- “Cosa avrà di speciale da piacerti così tanto non lo capirò mai!”
- “Cosa avrà di speciale?!?”
- “Ora te lo spiego…”
Lei mi piace perché è tenerissima quando racconta delle delusioni con i tipi che le piacciono
Lei mi piace perché fa delle foto bellissimissime
Lei mi piace perché parla degli strapiombi e mi fa sciogliere
Lei mi piace perché è timidissima e più si vergogna e più mi piace
Lei mi piace perché la sua malinconia è mista sempre ad un pizzico di umorismo
Lei mi piace perché è troppo spiritosa
Lei mi piace perché sono troppo belle le cose che scrive
Lei mi piace perché le sue foto e le sue poesie me le salvo sul computer per paura di perderle
Lei mi piace perché conserva ancora il bambino che abbiamo perso tutti noi
Lei mi piace perché dice ‘imbrananza’ e ‘fotosciòp’
Lei mi piace perché è gentile con tutti
Lei mi piace perché nome e cognome sono dei diminutivi
Lei mi piace perché si ritiene bruttina, invece è carina da morire
Lei mi piace perché è un’attenta osservatrice
Lei mi piace perché è dolcissima
Lei mi piace perché ha paura di non piacere: ma non vedi che ti adorano tutti?
Lei mi piace perché ha paura di non piacere: ma non vedi che mi hai stregato?
Lei mi piace perché ha due occhioni che mi ci perderei dentro
Lei mi piace perché è tremendamente intelligente
Lei mi piace perché si taglia i capelli da sola con le forbici da sarta
Lei mi piace perché ormai leggo Guido Catalano tutti i giorni e mi piace un sacco, lo sai?
Lei mi piace perché vuole fare il pane in casa, proprio come me, anzi, io voglio fare pure la birra!
Lei mi piace perché leggiamo gli stessi libri
Lei mi piace perché mi ha fatto capire che le poesie sono belle
Lei mi piace perché la poesia del clown mi ha fatto piangere
Lei mi piace perché è così carina con quei suoi cappellini anni ‘30
Lei mi piace perché sogna un uomo che l’ami per sempre e la raggiunga ovunque lei sia
Lei mi piace perché chiede desideri al genio della lampada
Lei mi piace perché ha gli stessi desideri che ho io
Lei mi piace perché è dei gemelli, come me. Il miglior segno che ci sia?
Lei mi piace perché è tenerissima quando abbraccia il suo papà
Lei mi piace perché è piccolina e io adoro le donne piccoline
Lei mi piace perché ha i capelli marroni e gli occhi marroni. Ma non eri tu, quello fissato con le bionde con gli occhi azzurri sin dai tempi delle medie? Naaaa. Lei è speciale
Lei mi piace perché…beh, perché è una piccola meraviglia: è impossibile resisterle.
Cos’è l’Amore? Amare è dare. Anzi no, non esattamente. Amare è donare. Ecco, così viene reso maggiormente il concetto. Chi non ha capito questo, non ha mai incontrato l’Amore. L’Amore non chiede niente come contropartita. L’Amore è incondizionato. L’Amore non chiede di essere ricambiato. L’Amore non è un baratto, uno scambio, una compravendita. No. L’Amore è a senso unico. L’Amore può anche non essere ricambiato. Non cambia lo stato delle cose. Colui che Ama, non è triste per sé quando non è ricambiato, è triste per l’altro quando non riesce a donargli l’Amore che prova. Solo chi ha Amato veramente può capirle queste cose. Ecco cos’è l’Amore.
