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Mercoledì 17 Ottobre 2007

Ragazzi, c’è il PD: ora l’Italia diventerà un Paese modello. Altro che la Svizzera!

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 06:30 )

In un post di Beppe Grillo, si legge il pensiero di Noam Chomsky in merito al V-Day. Lui dice:
“Forse il più grande intellettuale USA del XX secolo, Walter Lippman, pensava che la maggioranza della popolazione fosse ignorante e inaffidabile; le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E’ chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l’opposto di una democrazia funzionante. Penso che la vera democrazia sarebbe molto più efficace senza quelli che chiamiamo partiti politici, che funzionano solo come macchine per la produzione di candidati. L’unica forma di partecipazione è radunarsi ogni tanto e scegliere tra candidati e programmi che vengono presentati loro. Le persone sono escluse dalla formazione delle posizioni politiche dei candidati.”
La penso allo stesso modo. La democrazia si fa senza i partiti. Io non credo ai partiti. Io non credo più a questi ‘vecchi’ che ci comandano dall’alto dei loro scranni dorati. Ma Chomsky dice ancora:
“La gente si radunerebbe pubblicamente e deciderebbe quale politica preferisce e direbbe ai candidati: “Questa è la politica che desideriamo; se sei in grado di portarla avanti bene, altrimenti vai a casa” Questa sarebbe una democrazia effettiva, il che è molto lontano dalla situazione attuale. L’attività politica dei partiti ora consiste nel produrre candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione.”
Infatti. La politica è troppo ‘legata’ ai banchieri e agli industriali. A coloro che hanno i soldi, via. E per ottenere consenso si avvalgono dei loro organi di propaganda: TV e giornali. Beh, io direi che questo discorso non fa una piega. Le cose stanno esattamente così. Ora, se li capisco io questi concetti che sono un semplice tecnico informatico che non capisce una sega di politica (consentitemi la licenza poetica), come possono non capirli coloro che fanno politica di professione? Come fanno a non capire questi concetti, coloro che hanno lavorato e lavorano per la costituzione del Partito Democratico? Io credo che questi personaggi, tali concetti li abbiano ben chiari ma facciano finta di non capirli. Vado al nocciolo: come fa un Padoa-Schioppa a dare dei ‘bamboccioni’ ai giovani che non hanno un lavoro fisso e stabile? Arroganza o idiozia? Ha ragione Chomsky allora. Infatti Padoa-Schioppa dice ai giovani: “vota per me, perché io so come risolvere i tuoi problemi, io so come fare. Io sono Ministro dell’Economia. Che vuoi saperne tu? Anzi, siccome non ti rendi neanche conto di quanto sei bamboccione, vedi di andare a lavorare va’. E staccati dalle gonne di mamma, mammone!”. Ecco, è proprio così che si esprime la nostra classe politica. Questa è arroganza. Anzi, diciamo le cose come stanno: questo è regime! E allora io dico: il sistema dei partiti è sbagliato, anacronistico, marcio. Non funziona. E’ un sistema basato sulla gerontocrazia, sulla partitocrazia. Ma prendiamo l’esempio del PD. Ora tutti sono felici, a partire da Veltroni e da Prodi. Ma se tu li senti parlare questi qui, ti rendi conto che parlano solo dei 3,5 milioni di italiani che hanno votato le primarie e si esaltano, se ne riempiono la bocca. Poi se gli chiedi: “si, ma qual è il programma del PD?”. Beh, non sanno rispondere. Certo, come potrebbe essere diversamente? Il PD ancora non esiste! Prima scelgono il leader, poi formano il partito! Ma questi sono fuori. Fuori di brutto. Questi sniffano coca ad etti! Già, perché non è che semplicemente formando un partito, tu magicamente risolvi tutti i problemi. No. Non è che prima era colpa della sinistra radicale se non si prendevano decisioni e se c’era l’immobilismo politico (non è che la sinistra radicale si impunta contro il protocollo sul welfare per ripicca: non può essere semplicemente che non sono d’accordo con quella porcheria firmata dal Ministro Damiano?). Eh, no, miei cari! Avete redatto un programma di 280 pagine. Vi ricordate? Eravate d’accordo, quando lo avete firmato. Lo avete sbandierato per mesi in campagna elettorale. Ma non avete fatto nulla di quanto c’era scritto (e gli italiani vi avevano votato per quel programma). E allora perché ora le cose dovrebbero cambiare? Perché avete creato un bel partito nuovo di zecca? Quindi mi volete far credere che ora che c’è il PD, non si finanzieranno più le missioni militari all’estero? Mi volete far credere che ora le basi militari americane sul territorio nazionale verranno smantellate? Mi volete far credere che le 90 testate atomiche americane nascoste nelle basi NATO di Ghedi Torre e di Aviano verranno smantellate? Mi volete far credere che chiuderete la Simmel Difesa a causa dei micidiali ordigni a grappolo che produce? Mi volete far credere che ora passeranno i DICO? Mi volete far credere che cancellerete la legge 30? Mi volete far credere che si riparlerà di conflitto di interessi? E ora che c’è il PD si avvereranno tutte queste cose? Ma questo non è un partito, ragazzi: questa è una bacchetta magica e voi siete degli illusionisti! Beh, permettetemi un leggero e sano scetticismo.

