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Venerdì 30 Novembre 2007

Sul blog di Beppe Grillo, il video del Commissario della UE, Viviane Reding sull’accesso alla Rete e alla banda larga: i nostri politici non ci ascoltano? Diciamolo alla UE!

Archiviato in: Petizioni, Internet, Tecnologia, Lobby — Maurizio ( 07:19 )

In questo post di Grillo, c’è il video ed il testo del discorso del Commissario UE Viviane Reding sull’accesso alla banda larga. La Reding parla dell’Italia evidenziando il triste problema del Digital Divide nostrano: le città hanno la banda larga, mentre in campagna si va con il modem a carbonella (come dice qualcuno di mia conoscenza), cioè a 56 Kbps (SIC!). Grillo parla degli ostacoli alla diffusione del Wimax e del monopolio Telecom Italia: tutte cose stranote. Alla Reding piacciono i blog (a differenza del nostro Levi e dei suoi compagni di merende). Bene, le firme raccolte da Grillo sul Wimax (a proposito, tu hai firmato la petizione? Se non lo hai fatto, corri a firmare!) sono più di 100.000. Ora Grillo le vuole inviare alla Reding. Che abbia trovato la soluzione di tutti i nostri mali? Aggirare il duro e schifoso ostacolo dei politici nostrani (leggi ‘AGCOM’, Autorità Garante per le COMunicazioni, che io chiamo scherzosamente Autorità Garante per i COmpagni di Merenda a causa del propendere verso gli interessi dei soliti noti) e rivolgersi direttamente all’authority europea? Visto che le petizioni che vengono inviate ai politici sono lettera morta, allora occorre rivolgersi alla Commissione Europea. Ecco. Mi pare già di sentirli, i denigratori: “solita buffonata grillesca che alza il polverone ma non conclude nulla”. Bene, a questi denigratori, faccio notare che se oggi non si paga più il costo di ricarica sui cellulari, il merito non è di Pier Luigi Bersani. No, affatto. Il merito è di un ragazzo come noi, un certo Andrea D’Ambra. Andrea un giorno si stufa di questo sopruso tutto italiano e crea un sito per raccogliere le firme per abolire i costi di ricarica. Anche Beppe Grillo parla di questa iniziativa. Risponde l’Antitrust meravigliata di questi incredibili costi di ricarica (ma dove vivono costoro?). Le firme vengono inviate alla Commissione Europea. A quel punto, finalmente, l’AGCOM si sveglia (per forza, c’è la Commissione Europea che rompe le scatole e li sveglia dal letargo) ed il resto è storia: Bersani coglie la palla al balzo e scatta il decreto. Visto? Una persona sola ha smosso tutta la faccenda! Altro che politici, associazioni di consumatori (che inizialmente vennero interpellati da D’Ambra e gli risposero ‘picche’) et similia. A volte basta una persona sola. Non stiamo sempre lì ad aspettare la manna da politici e partiti che ormai non ci rappresentano più. Voi che vivete in campagna e che nei forum vi lagnate perché non avete la banda larga e perché l’accesso ad Internet costa troppo: firmate la petizione di Grillo. Servono due minuti, che ci vuole? Io firmo petizioni continuamente, ma spesso non vedo adesioni spontanee da parte della gente. Le persone sono anestetizzate, in trance. Incapaci di reagire. Qualcuno mi ha detto: non firmo…chissà cosa ci fanno con il mio indirizzo e-mail. Insomma! Ma dove viviamo, nell’ottocento? Forza! E’ ora di muoversi, basta lagnarsi!

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Giovedì 29 Novembre 2007

Antonella Mosetti in politica? Ma che abbiamo fatto di male!