(dedicato a colui che insiste a volermi fare aprire gli occhi: lascia perdere, non ho bisogno di queste tue ‘premure’, grazie. Rifletti su quanto ho scritto sopra, invece)
Ho fatto un sogno che vorrei raccontare. Nel sogno navigo in Rete, quando ad un certo punto la curiosità mi spinge su Blogitalia alla ricerca di blog romani. Mi colpisce un blog in particolare. Entro e scopro una foto in bianco e nero bellissima. Lo sfondo del blog è nero e io non li sopporto gli sfondi neri, perché mi affaticano la vista e mi ricordano i siti hacker (anche se il mio primo sito che creai 10 anni fa era con sfondo nero e io adoro gli hacker). Ma questo blog è diverso: è elegante e raffinato. Sfondo nero con bordi arancione. Bello, mi piace. La foto è stupenda e io non resisto: scrivo un commento e faccio i complimenti all’autore. L’autore è una donna. Comincio ad incuriosirmi e vado a leggere i vecchi post. Bello. Mi piace proprio questo blog. Decido di leggerlo tutto. Parto dal post numero 1. Scopro una ragazza molto interessante. E’ anche molto carina. Ora, dovete sapere che ho un dono: conosco le persone anche senza conoscerle! No, questa non la spiego ora, perché è lunga la storia. Ma non importa, diciamo che questa ragazza mi piace. Le mando una mail, dove un po’ per gioco un po’ sul serio le dico che noi due potremmo essere una coppia perfetta. Questo è stato il primo di una lunghissima serie di errori inconsapevoli che – nel sogno – hanno fatto prendere una piega strana e tortuosa alla storia. Le scrivo altre mail, dicendole che mi sono innamorato di lei. Sono sincero. Sono realmente innamorato di lei. La sua reazione è violentissima. Esplode una rabbia improvvisa e mi dice che devo sparire che sono un – non ricordo bene – granchio? Ah, si, ora ricordo: un granchio attaccato ai coglioni. O forse era un gatto? Boh, non so, i sogni a volte sono vaghi. Mi ricordo solo che sto malissimo e comincio a piangere. Poi di colpo cambia la scena: una mia mail spiritosa fa breccia nel suo cuore e le cose iniziano ad andare meglio. Ma dura poco: un mio commento inconsapevolmente sgradevole nel suo blog scatena un’altra reazione di rabbia. Le mando una mail chiedendole spiegazioni. La sua risposta è: “hai rotto il cazzo”. A questo punto esplode anche la mia di rabbia. La mando a quel paese e le dico cose terribili. Un minuto dopo, mi pento. Provo un dolore terribile dentro. Penso a lei che legge quelle cose brutte e piange. E’ atroce: io le voglio un bene dell’anima. Dolce che sei: io non posso pensare cose cattive su di te. Non ci riesco proprio. Tu sei una meraviglia. Io ti amo, lo sai? Piango di nuovo. Le scrivo un’altra mail dicendole che non le pensavo quelle cose cattive. Troppo tardi: lei non mi crede più. Mi sveglio. Sto ancora piangendo. Ma non è un sogno ora. Piango sul serio. Guardo la sveglia, sono le 3 di notte. E’ ancora buio fuori. Mi riaddormento a fatica. Alla fine ci riesco e…faccio un altro sogno. In questo nuovo sogno io sono un professore di psicologia che tiene una lezione. Parlo di donne cactus e di donne bambine. In questo sogno illustro la seguente teoria: i bambini devo essere trattati con amore. Lo ripeto in continuazione: “i bambini devono essere trattati con amore”. Cosa accade infatti se un bambino ha dei genitori troppo severi e magari un po’ assenti? Una cosa terribile che ora spiego. Se tu sgridi continuamente un bambino oppure non gli fai sentire l’amore del quale lui ha bisogno, nella mente del bambino si sviluppano i seguenti pensieri:
mi sgridano sempre perché sono cattivo
non mi vogliono bene perché sono cattivo
non mi merito di essere amato perché sono cattivo
perché mamma e papà non mi manifestano il loro amore?
sono come gli alieni di Tralfamadore e mi hanno rapito?
