Da diversamente abile a ‘troppo abile’. Oscar Pistorius, il noto centometrista sudafricano di 21 anni senza gambe, non potrà partecipare alle olimpiadi di Pechino 2008, perché - udite udite - le protesi che utilizza gli consentirebbero troppi vantaggi rispetto agli altri atleti normodotati. Questa è la conclusione alla quale è giunto Gert-Peter Bruggemann, l’esperto dell’Istituto di Biomeccanica dell’Università di Colonia incaricato dalla Iaaf (International Association of Athletics Federations) di esaminare Pistorius. Le protesi in fibra di carbonio Cheetas infatti, permetterebbero all’atleta di restituire il 90% dell’energia in pista, contro il 60% dei normodotati. In pratica, senza l’ausilio delle protesi, Pistorius non sarebbe un granché: una pippa, via. Per questo motivo Pistorius non potrà coronare il suo sogno: gareggiare al fianco di atleti normodotati. Fine dei sogni. Già al Golden Gala di Roma ci furono polemiche quando Pistorius arrivò secondo nei 400 metri gareggiando con atleti normodotati. Polemiche scatenate sempre a causa delle sue protesi. Io però vorrei fare alcune considerazioni, se permettete. Prima di tutto Pistorius detiene il record del mondo per amputati su tutte e tre le distanze su cui corre: 10.91 sui 100 metri, 21.58 sui 200 metri e 46.56 sui 400 metri. E solo questo dato dovrebbe parlare da solo. Ma se proprio vogliamo essere dei puristi, se proprio riteniamo che il gesto atletico non debba essere influenzato da elementi esterni di natura tecnologica e quindi innaturali, allora mi chiedo: ma le scarpe da ginnastica? Non sono una sorta di protesi anch’esse? Allora si deve gareggiare a piedi nudi. In caso contrario, atleti con scarpe più performanti risulterebbero avvantaggiati! Ma io dico…porca miseria…invece di considerare gli handicap di natura fisica e psicologica di un ragazzo che ha perso le gambe a 11 mesi a causa di una grave deformazione, cosa facciamo? Consideriamo i ‘vantaggi’? Ma stiamo parlando di macchine o di uomini? No, perché allora io considero l’handicap psicologico. Io considero lo sforzo fisico al quale si è sottoposto chi ha tentato con tenacia ed ostinazione di combattere un destino non proprio benevolo. O no?
Grazie ad un commento dei ragazzi di diregiovani , vengo a sapere dell’ultima moda che sta impazzando sulla Rete: l’OfficeLipDub. No, non è una parolaccia, ma bensì un termine composto dalle parole ‘Office’ (ufficio), ‘Lip’ (labbra) e ‘Dub’ (doppiaggio). Si tratta di un video musicale fatto in ufficio, dove i dipendenti si improvvisano - e ci riescono bene - pop star. Il primo piano è d’obbligo e occorre mimare le parole della canzone che si sente in sottofondo. Il tutto mentre il cameraman vi riprende fluidamente tra le scrivanie, per le scale e nei corridoi dell’ufficio. L’idea è venuta ai ragazzi dell’agenzia newyorkese ‘Connected Ventures’ che hanno girato la loro versione di ‘Flagpole Sitta’, degli Harvey Danger. Inutile dire che il video ha spopolato in breve tempo, milioni di contatti in tutto il mondo ed è nata la moda. Come accade già con alcuni video su Youtube, sono proliferate le ‘risposte’ al video originale. È stato creato anche un sito che raccoglie il video originale e le varie risposte francesi, inglesi e anche una italiana. Il sito si chiama ovviamente OfficeLipDub. A parte l’originale - a mio avviso insuperabile - a me è piaciuta molto la quarta risposta (J’Adore - Louxor, nella versione dei ragazzi francesi dell’agenzia Rumeur Publique). Ve la piazzo qui:
Avete presente i video virali? Beh, credo che anche in questo caso, l’intento virale sia perfettamente riuscito. Il web 2.0 non finisce mai di sorprendermi. Ah, a proposito: se si lavora così da quelle parti, quasi quasi mando un curriculum. Mi accettate?