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Martedì 16 Ottobre 2007

Le foto più viste sulla Rete

Archiviato in: Web, Arte — Maurizio ( 06:27 )

St Paul's

Su Picurls vengono presentate le foto più viste nella Rete. Ecco qui sopra un esempio. Consiglio di visualizzare questa foto nelle dimensioni originali (per visionare tutte le dimensioni, cliccare sull’icona a forma di lente di ingrandimento in alto a sinistra).

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Padoa-Schioppa, trema: sta arrivando il B-Day!

Archiviato in: Politica, Società, Moralismo, Lavoro — Maurizio ( 06:21 )

E dopo il V-Day di Beppe Grillo, ecco il B-Day, ossia, il Bamboccione Day. Il primo dicembre 2007 i giovani precari che intendono protestare contro questo Governo a causa della scarsa attenzione posta al problema del precariato, potranno aderire al Bamboccione Day. Sei un bamboccione? Ti senti offeso da quella frase idiota pronunciata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa? Allora aderisci al B-Day! Mentre scrivo, sono quasi 10.000 le adesioni. Si tratta ancora una volta di una manifestazione organizzata dal basso, utilizzando la Rete. E’ anche possibile ordinare la maglietta del Bamboccione Day (con la scritta ’sono un bamboccione’): una volta usata durante la manifestazione, verrà inviata al Ministero dell’Economia dentro una busta avente la scritta: ‘Mamma, me la lavi?’. Io dico che l’idea è geniale. Io dico che fino a quando i giovani non si faranno sentire, la gerontocrazia (come giustamente la definisce il Corriere) non si sveglierà dal letargo. Fino a quando i lavoratori precari non si faranno sentire, le cose non cambieranno in Italia. Già, perché se Governo, Sindacati e Confindustria, si mettono d’accordo su un protocollo del welfare che se ne frega dei giovani, allora è colpa nostra se votiamo ‘SI’ nei referendum-farsa. Ma io dico: quando senti parlare questi ‘vecchietti’, ti rendi conto di quanto siano lontani dalla vita reale. C’è gente come Formigoni, che ignora completamente l’entità dello stipendio medio di un operaio metalmeccanico (lo ascoltai con le mie orecchie, buttare lì cifre a caso). Evidentemente, Padoa-Schioppa non è da meno: come si fa ad ignorare la motivazione vera che impedisce la creazione di nuove famiglie? Come si fa a non capire come mai la natalità è praticamente azzerata in Italia? Come si fa a non capire come mai i giovani (oddio, c’è anche gente di 40 anni) non riescono ad andare via di casa? Melandri? Se ci sei batti un colpo. Bindi? Se ci sei batti un colpo. Altrimenti il Ministero per le Politiche Giovanili e quello per la Famiglia a che caspita servono? A mangiare soldi dei contribuenti? Come fa questo Governo a non capire che ora sono i pensionati ad accudire ai giovani? Padoa-Schioppa? Ma perché non ti leggi Schiavi moderni prima di affermare simili assurdità? Io a questa gente la farei campare davvero con 600 euro al mese, altro che 20.000 euro! Io a Maroni - che adora tanto la sua legge 30 (allora era Ministro del Lavoro) - lo farei lavorare a progetto!

