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Venerdì 14 Dicembre 2007

Gli USA hanno paura di investire in Italia: troppa burocrazia

Archiviato in: Politica, Economia — Maurizio ( 08:59 )

Sul New Yor Times di ieri, si legge:
“Bureaucracy and unclear rules kept United States investment in Italy in 2004 to $16.9 billion. The figure for Spain was $49.3 billion.”
Cioè:
“La burocrazia e le leggi oscure hanno mantenuto gli investimenti degli USA in Italia nel 2004 a 16,9 miliardi di dollari. Per fare un confronto, in Spagna sono stati 49,3 miliardi di dollari.
Infatti recentemente, Google ha lanciato un concorso per lo sviluppo di applicazioni sulla piattaforma Android. Bene, Google ha deliberatamente escluso l’Italia per i motivi appena detti: burocrazia e leggi oscure. In palio c’erano 10 milioni di dollari. Risposta italiana: una bella interrogazione parlamentare. Ma cosa si interrogano? Negli USA se un giovane vuole creare un’azienda deve solo compilare un modulo. Negli USA se hai un’idea brillante le banche ti finanziano. Al solito, le cose sono due: o ci fanno o ci sono. Io temo che siano vere entrambe le cose. Stipendi stellari per condurre l’Italia sul lastrico. Intanto gli investitori stranieri hanno paura dell’Italia. E dire che quel grosso baraccone mangiasoldi di Sviluppo Italia venne creato proprio per incentivare gli investitori stranieri. Invece - come al solito - si è rivelato una notevole fonte di soldi per i papponi italiani (dicesi pappone italiano: colui che invece di governare pappa i soldi dei contribuenti).

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Il New York Times online in versione integrale. E allora?

Archiviato in: Web, Informazione — Maurizio ( 08:01 )

Vittorio Zambardino, nel suo blog ci informa che il New York Times (mica un giornalino qualunque), da due mesi ha riversato sul web l’edizione integrale del giornale. Mossa coraggiosa. In Italia come è noto, la versione online dei giornali è ridotta. Se vuoi leggere la versione integrale, devi comprare una copia cartacea del giornale. Beh, vi ricordate del quotidiano più vecchio del mondo? Il giornale svedese “Post-och Inrikes Tidningar”, nacque nel 1645, ma dall’inizio del 2007 si è trasferito interamente online, lasciando alla versione stampata solamente tre copie, destinate alla biblioteche. Quando capiremo che i supporti fisici sono in continua e perenne evoluzione? Il prodotto dell’ingegno umano è un prodotto immateriale, non lo si deve legare ai supporti fisici. Basta pensare alla pergamena: venne sostituita dalla carta. Oppure ai dischi in vinile: vennero sostituiti dai CD (anche i CD sono destinati a sparire, rassegnatevi). Oppure delle videocassette: sostituite dai DVD. Insomma, cari editori, non stupitevi: finirete online, tutti. È inevitabile.

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