Il 18 dicembre 2007, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ratificato - con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti - la moratoria universale della pena di morte. L’Italia, una volta tanto, non solo non sfigura se confrontata con il resto del mondo, ma anzi si distingue positivamente. La campagna promotrice della moratoria è partita infatti proprio dall’Italia, grazie anche all’impegno dell’associazione radicale Nessuno tocchi Caino. Una buona notizia e una grande vittoria diplomatica dell’Italia. Attenzione però: la moratoria non è vincolante e non obbliga i singoli stati a sospendere le esecuzioni capitali. La decisione presa ieri è tuttavia una svolta importante: si tratta di una presa di posizione forte da parte della maggioranza degli stati aderenti all’ONU. È un appiglio che potrà essere usato da tutti i governi che intendono abolire la pena di morte, ma che incontrano resistenze da parte dell’opinione pubblica o di movimenti a favore della pena capitale. È chiaro però che il passo successivo è la completa abolizione della pena di morte. Insomma, il lavoro prosegue. Dei circa 200 stati (192 membri dell’ONU e 8 parzialmente riconosciuti), sono solo 89 gli stati che hanno abolito la pena di morte definitivamente, mentre 68 continuano ad utilizzarla regolarmente. Dei rimanenti 43, alcuni la usano raramente mentre altri non la usano da più di dieci anni. Nel Regno Unito, la pena di morte è stata abolita solo nel 1998, mentre è notizia recente l’abolizione della pena capitale nello stato del New Jersey. Già, ma per quali reati è prevista la pena capitale? Nella Repubblica Centrafricana, la pena di morte è prevista anche nei casi di ciarlataneria e stregoneria! Per fortuna che l’ultima esecuzione è avvenuta nel 1981. In Cina invece, le esecuzioni sono previste anche per reati ‘minori’ come il furto e la pirateria: il 28 settembre 1998 c’è stata un’esecuzione per un furto di 60 yuan (7,2 dollari). Nello Yemen invece, si muore per adulterio e omosessualità. I metodi utilizzati dai boia? Si va dall’iniezione letale (USA) alla decapitazione (Arabia Saudita), dalla lapidazione (Iran, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Afghanistan e Yemen), al colpo di pistola alla nuca (Cina). La pena di morte nel mondo:
Azzurro: Abolita per tutti i crimini
Verde: Riservata a circostanze eccezionali (come crimini commessi in tempo di guerra)
Sono passati 10 anni da quando Jorn Barger coniò il termine weblog (diventato poi ‘blog’): era il 17 dicembre 1997. Per l’occasione, su Wired, Jorn Barger elenca i 10 principi che un vero blogger non dovrebbe mai dimenticare quando utilizza i link nei suoi post:
un vero blog è il ‘diario di bordo’ dei link che si vuole salvare e/o condividere (non sarà un tantino riduttivo?)
ciò che scrivi in un post, sicuramente è già stato scritto da qualche altra parte, perciò se hai più post che link ad altri post, probabilmente hai bisogno di prendere qualche lezione di umiltà (mi torna alla mente il concetto di autoreferenzialità, approvo in pieno)
se spendi un po’ di tempo con qualche ricerca, probabilmente troverai già la tua idea ben articolata da qualche altra parte (spesso è vero, però altre volte - scusatemi - si tratta di considerazioni così personali ed originali che è difficile ritrovare la tua idea ‘riprodotta’ da qualche altra parte)
essere davvero se stessi è più di moda dell’omettere un link solo perché quel link non è abbastanza di moda. I tuoi lettori hanno bisogno di conoscerti (lo penso anch’io: è importante essere sempre se stessi)
quando inserisci un link, considera che è sempre possibile migliorare il titolo originale della pagina che stai citando, in modo da evitare al lettore di seguire link che ha già letto (è una cosa che faccio spesso)
includi sempre degli aggettivi che descrivano la tua reazione alla pagina citata. Qualcosa come ‘grandioso’, ‘utile’, ‘intelligente’, etc. (questo è un suggerimento che terrò presente)
considera la fonte che ti ha guidato al link, così i lettori avranno l’opzione di ‘risalire il flusso’ della navigazione dei siti che ti hanno condotto a quel link (cui prodest? Mi verrebbe da pensare. No, non sono d’accordo)
diffida da bizzarre formattazioni, post su più di una pagina, post lunghi et similia. Non mimetizzare il link principale tra altri link non necessari o descritti male (questo mi sembra ovvio)
prendi alcuni dei tuoi autori preferiti e crea un feed di notizie, in modo da tenerne traccia tu e i tuoi visitatori (serve? Ai miei lettori, interessano i miei autori preferiti? Boh!)
