Scoop: svelata la causa di tutti i mali che affliggono l’Italia!
Lo scopo di questo post è quello di svelare la vera causa principale di tutti i mali che affliggono l’Italia. Perché in Italia ci sono così tante morti bianche? Perché l’ex Presidente del Consiglio corrompe i senatori? Perché ci sono 4 milioni di precari e l’ISTAT ci racconta che la disoccupazione è ai minimi storici dal 1992? Perché con l’entrata nell’area dell’euro i prezzi sono raddoppiati e gli stipendi sono rimasti gli stessi? Perché il prezzo del petrolio cala e quello della benzina sale? Perché esiste la mafia? Perché esiste l’evasione fiscale? Ecco, io conosco il motivo di tutto ciò e ve lo voglio svelare. La colpa è tutta di un proverbio. Eccolo:
“il pesce puzza dalla testa”Ora, io sono un fervido assertore della saggezza popolare, perché l’esperienza millenaria non sbaglia mai. In questo caso però, non solo si sbaglia, ma - udite udite - è volutamente sbagliata. Quel proverbio è sbagliato. Quel proverbio ci è stato insegnato sbagliato di proposito. Chi ce lo ha insegnato sa benissimo che è sbagliato. Fa parte della strategia per ottenere il consenso popolare. La versione corretta del proverbio dovrebbe essere infatti:
“il pesce puzza dalla coda”Andrò a spiegarmi. Il mio ragionamento, pur essendo molto semplice, è - paradossalmente - di difficile comprensione. Per poter essere compreso, occorre uno sforzo mentale notevole. Non sto scherzando. Lo sforzo è richiesto in quanto occorre disfarsi di una zavorra mentale che ci opprime da quando siamo nati. Si tratta di sradicare una convinzione che sembra assodata e inconfutabile. È come se cercassi di convincervi che la terra è piatta o che la forza di gravità non esiste: mi prendereste come minimo per matto. Un’impresa ardua. Ma arriviamo al punto. La causa principale di tutti i mali dell’Italia, non sono i politici corrotti od incapaci, nossignore. La causa principale dei mali che affliggono l’Italia sono gli italiani stessi. Non si tratta quindi della testa del pesce (i governanti) ma bensì della coda (la popolazione). Difficile da credere eh? Cercherò di dimostrarlo con i fatti. Non partecipo mai a giochi d’azzardo come il superenalotto o il lotto, perché la probabilità di vincere è così bassa da risultare praticamente nulla. È come se evitassi di uscire di casa a ferragosto, per paura di essere colpito da un fulmine: è la matematica che parla, la probabilità è la stessa. Ad ogni modo, a volte mi lascio convincere dai colleghi e si giocano insieme alcune schedine. Tempo fa accadde una cosa interessante. Una collega aveva il compito di raccogliere tutte le schedine, giocarle e fotocopiare le giocate. Bene, il caso volle che si dimenticò gli originali delle schedine giocate nella fotocopiatrice. Dopo qualche ora le schedine originali erano - ovviamente - scomparse. Questa storia mi fece riflettere e tirai fuori uno dei miei famosi ragionamenti bizzarri. Sapete, uno di quei ragionamenti così strani e così contro corrente, da indurre nella mente della gente che mi ascolta, la necessità di bollare il sottoscritto con l’etichetta di bastian contrario. Il mio ragionamento è il seguente: se io avessi trovato delle schedine nella fotocopiatrice, le avrei lasciate dove si trovavano. Pensateci: se tutti avessero adottato il mio modo di pensare, nessuno avrebbe sottratto le schedine dalla fotocopiatrice e - dopo qualche ora - il legittimo proprietario (la mia collega) le avrebbe potute recuperare. Il caso vuole però che la fotocopiatrice fosse situata in Italia, dove è radicato questo schema di pensiero:
“se fosse capitato a me, me le sarei fregate, perché tanto, se non lo avessi fatto, lo avrebbe fatto qualcun altro”Notate bene la parte evidenziata in grassetto. La sintesi del ragionamento è: siccome fregano tutti, frego pure io. Da qui nascono tutti i problemi dell’Italia. Da questo semplice ragionamento. Se invece fossimo tutti meno ‘realisti’ e più utopisti, adotteremmo il mio schema di pensiero:
“se fosse capitato a me, le avrei lasciate dove si trovavano, perché mi fido ciecamente del fatto che dopo di me, nessuno si sognerebbe di fregarsele”Utopia? Nossignore. Vi assicuro che ci sono paesi dove la gente ragiona proprio così. Ci sono paesi dove se tu ad uno gli dai del ladro, quello si offende a morte. In Italia? Se freghi sei un furbo! Vi giuro che ho fatto un sondaggio: ancora non riesco a trovare una persona che adotterebbe il mio schema di pensiero. Ho chiesto ad una ventina di persone, tutte mi hanno risposto che avrebbero fregato la schedina: ‘perché - siamo realisti - se non la frego io, la frega un altro’. Questo schema di pensiero diffuso è la causa dei nostri mali. Già, perché l’Italia è un paese fatto di corporazioni. Ci sono i tassisti, i farmacisti, i notai, gli avvocati, i panettieri, i camionisti, gli autoferrotranvieri…Ogni corporazione pensa ai propri interessi, e non c’è modo di farla desistere, neanche per il bene del Paese. I camionisti hanno ragione da vendere, però bloccano l’Italia, non importa se chi si è trovato bloccato in autostrada ha perso il contratto e questo mese si troverà in difficoltà economiche. Se avete ‘retto’ fino a qui, eccoci arrivati al punto cardine della questione. Mastella? D’Alema? Berlusconi? Non si sono materializzati lì, sulle poltrone, per volontà divina. Nossignore. Sono seduti su quelle poltrone perché ce li abbiamo messi noi con i nostri voti. Mastella? È stato votato da tutti i suoi compaesani che in cambio hanno ottenuto dei favori. A Ceppaloni è amatissimo! In Italia, molti votano una volta a destra e una volta a sinistra, in barba a qualsiasi ideologia politica. Lo dichiarano candidamente e con orgoglio. Il motivo? Il posto di lavoro. Tu mi dai lavoro e io ti voto. Ecco come si sono materializzati i Mastella e i Berlusconi. Chiaro? Come uscire fuori dall’impasse? Come cambiare le cose? Vedo una sola strada. Non ce ne sono altre. È inutile continuare a dire: piove, governo ladro. È inutile dire che sono tutti ladri. Siamo noi che dobbiamo cambiare mentalità. Si dice: la colpa è della società. Ma porca miseria, la società siamo noi! Siamo noi che diamo il cellulare a nostro figlio di 4 anni! Nessuno ce lo impone. Ce lo impone la società. Quasi che la società o lo stato fossero un ente astratto che ci governa. La società è formata dalle persone, dagli individui, da noi. Non dobbiamo votare Mastella in cambio di qualche favore personale. Già, perché se impariamo a farci di meno i ‘cazzi nostri’, forse le cose possono cambiare. Se pensiamo al Paese invece di pensare al nostro tornaconto, forse su quelle poltrone si materializzerebbero dei politici che pensano davvero al Paese. Politici che - come fanno in Svezia - si dimettono perché non hanno pagato il canone della televisione. Con politici responsabili, l’Italia andrebbe come un treno e tutti avremmo un lavoro. Non sarebbe più necessario prostituire la nostra ideologia politica in cambio di un lavoro. Ricordiamoci che i politici sono lo specchio di un paese. La prima cosa da fare è cambiare lo schema mentale. Accettare il proverbio: ‘il pesce puzza dalla coda’. La seconda cosa da fare è lasciare le schedine nelle fotocopiatrici, perché nessuno oserà mai fregarsele. Pensateci. Voi che quando vedete una fila di macchine le superate tutte - voi sì che siete furbi - e passate davanti a tutti, a costo di percorrere centinaia di metri contro mano. Pensateci. Vogliamo cambiare le cose in Italia? Cambiamo la nostra testa. Io ti voto perché credo in te, non perché mi offri un posto di lavoro. È un po’ come il concetto di pagare le tasse: io le pago perché se le paghiamo tutti si riducono e paghiamo tutti di meno. È semplice. Perciò, la prossima volta che vi viene la voglia di dire ’sono tutti ladri’, riflettete e ponetevi la seguente domanda: io sono onesto? Fino a quando vi risponderete: i politici devono dare l’esempio, beh, le cose non cambieranno in Italia. Inutile sperare in Michela Vittoria Brambilla, in Alleanza Italiana, nel PD, nella Costituente Socialista, nella sinistra l’arcobaleno o nel partito-degli-italiani-che-vogliono-cambiare-le-cose-ma-con-la-libertà-per-carità. Siamo noi che dobbiamo cambiare. Non si scappa.