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Lunedì 15 Ottobre 2007

Ok, le primarie…ma alle elezioni voglio vedere

Archiviato in: Politica — Maurizio ( 19:43 )

Ok, 3,4 milioni di italiani hanno votato alle primarie. Ok, ha vinto Veltroni. E allora? Che avrebbe vinto Veltroni lo si sapeva già. Invece i 3,4 milioni di votanti mi hanno stupito un po’. Su Repubblica c’è un bell’articolo intriso di melensa retorica:
“Ma era già cominciata bene dal mattino, prima con gli sposini “benedetti” in Campidoglio, lui in fascia tricolore e abito blu, poi al seggio sotto casa, felpa blu e pantaloni di velluto, l’aria sollevata di chi ha finito di correre, la moglie Flavia, (che si affanna, seguendo le istruzioni del marito, a prelevare contante da un bancomat), le figlie Martina, 20 anni, e Vittoria, 17 anni, (al primo voto), che si tengono per mano. Tutti insieme al gazebo di piazza Fiume, cento euro finiscono nello scatolone delle offerte. Guardate che fila, quanta gente!”. Tentano di farlo passare in testa ma il leader di un partito democratico non può che dire no: “Sto in coda, come tutti”. Qualcuno gli chiede: “Cosa si prova a mettere quella croce? E lui: “Non è la prima volta che voto, ma quando si vota è sempre bello”. Guarda il cielo azzurro, le figlie: “Oggi si realizza il sogno di tutta una vita politica”
Ma che bel quadretto idilliaco! Verrebbe da dire. Veltroni con aria sollevata, la moglie che si affanna con il bancomat (che fatica!), le figlie che si tengono per mano (tenere!), un bel centone come offerta (che generosità!), il voler far la fila a tutti i costi (che senso civico!), il cielo azzurro…beh, manca un bel sottofondo musicale strappalacrime no? Che dite? Glieli confezionano bene gli articoletti al Walter?

Io dico che dopo queste primarie-farsa (dove già si sa chi deve vincere e si esclude Pannella), ora ci sarà da ridere (o da piangere?). Già, perche Veltroni è ottimista, ma io mi chiedo cosa c’entrano Piergiorgio Odifreddi e la Binetti con i precari dei call center, con gli immigrati, con Afef Tronchetti Provera? Vabbè che ci voleva infilare pure Veronica Lario… Vecchi personaggi come Vincenzo Visco (PDS), Paola Binetti (Margherita-Opus Dei), Francesco Rutelli (Margherita), Livia Turco (PDS), Marco Follini (UDC), Enrico Gasbarra (DC) e via dicendo…Sinistra annacquata (PDS, Margherita et similia) e vecchia Democrazia Cristiana (DC e UDC). Insomma, niente di nuovo sotto al sole. La Sinistra vera, quella ormai etichettata ‘radicale’ non c’entra nulla con il PD. Diciamolo, il PD è la vecchia DC rispolverata.

Riguardo alla sinistra radicale autolesionista: finiamola di definirla in questi termini. Non è autolesionismo, è semplicemente non condividere opinioni che non sono per niente di sinistra. E’ tanto semplice. Io non sono andato a votare alle primarie non perché sono autolesionista. Semplicemente perché non vado a votare per una bufala come il PD. Perché non ci credo. Perché non sono democristiano.

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Video sharing che passione!