Basta poco, anche senza volere. Bastano alcune frasi ripetute spesso, non so, tipo: “stai su con la schiena!”. Da grande questo bambino si sentirà sempre inadeguato in qualsiasi circostanza. Si sentirà sempre in difetto. Avrà maturato una scarsa stima di se stesso. Nella migliore delle ipotesi sarà timido. Nella peggiore si sentirà una persona indegna di essere amata. Certo, da piccolo non è stato amato abbastanza, come può pensare di esserlo da grande? “Perché le persone che mi piacciono non si innamorano mai di me?” sarà il suo pensiero fisso. E ciò sarà la causa di una rabbia profonda che cova all’interno. E’ normale: tutti abbiamo bisogno di amore. L’educazione severa e repressiva non permetterà alla rabbia di esprimersi. Ma la rabbia è un sentimento naturale che deve sfogarsi. La natura l’ha creata proprio in quel modo. Allora la rabbia si sfogherà in modo inconsapevole: nei sogni. Nei sogni non esiste più la repressione e la rabbia si libera. Questa persona farà dei sogni brutti dove urla e spacca tutto con ferocia inaudita. Se non basta, la rabbia si sfogherà anche in un altro modo: mangiandosi le unghie. Se questa persona è convinta di non meritarsi l’amore, non si fiderà di coloro che dicono di amarla. E’ normale: se questa persona è la prima a non accettarsi, a pensare di avere qualcosa che non va, come può pensare di essere accettata dagli altri? Ma lo farà in modo inconsapevole, inconscio. E reagirà quindi con rabbia. E’ la donna cactus questa. So cosa state pensando: queste sono le pippe mentali di uno strizzacervelli. No. Io ho sperimentato sulla mia pelle delle situazioni simili. Non si tratta di educazione severa la mia, ma di altro che non racconterò di certo qui. E’ una cosa troppo personale questa. Ma so di cosa parlo. Fidatevi. Non sono pippe mentali, sono cose vere che accadono. Nel sogno parlo, parlo, parlo, poi – improvvisamente – cambia nuovamente la scena: ora io sono il professore che si è innamorato della tipa del blog. Si, quella delle fotografie. Ora capisco tutto. Di colpo è tutto chiaro. Ma certo, Maurizio! Lo avevi scritto anche in un post, ricordi? Le donne bambine e le donne cactus. La tipa delle fotografie è così: una donna cactus e una donna bambina insieme. Hai capito ora, tonto che non sei altro? Lei è una donna che ha bisogno di amore. Ne ha bisogno tanto, perché da piccola non ne ha avuto. Ma tu non puoi darglielo più questo amore perché lei non si fida più di te. E’ terribile, perché tu l’ami da morire, faresti qualsiasi cosa per lei. E’ un vero incubo. Vorresti abbracciarla, stringerla forte a te, vorresti dirle: “sei tutta la mia vita, ti amo tanto”. Ma lei non ti crede più. Lei ha bisogno di amore e tu ne hai tanto da dare. Ma lei ha troncato tutti i ponti. Non vuole più comunicare con te. E’ un dolore straziante questo. Mi sveglio nuovamente. Mi rendo conto di aver fatto un altro sogno. Sono sudato e sto piangendo di nuovo. Però: ho fatto due sogni che mi hanno fatto piangere nella stessa notte! Un record. Guardo la sveglia. Sono le 5 del mattino. Tra un’ora mi devo alzare perché devo andare al lavoro. Sono le otto. Sono in ufficio. Scrivo di getto questo post. Una profonda tristezza mi assale. Sto ancora pensando a lei.
E’ duro il web a volte. Le persone che conosci non le vedi negli occhi e loro non possono vedere te. Si creano incomprensioni. E’ facile sbagliare. Poi ci sono le e-mail. Maledette quelle. Sono in molti a non sopportarmi più ultimamente.
Su Repubblica di oggi, c’è un’inchiesta sulla pedofilia in Rete. E’ agghiacciante quanto si legge in quell’articolo. Ci sono paesi dove la legislazione in materia è carente se non addirittura permissiva! E lì che occorre premere. L’opinione pubblica può molto. Occorre far pressione su quei governi che fanno poco o nulla per evitare queste nefandezze (non è certo il caso dell’Italia per fortuna). Però, censurare dei siti in Italia è un palliativo (perché raggiungibili ugualmente via proxy esteri) e non risolve il problema. Il problema va affrontato a livello internazionale. Altrimenti è come volersi difendere da un’inondazione chiudendo la porta di casa!
