Se questa è satira…
Delicatezza, eleganza, finezza, stile, raffinatezza, classe, in altre parole: buon gusto. Rozzezza, sciattezza, grossolanità, mancanza di stile, in altre parole: cattivo gusto. Partendo da queste asserzioni, chiediamoci: la satira intelligente e raffinata, è una satira di buon gusto o di cattivo gusto? Il turpiloquio gratuito ed il cattivo gusto possono essere considerati satira intelligente? Confesso di non aver mai visto una puntata di Decameron: non sopporto le risate finte in sottofondo. Non ho mai digerito Daniele Luttazzi, ma a parte le antipatie personali, quando si scade nel cattivo gusto più becero, non ci sono scusanti che tengano. L’intento era nobile, per carità (ricordare le morti del conflitto iracheno, rievocare le torture e le umiliazioni subite dagli iracheni ad opera degli americani nel carcere di Abu Ghraib), è vero, sono fatti orrendi quanto l’immagine evocata dal Luttazzi, ma le volgarità gratuite mi arrecano fastidio. ‘Cambia canale’, qualcuno potrebbe obiettare: no, non ci siamo capiti, la televisione non la guardo proprio. Esprimo unicamente un parere personale sulla vicenda. Si può?
Mi sarei stupito se LA7 (ai benpensanti ricordo che La7 è un’emittente di Telecom Italia Media, quindi né di Prodi né di Berlusconi) non avesse preso dei provvedimenti. Qualcuno insinua che Luttazzi sia stato defenestrato per timore di una sua successiva puntata sul Papa. Io credo semplicemente che l’umorismo e la ’satira’ di Luttazzi siano sciatti ed insulsi. Eppure, effettuando una ricerca in Rete, è davvero difficile trovare commenti negativi nei confronti di Luttazzi. Ma la cosa non mi stupisce affatto: ci sono decine di siti web basati sulla volgarità e sul cattivo gusto che hanno parecchio seguito. Anzi, sembra che più un sito sia trash e più abbia successo. Il denominatore comune nei commenti che si trovano in Rete è il termine ‘censura’. Termine usato a sproposito. Io non credo si tratti di censura. Io credo si tratti di semplice salvaguardia dell’immagine dell’emittente. La censura è ben altro, credetemi. Quando permetto ai visitatori di questo blog di esporre i loro commenti, offro uno spazio mio, pagato da me. Però non mi si può definire censore se cancello qualche commento di qualcuno che si abbandona al turpiloquio sfrenato fine a se stesso. La7 è un’emittente privata, non pubblica, è libera di adottare le linee editoriali che ritiene più opportune. Così è se vi pare…
Tempo fa, Luttazzi si scagliò contro Grillo, definendolo qualunquista. Mossa davvero incomprensibile per me. Un comico che se la prende con un altro comico. Sono perplesso. Anche perché reputo Grillo, un comico davvero intelligente. La satira intelligente a mio avviso, è quella fatta da Dario Fo, da Roberto Benigni, da Maurizio Crozza, Beppe Grillo, Vauro Senesi. Benigni è stato uno dei comici più irriverenti della storia italiana. Un comico che non ha mai guardato in faccia a nessuno, eppure – pur facendo spesso parlare di sé - non è mai scaduto nel cattivo gusto. Riporto uno stralcio tratto da uno dei rari articoli fuori dal coro che ho trovato in Rete:
“[…] La satira è cosa complessa, indefinibile, eppure semplice nelle sue poche regole: non guarda in faccia nessuno, è cattiva per definizione, non si ferma neanche davanti a Gesù, Maometto, Berlusconi o Giuliano Ferrara. Colpisce duro, ma con intelligenza chirurgica, e non insulta e basta, sennò siamo alla rissa da bar e le risse televisive fanno sorridere solo i nostalgici di Bud Spencer e Terence Hill. […]”Condivido. Ma il quesito da porsi è: esiste un limite alle esternazioni concesse alla satira? Comici importanti come Fò, dicono di no. Io credo invece che esista sempre un limite, in tutte le cose. Altrimenti, se così non fosse, sarebbero concesse anche le bestemmie e la blasfemia in nome della satira. No, non sono d’accordo. Ad ogni modo, come si dice, de gustibus non est disputandum…perciò giudicate voi: