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Giovedì 20 Dicembre 2007

Pistorius: niente Olimpiadi 2008. Le protesi lo aiutano troppo

Archiviato in: Disabili, Uomini — Maurizio ( 10:23 )



Da diversamente abile a ‘troppo abile’. Oscar Pistorius, il noto centometrista sudafricano di 21 anni senza gambe, non potrà partecipare alle olimpiadi di Pechino 2008, perché - udite udite - le protesi che utilizza gli consentirebbero troppi vantaggi rispetto agli altri atleti normodotati. Questa è la conclusione alla quale è giunto Gert-Peter Bruggemann, l’esperto dell’Istituto di Biomeccanica dell’Università di Colonia incaricato dalla Iaaf (International Association of Athletics Federations) di esaminare Pistorius. Le protesi in fibra di carbonio Cheetas infatti, permetterebbero all’atleta di restituire il 90% dell’energia in pista, contro il 60% dei normodotati. In pratica, senza l’ausilio delle protesi, Pistorius non sarebbe un granché: una pippa, via. Per questo motivo Pistorius non potrà coronare il suo sogno: gareggiare al fianco di atleti normodotati. Fine dei sogni. Già al Golden Gala di Roma ci furono polemiche quando Pistorius arrivò secondo nei 400 metri gareggiando con atleti normodotati. Polemiche scatenate sempre a causa delle sue protesi. Io però vorrei fare alcune considerazioni, se permettete. Prima di tutto Pistorius detiene il record del mondo per amputati su tutte e tre le distanze su cui corre: 10.91 sui 100 metri, 21.58 sui 200 metri e 46.56 sui 400 metri. E solo questo dato dovrebbe parlare da solo. Ma se proprio vogliamo essere dei puristi, se proprio riteniamo che il gesto atletico non debba essere influenzato da elementi esterni di natura tecnologica e quindi innaturali, allora mi chiedo: ma le scarpe da ginnastica? Non sono una sorta di protesi anch’esse? Allora si deve gareggiare a piedi nudi. In caso contrario, atleti con scarpe più performanti risulterebbero avvantaggiati! Ma io dico…porca miseria…invece di considerare gli handicap di natura fisica e psicologica di un ragazzo che ha perso le gambe a 11 mesi a causa di una grave deformazione, cosa facciamo? Consideriamo i ‘vantaggi’? Ma stiamo parlando di macchine o di uomini? No, perché allora io considero l’handicap psicologico. Io considero lo sforzo fisico al quale si è sottoposto chi ha tentato con tenacia ed ostinazione di combattere un destino non proprio benevolo. O no?

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OfficeLipDub, ovvero: doppiaggio in ufficio in salsa pop web 2.0

Archiviato in: Web, Marketing — Maurizio ( 07:08 )

Grazie ad un commento dei ragazzi di diregiovani , vengo a sapere dell’ultima moda che sta impazzando sulla Rete: l’OfficeLipDub. No, non è una parolaccia, ma bensì un termine composto dalle parole ‘Office’ (ufficio), ‘Lip’ (labbra) e ‘Dub’ (doppiaggio). Si tratta di un video musicale fatto in ufficio, dove i dipendenti si improvvisano - e ci riescono bene - pop star. Il primo piano è d’obbligo e occorre mimare le parole della canzone che si sente in sottofondo. Il tutto mentre il cameraman vi riprende fluidamente tra le scrivanie, per le scale e nei corridoi dell’ufficio. L’idea è venuta ai ragazzi dell’agenzia newyorkese ‘Connected Ventures’ che hanno girato la loro versione di ‘Flagpole Sitta’, degli Harvey Danger. Inutile dire che il video ha spopolato in breve tempo, milioni di contatti in tutto il mondo ed è nata la moda. Come accade già con alcuni video su Youtube, sono proliferate le ‘risposte’ al video originale. È stato creato anche un sito che raccoglie il video originale e le varie risposte francesi, inglesi e anche una italiana. Il sito si chiama ovviamente OfficeLipDub. A parte l’originale - a mio avviso insuperabile - a me è piaciuta molto la quarta risposta (J’Adore - Louxor, nella versione dei ragazzi francesi dell’agenzia Rumeur Publique). Ve la piazzo qui:



Avete presente i video virali? Beh, credo che anche in questo caso, l’intento virale sia perfettamente riuscito. Il web 2.0 non finisce mai di sorprendermi. Ah, a proposito: se si lavora così da quelle parti, quasi quasi mando un curriculum. Mi accettate? :D

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