Welfare: secondo i primi dati parziali, vincono i SI
Secondo i sindacati, il 70-80% dei lavoratori ha votato SI al protocollo sul welfare. Scettico il segretario nazionale della FIOM Cremaschi, secondo il quale tale risultato deriva da una estrapolazione di dati parziali: non sarebbero state prese in considerazione le aziende dove hanno vinto i NO (Mirafiori, Zanussi, Iveco ed altri). Se i risultati saranno confermati, gli italiani avranno promosso il protocollo. Sarà, però a me destano perplessità alcuni punti: gli straordinari, il tetto delle 5.000 unità (relativo ai lavori usuranti) e i contratti a termine. In pratica si incentivano gli straordinari (che costeranno di meno), si limita il numero dei lavoratori impiegati in lavori usuranti che potranno andare in pensione in anticipo e si fa poco per debellare l’imperversare dei lavori a tempo determinato. Sarà, ma io continuo a pensare che la flessibilità sia una grossa baggianata. Continuo a pensare che la legge 30 abbia arrecato grossi danni aumentando a dismisura il fenomeno del precariato. Le aziende sono indotte ad assumere a tempo determinato perché così i lavoratori costano meno. Continuo a pensare che invece di incentivare gli straordinari, occorrerebbe ridurre l’orario di lavoro. Come ha fatto la Francia nel 1998 con l’adozione delle 35 ore (anche se ora Sarkozy sta attaccando la legge Aubry che ha introdotto le 35 ore). Insomma, su questo protocollo ci sono parecchi punti che non mi quadrano. Ma Prodi e i sindacati sono soddisfatti…
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