ogni tanto, posta nuovamente i tuoi link preferiti, in modo da agevolare chi li ha persi la prima volta che li hai messi (ma così non si rischia di essere ripetitivi?)
Posso - con molta immodestia - dare un suggerimento pure io? Eccolo:
Fatti conoscere. Metti un link ad una pagina dove ti descrivi. Molte persone sono esageratamente sintetiche nella pagina ‘chi sono’ (che secondo me non dovrebbe mai mancare in un blog). Non so voi, ma se a me piace un blog, ho voglia di conoscere meglio anche chi lo scrive. O no?
Se la memoria è labile, Internet ha una memoria di ferro. Un commento che ho ricevuto in questo blog, mi ha fatto riflettere. E allora ho fatto una piccola ricerca in Rete. Ecco alcuni stralci di quanto ho trovato:
“[…] Leoluca Orlando e Alfredo Galasso portano fin dentro il Palazzo dei Marescialli, sede del Csm, un ‘esposto’ con le accuse contro Falcone, colpevole di ‘nascondere nei cassetti’ le prove della connivenza di certi politici con la mafia. Di fronte alla gravitá di tali accuse Giovanni Falcone conosce l’umiliazione di doversi difendere dinanzi al Csm. Convocato il 15 ottobre 1991 dinanzi alla prima Commissione del Csm, quella competente per i trasferimenti d’ufficio dei magistrati, Falcone subisce un vero e proprio terzo grado […]”
Analogie con la delegittimazione della Forleo? Notate punti in comune? No? Ecco cosa accadde il 28 ottobre 1991:
“[..] Ma l’accerchiamento di Falcone non è opera solo dei politici,della Rete,del Pci Pds. Incredibilmente i suoi piú cari amici, i magistrati a cui è stato piú vicino, non hanno esitazione a sottoscrivere pubblicamente contro di lui. Il 28 ottobre 1991 sessanta magistrati firmano una lettera contro la ‘sua’ Superprocura, definendola ‘uno strumento inadeguato, pericoloso, controproducente’: una lettera che tanta amarezza cagionó a Giovanni Falcone. Le prime firme sotto il documento sono quelle di Antonino Caponnetto, di Giancarlo Caselli e di Elena Paciotti […]”
Non siamo ancora convinti? Ecco allora le parole di Ilda Boccassini:
“[…] Dice il sostituto procuratore Ilda Boccassini nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano, il giorno delle celebrazioni in morte di Giovanni Falcone, rivolta ai suoi colleghi magistrati:
“Voi avete fatto morire Giovanni Falcone, con la vostra indifferenza e le vostre critiche. Voi lo avete infangato,voi diffidavate di lui. E adesso qualcuno ha pure il coraggio di andare ai suoi funerali. Mi sono chiesta a lungo se dovessi intervenire o no. Ma lo devo a Giovanni, devo parlare…Due mesi fa ero a Palermo in un’assemblea dell’Associazione magistrati. Non potró mai dimenticare quel giorno…Le parole piú gentili, specialmente dalla sinistra, da Magistratura democratica, erano queste: Falcone si è venduto al potere politico… Mario Almerighi lo ha definito un nemico politico… Tu, Gherardo Colombo che diffidavi di lui, perché sei andato ai suoi funerali? […]”
Queste parole siano fonte di illuminazione a chi ritiene che la corruzione risieda solo all’interno della politica, considerando la magistratura un terreno puro ed immune da distorsioni. L’intero testo è reperibile qui. Queste cose andavano dette, per rispetto delle persone che hanno combattuto e combattono per la ricerca della giustizia. Persone che sono morte per una causa alla quale credevano. Si potrebbe chiudere con la saggezza popolare: sono sempre i migliori che se ne vanno, mentre l’erba cattiva non muore mai…
