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Venerdì 16 Novembre 2007

Grillo nel blogroll: lo metto, lo tolgo, lo metto, lo tolgo, lo metto…

Archiviato in: Società, Blog, Sicurezza, Informazione — Maurizio ( 22:19 )

Ho rimesso il blog di Beppe Grillo nel blogroll, perché condivido tutto quello che dice. Però sono post come quello di oggi che mi fanno tornare i dubbi:
“Gabriele è stato un pretesto per sollevare (di poco) il coperchio della pentola a pressione Italia. Se la politica non abbassa il fuoco in futuro la pentola potrebbe esplodere. Molti lo pensano, come Cristian.”
Allora. Non strumentalizziamo i fatti per favore. Che poi la gente viene dietro. Mi sembra troppo stupida questa affermazione per essere stata partorita da Grillo (che ritengo uomo intelligente). Grillo, sai bene che quel tipo di teppismo è eversione e fanatismo. Gente pagata per destabilizzare. Branchi di esaltati. 20.000 individui appartenenti all’estrema destra e all’estrema sinistra che sono ben noti alle forze dell’ordine. Andiamo! Non si tratta di brave persone che - siccome non arrivano a fine mese - sono stufi e si ribellano. Anche perché - se così fosse - non si capisce quale sia lo scopo di certe azioni criminose. Io se mi fanno esaurire di brutto, vado a buttare il napalm a Montecitorio, non all’entrata di una caserma di polizia! Se mi parli di rabbia per le vicende come quella del G8 ci possiamo stare, ma il teppismo gratuito messo in atto da gente senza cervello - che se sparisse dalla faccia della terra non ci sarebbe un soldo di danno - non ha niente a che fare con chi non arriva a fine mese.

Ma io devo dire che a volte…a volte mi vengono dei dubbi strani eh? A volte mi viene in mente che certi post siano voluti. Se è così, a quale scopo? Aizzare? Creare malcontento? Far salire la rabbia? No, non ci siamo. Questo post lo cassiamo eh?

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Giuro che vado via dall’Italia!

Archiviato in: Società, Automobili, Educazione, Uomini — Maurizio ( 11:21 )

Oggi non vado al lavoro: devo scrivere una denuncia. Ieri ho avuto un incidente con la macchina. E’ il quarto da quando possiedo questa Peugeot 206. 4 in meno di 5 anni. Il primo: sono fermo al semaforo e mi tampona una ragazza. Non vuole fare il CID. Il padre è carabiniere e non fa la denuncia. Faccio i salti mortali appellandomi ad una circolare ISVAP e riesco a farmi pagare (di solito chi tampona ha torto, ma il carabiniere voleva fare il furbo). Il secondo: sono fermo al semaforo e dietro di me c’è un grosso camion. All’autista slitta il piede dal freno e mi tampona. Non è simpatico essere tamponati da un camion. Il terzo: mentre mi accingo a svoltare a sinistra, un ‘furbo’, da destra mi sorpassa e - intenzionato anche lui a svoltare a sinistra - mi taglia la strada. Urto inevitabile. Il quarto: mi accingo a svoltare a sinistra e un ‘distratto’, mi sorpassa da destra e - anche lui intenzionato a svoltare a sinistra - mi taglia la strada. Anche qui, urto inevitabile. Ora, se non fossi un materialista convinto, crederei alla sfiga. La scienza dice che la sfiga non esiste, siamo noi a vedere solo le cose negative che ci capitano (sottovalutando quelle positive). Ok, può essere, però ci sono persone che dichiarano di non aver avuto mai incidenti con la macchina. Io invece, mi sento come se sul tettino della mia 206 ci fosse attaccato un cartello con scritto: “prego, venitemi addosso”. Io abito a Roma, e, voi che abitate in Trentino, dovete sapere che da noi il rispetto delle regole è qualcosa di misterioso e di sconosciuto. Da noi le autovetture non procedono in fila indiana una dietro l’altra. No, da noi esiste la fretta. Da noi si procede per file parallele sempre. Anche se non c’è spazio. Anche se non è consentito. E siccome lo fanno tutti, la gente è convinta che tale modo di guidare sia legale e consentito. Ovviamente nessuno vuole fare il CID. Il signore di ieri (che se hai una certa età perché ti metti alla guida della macchina?) sembrava volerlo fare anche se titubante. Inutile dire che non ci siamo messi d’accordo sul disegno: “no, se lo fa così sembra proprio che all’ultimo momento le ho tagliato la strada”. Ehm…ma è esattamente quello che è accaduto, pensavo dentro di me. Ok, ognuno farà la sua denuncia. Ah, dimenticavo: quando hai un incidente con la macchina, di solito è buio, piove e fa freddo. Testimoni? Una volta, chiamai i vigili. Non arrivarono. Dopo un ora passò una pattuglia: “non siamo di zona, quelli di questa zona sono occupati, fate il CID”. E se ne andarono. Voglio andare via dall’Italia.