AGGIORNAMENTO:
sul blog di Mantellini, viene denigrato l’articolo dicendo in sostanza che non è giornalismo. Bene. In passato ho sempre combattuto i giornalisti che di volta in volta agitavano lo spauracchio della pornografia piuttosto che quello della pedofilia per demonizzare la Rete. Uso la Rete da 12 anni, ho utilizzato servizi che i ‘nuovi arrivati’ neanche conoscono perché ormai scomparsi o poco conosciuti (tipo gopher, veronica, telnet, IRC et similia), perciò non ho mai sopportato quei giornalisti che parlano male di cose che neanche conoscono (la Rete). Non sopporto Carlini che continua a contrapporre i blog alla carta stampata (quando sono invece due cose complementari e diverse tra loro). Sono stato contrario alla campagna di Epolis contro il sito di orgoglio pedofilo in quanto la ritenevo controproducente perché 1) si è prodotto l’effetto opposto (aumentando enormemente le visite a tale sito grazie alla involontaria ‘campagna pubblicitaria’ di Epolis) 2) perché tali censure sono facilmente aggirabili 3) perché la censura è avvenuta solo in Italia (mentre nel resto del mondo il sito era ancora visibile) 4) perché la pedofilia si perpetra all’interno delle famiglie, e non in Rete. Gli ambienti domestici sono i luoghi dove avvengono maggiormente le violenze ai minori.
Detto questo però, che facciamo, sottovalutiamo il giro d’affari pazzesco che c’è in Rete in merito alla pedofilia? Che facciamo, evitiamo di parlare del fenomeno dei pedosciacalli? Che facciamo, evitiamo di considerare che la Rete sta diventando sempre di più un potente mezzo di comunicazione e che quindi facilita anche i contatti tra i pedofili? Che facciamo, evitiamo di parlare dei 256.302 siti monitorati dalla Polizia Postale? Non è diffamazione della Rete questa, è cronaca. Come dico sempre, la verità non sta quasi mai da una parte sola, perciò, ciò che era vero qualche anno fa, ora non lo è più. Gli articoli sulla carta stampata che ho sempre combattuto, erano di ben altro taglio (della serie: la Rete è un covo di pedofili, è un supermarket della pornografia). Quello di oggi mi sembra diverso. Del resto anche Punto Informatico parla spesso di pedofilia e pedopornografia in Rete (facendo una ricerca su PI escono qualcosa come 148 documenti). E poi, se davvero Repubblica demonizza la Rete con questi articoli di pseudo-giornalismo, allora anche UNICEF e Polizia Postale devono esagerare un po’ con questa ‘Rete pedofila’, no? Si legge su Punto Informatico: “Secondo la Polizia Postale, l’11 per cento dei minori italiani che si collegano alla rete è venuto in contatto con pedofili”. Però. Certo, mi direte voi, non sarebbe male se su Repubblica parlassero anche degli 80.000 italiani che ogni anno praticano il turismo sessuale, alimentando un torbido giro che coinvolge molti paesi (con governi troppo permissivi). Giusto, è vero, sono d’accordo su questo.
Chi mi conosce bene, sa che non sono maschilista. Anzi, mi ritengo abbastanza femminista. Le donne sono complementari agli uomini, hanno qualcosa che noi uomini non abbiamo. Ecco perché ne sono così affascinato. Come scrissi in un mio vecchio post, il mondo sarebbe migliore se fosse governato dalle donne. Bene, fatta questa debita premessa, devo dire che in Italia abbiamo delle donne politiche che - a volte - non si sa bene con che cosa ragionino. Qualche giorno fa infatti, una dichiarazione del Ministro dell’Interno Amato, fece discutere. La frase è la seguente:
“Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. E’ una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario”.
