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Giovedì 8 Novembre 2007

Firma anche tu la petizione a sostegno di Clementina Forleo

Archiviato in: Petizioni, Giustizia — Maurizio ( 20:37 )

Nel video in fondo a questo post, a me risulta evidente la denuncia di pressioni da parte di soggetti istituzionali. Tra gli altri, colleghi e forze dell’ordine. Mi sembra inequivocabile. Siccome ritengo che la Forleo non sia una pazza, è evidente che è stata costretta a ritrattare. E’ evidente che - con il consenso della stampa compiacente - si è tentato di delegittimare la Forleo. Gli indagati che indagano sugli indagatori. Un sopruso indegno. A tutti i cittadini italiani onesti, a tutti coloro che hanno a cuore la giustizia, a tutti coloro che pensano che la legge sia uguale per tutti, a tutti coloro che sentono di voler mostrare sostegno al gip Clementina Forleo, chiedo di firmare la seguente petizione:

Petizione a sostegno di Clementina Forleo (Mi raccomando: nella firma mettete nome e cognome!)

Clementina Forleo, non sei sola: gli italiani onesti sono tutti con te!


Clementina Forleo ad Anno Zero:


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Emergenza rom: un decreto e passa la paura!

Archiviato in: Diritti civili, Sicurezza, Luoghi comuni, Immigrazione — Maurizio ( 07:31 )

Qualche giorno fa, una donna viene aggredita, torturata, violentata ed uccisa barbaramente. Sospettato dell’omicidio un rom rumeno di 24 anni: Nicolae Romulus Mailat. Aveva ancora il viso sporco di sangue quando è stato catturato. Immediatamente è partita la caccia ai rumeni. E’ partito l’abbattimento della baraccopoli. La gara alle espulsioni. I pestaggi da parti di italiani nei confronti di cittadini romeni. Le relazioni sui reati compiuti da immigrati stranieri. La maggioranza pare essere di nazionalità rumena. Lo sciacallaggio e la strumentalizzazione politica da parte della CDL, il cui compito principale pare essere alla ricerca perenne di qualsiasi spunto per condannare l’operato di questo Governo.
“La violenza e’ figlia di una politica demagogica e lassista che lascia vivere nella paura le nostre famiglie. E a Roma i primi responsabili si chiamano Rutelli e Veltroni.” (su A.G.I.)
Questo il commento di Francesco Storace, segretario di La Destra, all’aggressione squadrista avvenuta a Roma ai danni di un cittadino romeno. Bene, gettare benzina sul fuoco è proprio quello che ci vuole. Gli attacchi della CDL, che condannano una cattiva gestione della sicurezza, dimenticano che i campi nomadi non sono nati ieri. I campi nomadi esistono dagli anni ‘70. Dimenticando i danni fatti dalla legge Bossi-Fini. Dimenticando vicende come quella di Mariana Dontcheva: responsabile del museo archeologico di Varna, in Bulgaria, costretta all’inferno italiano dei CPT. Già, ma allora di chi è la colpa? I cittadini rumeni sono tutti dei criminali? I rom, sono tutti dei criminali? Ora, come al solito, penso che la verità non stia da una parte sola.

Lo straniero

Partiamo dalla singola vicenda dell’omicidio: Nicolae Romulus Mailat non si può definire un cittadino modello. Originario di Vurpar, un villaggio rumeno di 2.500 abitanti, in Transilvania, ha a suo carico dei precedenti penali. Due anni di riformatorio per un furto commesso a 14 anni, una condanna a 3 anni per un furto compiuto nel 2005. Pena non scontata. Infatti Mailat si rende irreperibile e ‘dimora’ nella baraccopoli di Tor di Quinto. I suoi concittadini lo definiscono ‘una bestia’. Questi sono fatti inconfutabili.