Archiviato in: Web — Maurizio ( 06:22 )

Ogni tanto scopro un nuovo servizio di video sharing. Sapete, quei siti dove la gente può pubblicare i propri video e vedere quelli degli altri. Allora mi sono detto: ma quanti ce ne saranno in Rete? Beh, facendo delle ricerche ecco alcuni siti che ho trovato:

I classici: Quelli dedicati ai viaggi:
  • GeoBeats (scegli una destinazione, scegli un argomento e…vai)
  • Travelistic (scegli una destinazione e visualizza il video relativo)
Quelli dedicati all’occulto e al paranormale: Quelli dedicati ai videogiochi: Quelli dedicati all’insegnamento: Generali: Poi non ditemi che cercate un video e non riuscite a trovarlo eh?

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Sabato 13 Ottobre 2007

La TV via Internet avanza: ha ancora senso puntare sul DTT?

Archiviato in: Web, Internet, Informazione, Televisione — Maurizio ( 17:17 )

Che la vecchia TV analogica generalista stia dirigendosi verso un inesorabile declino sembra evidente a molti. Che verrà sostituita dalla TV via Internet sembra assodato. Oggi si parla di IPTV e di P2P TV. Nel frattempo però, ci sono alcune realtà che si stanno timidamente affacciando sul Web. Prendiamo ad esempio Diregiovani.tv. Si tratta di una versione embrionale di TG trasmesso in Rete. A dire il vero di TG in Rete ne esistono parecchi da tempo, però questo qui è un TG italiano condotto da giovani. Dietro al portale di diregiovani.it c’è l’agenzia di stampa romana Dire. Si legge sul sito di Dire:
“La Dire nasce nel 1988 quando comincia a competere con le altre agenzie di stampa sul terreno dell’informazione politico-parlamentare.Vere e proprie corazzate come l’Ansa, l’Adnkronos e l’Agi.”
La Dire non si occupa solo di TG: gestisce anche 6 notiziari (ai quali sono abbonati quotidiani come Il Corriere della Sera e La Repubblica) ed una radio sul Web, CityRadio. CityRadio trasmette in diretta da un vero e proprio studio radiofonico situato a Roma a Largo Corrado Ricci 1 (è anche possibile visitare il Centro Informagiovani Fori Imperiali dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 18:00). Ecco il TG di ieri:



I video di Diregiovani sono visibili direttamente dal browser. Non è necessario alcun software, a differenza di altre TV sul Web come ad esempio Arcoiris.tv, che presenta video fruibili attraverso i videoplayer più diffusi: Realplayer e Windows Media Player. I video sono disponibili anche in alta risoluzione. Esistono poi dei software, come StreamerOne o Mogulus (il primo a pagamento ed il secondo gratuito) che permettono a chiunque di creare una propria TV. Leggendo i commenti sulla Rete, il migliore tra i vari software sembrerebbe Mogulus, ma per chi volesse provarne altri, suggerirei: Ustream e Operator11. Esistono poi dei software che trasmettono video utilizzando il sistema del P2P: più utenti fungono da nodi e ‘condividono’ banda (una sorta di BitTorrent o Emule specializzati in trasmissioni televisive). Tra tali software ci sono: Miro, SopCast, Zattoo e moltissimi altri (un elenco di questi programmi è disponibile qui). Ma se non hai problemi con l’inglese, il programma che davvero porta la televisione a tutto schermo sul computer è sicuramente Joost. Con Joost si fa fatica a distinguere lo schermo del computer da quello di un televisore. Già, ma se io volessi vedere un film trasmesso in Rete sul TV da 50 pollici? Beh, ci ha pensato Apple con il suo iTV. E’ un piccolo scatolotto che collega il computer alla TV senza utilizzare cavi, in modalità wireless. Con iTV è possibile visulaizzare i video di YouTube direttamene sul televisore di casa. Oppure acquistare un film su iTunes e visualizzarlo sul computer o sul televisore. Ha senso puntare ancora sul DTT (Digitale Terrestre)? Qualcuno pensa all’interazione tra IPTV e DTT e - mentre qualcun altro pensa che l’IPTV richieda troppa banda per competere con il DTT - i ‘ragazzi’ di Internet2 trasmettono dati su Internet a 10 Gbps (ossia 1 Gigabyte al secondo, un film in DVD ’sparato’ in pochi secondi). Chi vincerà? La TV dal basso via Internet, il DTT, la TV P2P o i bouquet forniti dalle varie telecom via IPTV? Secondo me, ci sarà integrazione ma…stiamo con i piedi per terra: ricordiamoci che siamo in Italia, la patria del Digital Divide.

