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Sabato 22 Dicembre 2007

Scoop: svelata la causa di tutti i mali che affliggono l’Italia!

Archiviato in: Politica, Società, Riflessioni — Maurizio ( 11:09 )

Lo scopo di questo post è quello di svelare la vera causa principale di tutti i mali che affliggono l’Italia. Perché in Italia ci sono così tante morti bianche? Perché l’ex Presidente del Consiglio corrompe i senatori? Perché ci sono 4 milioni di precari e l’ISTAT ci racconta che la disoccupazione è ai minimi storici dal 1992? Perché con l’entrata nell’area dell’euro i prezzi sono raddoppiati e gli stipendi sono rimasti gli stessi? Perché il prezzo del petrolio cala e quello della benzina sale? Perché esiste la mafia? Perché esiste l’evasione fiscale? Ecco, io conosco il motivo di tutto ciò e ve lo voglio svelare. La colpa è tutta di un proverbio. Eccolo:
“il pesce puzza dalla testa”
Ora, io sono un fervido assertore della saggezza popolare, perché l’esperienza millenaria non sbaglia mai. In questo caso però, non solo si sbaglia, ma - udite udite - è volutamente sbagliata. Quel proverbio è sbagliato. Quel proverbio ci è stato insegnato sbagliato di proposito. Chi ce lo ha insegnato sa benissimo che è sbagliato. Fa parte della strategia per ottenere il consenso popolare. La versione corretta del proverbio dovrebbe essere infatti:
“il pesce puzza dalla coda”
Andrò a spiegarmi. Il mio ragionamento, pur essendo molto semplice, è - paradossalmente - di difficile comprensione. Per poter essere compreso, occorre uno sforzo mentale notevole. Non sto scherzando. Lo sforzo è richiesto in quanto occorre disfarsi di una zavorra mentale che ci opprime da quando siamo nati. Si tratta di sradicare una convinzione che sembra assodata e inconfutabile. È come se cercassi di convincervi che la terra è piatta o che la forza di gravità non esiste: mi prendereste come minimo per matto. Un’impresa ardua. Ma arriviamo al punto. La causa principale di tutti i mali dell’Italia, non sono i politici corrotti od incapaci, nossignore. La causa principale dei mali che affliggono l’Italia sono gli italiani stessi. Non si tratta quindi della testa del pesce (i governanti) ma bensì della coda (la popolazione). Difficile da credere eh? Cercherò di dimostrarlo con i fatti. Non partecipo mai a giochi d’azzardo come il superenalotto o il lotto, perché la probabilità di vincere è così bassa da risultare praticamente nulla. È come se evitassi di uscire di casa a ferragosto, per paura di essere colpito da un fulmine: è la matematica che parla, la probabilità è la stessa. Ad ogni modo, a volte mi lascio convincere dai colleghi e si giocano insieme alcune schedine. Tempo fa accadde una cosa interessante. Una collega aveva il compito di raccogliere tutte le schedine, giocarle e fotocopiare le giocate. Bene, il caso volle che si dimenticò gli originali delle schedine giocate nella fotocopiatrice. Dopo qualche ora le schedine originali erano - ovviamente - scomparse. Questa storia mi fece riflettere e tirai fuori uno dei miei famosi ragionamenti bizzarri. Sapete, uno di quei ragionamenti così strani e così contro corrente, da indurre nella mente della gente che mi ascolta, la necessità di bollare il sottoscritto con l’etichetta di bastian contrario. Il mio ragionamento è il seguente: se io avessi trovato delle schedine nella fotocopiatrice, le avrei lasciate dove si trovavano. Pensateci: se tutti avessero adottato il mio modo di pensare, nessuno avrebbe sottratto le schedine dalla fotocopiatrice e - dopo qualche ora - il legittimo proprietario (la mia collega) le avrebbe potute recuperare. Il caso vuole però che la fotocopiatrice fosse situata in Italia, dove è radicato questo schema di pensiero:
“se fosse capitato a me, me le sarei fregate, perché tanto, se non lo avessi fatto, lo avrebbe fatto qualcun altro
Notate bene la parte evidenziata in grassetto. La sintesi del ragionamento è: siccome fregano tutti, frego pure io. Da qui nascono tutti i problemi dell’Italia. Da questo semplice ragionamento. Se invece fossimo tutti meno ‘realisti’ e più utopisti, adotteremmo il mio schema di pensiero:
“se fosse capitato a me, le avrei lasciate dove si trovavano, perché mi fido ciecamente del fatto che dopo di me, nessuno si sognerebbe di fregarsele
Utopia? Nossignore. Vi assicuro che ci sono paesi dove la gente ragiona proprio così. Ci sono paesi dove se tu ad uno gli dai del ladro, quello si offende a morte. In Italia? Se freghi sei un furbo! Vi giuro che ho fatto un sondaggio: ancora non riesco a trovare una persona che adotterebbe il mio schema di pensiero. Ho chiesto ad una ventina di persone, tutte mi hanno risposto che avrebbero fregato la schedina: ‘perché - siamo realisti - se non la frego io, la frega un altro’. Questo schema di pensiero diffuso è la causa dei nostri mali. Già, perché l’Italia è un paese fatto di corporazioni. Ci sono i tassisti, i farmacisti, i notai, gli avvocati, i panettieri, i camionisti, gli autoferrotranvieri…Ogni corporazione pensa ai propri interessi, e non c’è modo di farla desistere, neanche per il bene del Paese. I camionisti hanno ragione da vendere, però bloccano l’Italia, non importa se chi si è trovato bloccato in autostrada ha perso il contratto e questo mese si troverà in difficoltà economiche. Se avete ‘retto’ fino a qui, eccoci arrivati al punto cardine della questione. Mastella? D’Alema? Berlusconi? Non si sono materializzati lì, sulle poltrone, per volontà divina. Nossignore. Sono seduti su quelle poltrone perché ce li abbiamo messi noi con i nostri voti. Mastella? È stato votato da tutti i suoi compaesani che in cambio hanno ottenuto dei favori. A Ceppaloni è amatissimo! In Italia, molti votano una volta a destra e una volta a sinistra, in barba a qualsiasi ideologia politica. Lo dichiarano candidamente e con orgoglio. Il motivo? Il posto di lavoro. Tu mi dai lavoro e io ti voto. Ecco come si sono materializzati i Mastella e i Berlusconi. Chiaro? Come uscire fuori dall’impasse? Come cambiare le cose? Vedo una sola strada. Non ce ne sono altre. È inutile continuare a dire: piove, governo ladro. È inutile dire che sono tutti ladri. Siamo noi che dobbiamo cambiare mentalità. Si dice: la colpa è della società. Ma porca miseria, la società siamo noi! Siamo noi che diamo il cellulare a nostro figlio di 4 anni! Nessuno ce lo impone. Ce lo impone la società. Quasi che la società o lo stato fossero un ente astratto che ci governa. La società è formata dalle persone, dagli individui, da noi. Non dobbiamo votare Mastella in cambio di qualche favore personale. Già, perché se impariamo a farci di meno i ‘cazzi nostri’, forse le cose possono cambiare. Se pensiamo al Paese invece di pensare al nostro tornaconto, forse su quelle poltrone si materializzerebbero dei politici che pensano davvero al Paese. Politici che - come fanno in Svezia - si dimettono perché non hanno pagato il canone della televisione. Con politici responsabili, l’Italia andrebbe come un treno e tutti avremmo un lavoro. Non sarebbe più necessario prostituire la nostra ideologia politica in cambio di un lavoro. Ricordiamoci che i politici sono lo specchio di un paese. La prima cosa da fare è cambiare lo schema mentale. Accettare il proverbio: ‘il pesce puzza dalla coda’. La seconda cosa da fare è lasciare le schedine nelle fotocopiatrici, perché nessuno oserà mai fregarsele. Pensateci. Voi che quando vedete una fila di macchine le superate tutte - voi sì che siete furbi - e passate davanti a tutti, a costo di percorrere centinaia di metri contro mano. Pensateci. Vogliamo cambiare le cose in Italia? Cambiamo la nostra testa. Io ti voto perché credo in te, non perché mi offri un posto di lavoro. È un po’ come il concetto di pagare le tasse: io le pago perché se le paghiamo tutti si riducono e paghiamo tutti di meno. È semplice. Perciò, la prossima volta che vi viene la voglia di dire ’sono tutti ladri’, riflettete e ponetevi la seguente domanda: io sono onesto? Fino a quando vi risponderete: i politici devono dare l’esempio, beh, le cose non cambieranno in Italia. Inutile sperare in Michela Vittoria Brambilla, in Alleanza Italiana, nel PD, nella Costituente Socialista, nella sinistra l’arcobaleno o nel partito-degli-italiani-che-vogliono-cambiare-le-cose-ma-con-la-libertà-per-carità. Siamo noi che dobbiamo cambiare. Non si scappa.

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11 commenti »

  1. Tristemente vero. Purtroppo, il gioco dello scaricabarile è duro da fermare.

    Commento di Gangio — 22 Dicembre 2007 @ 11:47

  2. Hai detto veramente una grande verità! Tutti scaricano i problemi dell’Italia sui politici ma nessuno si preoccupa di essere lui stesso un bravo cittadino. Ognuno si dovrebbe prendere le sue responsabilità.
    Condivido del tutto il tuo articolo.

    Ciao

    Commento di Giovanni — 22 Dicembre 2007 @ 12:30

  3. Concordo in pieno…. Voglio migliorare… volli… sempre volli… fortissimamente volli… e avrò!

    Commento di Domenico — 22 Dicembre 2007 @ 14:48

  4. Hai tutto il mio amore … Quando impareremo che dare è il modo migliore per ricevere? Il futuro è possibilità e la probabilità ne è la misura. Kennedy un giorno mi pare disse: “Non pensate a ciò che l’America può fare per voi. Pensate a quello che voi potete fare per l’America … ” E Kennedy ha fatto una brutta fine. Chi divide quesi sempre lo fa per fare del male, perché due popoli hanno bisogno di due capi, e ci sono, ci sono state e ci possono essere persone che vogliono comandare, dominare, controllare, sottomettere, sentirsi (essere?) superiori … cioè, il potere. Ma tutto è uno. E lo sarà per sempre. Siamo di più di quanti a volte crediamo di essere. Ciao un abbraccio. E Buon Natale!

    Commento di Karim — 22 Dicembre 2007 @ 15:50

  5. Finalmente noto che non sono l’unico pazzo a pensarla così….complimenti davvero, non è semplice guardarsi allo specchio

    Commento di beto — 22 Dicembre 2007 @ 16:18

  6. Caro Maurizio… mi chiamo Salvo e vivo nel sud della sicilia… ho fatto questa premessa per dirti che tutto quello che dici è tremendamente vero… ma non si realizzerà MAI!!!
    Credimi, io sono (amaramente, purtroppo) un “utopista”, nel senso che credo fortemente nei miei ideali e cerco di portarli avanti nella mia vita, ma tutto ciò in italia è IMPOSSIBILE!!
    E, ti prego, non pensare al disfattismo siciliano… questo è amaro realismo indotto dal dover vedere quotidianamente persone che vendono la propria dignità per un posto di lavoro… La professione di bidello è la più ambita dalle mie parti: fatichi poco e prendi uno stipendio simile a quello degli insegnanti. Vuoi fare il bidello?? Bene, non pensare di essere assunto regolarmente… c’è il “Don Rodrigo” di turno che muove le graduatorie a suo piacimento…o che ha esternalizzato il compito di fornire il personale, affidandolo ad una cooperativa (casualmente diretta da un suo collega di partito) che assume gli impiegati..così…senza graduatorie…insomma palesemente per raccomandazione!!
    E ti assicuro che anche i più idealisti, pur di non vedere la propria famiglia in difficoltà, cedono e vanno a chiedere il “favore” al partito.
    E non pensate che solo in sicilia funzioni così…
    Purtroppo la mentalità da te descritta è il cancro che sta divorando l’italia…
    Spero con tutto il mio cuore che una soluzione arrivi, prima o poi…

    Commento di Salvo — 22 Dicembre 2007 @ 16:31

  7. Ciao Salvo, quello che tu dici è senza dubbio vero, ma vedi, si tratta del classico circolo vizioso. In Sicilia (ma diciamo in tutto il meridione) la situazione è quella da te descritta. Però non possiamo sperare che le cose cambino grazie ai politici. Questo non accadrà mai, perché se i politici che siedono ORA su quelle poltrone sono arrivati lì nel modo che hai descritto, ciò significa che si tratta di persone disoneste che tutto faranno fuorché cambiare questa situazione. Non gli conviene. Gli conviene lasciare tutto così come si trova per GARANTIRSI IL BACINO DI VOTI. Allora, se la situazione non cambia grazie ai politici, beh, deve cambiare solo grazie a noi. È questa la realtà. Forse non sono riuscito a spiegare ciò che ho in mente: è proprio questo schema mentale che va cambiato. Lo schema secondo il quale SI È COSTRETTI AD AGIRE IN QUESTO MODO. Non è vero!