Archiviato in: Politica, Donne — Maurizio ( 07:27 )



Ho sempre detto di essere femminista. Una volta tanto, però, mi permettete di essere maschilista? Flavia Vento, Elisabetta Gardini, Gabriella Carlucci, Ombretta Colli, Cicciolina, Mara Carfagna, Manuela Di Centa, beh, scusate eh? Antonella Mosetti ci manca proprio! Per carità, la Mosetti è una gran bella f…, nulla da dire, però, sai com’è, sono un po’ preoccupato per le sue affermazioni in merito alla politica:
“Fare una scelta del genere richiede anni di preparazione, mi sto informando molto. Un giorno forse ci penserò..”
Azz! Verrebbe da esclamare. E chissà quale partito sceglierà. Facciamo previsioni? Vediamo…tra sportive e showgirl, a parte Flavia Vento, l’eterna indecisa che scelse la Margherita e poi Storace (tanto che differenza fa?), a parte Cicciolina con il suo partito dell’amore, abbiamo:
  • Ombretta Colli (Forza Italia)
  • Elisabetta Gardini (Forza Italia)
  • Gabriella Carlucci (Forza Italia)
  • Manuela Di Centa (Forza Italia)
  • Mara Carfagna (Forza Italia)
quale partito potrà mai scegliere la Mosetti? Previsione ardua, lo so. Io proprio non riesco ad azzardare ipotesi alcuna…

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Mercoledì 28 Novembre 2007

Il PG della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli ha avviato un’azione disciplinare nei confronti di Clementina Forleo. Quando la giustizia funziona al contrario…

Archiviato in: Politica, Scandali, Donne, Giustizia — Maurizio ( 19:56 )

Il procuratore generale della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli, ha avviato un’azione disciplinare nei confronti del gip Clementina Forleo. Motivo? Il 20 luglio scorso, la Forleo chiese alla Camera di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche relative alla vicenda Unipol-BNL (che rientra all’interno della più vasta vicenda ‘Bancopoli’ di due anni fa: scalata BPL ad Antonveneta, Unipol a BNL e Ricucci alla RCS). Le intercettazioni telefoniche riguardano Fiorani (BPL), Ricucci (immobiliarista), Consorte (Unipol) e sei politici: D’Alema (DS), Fassino (DS), La Torre (DS), Grillo (FI), Comincioli (FI) e Cicu (FI). Tre DS e tre di Forza Italia. Bipartisan. Nel 2003 il Parlamento all’unanimità vara la legge Boato. Cosa dice la legge Boato? Semplice: per usare delle intercettazioni telefoniche dove è presente un parlamentare, il giudice deve chiedere il permesso al Parlamento. Se il Parlamento nega tale permesso, il giudice è obbligato a distruggere bobina e trascrizione delle intercettazioni (le prove del reato). Senza le prove del reato, i colpevoli spariscono. Chiaro no? E’ una delle tante leggi ad personam berlusconiane delle quali beneficiano tutti, bipartisan (l’altra è quella che consente al Ministro della Giustizia di trasferire un magistrato che indaga su di lui). Insomma, De Magistris indaga su alcuni parlamentari? Gli si toglie l’inchiesta. La Forleo indaga su alcuni parlamentari? La si obbliga a distruggere le prove. Qualche ex-magistrato oggi parlamentare (Violante) li bacchetta pure in Televisione. Si favoleggia che l’Italia sia uno stato di diritto. Ciò significherebbe che fino a prova contraria (e sono ben 3 i gradi di giudizio: primo grado, appello e cassazione) un imputato sia da considerarsi innocente. Bene. Ma se Mastella-Prodi (Why Not) e Fassino-D’Alema (Unipol-BNL) sono innocenti e sicuri di essere onesti e puri, mi chiedo: perché mai pongono ostacoli alla giustizia?. Il dubbio che abbiano la coscienza sporca viene, no? Dubbio…oddio, per me è quasi una certezza, che ci volete fare? Sono maligno. Del resto il buon vecchio Andreotti diceva: ‘a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca’. Ecco alcuni stralci delle telefonate incriminate, dove i vari personaggi discutono per accaparrarsi la BNL (che poi è stata acquisita dalla francese BNP Paribas):

5 luglio 2005 Piero Fassino parla con Giovanni Consorte (ex presidente di Unipol), e gli spiega che Luigi Abete (presidente della BNL), vuole vederlo per parlargli:

