CENSURA: il bavaglio ai blog è ancora in agguato!
Chi come me frequenta la Rete da un po’, è a conoscenza dei vari attacchi alla libertà di informazione che i Governi hanno tentato al fine di controllare l’informazione che circola su Internet. Forse non tutti sanno che negli USA esiste una legge che impone una tassazione sull’accesso ad Internet (ricerca di informazioni, download, mail, commercio elettronico etc.). Attualmente tale legge non viene applicata in quanto esiste una moratoria firmata dall’ex Presidente Clinton nel 1998. Il primo novembre di quest’anno scade la moratoria. Potenti lobby sentono come una minaccia tecnologie come il VOIP (telefonare tramite Internet), IPTV (televisione su Internet) e blog (informazione tramite Internet). In pratica, le lobby dei grandi operatori telefonici e dei grossi editori spingono per ottenere la tassazione sull’uso di Internet. Forse la moratoria verrà estesa, ma la legge sulla tassazione di Internet non verrà eliminata definitivamente perché ciò non è in discussione. La scusa come al solito è un paventato pericolo. Così come le guerre vengono motivate per combattere il terrorismo, la tassazione di Internet viene motivata dalla perdita di 20 miliardi di dollari di introiti tributari. In poche parole, il legislatore dice: se Internet resta libera, il Paese perderà miliardi di dollari, perciò occorre mettere delle tasse. La verità è un’altra: negli USA più del 70% della popolazione usa Internet e alcuni sondaggi evidenziano come gli americani considerino i blog autorevoli quanto giornali come il New York Times. Bene direte voi, ma noi siamo in Italia, che ci frega? Ci frega, ci frega: il 12 ottobre scorso il Governo ha approvato e mandato all’esame del Parlamento un testo di legge presentato il 3 agosto (in sordina) che tenta di imbavagliare i blog. Secondo tale legge – siamo alle solite – i siti amatoriali (quindi anche i blog) devono essere equiparati alle testate giornalistiche. Cosa significa ciò? Significa che chi gestisce un blog, essendo equiparato ad un giornale, è tenuto alla registrazione presso il ROC (Registro degli Operatori delle Comunicazioni), con tanto di pagamento di bollo, presentazione di certificati e altre pratiche burocratiche. Non solo, con tale legge, la diffamazione tramite blog ora prevede sanzioni penali. L’autore di tale magnifica legge liberale è Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Questi sono attacchi pesanti alla libertà di espressione. Le tasse significano una cosa sola: potrà fare informazione solo chi ha i soldi per farla. La registrazione presso il ROC significa controllo dell’informazione. Nel 2004 ci provò l’allora Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani con la sua legge 106/2004. Ricordate? Tale legge imponeva la registrazione del sito presso la Biblioteca Nazionale di Roma e quella di Firenze a tutti i gestori di siti web. Una legge folle alla quale tutti si opposero. Poi ci furono tutta una serie di censure a siti web, attuate con la scusa di combattere terrorismo e/o pedofilia. Ricordate il Decreto Pisanu? Ricordate la censura di Gentiloni e dell’AAMS? Ricordate la proposta di censura di Frattini? A me sembra evidente che sono anni ormai che si tenta di imbavagliare l’informazione che viene dal basso, cioè i blog. Evidentemente blog come quello di Beppe Grillo o di Piero Ricca sono troppo fastidiosi. Occorre impedire che tali leggi passino. Dobbiamo ribellarci. Serve una petizione. Per favore, non facciamo come con le altre petizioni (vedi il Wimax). E’ importante evitare questo bavaglio. Facciamo circolare questa notizia e boicottiamo i tentativi di controllo dell’informazione. Io annuncio già da adesso che non registrerò mai alcun sito e/o blog presso il ROC. Questi qui stanno tirando troppo la corda…
AGGIORNAMENTO:
Su Panorama si legge la replica di Levi:
“Abbiamo pubblicato uno schema di legge e un questionario sul nostro sito internet, abbiamo ascoltato e incontrato tutti gli operatori del settore (gli editori grandi e piccoli, i giornalisti, gli specialisti della pubblicita’, i distributori, gli edicolanti, i librai), ci siamo fatti aiutare da esperti dell economia e del diritto”Ma se è notorio che giornalisti et similia NON CONOSCONO LA RETE E LA DEMONIZZANO (non tutti ovviamente, ci sono anche quelli intelligenti). Ma ecco la ciliegina sulla torta:
“Ed e’ proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorita’ Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori”Cioé: non vi preoccupate, decide l’AGCOM chi deve essere registrato nel ROC e chi no. Certo, l’AGCOM, quella che ha partorito il regolamento per il bando di gara Wimax A FAVORE DI TIM, WIND, TRE E VODAFONE!!!! Gente, come sono inc…to!!!
5 commenti »
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Anch’io ho postato questa notizia. Sono senza parole!
Commento di aradia - il pane e le rose — 19 Ottobre 2007 @ 19:12
Se non trovo una petizione aperta la apro io. Non facciamo come con il Wimax che ci hanno dato la SOLA. Vogliamo diffondere queste notizie? Farle circolare? E’ una cosa grave questa. E’ censura preventiva. E’ controllo dell’informazione. Non è dietrologia.
Commento di Maurizio — 19 Ottobre 2007 @ 20:03
Bravo Maurizio!
Hai reso un quadro della situazione preciso e conciso!
Io non so neanche da dove si comincia x la petizione. Però sono prontissimo a firmarla.
p.s. : grazie x i link…
Commento di Newly — 20 Ottobre 2007 @ 12:24
[…] ilseniomormora theomiblog vday tiziano solignani marsiaj faraona maurizio silvestri beppe grillo passineldeserto limprenditore esserecomunisti luca cicca pbeverydayblog ilozzo massimo […]
Pingback di Rete incazzata e blogger in rivolta « Parole [usate] — 20 Ottobre 2007 @ 17:28
[…] lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” Se poi evitiamo di creare bavagli normativi (decreto Levi) che impediscono ai blog di parlare, chissà che non risaliamo anche la classifica di RSF (che ci […]
Pingback di Il blog di Maurizio Silvestri » 25 aprile: liberazione, V2-Day e referendum — 25 Aprile 2008 @ 10:16