    1) Tu non voti chi ti offre il lavoro
    2) Va al potere chi OFFRE davvero il lavoro a TUTTI
    3) Le cose cambiano e quella gentaglia la spazziamo via

    Non ci sono altre soluzioni. La ’speranza’ non è una soluzione. Se non accetteremo questo schema mentale, rimarremo mendicanti per sempre.

    Commento di Maurizio — 22 Dicembre 2007 @ 16:50

  8. caro amico fra poco saremo costretti a cambiare per forza… per fame…siamo arrivati
    ad un punto che o si mangia o si…ve ne accorgerete nell’anno che verra’…

    Commento di mauro — 22 Dicembre 2007 @ 17:11

  9. Quello che dici è tristemente vero e credimi non è retorica.Comunque c’è un proverbio

    cinese che riassume tutto quello che dici:Se ognuno dovesse pulire

    il proprio pezzo di strada davanti alla propria casa ci sarebbe tutta la strada pulita

    Commento di orso — 22 Dicembre 2007 @ 17:39

  10. Caro Maurizio, approvo senza riserve il tuo schema mentale e, non ti preoccupare, l’avevi espresso chiaramente nel tuo post.
    Volevo dirti che, nonostante la mia critica amara, sono sempre stato in prima linea nel tentare di operare un cambiamento simile a quello che tu hai proposto. Parlando con i miei genitori, con i nonni, con gli amici, col macellaio e con la persona che ti sta accanto nella fila che trovi dal farmacista (spesso le file alla cassa non sono “indiane”, ma un po’ più “spiattellate” :)),tutto questo perché penso che se qualcosa la si vuol cambiare, bisogna parlare con le persone e far loro aprire gli occhi e capire che tutto ciò “non è normale!!”.
    Ad un mio amico che mi disse: “Non andremo mai da nessuna parte in provincia se non cominciamo ad operare anche noi come fanno gli altri!!” (intendeva che se non si lavora col sistema di raccomandazioni che ti illustravo prima, non si raccolgono abbastanza voti) io dissi: “Tutto ciò sarebbe squallido!! Non fa parte della mia cultura politica!! A questo punto non ci sarebbe più differenza fra noi e gli altri!!”. E fu così che alle elezioni provinciali espressi solo la preferenza partitica (rifiutandomi di esprimere quella personale, visti i “personaggi”… :)).
    Ciò che intendo dirti è: io lotto tutti giorni…ma, in fondo, ho un amaro sospetto, che questa sia una battaglia persa…ma non ti preoccupare, uno dei miei personaggi preferiti è Don Chisciotte…quindi non mi arrendo facilmente… :)
    P.S. Grazie per il commento sul blog, fa sempre piacere quando il proprio lavoro ha un riscontro diretto. :)
    Ciao

    Commento di Salvo — 22 Dicembre 2007 @ 22:25

  11. Ciao a Tutti

    Io le schedine le avrei lasciate nella fotocopiatrice…..

    Sarei stato un fesso???? forse sì , ma con la coscienza a posto.

    Il problema, cari cittadini italiani, è essere o non essere. Liberi o schiavi. Credenti o non credenti. Tesi o antitesi.

    La soluzione è il coraggio a non cadere nelle proprie debolezze o peggio ancora nelle paure.

    Paure, sì, proprio paure che il sistema puntualmente ci propina per governarci e dirigerci verso il suo interesse.

    Ma chi se ne frega di essere ricco e famoso, se non non ho il tempo per sentire i profumi, i colori ,se non riesco a vivere secondo dopo secondo la mia vita.

    Se noi avessimo il coraggio di dire CHI SE NE FREGA, forse nessuno potrebbe corromperci, cooptarci, illuderci nelle cose più banali di questa banale Italia.

    Il coraggio è frutto di speranza, di gioia, di sapersi accontentare, opponendosi ad ogni prevaricazione.

    In un mio viaggio in America Latina fui colpito da uno schema vitale che recitava così:

    Nella vita devi avere Aspirazioni elevate, Aspettative moderate, Necessità piccole.

    In Italia potremmo tradurlo:

    Nella vita devi avere AMBIZIONI SUPERIORI A TUTTI, ASPETTATIVE CERTE (perchè MAFIOSE), NECESSITA’ DA FAR INVIDIA AGLI ALTRI.

    Un abbraccio a Tutti
    Arturo Riccio

    Commento di arturo — 23 Dicembre 2007 @ 01:07

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