Vittorio Zambardino, nel suo blog ci informa che il New York Times (mica un giornalino qualunque), da due mesi ha riversato sul web l’edizione integrale del giornale. Mossa coraggiosa. In Italia come è noto, la versione online dei giornali è ridotta. Se vuoi leggere la versione integrale, devi comprare una copia cartacea del giornale. Beh, vi ricordate del quotidiano più vecchio del mondo? Il giornale svedese “Post-och Inrikes Tidningar”, nacque nel 1645, ma dall’inizio del 2007 si è trasferito interamente online, lasciando alla versione stampata solamente tre copie, destinate alla biblioteche. Quando capiremo che i supporti fisici sono in continua e perenne evoluzione? Il prodotto dell’ingegno umano è un prodotto immateriale, non lo si deve legare ai supporti fisici. Basta pensare alla pergamena: venne sostituita dalla carta. Oppure ai dischi in vinile: vennero sostituiti dai CD (anche i CD sono destinati a sparire, rassegnatevi). Oppure delle videocassette: sostituite dai DVD. Insomma, cari editori, non stupitevi: finirete online, tutti. È inevitabile.
Sono molte le cose che vorrei dire oggi, perciò farò un pot-pourri dei pensieri che mi passano per la testa. Si parte dall’immancabile post di Grillo, dal quale apprendo la stupefacente idea del Ministro Damiano: all’INAIL ‘avanzano’ 12,4 miliardi di euro. Che farne? Premiamo le aziende che riducono gli incidenti e le morti in fabbrica! Grande! Come giustamente commenta Grillo, le aziende che ammazzano i dipendenti, dovrebbero chiudere, altro che premi! Damiano? Io non rubo alle vecchiette, me lo dai un premio? Tanto sicuramente qualche tesoretto nascosto lo trovate, no? Oggi, i giornalisti scoprono le morti bianche. Ieri, nessuno lo sapeva, nessuno moriva in fabbrica. Già, come è noto, esistono i trend informativi. Oggi vanno di moda le morti bianche, perciò i giornali e le televisioni ne parlano tutti i giorni. Ieri andavano di moda i rom ubriachi che investono le famiglie e rapinano le ville, l’altro ieri andava di moda Cogne e così via. L’informazione va a tendenze, come la moda: un giorno il telegiornale verrà presentato da Giorgio Armani, Porta a porta da Rocco Barocco e Report da Laura Biagiotti. Dolce e Gabbana invece, li vedo abbastanza trasgressivi e audaci: potrebbero condurre Striscia la notiza. Altra notizia: Berlusconi è indagato dalla procura di Napoli per corruzione. È stato scoperto mentre chiacchierava amabilmente con il direttore di RAI fiction e con qualche senatore del centrosinistra. Per carità, chiacchierate amichevoli, tra buoni amici, che c’è di male? Purtroppo per lui, le toghe rosse esistono davvero, lo abbiamo visto con De Magistris e Forleo, perciò, ora che non è al governo, si mette male: quale legge ad personam potrà mai salvarlo? Certo, c’è Giovanardi che è molto preoccupato per i parlamentari. Teme che venga violato l’articolo 68 della Costituzione:
“I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.
Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.”
Ah, la Costituzione. A volte viene bistrattata, a volte viene difesa strenuamente. Che i padri fondatori avessero voluto pararsi da eventuali minacce alle poltrone sin da allora? Al fianco di Giovanardi, c’è anche il buon Mastella (che è molto preoccupato per la privacy). Sì, lui è un garantista! No, non perché riceve avvisi di garanzia, che avete capito? Lui li blocca prima: un trasferimentino di magistrato qui, uno là e passa la paura. Questa è arte sopraffina, Berlusconi, al confronto, è un dilettante con le sue leggi ad personam. Altra notizia: gli autotrasportatori hanno revocato il blocco. Io credo che i camionisti avessero ragione da vendere, credo che qualche soluzione la si doveva pur trovare. Infatti ecco le brillanti soluzioni di Prodi: il Governo ha deciso di tagliare sull’assegno destinato alle tv locali, al riassetto della Salerno-Reggio Calabria, e alla sicurezza stradale. Bene bene, si taglia sulla Salerno-Reggio Calabria. Mi sembra giusto. In fondo, se ci pensiamo bene, dal 1974 (quando venne inaugurata) ad oggi, sono trascorsi ‘solo’ 33 anni di ammodernamenti: anno più anno meno, che vuoi che sia? Sì, lo so, per