- Fassino: Gli… gli altri cosa fa? Perchè mi ha chiamato Abete
- Consorte: sì
- Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po’
- Consorte: uhm
- Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
- Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì… eh noi con.. però tu… ma questa… eh… non gliela devi dire a lui…
- Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio
- Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti…
- Fassino: sto abbottonatissimo
- Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo
- Fassino: ecco meglio così. Dimmi tu
- Consorte: noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l’abbiamo raggiunto
- Fassino: sì
- Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi

La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:

- Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
- Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops…
- Fassino: eh
- Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita

La conversazione poco più sotto proseguirebbe:

- Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
- Consorte: sì

Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così:

- Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto…
- Fassino: ehm
- Consorte: che però non si può dire oggi

Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:

- Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde

Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl:

- D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
- Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta
- D’Alema: facci sognare. Vai!
- Consorte: anche perchè se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perchè la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
- D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
- Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni
- D’Alema: va bene, vai!

17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds:

- Consorte : Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini

Il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parla al telefono con Nicola Latorre:

- Latorre: Stefano!
- Ricucci: eccolo! Il compagno Ricucci all’appello!
- Latorre: (ride)
- Ricucci: ormai questa mattina a Consorte glielo ho detto: “datemi una tessera perchè io non gliela faccio piu”, eh!
- Latorre: ormai sei diventato un pericolo sovversivo
- Ricucci: e sì, eh!
- Latorre: un pericolo sovversivo, rosso oltretutto
- Ricucci: c’è anche il bollino stamattina!
- Latorre: sì
- Ricucci: ho preso da Unipol io tutto… Ho preso, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol quindi…
- Latorre: sì sì
- Ricucci: non ti posso dire niente, eh!

18 luglio 2005. Al telefono il segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte:

- Consorte: Ciao Piero
- Fassino: E allora siamo padroni di una banca?
- Consorte: È chiusa, sì
- Fassino E alla fine cosa viene fuori? Fammi un po’ il quadro
- Consorte: Alla fine viene fuori che noi abbiamo diciamo quattro banche. Dunque, quattro cooperative

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MagLev Wind Turbine: i cinesi creano un eolico a levitazione magnetica che costa solo 0,7 centesimi di euro al Kw!

Archiviato in: Ambiente, Energia, Tecnologia — Maurizio ( 10:26 )

Si chiama MagLev Wind Turbine la prossima rivoluzione nel settore dell’energia pulita. Negli impianti eolici classici, gran parte dell’energia viene sprecata a causa dell’attrito delle parti meccaniche. Nella MagLev Wind Turbine, l’attrito viene quasi del tutto eliminato, grazie alla levitazione magnetica. Il risultato? 1% di energia eolica sprecata dall’attrito e 99% utilizzata per produrre energia elettrica. Una brezza di 1,5 metri al secondo è sufficiente per produrre energia elettrica. La manutenzione è ridotta ai minimi termini ed un impianto del genere può funzionare per 500 anni. 1 Kw di energia costa solo 0,7 centesimi di euro. Una turbina in grado di produrre 1 Gigawatt di energia elettrica, potrebbe alimentare ben 750.000 abitazioni. Ma chi ha ideato una tale meraviglia? Udite, udite: i cinesi! Come feci notare in un mio precedente post, i cinesi non si limitano più a copiare: ormai fanno anche innovazione, creano. I faccendieri nostrani (qualcuno ancora li chiama imprenditori) sono ancora convinti che la crisi economica dipenda dalla globalizzazione, dai cinesi, dall’euro, dal costo del lavoro. I faccendieri nostrani vedono nella flessibilità (leggi ‘precariato’) l’unica via d’uscita. Di innovazione, investimenti nella ricerca, piani industriali di sviluppo, non se ne parla. La politica ha una grave responsabilità in questo senso. Mentre noi riduciamo i costi alle imprese con il cuneo fiscale (leggi ‘regaliamo i soldi ai faccendieri’), gli altri Paesi iniziano a considerare la tutela dell’ambiente come un vero e proprio business. Vedi ad esempio il caso di Google. Infatti Google ha iniziato ad investire parecchi milioni di dollari nel settore delle fonti di energia rinnovabile. Ad ogni modo, tornando alla MagLev Wind Turbine, occorre dire che non è tutto oro ciò che luccica. La MagLev Wind Turbine infatti, è ancora a livello di concept. Ci sono problemi di natura tecnica e di impatto ambientale. Sembra infatti che per produrre i potenti magneti utilizzati da questa turbina, sia necessario utilizzare il Neodimio, un elemento chimico abbastanza raro in natura. Inoltre, una turbina da 1 Gigawatt, occuperebbe uno spazio di 100 acri (un ‘quadrato’ di quasi 633 metri per lato!?). Intanto, quelli dell’Enel, sono molto attenti ai problemi di natura paesagistica.

