Banca del DNA anche in Italia
Non sono razzista, ma i dati del Ministero della Giustizia parlano chiaro. I reati commessi da stranieri sono in aumento. Gran parte vengono dal nord africa e dai paesi dell’est (Marocco, Albania, Tunisia e Romania principalmente). Stando al rapporto del DAP sulla popolazione carceraria a giugno 2007, 1 detenuto su 3 è straniero (15.658 stranieri su 43.957 detenuti totali, il 35,62%). Se a ciò aggiungiamo il fenomeno dei clandestini, la cifra dei reati commessi dagli stranieri potrebbe essere più alta. Già, perché i clandestini non possono essere identificati. Oggi un clandestino commette un reato, viene preso e dichiara di chiamarsi Vladimir, domani viene rilasciato e commette un altro reato. Viene ripreso e questa volta dichiara di chiamarsi Igor. Insomma, non può essere garantita la certezza della pena. Stando all’ISTAT, gli stranieri regolari stimati al 1 gennaio 2006 sono 2.767.964. In 10 anni sono aumentati di due milioni di persone. Il fenomeno è costante e il problema della sicurezza non va trascurato. Ecco perché la banca del DNA la trovo una buona idea. Il Governo infatti, ha stabilito le norme per l’istituzione della banca dati nazionale del DNA. In Gran Bretagna invocano addirittura una banca del DNA per tutti, compresi i turisti. Negli USA la banca del DNA del CODIS esiste da tempo. Una volta tanto la penso come gli inglesi: istituiamo l’anagrafe del DNA per tutti i cittadini. Dov’è che si firma?
Nessun commento »
Non c’è ancora nessun commento.
RSS feed dei commenti a questo articolo.
L’URL per inviare un trackback a questo articolo è: http://www.mauriziosilvestri.com/2007/10/29/banca-del-dna-anche-in-italia/trackback/