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Venerdì 12 Ottobre 2007

Il Consiglio d’Europa approva una risoluzione contro il Creazionismo nelle scuole

Archiviato in: Diritti civili, Religione, Educazione, Chiesa, Scienza — Maurizio ( 23:11 )

Grazie a Biagio, vengo a conoscenza di una notizia che mi era sfuggita. Una notizia sensazionale. Il 4 ottobre scorso, si sono riuniti a Strasburgo i parlamentari delle 47 nazioni che fanno parte del Consiglio d’Europa ed hanno approvato una risoluzione (con 48 voti a favore e 25 contrari) contro l’insegnamento del Creazionismo nelle scuole. Come giustamente riporta la nota sul sito del Consiglio d’Europa, occorre contrastare fermamente:
“the teaching of creationism – which denies the evolution of species through natural selection – as a scientific discipline on an equal footing with the theory of evolution.”
occorre cioè “contrastare l’insegnamento del Creazionismo - che nega l’evoluzione delle specie attraverso la selezione naturale - come disciplina scientifica posta su un piano di parità con la teoria dell’evoluzione”. Quanto raziocinio in tale affermazione. Il Consiglio d’Europa ha anche dichiarato: “se non stiamo attenti, il Creazionismo potrebbe diventare una minaccia per i diritti umani”. Accidenti! Quale musica odono le mie orecchie! 48 parlamentari che espressamente dichiarano che quanto viene subdolamente inculcato dalle dottrine religiose agli studenti, sin dalla tenera età, è dannoso. Introducendo la relazione, l’ex Ministro dell’Istruzione Anne Brasseur ha dichiarato: “non si tratta di contrapporre fede e scienza, ma è necessario impedire che la fede si opponga alla scienza”. Che vale a dire: evitiamo che le panzane impediscano la diffusione della scienza. Ma quanto sono d’accordo con la Brasseur! Continuando a leggere la nota, si legge che l’obiettivo principale dei creazionisti (la gran parte dei quali sono cristiani o musulmani) è l’insegnamento di tale dottrina nelle scuole. Lo capite ora perché sono contrario al crocefisso nelle scuole? Non è che mi arrechi un fastidio nel vederlo, no, è la prepotenza con la quale certe dottrine vengono inculcate, che non sopporto. Ma continuiamo a leggere la nota:
“a real risk of a serious confusion” being introduced into children’s minds between conviction or belief and science. “The theory of evolution has nothing to do with divine revelation but is built on facts.”
Cioè: c’è il rischio reale che una “seria confusione” tra fede e scienza venga inculcata nella mente dei bambini. La teoria dell’evoluzione non ha niente a che fare con la rivelazione divina ma si basa su fatti. Sono anni che ripeto queste cose a persone che - accecate dalla fede - sono fermamente convinte che l’uomo sia una creazione divina. Ma fino a questo punto si tratta solamente di disquisizioni, di filosofia. Ora passiamo ai fatti. Sempre grazie a Biagio, cliccando su un link approdo al sito dell’Unità e più esattamente all’articolo che parla di questo evento. Nell’articolo dell’Unità si legge:
“Fu proprio l’ex ministro dell’Istruzione Letizia Moratti una delle più strenue avversarie del darwinismo. Con la circolare n. 29 del 5/3/2004, nelle «Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola secondaria di primo grado» fece scomparire ogni cenno alla teoria dell’evoluzione di Darwin. Non fu una svista, né una dimenticanza. Nel suo piano Darwin non si sarebbe più studiato. In più cercò, basandosi sull´accordo del 23 ottobre del 2003 tra il Ministro dell´Istruzione e la Conferenza Episcopale Italiana, di far spiegare l’origine dell’uomo nell’ora di religione dai cui programmi spira forte il vento “creazionista”.
Per fortuna una massiccia mobilitazione di scienziati riuscì a bloccare entrambi i progetti. Dalla lettura dell’appello contro questa riforma si evince che il testo del decreto della Moratti fece sparire magicamente argomenti come “L’evoluzione della Terra”, la “Comparsa della vita sulla Terra”, la “Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi” e “L’origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana”. Capite? Si trattava di una manovra scientifica di lavaggio del cervello. La Moratti volle cancellare intenzionalmente con quella circolare, le prove scientifiche, inculcando aria fritta nella testa degli studenti! Sono anni che dico queste cose. Oggi la Rete me ne fornisce le prove. Certe idee vengono inculcate alla gente sin dalla tenera età. Mentre la scienza vera viene bandita. Insomma, un po’ a scuola, un po’ con la tivvù (farcita di Grandi Fratelli, Pupe e Secchioni e Isole dei Famosi varie), si anestetizza il cervello della gente. Il motivo di tanta comunicazione persuasiva? Lo stesso movente che hanno le religioni: il controllo delle masse. Un esempio lampante lo abbiamo con la relazione tra le religioni islamiche ed il fenomeno del terrorismo (i cosiddetti kamikaze). Le religioni sono l’oppio dei popoli, diceva Marx. Tutte le religioni perseguono questi scopi. Ma qui l’argomento diventa complesso ed articolato e ci vorrebbe un megapostone dei miei per poterne disquisire. Ad ogni modo, chi fosse curioso di sapere chi ha votato contro e chi a favore in merito alla risoluzione del Consiglio d’Europa, può seguire questo link.

