Falcone e Forleo: la storia si ripete
Se la memoria è labile, Internet ha una memoria di ferro. Un commento che ho ricevuto in questo blog, mi ha fatto riflettere. E allora ho fatto una piccola ricerca in Rete. Ecco alcuni stralci di quanto ho trovato:
“[…] Leoluca Orlando e Alfredo Galasso portano fin dentro il Palazzo dei Marescialli, sede del Csm, un ‘esposto’ con le accuse contro Falcone, colpevole di ‘nascondere nei cassetti’ le prove della connivenza di certi politici con la mafia. Di fronte alla gravitá di tali accuse Giovanni Falcone conosce l’umiliazione di doversi difendere dinanzi al Csm. Convocato il 15 ottobre 1991 dinanzi alla prima Commissione del Csm, quella competente per i trasferimenti d’ufficio dei magistrati, Falcone subisce un vero e proprio terzo grado […]”Analogie con la delegittimazione della Forleo? Notate punti in comune? No? Ecco cosa accadde il 28 ottobre 1991:
“[..] Ma l’accerchiamento di Falcone non è opera solo dei politici,della Rete,del Pci Pds. Incredibilmente i suoi piú cari amici, i magistrati a cui è stato piú vicino, non hanno esitazione a sottoscrivere pubblicamente contro di lui. Il 28 ottobre 1991 sessanta magistrati firmano una lettera contro la ‘sua’ Superprocura, definendola ‘uno strumento inadeguato, pericoloso, controproducente’: una lettera che tanta amarezza cagionó a Giovanni Falcone. Le prime firme sotto il documento sono quelle di Antonino Caponnetto, di Giancarlo Caselli e di Elena Paciotti […]”Non siamo ancora convinti? Ecco allora le parole di Ilda Boccassini:
“[…] Dice il sostituto procuratore Ilda Boccassini nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano, il giorno delle celebrazioni in morte di Giovanni Falcone, rivolta ai suoi colleghi magistrati: “Voi avete fatto morire Giovanni Falcone, con la vostra indifferenza e le vostre critiche. Voi lo avete infangato,voi diffidavate di lui. E adesso qualcuno ha pure il coraggio di andare ai suoi funerali. Mi sono chiesta a lungo se dovessi intervenire o no. Ma lo devo a Giovanni, devo parlare…Due mesi fa ero a Palermo in un’assemblea dell’Associazione magistrati. Non potró mai dimenticare quel giorno…Le parole piú gentili, specialmente dalla sinistra, da Magistratura democratica, erano queste: Falcone si è venduto al potere politico… Mario Almerighi lo ha definito un nemico politico… Tu, Gherardo Colombo che diffidavi di lui, perché sei andato ai suoi funerali? […]”Queste parole siano fonte di illuminazione a chi ritiene che la corruzione risieda solo all’interno della politica, considerando la magistratura un terreno puro ed immune da distorsioni. L’intero testo è reperibile qui. Queste cose andavano dette, per rispetto delle persone che hanno combattuto e combattono per la ricerca della giustizia. Persone che sono morte per una causa alla quale credevano. Si potrebbe chiudere con la saggezza popolare: sono sempre i migliori che se ne vanno, mentre l’erba cattiva non muore mai…