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Illusioni ottiche…

Archiviato in: Psicologia — Maurizio ( 07:10 )

Fate partire il video, poi fissate il puntino nero al centro. Continuate a fissarlo per tutta la durata del video. L’immagine del castello è in bianco e nero ma…



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Martedì 27 Novembre 2007

Se non ci fossero sprechi e malgoverno? L’Italia sarebbe il Paese più ricco del mondo

Archiviato in: Politica, Costi della politica, Tasse, Economia — Maurizio ( 07:22 )

Secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate e riportati sul periodico Fisco Oggi, nel 2006, a fronte di un’entrata di 680 miliardi di euro, c’è stata una spesa di 740 miliardi di euro (mancano quindi all’appello 60 miliardi). Di chi è la colpa? Beh, occorre analizzare come viene ripartita la spesa pubblica. Su Fisco Oggi viene fatta la seguente considerazione: se togliessimo i 71 miliardi di euro relativi agli interessi sul debito pubblico ai 740 miliardi di spesa, otterremmo 669 miliardi di euro. Avremmo cioè entrate per 680 miliardi e uscite per 669. In pratica, visto che i 71 miliardi sugli interessi, non dipendono da questo Governo, non sono spese che si possono comprimere. Quindi, i ‘cacciatori di sprechi’ - così li definisce Fisco Oggi - dovrebbero verificare gli sprechi non sull’intero ammontare delle uscite (740 miliardi) ma su 680 miliardi (cioè meno la ‘tassa fissa’ degli interessi sul debito pubblico). Vediamo questa spesa allora:

Pensioni:245 miliardi
Sanità:101 miliardi
Altre uscite:94 miliardi
Interessi sul debito pubblico:71 miliardi
Investimenti:62 miliardi
Pubblica amministrazione: 60 miliardi
Istruzione:55 miliardi (tre quarti per gli stipendi degli insegnanti)
Ordine pubblico e difesa:50 miliardi
Organi costituzionali:1,7 miliardi

(gli organi costituzionali sono: Presidente della Repubblica, Senato, Camera, Corte Costituzionale, CNEL, CSM). Quindi, secondo il Governo, la spesa maggiore è quella delle pensioni. Beh, aboliamole queste benedette pensioni, no? Mi verrebbe da pensare. Si, perché mica lo so se la vedrò mai la pensione. Vuoi che non porterenno il tetto a 80 anni? Eh, la vita si allunga! Non per LORO però. A LORO bastano due anni e mezzo e via, si va in pensione! LORO hanno ridotto il tetto: ora vanno in pensione a 53 anni. LORO possono. Del resto il LORO è un lavoro usurante. Bene, faccio un mio personalissimo elenco di sprechi ora: Da cui si evince che circa 330 miliardi di euro (la metà della spesa pubblica) sono puro e semplice spreco e malgoverno (infatti i 270 miliardi di evasione fiscale li considero malgoverno). E non sto considerando i 90 miliardi della mafia. Faccio finta che la mafia non si possa debellare. Faccio finta che non sia vero che mafia, politica, magistratura, forze dell’ordine, servizi segreti, imprenditori e Chiesa, siano tutti invischiati (come dice De Magistris). A chi obietta che la lotta all’evasione fiscale è quasi impossibile da attuare, faccio notare che quando il fisco vuole, riesce a pizzicare pure le lucciole. Eliminando questa voragine di 330 miliardi, in 5 anni si azzererebbe il debito pubblico (che attualmente ha superato i 1.600 miliardi di euro). Infine, lascio a voi questo conto della serva: calcolando che lo stipendio più basso è quello di un Consigliere regionale in Umbria e si aggira sui 6.500 euro; calcolando che quello massimo è quello del Presidente della Commissione Consiliare e si aggira intorno ai 15.000 euro; considerando che in Italia ci sono in tutto 179.485 addetti in politica (952 deputati e senatori, 1.129 consiglieri regionali, 125 assessori regionali non consiglieri, 3.933 amministratori provinciali, 152.155 amministratori comunali, 14.242 sindaci e vicesindaci, 6.949 consiglieri circoscrizionali); tenuto conto di tutti questi fatti, quanto costa la politica in Italia?

