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Martedì 11 Settembre 2007

V-Day snobbato dalla TV. Ecco perché io lo approvo

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 10:46 )

Non sono un qualunquista. Oggi mi si etichetterebbe come una persona appartenente all’ala della sinistra radicale. Etichette a parte, vorrei parlare del V-Day dell’8 settembre scorso, evento snobbato dalla RAI, minimizzato e/o criticato da politici di ambedue gli schieramenti e condannato e/o osannato dagli italiani. Io - ripeto - non mi considero un qualunquista, perciò vorrei spiegare perché approvo eventi come il V-Day. Lo vorrei spiegare anche a coloro che gestiscono i blog che leggo, perché si tratta di persone che stimo. Iniziamo a dire che approvo la proposta di legge popolare che hanno firmato circa 300.000 italiani. La approvo nei contenuti. Qualcuno dice che se uno è stato condannato e successivamente ha saldato il conto con la giustizia, deve poter essere riammesso alla vita politica. Non sono d’accordo. Anche il semplice vilipendio alla bandiera italiana, non può essere considerato un reato da sottovalutare. Chi ha commesso un reato (anche minore) non può rappresentare gli italiani. Qualcuno dice invece che 2 legislature sono poche e che un tale sistema impedirebbe l’emergere di personaggi importanti come Togliatti, Moro o Almirante. Lo dice Fini e lo dice chi è di sinistra. Io dico invece che 2 legislature sono 10 anni. 10 anni non sono pochi. In Cina, per le olimpiadi del 2008 hanno pianificato la costruzione di ben 7 nuove linee di metropolitane a Pechino. E scommetto che ci riusciranno. 7 nuove linee in meno di 2 anni. In Italia, quanto occorre per costruire 1 sola linea di metropolitana? Parigi e Londra hanno una rete di metropolitane eccellente, perché in Italia non deve essere possibile ciò? Io dico che se esiste la volontà politica, in 10 anni un Paese viene ribaltato da cima a fondo. Il sistema politico tradizionale è vecchio. Non funziona più. Le persone sono vecchie. E i pensieri che producono sono vecchi. Questo sistema è logoro. A me non interessa che emergano personaggi come Moro o Togliatti. A me non interessa che emergano degli statisti importanti. A me interessano i risultati. Già, perché qui tutti hanno dimenticato il significato di fare politica. Fare politica non è essere bravi nelle strategie di partito, essere bravi ad ottenere consensi, essere bravi diplomatici, essere dei grandi statisti. No, fare politica è risolvere i problemi. Concretamente. Fare politica è occuparsi dei problemi dei cittadini. Punto. Qualcuno potrebbe dire che per ottenere dei risultati occorre la strategia politica. Forse, ma la strategia politica dell’attuale maggioranza lascia molto a desiderare a mio avviso. Il terzo punto della proposta di legge popolare è il ritorno alle preferenze. Qualcuno dice che le preferenze riporterebbero corruzione e clientelismo. Io dico che corruzione e clientelismo esistono da sempre. Non saranno le preferenze a creare tale problema. Le preferenze al contrario, permetterebbero agli italiani di votare le persone e non i partiti. Ma fino a questo punto ho parlato delle mie idee. Parliamo di fatti ora. Su Repubblica.it di oggi, vengono mostrati i risultati del sondaggio lpr Marketing sull’orientamento politico degli italiani. I risultati non sono deludenti, no, fanno proprio paura! Forza Italia guadagna circa 3 punti e la sinistra in toto perde consenso. Perdono tutti. Allora mi chiedo: coloro che votavano RC e che ora non lo votano più (-1,8%), sono da considerare dei qualunquisti? Coloro che votavano PDCI e che ora non lo votano più (-1,3%), sono da considerare dei qualunquisti? Come dite? Parte dell’ala della sinistra radicale si è spostata verso l’ala moderata? Non sembra (-3,3%). E allora? Forse chi è andato al V-Day non è necessariamente un qualunquista! Questo lo vorrei dire alle persone che sono favorevoli al PD e a coloro che appartengono alla parte ‘radicale’ come me. Casini dice che dovremmo vergognarci dell’attacco contro Biagi (ucciso dalle BR). Se questa non è strumentalizzazione, ditemi voi. Ma chi è che applaude un omicidio di matrice terrorista? Chi attacca Biagi? Nessuno. Il punto è un altro: qui si condanna una legge (la Biagi o 30, come si preferisce) che ha prodotto precariato nel mondo del lavoro in Italia. E il lavoro dei giovani è la base di partenza per costruire qualcosa. E’ il punto cardine. E’ fondamentale. Diliberto dice che “L’antipolitica è sempre di destra anche quando pensa di essere di sinistra”. Bene, mi sta dicendo che io penso di essere di sinistra ma che in realtà sono di destra! Meno male che me lo dice lui. Io non me ne ero accorto. Io dico una cosa a tutti, politici e cittadini: stiamo attenti a condannare e/o minimizzare certi eventi: il rischio è che - minimizzando - ritorni la CDL. Io dico basta con le chiacchiere, occorrono fatti. Solo i fatti potrebbero permettere alla sinistra di riacquistare il consenso perduto. Basterebbero pochi fatti, semplici, lineari, ma illuminanti, per far pendere l’ago della bilancia verso sinistra. Fatti concreti che illustrerebbero inequivocabilmente la volontà di un cambiamento vero. Già, ma in Italia ci sono pochi fatti e molte parole. Ecco perché nascono eventi come il V-Day. Ah, anch’io penso che B. Grillo sia populista e faccia demagogia, ma come dico sempre, la verità non sta quasi mai da una parte sola. Occorre riflettere su eventi come il V-Day.