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Giovedì 11 Ottobre 2007

Welfare: secondo i primi dati parziali, vincono i SI

Archiviato in: Lavoro — Maurizio ( 16:14 )

Secondo i sindacati, il 70-80% dei lavoratori ha votato SI al protocollo sul welfare. Scettico il segretario nazionale della FIOM Cremaschi, secondo il quale tale risultato deriva da una estrapolazione di dati parziali: non sarebbero state prese in considerazione le aziende dove hanno vinto i NO (Mirafiori, Zanussi, Iveco ed altri). Se i risultati saranno confermati, gli italiani avranno promosso il protocollo. Sarà, però a me destano perplessità alcuni punti: gli straordinari, il tetto delle 5.000 unità (relativo ai lavori usuranti) e i contratti a termine. In pratica si incentivano gli straordinari (che costeranno di meno), si limita il numero dei lavoratori impiegati in lavori usuranti che potranno andare in pensione in anticipo e si fa poco per debellare l’imperversare dei lavori a tempo determinato. Sarà, ma io continuo a pensare che la flessibilità sia una grossa baggianata. Continuo a pensare che la legge 30 abbia arrecato grossi danni aumentando a dismisura il fenomeno del precariato. Le aziende sono indotte ad assumere a tempo determinato perché così i lavoratori costano meno. Continuo a pensare che invece di incentivare gli straordinari, occorrerebbe ridurre l’orario di lavoro. Come ha fatto la Francia nel 1998 con l’adozione delle 35 ore (anche se ora Sarkozy sta attaccando la legge Aubry che ha introdotto le 35 ore). Insomma, su questo protocollo ci sono parecchi punti che non mi quadrano. Ma Prodi e i sindacati sono soddisfatti…

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Wimax: presentati i dettagli del bando

Archiviato in: Internet, Tecnologia — Maurizio ( 14:39 )