Gli stranieri

Prendiamo in considerazione altri fatti che non penso siano opinabili: i dati statistici della popolazione penitenziaria a dicembre del 2006. La maggior parte dei detenuti stranieri sono marocchini (20%), seguono gli albanesi (13,9%) e poi i rumeni (12,5%). Per quanto riguarda la tipologia di reato, quelli contro il patrimonio sono commessi per il 28,4% da italiani e il 26,5% da stranieri; quelli sulla droga sono commessi per il 12,2% da italiani e il 24% da stranieri (il doppio); quelli contro la persona sono commessi per il 15,6% d italiani e il 20,9% da stranieri. Solo queste cifre rendono evidente il problema. Dobbiamo però considerare che gli italiani sono quasi 60 milioni, mentre gli stranieri sono quasi 4 milioni (in Germania sono più di 7 milioni ed in Spagna più di 4 milioni). Da ciò risulta evidente che l’incidenza di reati commessi da stranieri è altissima. Sorge quindi spontanea la domanda: marocchini, albanesi e rumeni, sono geneticamente dei popoli di criminali? Non credo. Così come non credo che gli italiani siano geneticamente dei mafiosi. Già, eppure i numeri parlano chiaro: gli stranieri commettono il maggior numero di crimini in Italia. Qualcuno dice che la causa sia il degrado nel quale sono costretti a vivere. Lo penso anch’io, ma non credo sia l’unica motivazione. La fame ti spinge a rubare, non a stuprare ed uccidere selvaggiamente. E poi, senza scomodare troppo le statistiche, penso sia capitato a chiunque di vedere nelle file dei supermercati giovanotti slavi con birra e alcolici. Molti quindi si ubriacano. Già, ma questo fa parte del degrado. A volte volontario, perché non è facile convincere queste persone a seguire le regole, a mandare i figli a scuola. E qui sto generalizzando. Già, perché come minimo occorre sapere di cosa si sta parlando.

Si, ma chi sono i rom?

Chi sono i rom? Chi sono i rumeni? I rom sono una popolazione indoeuropea da non confondersi con i rumeni (gli abitanti della Romania). I rom sono un popolo nomade molto probabilmente di origine indiana (un indizio che sembra confermare ciò è la presenza del cromosoma Y tipo H-M82 presente nel 47,5% dei rom). I rom sono un gruppo etnico che - insieme ai sinti, i camminanti ed altri - vengono nell’insieme definiti zingari. I rom, già dal medioevo arrivarono in Germania, Austria, Boemia, Slovenia ed Italia. Mentre i Sinti sono di origine indiana e pakistana, i rom provengono dalla ex Jugoslavia, dalla Romania, dall’Albania, dalla Bosnia, dalla Macedonia, dall’Algeria (cfr. Un popolo sconosciuto: gli zingari). I rumeni o romeni, sono invece gli abitanti della Romania. I rumeni sono quasi 22 milioni. Il 2,5% di questi sono rom.

E la Romania?

La Romania è un paese che ha subito per 24 anni (dal 1965 al 1989, quando ci fu la rivolta) la dittatura di Ceausescu. Oggi la Romania è un paese democratico. Il 1 gennaio 2007 la Romania diventa paese membro della Comunità Europea. Dopo il collasso del Blocco Sovietico (1989-1991) la situazione economica della Romania era disastrosa, al punto che fu costretta a chiedere un prestito al Fondo Monetario Internazionale di 547 milioni di dollari. Nel novembre 2005, lo stipendio netto mensile era circa di 320 euro. In Romania il tasso di disoccupazione è progressivamente sceso dall’ 8,3% del 2003 al 6,10% del 2007. C’è da aggiungere che gli industriali italiani approfittano di questa situazione. Aziende come Armani, Dolce & Gabbana, Benetton, Geox sfruttano il lavoro dei rom in Romania, pagando salari da 70-80 euro (secondo un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico, sono più di 22.000 le aziende italiane in Romania). Per capire cosa si compra con quello stipendio, basta cercare in Rete i prezzi degli affitti delle case in Romania (30 mq, pianterreno, 400 euro). Lo stipendio medio di un’infermiera, in Romania si aggira sui 100 euro. Fuori della Romania, un’infermiera può guadagnare 600 euro, 1000 euro e anche di più. Dittatura prima, crisi economica oggi e si capisce subito perché c’è gente che cerca una vita migliore in Italia.

Perché vengono in Italia?

Del resto ciò è confermato dai dati estratti dal dossier della Caritas: il 56,5% degli immigrati regolari, è in Italia per motivi di lavoro. Certo, ci sono anche coloro che entrano in Italia per delinquere. In Romania le pene sono severe, in Italia, non c’è la certezza della pena. In Italia, non si sa neanche quanti siano esattamente i rom presenti. In Italia, i minori commettono reati in quanto non possono essere puniti. Basta vedere la piaga dei borseggi all’interno delle metropolitane. Ma non tutti sono dei criminali.

