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Giovedì 1 Novembre 2007

Non tutti vediamo la realtà allo stesso modo

Archiviato in: Politica, Giustizia, Corruzione — Maurizio ( 17:50 )

Non ragioniamo tutti allo stesso modo. Non vediamo la realtà tutti allo stesso modo. Ecco perché, quando ci sono troppi galli a cantare, non si fa mai giorno. Ecco perché, un sistema proporzionale composto da innumerevoli partiti non consente di governare. Ma ciò che più mi lascia perplesso, è la capacità umana di rendere soggettivo ciò che in realtà è oggettivo. Mi spiego. Se parliamo di gusti, non possiamo discutere ed argomentare: ciò che piace a me può non piacere a te e viceversa. Se parliamo di fatti però, dovremmo tutti essere concordi. Eppure spesso non è così. Lo spunto per questa riflessione mi è stato fornito da alcuni commenti ai miei post dedicati alle vicende De Magistris-Forleo. A dire il vero, quando si parla di politca, troppo spesso si personalizza la realtà a proprio uso e consumo. Prendiamo Berlusconi: una buona fetta di italiani è convinta - o finge di essere convinta - della bontà del suo operato nella precedente legislatura. Questo significa, che le famose leggi ad personam non sono visibili agli occhi di tutti. Prendiamo le leggi che depenalizzano il falso in bilancio. I maligni come me, vedono in tali leggi, una scappatoia creata ad arte da legislatori-imprenditori (cfr. conflitto di interessi) per evitare la galera. I ‘buonisti’ d’altro canto, vedono in tali leggi, unicamente il desiderio del legislatore di tutelare i piccoli imprenditori che - poverini - possono fare degli errori in buona fede, in sede di scrittura del bilancio. Ora, quando questa scusa la inventa Berlusconi, è logico: lo fa per tutelare i propri interessi. Un ladro, si dichiarerà sempre innocente. Ma quando questa scusa viene adottata da seguaci non imprenditori, allora non è più logico. Non c’è più il movente della tutela dei propri interessi. Un operaio della FIAT che giustifica la depenalizzazione del falso in bilancio non è comprensibile. Bene, estendiamo il ragionamento ai militanti del centrosinistra. Noi dovremmo essere obiettivi e dovremmo essere in grado di giudicare coloro che abbiamo votato, senza essere annebbiati dal filtro della ‘fede politica’. Fede significa fiducia, ma non dovremmo confonderla con la fede religiosa. Non ci dovrebbero cioè essere dei dogmi. La politica deve essere analizzata criticamente. Quindi, se un Prodi fa qualcosa di sbagliato, io che l’ho votato, devo essere in grado di criticarlo negativamente. E qui arrivo al punto. Già, perché a mio avviso, la fede politica sembra generare un obnubilamento della coscienza. Perché dico questo? Perché 2+2 dovrebbe fare 4 per tutti, indipendentemente dal credo politico. E allora arrivo ai 3,5 milioni di votanti alle primarie per l’elezione del candidato Veltroni. Se io mi candido da solo, chi vota, non ha possibilità di scelta alcuna, o vota me o vota me. Giusto? Allora mi chiedo, come mai i 3,5 milioni di votanti non si sono accorti di questa farsa delle primarie? Non solo, hanno versato al Partito Democratico una discreta sommetta: 3,5 milioni di euro (circa 7 miliardi delle vecchie lire). Non male come finanziamento no? So già cosa mi si potrebbe obiettare: chi ha votato alle primarie lo ha fatto per dare l’ultima chance ai nostri governanti. Va bene, può essere, però io per mia natura, mi ribello alle prese in giro, alle farse. Questi discorsi soggettivi, possono essere fatti per Berlusconi, per il PD, per Beppe Grillo, per le finanziarie e chi più ne ha ne metta. Ma se parliamo di storia, allora mi chiedo: come si fa a stravolgere l’ordine cronologico degli avvenimenti? La storia è un fatto oggettivo: Hitler è esistito, così come Napoleone o Garibaldi, non si può discutere sulla loro esistenza. Allora, se analizziamo i fatti, se analizziamo la storia, vediamo che - come insegna Andreotti - a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Prendiamo le numerose leggi emanate dal precedente Governo e da quello attuale in materia di ‘imbavagliamento della Rete’. La direzione è chiara: si tenta di sopprimere la ‘troppa libertà’ di espressione che i cittadini hanno. I blog allora fanno paura. Ma non è il V-Day di Beppe Grillo a scatenare la paura, no, sono anni che la Rete viene sentita come una minaccia da politici e giornalisti di regime. Questi sono fatti: le leggi sono state create (cfr. i decreti Urbani, Pisanu e Gentiloni a puro titolo di esempio). Quindi, chi dice che i politici sono incompetenti, o è ingenuo o è poco informato. La realtà è che ci provano. Oggi queste cose le dice Grillo, ma io sono anni che lo penso. Ma arriviamo al caso emblematico di De Magistris. Analizzando la storia, risulta evidente il tentativo di ostacolare quei magistrati troppo solerti da andare a toccare poteri trasversali intoccabili. E allora come si fa a dire che Grillo è antipolitica e qualunquismo, De Magistris un soggetto con smanie di protagonismo e la Forleo una donna sull’orlo di una crisi di nervi? Come si fa? Non lo capisco. Se uno fa 2+2, diventa maligno, non ci sono santi. Allora se tu vedi che Arcibaldo Miller viene piazzato da Castelli (ex Ministro della Giustizia) come ispettore capo, se vedi che il tale Miller è soggetto ad interrogazioni parlamentari per via del suo operato, se vedi che il tale Miller viene mandato ad ispezionare sull’operato di magistrati come Ilda Boccassini e Gherardo Colombo (che indagavano su Berlusconi e Previti) e il tale Miller presenta una relazione contro i due magistrati con il solo scopo di sottrarre loro il fascicolo che conteneva fatti su Berlusconi e Previti, se vedi che, sempre il tale Miller, presenta oggi una relazione contro De Magistris, se vedi che un tal Dolcino Favi toglie l’indagine a De Magistris, se vedi che sempre il Favi fu oggetto di interrogazioni parlamentari per via del suo operato non conforme alle norme, se infine vedi che il Ministro della Giustizia chiede il trasferimento di un magistrato che indaga sui politici, beh, come fai - dico io - a non sommare due più due? E dai! Ma io dico, lo sapete o non lo sapete che ritirare la richiesta di trasferimento di De Magistris era facoltà di Mastella? Avrebbe potuto farlo. Avrebbe fugato qualsiasi dubbio. Anzi, avrebbe dovuto farlo per eliminare le ombre sulla integrità delle istituzioni. Invece non lo ha fatto. Perché? Rispondete a questa domanda con argomentazioni convincenti e io non sarò più maligno sull’operato di Mastella.

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