E’ appena finita la conferenza stampa del Ministero delle Comunicazioni sul Wimax. Non sembra ci siano novità rispetto a quanto anticipato da varie fonti in passato. In sintesi:
  • Licenze della durata di 15 anni prorogabili
  • 2 licenze per ciascuna delle 7 ‘macro-regioni’ (14 licenze) ed una per singola regione (21 licenze); quindi un totale di 35 licenze
  • 45 milioni di euro la base d’asta complessiva (per fare un esempio, la macro-regione Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise ‘vale’ 2,27 milioni, mentre la sola regione Lazio vale 1,6 milioni)
Le 7 macro-regioni sono:
  1. Lombardia, Bolzano, Trento
  2. Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria e Toscana
  3. Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche
  4. Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise
  5. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria
  6. Sicilia
  7. Sardegna
Il Ministro delle Comunicazioni Gentiloni ha dichiarato che entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e quella della Comunità Europea si potranno presentare le domande di partecipazione. Entro i successivi 15 giorni ci sarà la valutazione delle domande da parte del ministero e la comunicazione dell’elenco dei soggetti ammessi alla gara. Entro i successivi 30 giorni sarà possibile presentare le offerte da parte dei soggetti ammessi alla gara. Perciò tra circa 90 giorni potrà partire la gara vera e propria.

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Mercoledì 10 Ottobre 2007

L’Italia ripudia la guerra - 2

Archiviato in: Politica, Guerra — Maurizio ( 19:00 )

L’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana recita:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”
Tutte le volte che leggo la Costituzione mi chiedo: ma si tratta solo di un bel documento fine a se stesso e senza alcun valore reale? No, perché se è vero che la Costituzione è la legge principale, la legge che sta alla base dell’ordinamento italiano, allora è anche vero che la giustizia italiana deve farsi carico di far rispettare quanto è stato scritto in quella legge. Per non scadere nel qualunquismo, diciamo che la giustizia italiana prende in seria considerazione quanto scritto nella Costituzione. Ma se è vero ciò, allora l’Italia non dovrebbe essere favorevole alla guerra, giusto? Va bene, ci sono degli accordi tra i vari stati che impongono all’Italia un suo intervento nelle ‘missioni di pace’. Questo non è - apparentemente - in contrasto con quanto scritto nella Costituzione. Si potrebbe obiettare allora che il rifinanziamento delle missioni estere, a volte non va proprio verso tale direzione. Si potrebbe obiettare che in alcuni paesi come l’Afghanistan, non ci sia una missione di pace. Si potrebbero avanzare delle ipotesi e spingersi ad affermare che in tali paesi ci sia proprio la guerra. La guerra tout court, quella tanto ripudiata dall’Italia. Ma queste sono solo ‘ipotesi’. Anche se queste ‘ipotesi’ fecero cascare il Governo Prodi (e qui penso a Turigliatto, il ‘dissidente’ espulso dal PRC perché ‘troppo’ comunista e reo di aver fatto cascare il Governo).

A Colleferro, un comune vicino a Roma c’è una fabbrica che si chiama Simmel Difesa SpA. Oggi c’è stata un’esplosione all’interno di quella fabbrica. 1 morto e 15 feriti. Ma cosa produce la Simmel Difesa? Fuochi d’artificio? Nient’affatto: produce armi. E qui mi viene in mente il film di Alberto Sordi: ‘finché c’é guerra c’é speranza’. Ma quali armi produce la Simmel Difesa? Tra le altre, anche le cluster bomb, ossia bombe a grappolo. Le bombe a grappolo sono armi micidiali. Una bomba di quel tipo, contiene al suo interno altre mini-bombe. Quando una bomba a grappolo esplode a mezz’aria, dissemina nel territorio parecchie mini-bombe che esplodono a loro volta. Una parte di tali mini-bombe però, resta inesplosa. Tali bombe inesplose perciò, diventano delle vere e proprie mine antiuomo. Mine che possono esplodere anche a distanza di anni. La guerra è finita ma le mine restano e - ogni tanto - qualche bambino ci va a mettere le mani sopra. E qui viene il bello. Già, perché l’Italia è uno dei 57 paesi del mondo che produce bombe a grappolo. Interessante no? Ma torniamo alle mine. L’art. 1 della legge 29 ottobre 1997, n. 374 (norme per la messa al bando delle mine antipersona), recita:
“Sono vietate la ricerca tecnologica, la fabbricazione, la vendita, la cessione a qualsiasi titolo, l’esportazione, l’importazione, la detenzione delle mine antipersona di qualunque natura o composizione, o di parti di esse”
Ma poiché le bombe a grappolo non sono mine antiuomo, l’anno scorso, venne proposta la modifica di tale legge in questo modo:
“1. All’articolo 2 della legge 29 ottobre 1997, n. 374, dopo le parole: «dispositivo od ordigno», sono inserite le seguenti: «, ivi incluse le submunizioni delle munizioni a grappolo,»”
Tutto bene allora? Non direi. Il primo agosto 2007 la Commissione Difesa della Camera ha stabilito che le bombe a grappolo possono essere bandite a patto che vengano sostituite con “altri sistemi d’arma che assolvano alle stesse funzioni” (SIC!). Infatti la Simmel Difesa è ancora lì. Dal sito ha fatto sparire il catalogo dei prodotti nel 2004, ma alcune ricostruzioni testimoniano la produzione di bombe a grappolo. Si legge su Cani Sciolti:
“E l’anno scorso il nome dell’azienda compare in Parlamento. Nella relazione stilata il 30 novembre 2006, introduttiva al disegno di legge presentato dall’on. Carlo Leoni per la modifica della 374/97 sulla regolamentazione delle mine antiuomo, la Simmel Difesa S.p.A viene additata come una delle due industrie italiane produttrici di Cluster, assieme alla compaesana ed ex collegata Snia BPD. La relazione di Leoni trae i suoi dati dalla denuncia della onlus Campagna Italiana contro le Mine, che riporta come nel catalogo della Simmel, prima dell’oscuramento, fosse evidente la presenza di due tipi di munizioni Cluster: il razzo aereo Medusa da 81 millimetri (caricato con 11 bomblets anti-persona e anti-materiale), e il munizionamento da artiglieria da 55 millimetri Howitzer Bomblets Cargo Round (caricato con 63 submunizioni anti-persona e anti-carro, dotate di meccanismi di autodistruzione). Ovvero ciò che basta alle aviazioni dei Paesi clienti a lasciare un segno del proprio passaggio negli arti e nei corpi delle popolazioni bombardate, anche a distanza di anni.”
L’industria bellica italiana ha prodotto un fatturato nel 2006 di oltre 2 miliardi e 192 milioni di euro. Sempre su Cani Sciolti si legge:
“entusiastica relazione del governo presentata alle Camere nel giugno scorso, che il volume delle esportazioni dell’industria bellica italiana nell’ultimo anno ha sucrlassato i dati degli anni passati. Il valore globale delle licenze di esportazione per il 2006 è stato di oltre 2 miliardi e 192 milioni di euro, per 1.183 licenze concesse. Ovvero 800milioni di euro e 61 licenze in più rispetto al 2005. “Se ne deduce”, si legge nella relazione del governo, “che l’industria per la difesa italiana ha mantenuto e rafforzato le proprie attività verso l’estero, nel corso di una tendenza espansiva registrata nell’ultimo quinquennio”
L’Italia finanzia le missioni di pace in Iraq. Come no! l’Italia dopo il 1991 (guerra del Golfo) ha continuato a fare affari con Saddam. L’Ausidet gli avrebbe fornito l’ossicloruro di fosforo; la Technipetrol sarebbe sospettata di aver impiantato una fabbrica per la produzione di elementi da destinarsi alla produzione del gas nervino; la Snia Techint del gruppo Fiat, che assieme alla Euromac sarebbe accusata di aver fornito macchinari, tecnologia e know-how per la realizzazione di armamenti nucleari; mentre la Snia Bpd si sarebbe occupata della tecnologia per la costruzione di missili. L’Italia risulta all’ottavo posto nell’elenco dei paesi esportatori di armi. L’Italia è il secondo esportatore al mondo di armi leggere. Si distinguesse così anche su altri versanti come la libertà d’informazione! Invece sembra che l’Italia sia scesa al 64mo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa redatta da Freedom House. Ma l’Italia a chi vende tali armi? Cina, Malesia, Congo e molti altri paesi che non brillano certo per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani. E le nostre banche fanno affari con le operazioni di esportazione di armi. Maggiori informazioni sul commercio di armi sono reperibili su Disarmo.org.

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