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Lunedì 26 Novembre 2007

Il Governo su Italia.it: come buttiamo i soldi non è affar vostro!

Archiviato in: Politica, Web, Scandali, Economia — Maurizio ( 09:52 )

Non è una notizia recentissima, ma leggendo Punto Informatico di oggi, non posso esimermi dal dire la mia. Vi ricordate lo scandalo di Italia.it? Il portale turistico da 45 milioni di euro? Il portale turistico del quale non se ne sentiva la necessità (in Rete, vi assicuro che ci sono decine e decine di portali turistici sull’Italia) ma voluto fortemente dall’ ex Ministro Stanca? Ripeto il motivo dello scandalo ai non addetti ai lavori: 45 milioni per sviluppare un portale sono una cifra folle. Stellare. Come se un litro di latte costasse 100 euro. Ci siamo? Bene, visti i costi esagerati, la gente ha voluto sapere dove sono andati a finire quei soldi e ha chiesto spiegazioni per ben due volte (a suon di petizioni). Ora leggo su Punto Informatico che la risposta del Governo è stata nuovamente negativa e la motivazione è decisamente arrogante:
“A seguito dell’esame della domanda, la commissione ha concluso, con un motivato parere, che la domanda di accesso, come formulata da codesta Associazione, “…non rientra tra i diritti specifici dei consumatori…in quanto finalizzata genericamente a conoscere i costi della pubblica amministrazione, in funzione di un generico ed indistinto interesse al contenimento della spesa pubblica”.
Che tradotto significa:
“cari consumatori, noi siamo la CASTA che tutto possiamo. Voi siete i sudditi zitti e mosca. Non è vostro diritto sapere come spendiamo i vostri soldi. Non è vostro diritto sapere se ce li siamo PAPPATI NOI.”
Se in Italia non fossimo ormai tutti ANESTETIZZATI, questa sarebbe stata la classica goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. Si sarebbe scesi tutti in piazza con i forconi! Invece, quando parlo di queste cose alla gente (perché molti non ne sanno nulla, visto che in tivvù si preferisce parlare dei Savoia), tutto finisce con un commento di circostanza (della serie ’sono tutti uguali’). E si continua a fare ciò che si stava facendo. E la notizia viene dimenticata istantaneamente. Io ormai sono sicuro che se Prodi e Napolitano dicessero a TV unificate: “italiani, lo ammettiamo: siamo ladri e vi stiamo succhiando il sangue”, beh, non accadrebbe nulla! Qualche commento di disapprovazione quà e là poi via, tutti di corsa a firmare per Uolter alle primarie…

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Gli animali nei circhi? Forse non tutti sanno come vengono ammaestrati…

Archiviato in: Animali — Maurizio ( 07:31 )