metà della tratta si viaggia su una sola corsia e in alcuni punti il limite di velocità è di 60 km orari, ma c’è di peggio nella vita, no? Quanto alla sicurezza stradale: beh, lì possiamo tagliare tranquillamente, no? Polemiche a parte, si tratta di una mossa davvero astuta. Riflettiamo: più gente muore e meno disoccupati ci sono in giro! Tutto torna. Ma tagliare le auto blu che costano 18,23 miliardi di euro ai contribuenti no eh? No, quelle servono, mica ci si può rinunciare. Scherzi? Meglio tagliare sulla sicurezza stradale. Ah, il blocco dei camionisti era annunciato da mesi, se il Governo avesse trattato prima, le imprese della grande distribuzione non avrebbero perso 2,8 miliardi di euro in 5 giorni. Infine, una riflessione personale: in Italia ci sono quasi 4 milioni di precari. Molti vivono ai limiti della sopravvivenza. Esiste la barriera all’accesso per i giovani che vogliono intraprendere un’attività di tipo imprenditoriale. Se non guadagni una somma minima da subito, niente da fare. Le banche non concedono prestiti a meno che tu non abbia già i soldi. Mettere su un’azienda è una vera impresa (infatti le aziende vengono giustamente definite ‘imprese’). Siamo ben lontani dagli USA, dove esistono le ‘start-up’. Lì basta compilare un modulo e via, hai creato la tua azienda. Vai in banca con una brillante idea? Ti finanziano l’idea. Poi esiste la fuga dei cervelli. Poi si scopre che in Italia c’è crisi nel settore dell’IT (io ci lavoro e conosco bene la situazione) mentre in Germania non si riesce a trovare personale. Prevedo un’altra bella emigrazione in Germania. Come ai bei tempi. Io, mi sento sempre di meno italiano. A tratti mi sento un po’ svedese.
Era prevedibile: negli USA sta prendendo sempre più piede il ‘video curriculum’, un filmato con il quale ci si presenta alle aziende e si richiede un lavoro. Recenti ricerche affermano che il 65% delle aziende americane ritiene il video curriculum uno strumento valido che presto soppianterà il classico curriculum testuale. La Rete offre anche degli strumenti per la creazione di filmati, con la possibilità di inserire allegati testuali. Qual è la situazione in Italia? Da tempo chi invia il proprio curriculum vitae, usa due formati: DOC (utilizzato principalmente su Windows) e PDF (un formato utilizzabile su più ambienti). Inutile dire che il formato PDF è migliore, in quanto utilizzabile sia su Windows che su Linux che su Mac. Le aziende italiane hanno imparato ad usare la posta elettronica (forse). I curriculum non si spediscono più con una raccomandata (forse). Tutto bene quindi? Non credo. L’Italia - si sa - in ambito informatico è parecchi anni indietro rispetto agli USA. Mi verrebbe da sorridere al solo pensiero di proporre curriculum in formato video ai faccendieri nostrani. Calcolando quanto essi siano proiettati verso il futuro infatti, non mi stupirei di sentire frasi del tipo: ‘beh, in formato word sarebbe meglio…’.
Il 16 e il 17 dicembre, a Roma, manifestazione pro De Magistris e Forleo. Il 16 a piazza Madonna di Loreto, ore 14:30-18:00. Il 17 a piazza Indipendenza, davanti al C.S.M., ore 09:00-14:00. Il volantino lo trovate qui. Diffondete.
Anche oggi prendo spunto da un post di Beppe Grillo: il rifacimento del look dei partiti italiani. Come non essere d’accordo con quanto osservato da Grillo? Fateci caso: i nostri politici sono indaffaratissimi, ultimamente. Per mesi ce l’hanno menata con il PD. Da mesi ce la menano con la riforma elettorale. La legge elettorale venne modificata nel 2005 con un abile colpo di coda di Berlusconi. Lo scopo della modifica è ormai evidente anche ai meno attenti: rendere ingovernabile il Paese alla maggioranza di centrosinistra. Porca miseria se ci sono riusciti! Che abili. Se usassero l’uno per cento di quella abilità per risolvere i problemi italiani, oggi la Svizzera sarebbe un paese del terzo mondo, al confronto con l’Italia. Ma LORO…hanno altro da fare. Ora ce la stanno menando con i nomi dei partiti. Dopo il PD (Partito Democratico, una sorta di DC+PSI old style capitanato da quell’abile oratore di Veltroni) è stata la volta del discount LD (no, scusate, quello