La lettera di Berlusconi a Craxi ed il decreto ’salva televisioni’
Questo post è dedicato ai fan di Silvio Berlusconi. Il 16 ottobre 1984, 3 pretori di tre diverse regioni ordinano l’oscuramento di Canale 5, Rete 4 ed Italia 1. È il periodo delle televisioni private locali. Secondo la legge corrente, le emittenti locali non possono trasmettere su tutto il territorio nazionale e le emittenti della Fininvest non rispettano la legge. Come fare? Silvio Berlusconi pensa bene di chiedere aiuto all’amico Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio e gli invia una lettera:
“Caro Bettino, come ti ho accennato verbalmente, Radio Fante ha annunciato che dopo la visita a Torno, Guffanti e Cabassi, la Polizia Tributaria si interesserà a me[…] Ti ringrazio per quello che crederai sia giusto fare.”La risposta dell’amico non tardò ad arrivare con il famoso decreto ‘salva televisioni’. Il decreto autorizza la trasmissione mediante ponti radio in ambito regionale e – udite, udite – la trasmissione a livello nazionale mediante l’uso di videocassette. Per chi non lo sapesse infatti, Berlusconi trasmetteva a livello nazionale grazie allo stratagemma delle videocassette: ciascuna stazione locale trasmetteva lo stesso programma che trasmettevano tutte le altre stazioni dislocate su tutto il territorio nazionale, in modo sincronizzato. Questa procedura era illegale, ma il decreto Craxi la rende legale. Insomma, per alcuni imprenditori la legge è più uguale, mentre per altri (Elefante e Videomusic) è meno uguale. Bene, su Repubblica.it di oggi, si legge uno stralcio di una lettera di risposta inviata da Silvio Berlusconi a Bettino Craxi, sempre nel 1984:
“Caro Bettino - scrive il Cavaliere - grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti.”Insomma, ‘la famiglia’…ooops, ‘gli amici’, ringraziano. Firmato: Silvio Berlusconi, numero tessera P2: 1816.
AGGIORNAMENTO IMPORTANTE:
Grazie ad anonimo italiano, vengo a sapere che l’archivio della fondazione Craxi è consultabile online. Nell’archivio è contenuta l’immagine della lettera scannerizzata che Berlusconi inviò a Craxi. Come si dice, carta canta!