipoli. La frase risultò abbastanza minacciosa. Se avesse detto (anche se il senso era proprio questo) “brutte facce di merda, se volessi potrei fottervi in qualsiasi momento”, tutti l’avrebbero trattato da bullo o si sarebbero accorti che il conizionale era fuori luogo, percè l’evento si era già verificato. Non farei, però, un distinguo sul turpiloquio proferito da una donna: l’uso della parolaccia è una tecnica espressiva e non me la sento di negare al “gentil sesso” l’uso di tale pratica comunicativa.
Sul resto, non metto bocca…
Commento di Biagio — 11 Giugno 2007 @ 09:23
biagio
Concordo con tutto il tuo post. Interessante l’esempio di Mussolini.
Lasciate anche a noi l’uso della parolaccia!!
Ieri, per esempio, un tizio mi si è appiccicato dietro per un lungo tratto di strada, nonostante il mio silenzio. Quando, ho capito che non avrebbe smesso di tampinarmi, l’ho mandato a quel paese in puro stile romano greve…. Non sono stata elegante (lo riconosco!) però sono stata efficace
Commento di aradia - il pane e le rose — 12 Giugno 2007 @ 14:06
maurizio
Avevo dimenticato una cosa: SMACK
Il perché è scritto nel mio blog
Commento di aradia - il pane e le rose — 12 Giugno 2007 @ 14:07
L’efficacia della parolaccia è indiscutibile. Però io su certe cose sono un po’ all’antica: una donna che dice parolacce mi mette a disagio. E dire che sono tutt’altro che maschilista, anzi, per certi versi sono femminista! Beh, se becchi un maniaco per strada, oltre alle parolacce sono autorizzate anche le botte!
Commento di Maurizio — 12 Giugno 2007 @ 14:40
E allora, quando si aggiorna questo blog?
Commento di aradia - il pane e le rose — 15 Giugno 2007 @ 16:15
Mi dispiace, ma non sono dell’umore adatto…
Commento di Maurizio — 15 Giugno 2007 @ 17:45
Ci manchi un po’…
Commento di aradia - il pane e le rose — 16 Giugno 2007 @ 11:12