Da femminista quale mi ritengo, devo dire che in tale affermazione non vedo alcuna offesa per la Sicilia, né per l’Italia. Il senso della dichiarazione mi sembra perfettamente chiaro. Come ebbe a spiegare lo stesso Amato, tale dichiarazione faceva riferimento ad usi e costumi passati (io direi non tanto passati e forse ancora presenti) tipici di alcuni luoghi. Amato voleva dire: è inutile che diate la colpa alle religioni, perché la colpa è degli usi e costumi maschilisti che ancora resistono in alcuni luoghi. Più chiaro di così. Io condivido in pieno tale affermazione. E’ un dato di fatto questo. Amato faceva sicuramente riferimento alla legge relativa al delitto d’onore. Infatti in Italia, in virtù di tale legge, se un uomo uccideva una donna per difendere il proprio onore, aveva la riduzione di un terzo della pena. Tale legge è stata abolita soltanto nel 1981 (con la legge 442/1981). Presso quali luoghi d’Italia era così forte il senso dell’onore? In Piemonte, sicuramente! Infatti l’ex Ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo pensa che:
“Amato straparla. Chieda subito scusa ai siciliani o lo querelo”
Ma Amato è siciliano! Azz! Si è offeso da solo! La Prestigiacomo è di Siracusa e - pur essendo di Forza Italia - la ritengo simpatica e anche una bella f… . Però qui è lei che straparla visto che sembra non capire il senso di una dichiarazione fatta da un siciliano come Amato. E infatti si spiega perché milita tra le file di FI. Ma Stefania…Stefania…andiamo…Stessa constatazione debbo fare nei confronti di Alessandra Mussolini. Simpatica e una gran bella f… anche lei. Pur essendo di Azione Sociale, spesso dice cose sensate che condivido. Ma anche lei sembra non capire il senso dell’affermazione di Amato:
“Affermazioni molto gravi perché offendono la Sicilia, che fa parte dell’Italia”
E certo, occorreva specificarlo che la Sicilia fa parte dell’Italia! Ma Alessandra…Alessandra…suvvia. Ma io dico: lo stesso Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità commissionò un’indagine sulle violenze e i maltrattamenti sulle donne tempo fa. L’ISTAT presentò i risultati di tale indagine in questo report. Dal testo si stimano 6 milioni 743 mila vittime di violenza a donne tra i 16 e i 70 anni. La maggior parte di queste violenze avviene in famiglia. La quasi totalità delle violenze non viene denunciata (ben il 96%). Il dato più interessante che emerge dall’indagine ISTAT, è che il numero delle violenze sembrerebbe più alto al nord e più basso al sud. Ma - come viene evidenziato all’interno dello stesso rapporto - questi dati vanno analizzati con cautela, perché:
“possono nascondere diversità nella disponibilità a parlare del tema, nella consapevolezza nell’identificare gli episodi di violenza, nella maggiore capacità di rivelarli.”
Cioè come a dire: forse al sud, nelle isole e nei piccoli centri, le donne denunciano molto di meno i casi di violenza. Mentre al nord è vero l’opposto. Ecco perché sembra che al nord ci siano più violenze e al sud ce ne siano di meno. O no? E’ notorio come nei piccoli centri la vergogna sia un grosso ostacolo che impedisce la denuncia di questi fatti. Meglio non far sapere a nessuno. Meglio tacere. Ma io dico: che le commissionate a fare queste indagini se poi non riuscite a capire neanche il senso di una dichiarazione fatta da un Ministro dell’Interno? Sono davvero perplesso.
Il 9 luglio scorso, la giunta per le elezioni della Camera, dopo due ore di camera di consiglio, ha
proposto l’annullamento dell’elezione di Cesare Previti a deputato per motivi di ineleggibilità sopravvenuta. La proposta è passata con 16 voti favorevoli della maggioranza ed 11 contrari dell’opposizione. Entro 20 giorni l’Aula di Montecitorio dovrà decidere se confermare o meno il parere della giunta e annullare l’elezione a deputato di Cesare Previti (che ricordo è condannato in via definitiva e da circa un anno continua a percepire lo stipendio da parlamentare). Se non casca il Governo prima, entro i primi di agosto si dovrebbero conoscere le sorti di Previti. Ok, vediamo come va a finire.
