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Mercoledì 28 Novembre 2007

Il PG della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli ha avviato un’azione disciplinare nei confronti di Clementina Forleo. Quando la giustizia funziona al contrario…

Archiviato in: Politica, Scandali, Donne, Giustizia — Maurizio ( 19:56 )

Il procuratore generale della Corte di Cassazione Mario Delli Priscoli, ha avviato un’azione disciplinare nei confronti del gip Clementina Forleo. Motivo? Il 20 luglio scorso, la Forleo chiese alla Camera di poter utilizzare le intercettazioni telefoniche relative alla vicenda Unipol-BNL (che rientra all’interno della più vasta vicenda ‘Bancopoli’ di due anni fa: scalata BPL ad Antonveneta, Unipol a BNL e Ricucci alla RCS). Le intercettazioni telefoniche riguardano Fiorani (BPL), Ricucci (immobiliarista), Consorte (Unipol) e sei politici: D’Alema (DS), Fassino (DS), La Torre (DS), Grillo (FI), Comincioli (FI) e Cicu (FI). Tre DS e tre di Forza Italia. Bipartisan. Nel 2003 il Parlamento all’unanimità vara la legge Boato. Cosa dice la legge Boato? Semplice: per usare delle intercettazioni telefoniche dove è presente un parlamentare, il giudice deve chiedere il permesso al Parlamento. Se il Parlamento nega tale permesso, il giudice è obbligato a distruggere bobina e trascrizione delle intercettazioni (le prove del reato). Senza le prove del reato, i colpevoli spariscono. Chiaro no? E’ una delle tante leggi ad personam berlusconiane delle quali beneficiano tutti, bipartisan (l’altra è quella che consente al Ministro della Giustizia di trasferire un magistrato che indaga su di lui). Insomma, De Magistris indaga su alcuni parlamentari? Gli si toglie l’inchiesta. La Forleo indaga su alcuni parlamentari? La si obbliga a distruggere le prove. Qualche ex-magistrato oggi parlamentare (Violante) li bacchetta pure in Televisione. Si favoleggia che l’Italia sia uno stato di diritto. Ciò significherebbe che fino a prova contraria (e sono ben 3 i gradi di giudizio: primo grado, appello e cassazione) un imputato sia da considerarsi innocente. Bene. Ma se Mastella-Prodi (Why Not) e Fassino-D’Alema (Unipol-BNL) sono innocenti e sicuri di essere onesti e puri, mi chiedo: perché mai pongono ostacoli alla giustizia?. Il dubbio che abbiano la coscienza sporca viene, no? Dubbio…oddio, per me è quasi una certezza, che ci volete fare? Sono maligno. Del resto il buon vecchio Andreotti diceva: ‘a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca’. Ecco alcuni stralci delle telefonate incriminate, dove i vari personaggi discutono per accaparrarsi la BNL (che poi è stata acquisita dalla francese BNP Paribas):

5 luglio 2005 Piero Fassino parla con Giovanni Consorte (ex presidente di Unipol), e gli spiega che Luigi Abete (presidente della BNL), vuole vederlo per parlargli:

- Fassino: Gli… gli altri cosa fa? Perchè mi ha chiamato Abete
- Consorte: sì
- Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po’
- Consorte: uhm
- Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
- Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì… eh noi con.. però tu… ma questa… eh… non gliela devi dire a lui…
- Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio
- Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti…
- Fassino: sto abbottonatissimo
- Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo
- Fassino: ecco meglio così. Dimmi tu
- Consorte: noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l’abbiamo raggiunto
- Fassino: sì
- Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi

La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:

- Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
- Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops…
- Fassino: eh
- Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita

La conversazione poco più sotto proseguirebbe:

- Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
- Consorte: sì

Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così:

- Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto…
- Fassino: ehm
- Consorte: che però non si può dire oggi

Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:

- Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde

Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl:

- D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
- Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta
- D’Alema: facci sognare. Vai!
- Consorte: anche perchè se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perchè la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
- D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
- Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni
- D’Alema: va bene, vai!

17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds:

- Consorte : Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini

Il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parla al telefono con Nicola Latorre:

- Latorre: Stefano!
- Ricucci: eccolo! Il compagno Ricucci all’appello!
- Latorre: (ride)
- Ricucci: ormai questa mattina a Consorte glielo ho detto: “datemi una tessera perchè io non gliela faccio piu”, eh!
- Latorre: ormai sei diventato un pericolo sovversivo
- Ricucci: e sì, eh!
- Latorre: un pericolo sovversivo, rosso oltretutto
- Ricucci: c’è anche il bollino stamattina!
- Latorre: sì
- Ricucci: ho preso da Unipol io tutto… Ho preso, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol quindi…
- Latorre: sì sì
- Ricucci: non ti posso dire niente, eh!

18 luglio 2005. Al telefono il segretario dei Ds Piero Fassino e Giovanni Consorte:

- Consorte: Ciao Piero
- Fassino: E allora siamo padroni di una banca?
- Consorte: È chiusa, sì
- Fassino E alla fine cosa viene fuori? Fammi un po’ il quadro
- Consorte: Alla fine viene fuori che noi abbiamo diciamo quattro banche. Dunque, quattro cooperative

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1 commento »

  1. […] gli interrogativi - più che legittimi - sulle scalate bancarie (si veda, a tal proposito, il post di Maurizio). Se oggi tutti s’interrogano sul futuro della Forleo e non s’interessano più su […]

    Pingback di la situazione di Forleo non è buona… su Diary — 30 Novembre 2007 @ 07:14

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