Qualche giorno fa mi sono registrato su Feedburner ed ho inserito su questo blog, l’icona standard per abbonarsi al feed RSS. Oggi però mi sono accorto che c’era un errore (mi devo essere incasinato con il plug-in di Wordpress o forse avevo sbagliato qualcosa nella registrazione su Feedburner). Chi cliccava sull’icona arancione, riceveva un bell’errore 404 (pagina non trovata). Ad ogni modo, ora ho risolto il problema, perciò chi si volesse abbonare al mio feed RSS, può usare l’icona che si trova sulla destra in basso, nella sezione degli antipixel (insomma, dove ci sono tutte le varie icone). Altrimenti, chi vuole può cliccare qui sotto:
Il 25 aprile prossimo, ci sarà il secondo V-Day. Verrà chiesta l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. L’Ordine deve essere abolito, perché consente il consolidamento della Casta. L’informazione deve essere libera (guardate il sottotitolo del mio blog) da qualsiasi controllo di qualsiasi sorta. Invece di preoccuparvi per la pseudo-censura di Luttazzi (nel suo blog non ho trovato un commento negativo neanche a pagarlo oro: fossero censurati?), preoccupatevi della DISINFORMAZIONE che prolifera in Italia. Preoccupatevi delle cose che non vengono dette dai giornali di regime. Preoccupatevi della disinformazione pilotata per creare il consenso dell’opinione pubblica. Preoccupatevi dell’inondazione di notizie di cronaca nera usata per evitare di disquisire di altro. Insomma, preoccupatevi delle cose serie:
Ecco la censura vera:
Il 15 maggio 2007 Dell’Utri viene condannato in appello a 2 anni di reclusione per tentata estorsione. Dell’Utri è attualmente Senatore della Repubblica
Luigi Cascioli è un avvocato e studioso italiano autore del libro ‘La Favola di Cristo’. Sostiene che la figura di Cristo non sia mai esistita. Il 13 settembre 2002 Cascioli denunciò la Chiesa per il reato di ‘abuso della credulità popolare’. Questa notizia destò enorme scalpore all’estero. Cascioli venne intervistato dalla BBC. Fuori dei confini italiani, tutti i giornali ne parlarono. In Italia c’è il silenzio stampa. Anzi, per essere più precisi, in Rete erano presenti dei video che ora sono stati cancellati.
Il V-Day venne totalmente ignorato dalla stampa e dalle televisioni italiane. Solo l’8 settembre si iniziò a parlarne (denigrandolo). Ma in Rete se ne parlava da mesi.
Le armi vendute all’Iran dall’Italia. I bolidi marini, le tecnologie nucleari e i progetti missilistici finanziati dal CNR, gli elicotteri Augusta, i propulsori Isotta Fraschini e via discorrendo. Gli USA vogliono mostrare l’Iran come un mostro da combattere e contemporaneamente la Halliburton commercia con l’Iran nonostante le sanzioni.
Le micidiali bombe a grappolo (cluster bomb), che pure essendo vietate, vengono prodotte in Italia dalla Simmel Difesa S.p.A. L’Italia si colloca all’ottavo posto nell’elenco mondiale dei paesi esportatori di armi. È il secondo esportatore al mondo di armi leggere. Le bombe a grappolo sono come le mine antiuomo e sono bandite dalla Conferenza di Ottawa dal 1997.
Il fosforo bianco usato a Falluja.
Le conferme dei danni provocati dai cibi geneticamente modificati (OGM).
Il genocidio in Congo per produrre i cellulari che in Italia anche i bambini di 4 anni possiedono. Milioni di morti.
Lo scandalo della pedofilia nella Chiesa, uscito fuori solo dopo mesi che in Rete circolava il famoso video della BBC.
Lo scandalo di Italia.it. 45 milioni di euro per un sito web sul turismo. Lo scandalo è venuto alla luce solo grazie alla Rete.
Il decreto Levi che ha tentato di imbavagliare i blog.