è LIDL, è tedesco, una cosa seria, questi invece sono LiberalDemocratici) di Lamberto Dini, poi de La Destra di Francesco Storace, poi il PPL (Partito del Popolo Italiano delle Libertà) di Berlusconi, annunciato così di sorpresa, ma così di sorpresa, che neanche i partecipanti lo sapevano (si dice che la Brambilla abbia detto a Berlusconi: “Cazzo! Almeno a me, lo potevi dire prima!”). Il PPL è composto da: FI (Forza Italia), i Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla, i Riformatori Liberali, il Nuovo Partito Socialista, gli Italiani nel Mondo, il PdL (Partito della Libertà della Brambilla, l’imprenditrice d’assalto con le calze autoreggenti). Parola d’ordine: libertà (si, di fare un po’ come cazzo ci pare). Poi è stata la volta di Alleanza per l’Italia di Gianfranco Fini (leggermente irritato per la sorpresa di Berlusconi). Il termine ‘nazionale’ è vecchio, occorre adeguarsi ai tempi, ‘Italia’ è più moderno, no? Poi la Costituente Socialista di Boselli (Enrico Boselli, Gavino Angius e Valdo Spini), che non è vista di buon occhio dal Partito Socialista. Il Partito Socialista infatti, la considera morta ancora prima di nascere. Scusate eh? Ma se Boselli si sentiva stretto all’interno del PD! Fatelo sfogare con la Costituente, no? L’ultimo nato è la ciliegina sulla torta: La Sinistra l’Arcobaleno. Si tratta dell’unione della Sinistra. È una federazione (termine usato da Diliberto) composta da: PRC (Rifondazione Comunista di Franco Giordano), PdCI (Comunisti Italiani di Oliviero Diliberto), SD (Sinistra Democratica di Fabio Mussi) e i Verdi di Alfonso Pecoraro Ascanio. Non male no? La Sinistra-SPAZIO-TRATTINO-PAUSA-SCEGLIETE-VOI-l’Arcobaleno. Lo spazio o trattino serve per far capire che finalmente la ‘Cosa Rossa’ si è unita! Beh, va bene, siccome c’era anche un po’ di verde, l’hanno chiamata Arcobaleno. Però giuro che sono uniti eh? Come è noto infatti, i Verdi hanno le stesse ideologie dei Comunisti Italiani da decenni. Identiche. Nel frattempo, una ‘cosa rossa’ piccolina sta nascendo: la Sinistra Critica diventerà infatti Movimento per la Sinistra Anticapitalista. Quali sono le persone che fanno parte di Sinistra Critica? Franco Turigliatto in primis: sì, quello dei 40 emendamenti che sono stati respinti, quello per l’abolizione dell’ICI, per il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, per far pagare l’ICI anche alla Chiesa. Quello che ebbe il coraggio di far cascare il Governo perché contrario alla base NATO di Vicenza, ai 90 ordigni nucleari ad Aviano e Ghedi Torre e ai soldi spesi per la guerra in Afghanistan. Quello che per la sua coerenza venne definito ‘dissidente’ e venne espulso da Rifondazione Comunista (beh, era troppo comunista per farlo restare, no?). Hanno mostrato solidarietà nei confronti di Turigliatto personaggi come Giorgio Cremaschi (il segretario della FIOM, l’unica associazione sindacale contraria al pacchetto sul welfare di Damiano. Sì, esatto, il pacchetto che istituzionalizza i precari, quello che i sindacati venduti di CGIL, CISL e UIL hanno fatto ingoiare con il ‘referendum’), Gino Strada (il chirurgo italiano fondatore di Emergency), Noam Chomsky (il linguista e scrittore che non credo abbia bisogno di presentazioni). Insomma, gente seria. Ma torniano al bailamme dei vecchi che si presentano come nuovi. C’è un gran fermento, tutti cambiano nome, fondano nuovi partiti a getto continuo, si scindono, si alleano…nessuno che si preoccupi dei problemi dell’Italia però! Ma sapete qual è la cosa che più mi manda in bestia? Che ci sono giovani (li conosco personalmente) che ancora ci credono. Gente che magari cambia la tessera, però ancora crede a questi partiti. Ma si può fondare un partito a sorpresa? I partiti nascono dopo anni di lotte e sofferenze comuni, quando le persone che hanno un pensiero comune, decidono - insieme - di fondare un partito. I partiti non vengono fondati da una persona (beh, qualcuno lo ha fatto in passato ed è durato per 20 anni). Ah, a proposito: vista la rapidità con la quale si fondano e si disgregano i partiti, non ce la faccio a seguirli tutti. Se avete notato errori e/o omissioni, commentate.