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Venerdì 7 Settembre 2007

Caso o destino? Entrambi!

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 16:45 )

Io sono un materialista. Non credo al fato o destino che dir si voglia. Sono ateo. Non sono un creazionista, sono un evoluzionista. Credo al caso. Bene, partiamo da qui. Qualcuno che mi legge, si ricorderà di quella piccola cosa che ho scoperto nella mia vita: la verità non sta quasi mai da una parte sola. Che c’entra? C’entra, c’entra. Si, perché se analizziamo bene i fatti, in fondo in fondo, il caso crea una sorta di destino. Quindi, in una qualche misura, hanno ragione sia gli assertori della teoria del caso quanto quelli del fato. Infatti il caso ha voluto la formazione del nostro sistema solare. Il caso ha voluto la nascita della vita sulla terra. Il caso ha voluto la mia nascita. E la tua, tu che mi leggi. Il caso ha voluto farmi nascere a Roma, in Italia. Ma sarei potuto nascere in Ruanda oppure in Iraq. Sarei potuto nascere a Roma si, ma ai tempi di Nerone. Il caso poi, ti fa nascere stupido oppure intelligente. Oppure una via di mezzo, né carne né pesce. Il caso ti fa nascere alto o basso, magro o grasso. Bello o brutto. Timido od estroverso. Eterosessuale od omosessuale. A seconda di come decide il caso, tu avrai una vita piuttosto che un’altra. Se nasci tra gli Aztechi, magari non vivi proprio, perché in tenera età sarai la vittima prescelta di un assurdo sacrificio umano. Se sei una donna e nasci bellissima, magari parteciperai alle selezioni di miss Italia. Poi magari entrerai nel mondo dello spettacolo. Se tuo padre è un magnate dell’industria petrolifera, la tua vita sarà segnata quasi sicuramente dalla nascita. Insomma, il caso ti condiziona pesantemente, perciò una sorta di destino la crea. Il destino te lo crei da te…hmmm…dipende. Dipende da quanto margine di manovra ti viene concesso dal caso. Se nasci senza gambe, difficilmente diventerai un centometrista, ti puoi dannare quanto vuoi. Come? Oscar Pistorius corre i 100 metri con delle protesi in fibra di carbonio? Già, ma Pistorius è nato nel 1986: bastava che nascesse un secolo fa (la fibra di carbonio è stata scoperta nel 1985) e addio sogno dei 100 metri. Si, è stato caparbio e tenace, ma il caso lo ha favorito in qualche modo. Lo ha fatto nascere in un’epoca durante la quale hanno inventato le protesi in fibra di carbonio. C’è gente che parte dal nulla e crea un impero. Si, ma fatica 100 volte di più di altri che l’impero lo hanno già senza faticare (perché lo ereditano). Magari, lungo la strada, il caso fortuito (non la fortuna, che non esiste) ha piazzato le cose in modo tale da favorirti. Ma il caso potrebbe anche essere avverso e remare contro. Ecco perché se uno ragiona in funzione del caso, si accorge che gli uomini non sono molto diversi dalle formiche. Una formica potrebbe arrivare a 15 anni e morire di morte naturale. Oppure potrebbe attraversare il marciapiede per raggiungere il formicaio ed essere calpestata a metà strada da un passante qualsiasi. Il passante non si accorgerebbe