Il vecchio ed il nuovo: piccoli partiti crescono
Anche oggi prendo spunto da un post di Beppe Grillo: il rifacimento del look dei partiti italiani. Come non essere d’accordo con quanto osservato da Grillo? Fateci caso: i nostri politici sono indaffaratissimi, ultimamente. Per mesi ce l’hanno menata con il PD. Da mesi ce la menano con la riforma elettorale. La legge elettorale venne modificata nel 2005 con un abile colpo di coda di Berlusconi. Lo scopo della modifica è ormai evidente anche ai meno attenti: rendere ingovernabile il Paese alla maggioranza di centrosinistra. Porca miseria se ci sono riusciti! Che abili. Se usassero l’uno per cento di quella abilità per risolvere i problemi italiani, oggi la Svizzera sarebbe un paese del terzo mondo, al confronto con l’Italia. Ma LORO…hanno altro da fare. Ora ce la stanno menando con i nomi dei partiti. Dopo il PD (Partito Democratico, una sorta di DC+PSI old style capitanato da quell’abile oratore di Veltroni) è stata la volta del discount LD (no, scusate, quello è LIDL, è tedesco, una cosa seria, questi invece sono LiberalDemocratici) di Lamberto Dini, poi de La Destra di Francesco Storace, poi il PPL (Partito del Popolo Italiano delle Libertà) di Berlusconi, annunciato così di sorpresa, ma così di sorpresa, che neanche i partecipanti lo sapevano (si dice che la Brambilla abbia detto a Berlusconi: “Cazzo! Almeno a me, lo potevi dire prima!”). Il PPL è composto da: FI (Forza Italia), i Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla, i Riformatori Liberali, il Nuovo Partito Socialista, gli Italiani nel Mondo, il PdL (Partito della Libertà della Brambilla, l’imprenditrice d’assalto con le calze autoreggenti). Parola d’ordine: libertà (si, di fare un po’ come cazzo ci pare). Poi è stata la volta di Alleanza per l’Italia di Gianfranco Fini (leggermente irritato per la sorpresa di Berlusconi). Il termine ‘nazionale’ è vecchio, occorre adeguarsi ai tempi, ‘Italia’ è più moderno, no? Poi la Costituente Socialista di Boselli (Enrico Boselli, Gavino Angius e Valdo Spini), che non è vista di buon occhio dal Partito Socialista. Il Partito Socialista infatti, la considera morta ancora prima di nascere. Scusate eh? Ma se Boselli si sentiva stretto all’interno del PD! Fatelo sfogare con la Costituente, no? L’ultimo nato è la ciliegina sulla torta: La Sinistra l’Arcobaleno. Si tratta dell’unione della Sinistra. È una federazione (termine usato da Diliberto) composta da: PRC (Rifondazione Comunista di Franco Giordano), PdCI (Comunisti Italiani di Oliviero Diliberto), SD (Sinistra Democratica di Fabio Mussi) e i Verdi di Alfonso Pecoraro Ascanio. Non male no? La Sinistra-SPAZIO-TRATTINO-PAUSA-SCEGLIETE-VOI-l’Arcobaleno. Lo spazio o trattino serve per far capire che finalmente la ‘Cosa Rossa’ si è unita! Beh, va bene, siccome c’era anche un po’ di verde, l’hanno chiamata Arcobaleno. Però giuro che sono uniti eh? Come è noto infatti, i Verdi hanno le stesse ideologie dei Comunisti Italiani da decenni. Identiche. Nel frattempo, una ‘cosa rossa’ piccolina sta nascendo: la Sinistra Critica diventerà infatti Movimento per la Sinistra Anticapitalista. Quali sono le persone che fanno parte di Sinistra Critica? Franco Turigliatto in primis: sì, quello dei 40 emendamenti che sono stati respinti, quello per l’abolizione dell’ICI, per il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, per far pagare l’ICI anche alla Chiesa. Quello che ebbe il coraggio di far cascare il Governo perché contrario alla base NATO di Vicenza, ai 90 ordigni nucleari ad Aviano e Ghedi Torre e ai soldi spesi per la guerra in Afghanistan. Quello che per la sua coerenza venne definito ‘dissidente’ e venne espulso da Rifondazione Comunista (beh, era troppo comunista per farlo restare, no?). Hanno mostrato solidarietà nei confronti di Turigliatto personaggi come Giorgio Cremaschi (il segretario della FIOM, l’unica associazione sindacale contraria al pacchetto sul welfare di Damiano. Sì, esatto, il pacchetto che istituzionalizza i precari, quello che i sindacati venduti di CGIL, CISL e UIL hanno fatto ingoiare con il ‘referendum’), Gino Strada (il chirurgo italiano fondatore di Emergency), Noam Chomsky (il linguista e scrittore che non credo abbia bisogno di presentazioni). Insomma, gente seria. Ma torniano al bailamme dei vecchi che si presentano come nuovi. C’è un gran fermento, tutti cambiano nome, fondano nuovi partiti a getto continuo, si scindono, si alleano…nessuno che si preoccupi dei problemi dell’Italia però! Ma sapete qual è la cosa che più mi manda in bestia? Che ci sono giovani (li conosco personalmente) che ancora ci credono. Gente che magari cambia la tessera, però ancora crede a questi partiti. Ma si può fondare un partito a sorpresa? I partiti nascono dopo anni di lotte e sofferenze comuni, quando le persone che hanno un pensiero comune, decidono - insieme - di fondare un partito. I partiti non vengono fondati da una persona (beh, qualcuno lo ha fatto in passato ed è durato per 20 anni). Ah, a proposito: vista la rapidità con la quale si fondano e si disgregano i partiti, non ce la faccio a seguirli tutti. Se avete notato errori e/o omissioni, commentate.
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