In Italia ci sono più di un migliaio di animali prigionieri in circa 130 circhi. Quello che vediamo noi, sono animali ammaestrati che sembrano divertirsi eseguendo stupidi esercizi comandati dall’ammaestratore. I bambini che li vanno a vedere, ovviamente non hanno colpa. La colpa è degli adulti. Già, perché forse non è molto noto come gli animali vengano costretti ad eseguire quegli esercizi. Prima di tutto occorre chiarire che gli animali devono poter vivere in libertà e non segregati all’interno di gabbie. C’è chi dice che gli animali non soffrono in quanto sono nati in cattività e non conoscono la vita in libertà. Bene, mi viene spontanea una riflessione: ipotizziamo una persona nata in carcere. Non è mai stata libera. sarà una persona felice perché inconsapevole della bellezza della natura al di fuori della cella? Non credo. E allora, visto che gli animali non sono diversi dagli uomini (gli uomini sono infatti una specie animale), perché non dovrebbero patire la cattività? Ma riflessioni a parte, i fatti sono abbastanza eloquenti. Gli animali dei circhi vengono maltrattati. Vengono costretti ad eseguire stupidi esercizi con la violenza. Non ci credete? In Rete si trovano dei resoconti agghiaccianti sulle tecniche di addestramento utilizzate dagli addestratori sugli animali. Tratto dal dossier sui circhi della LAV (Lega Anti Vivisezione):
“Se un leone ti attacca e tu gli punti la forca, lui le si butta contro e si punge; lo fa una, due, tre volte, ma poi capisce che avventandosi sulla forca si punge e allora cerca di aggirare l’ostacolo. In questo caso gli arriva la frustata una prima volta, una seconda e così via, finché si rende conto che non può attaccarti e tu lo domi gradatamente con il condizionamento” (Liana Orfei)
e ancora:
“Ma l’elefantessa, impaurita, si rifiutò. Allora, sia l’addestratore che Louis Knie persero la pazienza e ricorsero ad una asta metallica portante all’apice un uncino, il quale fu spinto e poi tirato sull’elefantessa. Si cercava di far svolgere l’esercizio in maniera corretta nel più breve tempo possibile, ma l’elefante rimaneva incapace di eseguirlo. Era giunto il momento di iniziare un piccolo inferno nella pista. Il domatore iniziava a colpire l’elefante sulle zampe fino al sanguinamento” (Hans Falk, circo austriaco Knie)
e ancora:
“Afferro una barra di metallo ed inizio a bastonare gli elefanti sulla testa con tutta la mia forza” (Jean Richard, domatore francese)
e ancora:
“Gli si danno alcuni pezzettini di carne e gliene si mettono altri davanti al naso; lei sente la carne, ma non può prenderla e il domatore centimetro per centimetro, si sposta in modo che, per addestrarla, la belva si avvicina allo sgabello fin quando, sempre inseguendo la carne, è costretta a salirvi sopra. Quando arriva sullo sgabello il domatore gliene da dieci-dodici di pezzettini. La belva va giù? Il domatore le dà la frustatina, perché ha fatto male a scendere. Poi ricomincia la storia con la carne finché la belva si rende conto che se va su riceve dieci-dodici pezzettini di carne, se va giù la picchiano, e allora va su” (Liana Orfei)
si legge sempre sul dossier della LAV:
“L’addestramento avviene condizionando i comportamenti degli animali grazie alle violenze fisiche e/o psichiche. Il risultato è un animale automizzato costretto a sottostare al gioco della frusta.”
sul sito oltrelaspecie.org, si legge:
“Durante l’addestramento gli animali vengono ‘addomesticati’ con scariche di corrente, per non parlare dei forconi e degli uncini usati per far fermare gli elefanti: sulle gambe e su altre parti molto più sensibili. I metodi crudeli vengono utilizzati dall’addestratore proprio per far capire all’animale chi è che comanda, cosa impossibile con un semplice ‘premio’ a fine esercizio.” (Paride Orfei)
ecco altri esempi agghiaccianti tratti da oltrelaspecie.org:
“La prima cosa che gli scimpanzé devono imparare è che l’uomo è il padrone assoluto. Nessuno scimpanzé, all’inizio sopporta di essere vestito, solo le punizioni lo porteranno alla sottomissione e alla perfetta obbedienza. Quando l’animale, al termine dell’esercizio, getta le braccia al collo di chi lo ammaestra è come se dicesse: “Ho fatto quello che volevi, per favore non mi castigare” Parola di addestratore. E se il babbuino osasse ribellarsi e mordere l’addestratore? Il signor Munslow, ex dipendente di un grande circo internazionale, ci spiega come risolsero la questione: strappandogli i denti con una pinza, senza anestesia. Le urla di dolore e l’impossibilità di mangiare durarono diversi giorni e la lezione servì perfettamente allo scopo. Il famoso “sorriso” che lo scimpanzé rivolge all’addestratore, non è altro che una smorfia di ansia e tensione. Parola di Desmond Morris, il più famoso etologo vivente.”
In Italia, alcune leggi ci sono, ma riguardano solo i maltrattamenti, perciò i circhi con gli animali ancora continuano ad esistere. I circhi poi, vengono sovvenzionati cospicuamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Già, perché quella dei circhi è un’attività con introiti in forte calo. Io credo che gli acquapark, gli zoo, i circhi che impiegano animali, siano tutte attrazioni diseducative. Da abolire. Sarebbe auspicabile una normativa che abolisca gli spettacoli con animali tout court. Gli animali devono vivere in natura e vanno osservati nei documentari, non nelle gabbie. Noi cosa possiamo fare? Evitare di assistere agli spettacoli proposti da circhi che utilizzano animali. Vogliamo fare di più? Ecco un volantino da distribuire.

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Domenica 25 Novembre 2007

Beppe Grillo-san: quando i blog varcano i confini della nostra terra

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 09:07 )

Beppe Grillo ora scrive il blog anche in giapponese. Quell’uomo è un mito. E’ una persona avanti, sotto certi punti di vista. Anche se ha capito l’importanza del computer molto tardi. Ma lui lo ha capito: ci sono politici che si vantano di non accedere ad Internet e sono orgogliosi del loro analfabetismo informatico! Io non conosco il giapponese, ma non credo sia una lingua molto facile da apprendere. Niente a che vedere con francese, spagnolo o tedesco. Queste ultime tre lingue, le puoi imparare in qualsiasi momento. Ma il giapponese…A me però affascina il cinese. Tempo fa provai a cercare qualche corso elementare di cinese in Rete. Beh, da quel poco che ho visto, il cinese è davvero ostico. Lasciamo perdere la difficoltà nel memorizzare gli ideogrammi (la memoria non è proprio il mio forte) e consideriamo la lingua parlata. Beh, a seconda della pronuncia, dell’intonazione, una stessa parola ha significati diversi. Un vero casino. Ad ogni modo, non escludo che un giorno - quando avrò il tempo libero necessario - non torni a riprovarci con il cinese. L’idea di scrivere una versione del mio blog in inglese invece, mi stuzzica da un po’. Sarebbe una cosa alla mia portata, visto che già anni fa scrissi il mio primo sito sia in italiano che in inglese. Ma questo dannato tempo mi tarpa le ali creative. Già faccio i salti mortali con la versione italiana! Io non so se la molla di Grillo sia la stessa, ma la mia voglia di scrivere anche in inglese, non è una velleità narcisistica, no. Io ho un’amica californiana che è impegnata politicamente e mi racconta le ‘loro’ malefatte. Io le racconto le ‘nostre’. Però, spesso sono così indignato che le nostre malefatte vorrei raccontarle al mondo intero. Vorrei dire agli americani informati (perché non sono tutti così idioti come credete e sono molti quelli che odiano Bush) vedete? Ecco le porcherie che accadono in Italia! Voi spesso ridete di noi, ma sappiate che gli italiani, non si identificano affatto con coloro che li governano…

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Sabato 24 Novembre 2007

Wimax: il TAR del Lazio boccia la richiesta di sospensione della delibera AGCOM. No, non ce la possiamo fare…

Archiviato in: Petizioni, Internet, Tecnologia, Lobby — Maurizio ( 16:22 )

Il TAR del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione della delibera per il Wimax. La motivazione? La società MGM (l’azienda tedesca che ha richiesto la sospensione) potrà partecipare al bando senza discriminazioni. Beh, motivazioni a parte, c’è da chiedersi come mai paesi come la Francia abbiano favorito gli operatori più piccoli a svantaggio di quello principale (France Telecom). Forse perché in Francia non esiste un’authority come la nostra AGCOM (Autorità Garante delle COMunicazioni) che ‘parteggia’ per i soliti noti (Tim, Vodafone, Wind, Tre). Ma forse dovremmo chiamarla Autorità Garante per i COmpagni di Merende? ;-) Intanto la petizione di Grillo ha superato le 100.000 firme. Nella petizione si chiede di non permettere ai gestori telefonici di partecipare alla gara per il Wimax. Avremo un Wimax libero in Italia? No, non ce la possiamo fare…

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