mai di questo piccolo omicidio. La formica non ne sarebbe neanche consapevole. La vita sulla terra, continuerebbe a scorrere come se niente fosse mai accaduto. Il caso decide. Il caso vuole che in quel momento un passante posi la suola della sua pesantissima scarpa, sull’esoscheletro di una ignara formica. O forse quella formica era predestinata ad una morte prematura? Magari per volontà divina? E per un uomo? Idem. Potrebbe vivere fino a 110 anni oppure morire in qualsiasi momento (basta un comune vaso di terracotta caduto da un balcone). E allora? Qual è la morale? Non lo so. So che forse è il caso di assaporare ogni cosa che la vita ti offre. Giorno per giorno. Guai a lasciarsi sfuggire qualcosa. Non si torna indietro. So che spesso lotto per ottenere qualcosa che non arriva mai. Però attenzione: il caso ti porta spesso anche di fronte ad un bivio. Accade più volte nella vita. A quel punto tu, con il tuo piccolissimo e quasi inconsapevole libero arbitrio, decidi. Scegli tu la strada da percorrere. Destra o sinistra? E la strada che sceglierai, stai tranquillo che non sarà scevra da effetti. Tu in quel momento non lo sai, ma il tuo piccolo ‘destino’ lo stai determinando con quella scelta. Io le mie piccole scelte quotidiane le faccio. Io, nel mio piccolo, remo sempre in una direzione: hai visto mai che prima o poi gli avvenimenti comincino a fluire nel verso che voglio io? Come insegna la millenaria saggezza popolare: dalle e dalle se spiezzene pure e’ metalle…

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Mercoledì 5 Settembre 2007

Si ricomincia a girare

Archiviato in: Riflessioni — Maurizio ( 19:48 )

L’estate sta finendo. E’ arrivata la perturbazione polare e le temperature sono calate. La sera ricomincia a far buio presto. Tra qualche giorno ritorno al lavoro. Solita routine. Solito lavoro. Solita sveglia la mattina. E io sento ancora di non aver combinato nulla di buono nella mia vita. Niente di quanto vorrei si è avverato. Quando iniziai a lavorare, già mi vedevo come un ingranaggio all’interno di una grossa macchina. Ci si aliena ad essere degli ingranaggi. Si perde la propria identità. Si perde la creatività. Si perde la fantasia. Si viene fagocitati dal vortice del movimento della macchina. Tutti di corsa. Costretti a ruotare come vuole la macchina. Te ne accorgi quando prendi la metro. Corrono tutti come tante formiche nel formicaio. Formiche impazzite. Riuscirò ad ottenere quella vita a misura d’uomo che abbiamo perduto tutti? Questa vita non è naturale. Ma alla fine ci si stanca di combattere e ci si rassegna. Non è semplice per una ruota dentata, scappare dal meccanismo che la costringe a ruotare sempre nello stesso verso. Anche se potrebbe sembrarlo, questo non è un post triste. Affatto. E’ solo una lucida e fredda analisi dei fatti. Però…è vero che ci si stressa maggiormente quando si ritorna dalle ferie. Forse perché abbiamo ancora bene impressa nella mente l’immagine di una vita diversa. Una vita durata pochi giorni, il tempo delle ferie.

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