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Concorso Android rivolto a tutto il mondo. Italia esclusa. Google spaventato dalla nostra burocrazia

Archiviato in: Google, Lavoro, Cellulari, Tecnologia, Aziende — Maurizio ( 10:49 )

Dopo una buona notizia, una cattiva. Google ha indetto un concorso indirizzato a tutti i programmatori del mondo, per sviluppare applicazioni per la nota piattaforma Android (il software open source che Google pensa di installare nei prossimi cellulari). E’ previsto un premio di 10 milioni di dollari. Bene, a tale concorso non sarà ammessa l’Italia (insieme a Cuba, Iran, Corea del Nord, Myanmar, Siria e Sudan). Il motivo? Troppa burocrazia. Google non ha intenzione di impelagarsi in lungaggini legislative farraginose in materia di concorsi. Insomma, l’Italia è nota in tutto il mondo per i suoi cavilli e legacci normativi. Il Fisco ad esempio, è l’emblema della burocrazia in Italia. E mentre nei paesi civili, un giovane compila un modulo e apre una azienda, in Italia lo stesso giovane deve interpellare un esperto di diritto per capire come si deve muovere per non essere fuorilegge. In Italia c’è il problema della disoccupazione, dei lavori precari, della crisi delle aziende. Un giovane potrebbe mettere su un’impresa oppure lavorare in un call center. Beh, di solito opta per il call center, perché mettere su un’impresa, da noi è un’impresa nel vero senso della parola (il gioco di parole è voluto). Ad esempio, se l’attività è poco conosciuta, sarà difficile capire quale codice attività usare all’atto della registrazione dell’impresa alla Camera di Commercio. Se poi l’attività viene svolta su Internet (oggetto misterioso sconosciuto ai legislatori) sono dolori. In Italia c’è poi il problema delle banche: nei paesi civili, le banche finanziano l’idea. Così, se tu vuoi creare qualcosa dal nulla ma non hai i soldi, la banca te li presta. Questo non è possibile in Italia, dove le banche non rischiano un centesimo di euro e preferiscono dare soldi a noti faccendieri o fregare i propri clienti con Bond argentini e azioni Parmalat. Morale? Negli USA i giovani aprono continuamente nuove aziende (le chiamano start-up), in Italia, regna sovrano l’immobilismo e le manovre dei faccendieri (Tanzi, Fiorani, e compagnia).

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Una buona notizia: approvata risoluzione per la moratoria sulla pena di morte. Ruolo dell’Italia decisivo

Archiviato in: Diritti civili — Maurizio ( 10:18 )

La terza commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione che chiede la moratoria sulla pena di morte. 99 paesi favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti. Una volta tanto, l’Italia si distingue per una cosa buona: è stato il paese che ha giocato un ruolo di primo piano nella campagna per la moratoria. Se tutto va bene, a dicembre si voterà sulla moratoria vera e propria. Se venisse approvata, la risoluzione non sarà vincolante ma avrà un importante valore morale: la maggioranza dei paesi aderenti all’ONU è contraria alla pena di morte.

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