Le risposte di Francia, Germania, Spagna e le soluzioni all’italiana

Ora che sappiamo il motivo della presenza crescente di rom in Italia, cosa facciamo? Non è certo con l’espulsione indiscriminata che si risolvono i problemi. Allora si potrebbe adottare il sistema francese: bastone e carota. In Francia gli immigrati non vengono relegati all’interno di baraccopoli di periferia. Dove il degrado regna sovrano. In Francia, nei comuni con più di 5.000 abitanti, gli immigrati vengono sistemati all’interno di centri di accoglienza. Però per chi sgarra, non ci sono alternative all’espulsione. Per sempre. Sempre in Francia, la legge Besson, parallelamente ai centri di accoglienza, prevede un programma immobiliare di case da dare in affitto ai nomadi. In Francia, molti ‘nomadi’ vivono in case popolari, pagano l’affitto, la luce e l’acqua. Lavorano come facchini, gommisti, fanno le pulizie, i figli vanno a scuola e - udite udite - i disoccupati da più di sei mesi ricevono un sussidio di 950 euro al mese: in Italia, neanche gli italiani hanno un simile trattamento! Il risultato è che in Francia non si vedono zingari ai semafori a chiedere l’elemosina (è vietato). Stiamo parlando della Francia nazionalista. In Germania? Ai rom vengono assegnate le case e sono messi in condizione di lavorare. Anche in Germania, se non rispetti la legge, sei fuori per sempre. In Spagna? Vivono in affitto e chi non lavora ha un sussidio di circa 700 euro al mese per sei mesi. Insomma, politiche ‘leggermente’ diverse da quella italiana, che - tanto per cambiare - deve spiccare sempre nelle classifiche europee. Si legge su un articolo di Repubblica di aprile:
“La lista delle “mancanze” italiane è lunghissima. Contrariamente agli altri paesi della vecchia Europa, non abbiamo una politica certa sui documenti di identità e di soggiorno mentre in altri paesi hanno la carta di soggiorno e anche i passaporti. Nonostante molti Rom e Sinti vivano in Italia da decenni, non hanno la cittadinanza col risultato che migliaia di bambini rom nati in Italia risultano apolidi; gli stessi bambini non vanno a scuola e non hanno accesso all’educazione; non sono riconosciuti come minoranza linguistica. L’Italia, soprattutto, continua ad insistere nell’errore di considerare queste persone nomadi segregandole in campi sprovvisti dei servizi e diritti basilari mentre invece sono persone a tutti gli effetti stanziali”
Però, una cosa la sappiamo fare in Italia: i decreti di urgenza sull’onda del malcontento popolare. Purtroppo, ci si muove solo quando scappa il morto. Purtroppo, un decreto non risolverà un problema strutturale che andrebbe affrontato seriamente. Basterebbe mutuare le soluzioni adottate da paesi come la Francia o la Germania. Una cosa buona però sta venendo alla luce: la banca del DNA. Il censimento di questa popolazione stanziale (e non nomade) dovrebbe essere il primo passo. Occorre andare di fretta però: dal primo gennaio, la Romania fa parte della Comunità Europea e 2 milioni e mezzo di rom potrebbero muoversi. Parecchi verranno in Italia. Il metodo francese del bastone e della carota, mi sembra buono. Chi si comporta bene, vive decentemente, chi delinque (e ci sono comunità dove il tasso di devianza è purtroppo del 100%) viene espulso per sempre. Però la maggior parte degli italiani, è favorevole all’espulsione dei rom tout court. Prima occorre risolvere i problemi degli italiani. Degli italiani che non hanno casa. Di chi non lavora. Curiosamente questi discorsi li fanno coloro che vivono in coppia con doppio stipendio. Del resto, chi non lavora, se italiano resta a casa dei genitori fino a 40 anni, se straniero, vive nelle baracche. Non credo si possano equiparare le condizioni di vita degli italiani (per quanto precarie) con quelle degli stranieri che vengono in Italia. Si, ma perché gli stranieri vengono allora? Perché pensavano di trovare l’America.

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