Delitto d’onore
Chi mi conosce bene, sa che non sono maschilista. Anzi, mi ritengo abbastanza femminista. Le donne sono complementari agli uomini, hanno qualcosa che noi uomini non abbiamo. Ecco perché ne sono così affascinato. Come scrissi in un mio vecchio post, il mondo sarebbe migliore se fosse governato dalle donne. Bene, fatta questa debita premessa, devo dire che in Italia abbiamo delle donne politiche che - a volte - non si sa bene con che cosa ragionino. Qualche giorno fa infatti, una dichiarazione del Ministro dell’Interno Amato, fece discutere. La frase è la seguente:
“Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. E’ una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario”.Da femminista quale mi ritengo, devo dire che in tale affermazione non vedo alcuna offesa per la Sicilia, né per l’Italia. Il senso della dichiarazione mi sembra perfettamente chiaro. Come ebbe a spiegare lo stesso Amato, tale dichiarazione faceva riferimento ad usi e costumi passati (io direi non tanto passati e forse ancora presenti) tipici di alcuni luoghi. Amato voleva dire: è inutile che diate la colpa alle religioni, perché la colpa è degli usi e costumi maschilisti che ancora resistono in alcuni luoghi. Più chiaro di così. Io condivido in pieno tale affermazione. E’ un dato di fatto questo. Amato faceva sicuramente riferimento alla legge relativa al delitto d’onore. Infatti in Italia, in virtù di tale legge, se un uomo uccideva una donna per difendere il proprio onore, aveva la riduzione di un terzo della pena. Tale legge è stata abolita soltanto nel 1981 (con la legge 442/1981). Presso quali luoghi d’Italia era così forte il senso dell’onore? In Piemonte, sicuramente! Infatti l’ex Ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo pensa che:
“Amato straparla. Chieda subito scusa ai siciliani o lo querelo”Ma Amato è siciliano! Azz! Si è offeso da solo! La Prestigiacomo è di Siracusa e - pur essendo di Forza Italia - la ritengo simpatica e anche una bella f…
“Affermazioni molto gravi perché offendono la Sicilia, che fa parte dell’Italia”E certo, occorreva specificarlo che la Sicilia fa parte dell’Italia! Ma Alessandra…Alessandra…suvvia. Ma io dico: lo stesso Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità commissionò un’indagine sulle violenze e i maltrattamenti sulle donne tempo fa. L’ISTAT presentò i risultati di tale indagine in questo report. Dal testo si stimano 6 milioni 743 mila vittime di violenza a donne tra i 16 e i 70 anni. La maggior parte di queste violenze avviene in famiglia. La quasi totalità delle violenze non viene denunciata (ben il 96%). Il dato più interessante che emerge dall’indagine ISTAT, è che il numero delle violenze sembrerebbe più alto al nord e più basso al sud. Ma - come viene evidenziato all’interno dello stesso rapporto - questi dati vanno analizzati con cautela, perché:
“possono nascondere diversità nella disponibilità a parlare del tema, nella consapevolezza nell’identificare gli episodi di violenza, nella maggiore capacità di rivelarli.”Cioè come a dire: forse al sud, nelle isole e nei piccoli centri, le donne denunciano molto di meno i casi di violenza. Mentre al nord è vero l’opposto. Ecco perché sembra che al nord ci siano più violenze e al sud ce ne siano di meno. O no? E’ notorio come nei piccoli centri la vergogna sia un grosso ostacolo che impedisce la denuncia di questi fatti. Meglio non far sapere a nessuno. Meglio tacere. Ma io dico: che le commissionate a fare queste indagini se poi non riuscite a capire neanche il senso di una dichiarazione fatta da un Ministro dell’Interno? Sono davvero perplesso.