Tutti gli incidenti delle basi NATO che vengono taciuti. In Italia ci sono 90 ordigni nucleari: tempo fa un fulmine ha rischiato di causare un’esplosione. 90 ordigni nucleari che esplodono. Avete presente cosa sarebbe potuto accadere? 90 Hiroshima.
In questo link trovate le 25 notizie più censurate del 2007. Questa è censura.
Riporto fedelmente quanto leggo su un post di Biagio, perché mi sembra doveroso:
A scanso di equivoci
A tutti coloro che interverranno su questo blog ricordo che non sono permessi:
messaggi che violino la legge ( diffamazione, istigazione a delinquere ecc.)
messaggi non pertinenti al post ( razzismo, turpiloquio, pubblicità ecc. )
messaggi maniacali e parassitari ( signoraggio, propaganda elettorale, segnalazione di siti personali, flamers, spammers ecc. )
messaggi superiori alle 20 righe
E’ imperativo RESTARE SUL TEMA.
Suggerimento: i post più interessanti sono quelli che raccontano di fatti e circostanze da voi stessi vissuti. Seguite queste indicazioni e mi farete felice.
Chi fa il furbastro perde l’accesso al blog. Non si deve abusare della libertà, scambiandola per licenza.
In ogni caso, il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.
È giusto, non si deve abusare della libertà, scambiandola per licenza! Ha ragione! Se ti viene concessa carta bianca, non ne devi abusare, altrimenti ti chiudono il programma su La7. Luttazzi docet. A questo punto mi chiedo…se commentassi sul suo blog in modo pertinente al post ma usando il turpiloquio, verrei forse censurato? Non so, potrei commentare così:
“Sono completamente d’accordo con il post: non se ne può più di questa gente che abusa dei commenti. Ma cosa non si sopporta maggiormente, sono coloro che li censurano (i commenti). È una cosa insopportabile. Come fare a sopportare ciò? Beh, io ho un mio sistema: mi immagino Luttazzi in una vasca da bagno e…”.
Ragazzi, è satira questa! In tutta onestà, sono sicuro che non verrei censurato da lui, perché credo che Luttazzi - pur ignorando il buon gusto - sia sicuramente coerente nelle sue idee. Del resto io non ce l’ho con lui, io combatto il cattivo gusto. Tutto qui. A questo punto dovrei verificare sperimentalmente la cosa. Dovrei scrivere questo commento sul suo blog e vedere che fine fa. Beh, ho qualcosa di meglio da fare oggi. Ah, un piccolo appunto però lo vorrei fare ugualmente: un comico colto ed intelligente come Luttazzi, dovrebbe sapere che quando si scrive in italiano, i vocaboli inglesi, al plurale non vogliono la ’s’ finale. Perciò l’uso di termini come ‘flamers’ e ’spammers’ rivela - ancora una volta - l’ennesima caduta di stile…
“Bureaucracy and unclear rules kept United States investment in Italy in 2004 to $16.9 billion. The figure for Spain was $49.3 billion.”
Cioè:
“La burocrazia e le leggi oscure hanno mantenuto gli investimenti degli USA in Italia
nel 2004 a 16,9 miliardi di dollari. Per fare un confronto, in Spagna sono stati 49,3 miliardi di dollari.
Infatti recentemente, Google ha lanciato un concorso per lo sviluppo di applicazioni sulla
piattaforma Android. Bene, Google ha deliberatamente escluso l’Italia per i motivi appena
detti: burocrazia e leggi oscure. In palio c’erano 10 milioni di dollari.
Risposta italiana: una bella interrogazione parlamentare. Ma cosa si interrogano? Negli USA se un giovane vuole creare un’azienda deve solo compilare un modulo. Negli USA se hai un’idea brillante le banche ti finanziano. Al solito, le cose sono due: o ci fanno o ci sono. Io temo che siano vere entrambe le cose. Stipendi stellari per condurre l’Italia sul lastrico. Intanto gli investitori stranieri hanno paura dell’Italia. E dire che quel grosso baraccone mangiasoldi di Sviluppo Italia venne creato proprio per incentivare gli investitori stranieri. Invece - come al solito - si è rivelato una notevole fonte di soldi per i papponi italiani (dicesi pappone italiano: colui che invece di governare pappa i soldi dei contribuenti).