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Giovedì 21 Giugno 2007

La verità non sta QUASI mai da una parte sola

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 09:07 )

Spesso affermo di aver capito questa cosa nella vita: la verità non sta quasi mai da una parte sola. Però non ho mai approfondito tale concetto. Ecco, ne parlo oggi. Io credo che non ci sia politico integerrimo che non abbia mai fatto qualcosa di storto nella sua vita, così come non ci sia politico corrotto che non abbia mai fatto qualcosa di buono, qualcosa in cui credeva veramente. Quando due persone litigano, non esiste chi ha ragione al 100% e chi ha torto al 100%. Hanno entrambi un po’ di ragione e un po’ di torto. Uno psicologo di cui adesso non mi sovviene il nome, disse una volta che l’amore è una cosa leggera, che non va presa troppo sul serio. Io metto anima e corpo in queste cose, perciò ho sempre pensato che costui dicesse un’eresia. Sbagliavo. Mi sono accorto che il mio tipo di approccio può creare dei rapporti morbosi. Ma non è di questo che voglio parlare. Oggi voglio portare degli esempi concreti, di ‘vita urbana’ che permettono di capire come - cambiando punto di vista - sia difficile stabilire dove si trova la ragione e dove si trova il torto. A Roma esistono alcune strade che si incrociano, dove non esiste alcun semaforo. Presso tali incroci, gli automobilisti che percorrono una strada, hanno la precedenza su quelli che percorrono l’altra. A volte però, tale precedenza è pressoché assoluta. Accade perciò che chi si trova a percorrere la strada che ha la precedenza, si senta in diritto di non far passare mai coloro che provengono dall’altra strada. Non solo. Accade spesso che dall’altra strada si immettano degli automobilisti ‘prepotenti’ che invadono la corsia nonostante non abbiano la precedenza. Bene, chi si trova a percorrere la strada con la precedenza, quando incontra questi automobilisti ‘prepotenti’ inizia ad inveire contro di loro. “Ma guarda questo stronzo! A momenti ci prendevamo!”, viene da dire. Si da il caso che a me - come a molti credo - sia capitato spesso di transitare sia nella strada con la precedenza che nell’altra strada più ‘sfigata’. Quando percorri la strada ‘sfigata’, cambia completamente la visione della realtà. Ecco cosa accade. Ti trovi in prossimità dell’incrocio e ti fermi. Aspetti per un po’ e vedi che nessuno ti fa passare. E’ giusto – pensi – hanno la precedenza. Dopo un po’ che ti trovi fermo a quell’incrocio cominci ad innervosirti e senti dietro di te qualche colpo di clacson. Alla fine qualcuno si sporge dal finestrino e ti fa: “vogliamo fare notte?”. Capisci perciò che se non ti immetti con un minimo di decisione, non passerai mai. A quel punto ti butti e ti immetti con prepotenza. Immancabile l’automobilista che arriva a tutta birra dalla parte opposta lanciandoti degli improperi. Chi ha ragione? Del resto, se ti trovi dalla parte di chi ha la precedenza e – gentilmente – rallenti per far passare chi si trova dall’altra parte, ti accorgi che tutti gli automobilisti ‘senza precedenza’ si accodano e tu resti fermo ad aspettare pensando: ‘chi me lo ha fatto fare, non mi dovevo fermare!’. Altro esempio di vita urbana: la metropolitana. Spesso la metropolitana di Roma, nelle ore di punta assomiglia ad un carro bestiame. La gente si trova stipata all’interno ed i treni si trasformano in vagoni di carne in scatola umana. Ecco i due punti di vista. Se ti trovi all’interno del vagone, pressato da tutti i lati ed in prossimità delle porte, alla loro apertura ti trovi davanti una valanga umana che tenta di entrare sfidando le leggi della fisica. A quel punto pensi: ‘ma perché non prendete la prossima, idioti!’. Ed osservi le persone che ti stanno di fronte in cagnesco, con una espressione del viso che vuole dire: ‘mica vorrai entrare, vero?’. Ma cosa accade se ti trovi dall’altra parte? Dalla parte di chi deve salire sul treno? Arriva un treno zeppo di persone e tu pensi: ‘no, prendo la prossima’. La prossima metropolitana che arriva è – guarda un po’ – ancora peggio: impenetrabile. Allora aspetti quella successiva. Poi quella successiva ancora. Alla fine stai facendo terribilmente tardi al lavoro e inizi a pensare: ‘mi devo buttare, la prossima la devo prendere ASSOLUTAMENTE, è questione di vita o di morte!’. Inutile dire che dopo un po’ ti ritrovi a fare a botte per entrare dentro quella cazzo di metropolitana. Altro esempio accadutomi tempo fa. Sono una persona decisamente corretta perciò non trascino i mobili, non accendo lo stereo la sera, non faccio la lavatrice dopo le 22 e mi tolgo le scarpe appena entro dentro casa per non far rumore! Esco di casa la mattina alle 7 e 30 e ritorno alle 18. Praticamente gli altri condomini, ignorano quasi la mia esistenza. Magari fossero tutti come me gli altri condomini! Bene, si da il caso che il tubo di scarico del mio balcone (abito al sesto piano) a volte si otturi da solo. A volte, dopo che ha piovuto, si stappa da solo e inizia a scendere l’acqua di sotto. Un giorno, appena tornato dal lavoro, vado sul balcone e lo trovo allagato. Capisco che si tratta del tubo di scarico otturato, perciò penso: ‘devo assolutamente sturarlo’. Mi affaccio per verificare la presenza di passanti sul marciapiede. Dal sesto piano posso controllare tutto l’isolato. Attendo che il marciapiede sia completamente sgombro e sturo il tubo di scarico. Inizia a scendere una cascata d’acqua. ‘Qualche secondo e smette’, penso tra me. Illuso. Il maledetto balcone ci mette più del previsto a svuotarsi. L’acqua sembra non finire mai. La bastarda scende come un torrente in piena. Dopo circa 10 secondi, inizio a sentire delle bestemmie provenire dal marciapiede sottostante. Un gruppo di persone comincia ad inveire e ad urlare. E’ una tipica scena fantozziana. Si da il caso che l’ex amministratore si trovi a passare da quelle parti. A quel punto costui urla agli altri passanti: ‘E’ il balcone di Silvestri!’. ‘Cazzo! Ma proprio qui dovevi passare in questo momento?’ penso tra me. Sento suonare il citofono e mi si gela il sangue. ‘Porca miseria, devo rispondere, non posso far finta di nulla’. Mi armo di coraggio e, preparandomi al peggio, rispondo al citofono. ‘Maurì, guarda che sta scendendo l’acqua dal balcone’, mi urla l’ex amministratore. Ed io, mentendo spudoratamente: ‘Ah si? Sono appena arrivato, ora controllo’. ‘Mettici uno straccio, tappalo!’, mi fa lui. Vado sul balcone e con uno straccio raccolgo l’acqua residua rimasta ancora sul balcone. Praticamente era quasi tutta scolata, un altro paio di secondi e la cascata sarebbe morta da sola. Pur essendo una persona corretta, in quel frangente ho compiuto una leggerezza: avrei dovuto sturare il tubo di scarico del balcone di notte oppure raccogliere l’acqua con uno straccio. Ecco, anche le persone più corrette, non sono infallibili. La morale di tutto ciò è la seguente: se tutti fossimo consapevoli del fatto che la verità quasi mai (il ‘quasi’ è d’obbligo, altrimenti mi contraddico da solo) sta da una parte sola, ci sarebbero meno litigi, meno discussioni e le cose andrebbero decisamente meglio nel mondo.

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