Il blog di Piero Ricca è stato censurato dalla Guardia di Finanza. O meglio, la GF ha cancellato due post del suo blog. Così chi visita il blog non si accorge della censura. Il sito è stato messo sotto sequestro preventivo - udite udite - a seguito di una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei confronti di Piero Ricca. La querela è scattata a seguito di una discussione avvenuta al circolo della stampa di Milano tra Ricca e Fede. La discussione verteva sulla questione delle frequenze abusivamente occupate da Rete4. Riassumo:
1 - il cittadino privato A chiede chiarimenti sulla questione Rete4 al cittadino privato B
2 - il cittadino privato B querela il cittadino privato A
3 - la GF mette sotto sequestro il blog del cittadino privato A!!!!
Non entro nei dettagli, hai visto mai che la GF mi intercetti e venga a casa mia!!!!
Ad ogni modo, per chi volesse saperne di più, consiglio di effettuare:
1 - una ricerca su YouTube digitando: Ricca Fede
2 - una ricerca su Google digitando: Ricca Fede
Usciranno fuori qualcosa come 725.000 risultati. Beh, la GF non può sequestrarli tutti, no?
Ah, tra i risultati usciranno fuori anche i due post cancellati dalla GF. Già, merito della cache
di Google!
Ora sono stanco di scrivere, vado a vedere quel fantastico spettacolo di cabaret che è il TG4.
Due risate e mi rilasso un po’!
Ho deciso: da oggi non parlerò più di politica nel mio blog, parlerò delle schifezze perpetrate dalla politica italiana, invece. Leggo oggi su Punto Informatico, che il Consiglio dei Ministri ha risposto alla richiesta di spiegazioni portata avanti da Scandalo Italiano in merito alla vergognosa vicenda del portale turistico Italia.it. Sintetizzo: nel 2004 il precedente Governo decise di sviluppare un sito turistico per rilanciare l’immagine dell’Italia all’estero. Tale sito fagocitò 45 milioni di euro, richiese 3 anni di ‘lavoro’ e produsse alla fine un portale turistico di infima qualità. Qualsiasi webmaster sa perfettamente che 45 milioni di euro per sviluppare quel sito, sono una cifra a dir poco stellare. Una cifra mostruosamente assurda, non giustificabile. E’ come se un litro di latte costasse 100 euro!
Perciò furono in molti ad indignarsi e, alla fine, migliaia di utenti si unirono e scrissero al Governo per chiedere spiegazioni. Ecco il link con la risposta dell’attuale Governo:
Non spreco spazio su disco (che pago) per riportare il testo integrale della risposta. Odio il burocratese. Scandalo Italiano sintetizza egregiamente la cosa:
Domanda: Caro governo, il tuo predecessore ha preso 45 (anzi: +9 +2,1=56,1) milioni di euro dalle tasche della comunità per fare un sito web. Noi 1500 membri di codesta comunità, che in buona misura proprio di web, IT e multimedia ci occupiamo, abbiamo visto la cifra pazzesca, abbiamo visto il sito, l’abbiamo trovato di qualità vergognosa, abbiamo visto che tu e il tuo predecessore ci avete messo tre anni di lavoro a farlo, e dunque ti chiediamo di sapere con esattezza come avete impiegato quel denaro. Ce lo puoi dire per favore?
Risposta: No. Non sono cazzi vostri.
Oltretutto sono pure arroganti. In un prossimo post parlerò della lettera di risposta inviata da
Fausto Bertinotti a Beppe Grillo, in merito alla questione Cesare Previti (il parlamentare condannato che non si schioda dalla poltrona). Intanto mi sa che aderirò anch’io al V-day.