Si, ma il Wimax?
La pubblicazione del bando per l’assegnazione delle frequenze del Wimax, non doveva partire entro l’estate? Sono mesi che circolano notizie che vedono imminente la data di pubblicazione di questo fantomatico bando. Ma…apprendo oggi su Punto Informatico del mirabolante scoop di Morse. Stando a quanto scritto nell’articolo, sembrerebbe che alcune società abbiano deciso di contestare la validità del regolamento che fissa le linee guida da adottare nella predisposizione del bando per l’assegnazione delle licenze Wimax. In sintesi, nelle missive inviate ai vari organi preposti, si richiede il ritiro di tale regolamento e la sua revisione. Infatti stando così le cose - c’era da dirlo? - le modalità con le quali verranno assegnate le licenze/frequenze, agevoleranno i soliti noti, prima su tutte Telecom Italia. Vi ricordate il discorso di Grillo in sede di assemblea degli azionisti Telecom Italia? “Il Wimax non deve essere dato agli operatori telefonici, perché tutto quello che toccano loro diventa merda”. E poi mi si viene a dire populismo e qualunquismo. Grillo ha ragione da vendere: in passato le tecnologie WiFi e UMTS sono state affossate dai soliti noti. E’ storia vecchia. Tutti temono che il Wimax possa venire affossato. Tutti. Esperti di settore, persone comuni nei forum, Grilli e grillini. Tutti. C’è anche una raccolta di firme online. Io sono stanco di ripetere queste cose. Ma l’AGCOM, quell’ente inutile e mangiasoldi che conosciamo tutti (venne riconosciuto inutile anche in sede UE se non ricordo male) pensa bene - come al solito - di tutelare gli interessi di pochi. In barba al Digital Divide. In barba all’arretratezza tecnologica. Ribadisco il ‘nodo’ strategico del Wimax: 1) il Wimax permette l’accesso ad Internet senza fili ovunque ci si trovi; 2) è possibile telefonare ‘gratis’ su Internet utilizzando il protocollo VOIP. Quindi Wimax=telefonate VOIP=telefonate gratis (o meglio, visto che dovrebbero spuntare nuovi operatori, a costi decisamente inferiori). E’ chiaro ora perché TIM, Vodafone and company non hanno interesse che il Wimax si sviluppi in Italia? Nokia ha già in piano un cellulare Wimax per il 2008. E allora? Ben venga l’iniziativa di quelle società che hanno deciso di far cambiare il regolamento per la predisposizione del bando. Magari ciò comporterà un ulteriore slittamento (secondo me, prima del 2008 non si smuove paglia), ma almeno forse - forse - questa volta i soliti noti se la prenderanno dove dico io e si salvaguarderanno gli interessi dei cittadini. Occhi aperti!
AGGIORNAMENTO - TANTO PER CAPIRCI:
tratto dall’ultima delibera dell’AGCOM
“Su tale punto l’Autorità ritiene che, coerentemente con le procedure adottate in altre selezioni competitive, ad esempio l’UMTS ed il WLL, la prescrizione di un obbligo minimo di copertura e di avvio commerciale del servizio contribuisce a garantire maggiormente sia la reale volontà dell’impresa a realizzare i servizi previsti, limitando possibili fenomeni di pre-emption, sia l’utilizzo effettivo dello spettro.”Ossia: visto che siamo riusciti ad affossare per bene il WLL e l’UMTS, adottiamo gli stessi criteri: se non hai i mezzi necessari a coprire un minimo di territorio, non vinci la gara. Hmmm…chi può competere con la copertura del territorio attuabile da aziende come Telecom Italia o Vodafone? Forse le aziende più piccole? Questo si che vuol dire liberalizzare, vero Bersani?
“I diritti d’uso delle frequenze di cui al presente provvedimento hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio e sono rinnovabili.”Ossia: una volta vinta la gara da Telecom Italia, per 15 anni ci dovremo tenere il suo monopolio. Fra 15 anni, il Wimax sarà preistoria tecnologica e tutti gli altri paesi avranno la banda strasupermegaiperlarghissima…Questo si che è liberalizzare, vero Bersani?
“Gli aventi titolo al rilascio dei diritti d’uso delle frequenze sono individuati, per ciascuna area di estensione geografica, sulla base di graduatorie distinte per ciascun diritto, basate sull’importo offerto anche attraverso un sistema di miglioramenti competitivi, secondo le modalità stabilite nel bando di gara, a partire da un importo minimo, stabilito per ciascuna area di estensione geografica e ciascun blocco di frequenze in gara e indicato nello stesso bando di gara.”Ossia: sotto ad un importo minimo sei escluso dalla gara. Questo favorirà le aziende piccole? Potranno competere con Telecom Italia? Questo si che è liberalizzare, vero Bersani?
Qualche pignolo potrebbe sottolineare che Pierluigi Bersani è il Ministro delle Attività Produttive, mentre il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni. Tsk, tsk. E allora? Fa sempre parte del Governo attuale. Ed è lui che va sbandierando in giro le favole sulle liberalizzazioni. O no?