I trucchetti che deterioraro la qualità della blogosfera italiana (visibile e conosciuta) e penalizzano i blogger ‘etici’
Quando voglio capire come funziona una cosa, la faccio. E’ per questo che un anno e mezzo fa ho aperto un blog. Inoltre mi piace scrivere. Ben presto però, vengo a scoprire la blogosfera italiana e noto alcune ‘irregolarità’ (chiamiamole così). Beh, del resto noi italiani ci dobbiamo sempre distinguere rispetto al resto del mondo, no? Scopro così che i giornalisti italiani non vedono di buon occhio i blogger nostrani. Scopro così fenomeni - nonché tormentoni - come l’autoreferenzialità. Scopro la fissazione dei media old style (leggi ’stampa ufficiale’) con le classifiche di Technorati e di Blogbabel. Scopro altresì che detta fissazione è diffusa anche all’interno della stessa blogosfera italiana. Scopro infine che alcuni blogger - non pochi a dire il vero - praticano tecniche a mio avviso non troppo corrette, con il solo scopo di guadagnare posizioni all’interno di tali classifiche. Alcuni esempi di queste tecniche?
- Scambio di link tra amichetti all’interno dei salotti buoni: non mi interessa il contenuto del tuo blog, ma io ‘linko’ te e tu ‘linki’ me. Già, perché Google privilegia un sito rispetto ad un altro in base al numero di siti che lo linkano (Pagerank). Un sito privilegiato ottiene più visitatori di uno meno privilegiato (i ‘tecnici’ mi perdonino la grossolanità della mia spiegazione, ma non ho intenzione di addentrarmi in dettagli tecnici) e quindi si scalano le classifiche. Questi sono i cosiddetti ’salotti’, all’interno del quali, tu che non sei tra gli ‘adepti’, non verrai mai ‘fatto entrare’. Inutile dire che salto a piè pari questo genere di salotti.
- Lancio di contest e concorsi vari: tu linki me e io ti faccio partecipare ad un concorso dove è prevista l’estrazione di un premio. A seconda del premio messo in palio, questo sistema permette di incrementare vertiginosamente il numero dei visitatori al blog, in un solo giorno.
- Lancio di tormentoni: ogni tanto, qualche blogger tira fuori un meme. Un argomento cioè, che se tu che lo leggi, non ne parli nel tuo blog, sei fuori, non sei un vero blogger. Un meme-tormentone celebre è quello dell’autoreferenzialità dei blog. Non importa il contenuto del meme, può anche essere aria fritta: l’importante è che se ne parli (magari linkandoci a vicenda). Per carità, non che io sia contrario ai meme a prescindere, ci mancherebbe. Molte volte è utile diffondere un argomento all’interno della blogosfera. E’ solo che altre volte, certi tormentoni sono pretestuosi. Servono solo a raccattare link.
- Suggerimento di notizie: ci sono alcuni siti, come Oknotizie, dove chiunque può suggerire una notizia (che può anche essere un post personale). Questo è un buon metodo per ottenere maggiore visibilità, in quanto Oknotizie è un sito molto trafficato. Ogni notizia può essere votata e le notizie che ottengono il maggior numero di voti, vengono posizionate in prima pagina. Il problema è che per essere visibile tra le centinaia di utenti, occorre necessariamente posizionarsi in prima pagina. Si posiziona in prima pagina chi ottiene più voti. Un sistema democratico no? Si, peccato però che - alle solite - ci sono sempre gli amichetti che si votano l’un l’altro con il solo scopo di posizionarsi in prima pagina. Questo a discapito di chi non conosce amichetti e suggerisce comunque buone notizie.