Delicatezza, eleganza, finezza, stile, raffinatezza, classe, in altre parole: buon gusto. Rozzezza, sciattezza, grossolanità, mancanza di stile, in altre parole: cattivo gusto. Partendo da queste asserzioni, chiediamoci: la satira intelligente e raffinata, è una satira di buon gusto o di cattivo gusto? Il turpiloquio gratuito ed il cattivo gusto possono essere considerati satira intelligente? Confesso di non aver mai visto una puntata di Decameron: non sopporto le risate finte in sottofondo. Non ho mai digerito Daniele Luttazzi, ma a parte le antipatie personali, quando si scade nel cattivo gusto più becero, non ci sono scusanti che tengano. L’intento era nobile, per carità (ricordare le morti del conflitto iracheno, rievocare le torture e le umiliazioni subite dagli iracheni ad opera degli americani nel carcere di Abu Ghraib), è vero, sono fatti orrendi quanto l’immagine evocata dal Luttazzi, ma le volgarità gratuite mi arrecano fastidio. ‘Cambia canale’, qualcuno potrebbe obiettare: no, non ci siamo capiti, la televisione non la guardo proprio. Esprimo unicamente un parere personale sulla vicenda. Si può?
Mi sarei stupito se LA7 (ai benpensanti ricordo che La7 è un’emittente di Telecom Italia Media, quindi né di Prodi né di Berlusconi) non avesse preso dei provvedimenti. Qualcuno insinua che Luttazzi sia stato defenestrato per timore di una sua successiva puntata sul Papa. Io credo semplicemente che l’umorismo e la ’satira’ di Luttazzi siano sciatti ed insulsi. Eppure, effettuando una ricerca in Rete, è davvero difficile trovare commenti negativi nei confronti di Luttazzi. Ma la cosa non mi stupisce affatto: ci sono decine di siti web basati sulla volgarità e sul cattivo gusto che hanno parecchio seguito. Anzi, sembra che più un sito sia trash e più abbia successo. Il denominatore comune nei commenti che si trovano in Rete è il termine ‘censura’. Termine usato a sproposito. Io non credo si tratti di censura. Io credo si tratti di semplice salvaguardia dell’immagine dell’emittente. La censura è ben altro, credetemi. Quando permetto ai visitatori di questo blog di esporre i loro commenti, offro uno spazio mio, pagato da me. Però non mi si può definire censore se cancello qualche commento di qualcuno che si abbandona al turpiloquio sfrenato fine a se stesso. La7 è un’emittente privata, non pubblica, è libera di adottare le linee editoriali che ritiene più opportune. Così è se vi pare…
Tempo fa, Luttazzi si scagliò contro Grillo, definendolo qualunquista. Mossa davvero incomprensibile per me. Un comico che se la prende con un altro comico. Sono perplesso. Anche perché reputo Grillo, un comico davvero intelligente. La satira intelligente a mio avviso, è quella fatta da Dario Fo, da Roberto Benigni, da Maurizio Crozza, Beppe Grillo, Vauro Senesi. Benigni è stato uno dei comici più irriverenti della storia italiana. Un comico che non ha mai guardato in faccia a nessuno, eppure – pur facendo spesso parlare di sé - non è mai scaduto nel cattivo gusto. Riporto uno stralcio tratto da uno dei rari articoli fuori dal coro che ho trovato in Rete:
“[…] La satira è cosa complessa, indefinibile, eppure semplice nelle sue poche regole: non guarda in faccia nessuno, è cattiva per definizione, non si ferma neanche davanti a Gesù, Maometto, Berlusconi o Giuliano Ferrara. Colpisce duro, ma con intelligenza chirurgica, e non insulta e basta, sennò siamo alla rissa da bar e le risse televisive fanno sorridere solo i nostalgici di Bud Spencer e Terence Hill. […]”
Condivido. Ma il quesito da porsi è: esiste un limite alle esternazioni concesse alla satira? Comici importanti come Fò, dicono di no. Io credo invece che esista sempre un limite, in tutte le cose. Altrimenti, se così non fosse, sarebbero concesse anche le bestemmie e la blasfemia in nome della satira. No, non sono d’accordo. Ad ogni modo, come si dice, de gustibus non est disputandum…perciò giudicate voi:
Questo video dura quasi due ore ma credo che meriti di essere visto. È la presentazione del libro di Marco Travaglio: La scomparsa dei fatti. Il libro denuncia la disinformazione che regna in Italia ed illustra gli strumenti usati per portarla avanti. Alcuni esempi? Porta a porta non parla dei fatti, degli scandali, dei processi, preferendo parlare dei fatti di cronaca nera (Cogne ad esempio), del viagra e della dieta mediterranea. Ballarò invece, fa finta di parlare dei fatti. Invita sempre le stesse persone (Tremonti, Bersani e pochi altri) e non entra mai nel merito del tema. Fateci caso: Floris si limita a passare il microfono, ma non pone mai domande insidiose ai partecipanti. Finta informazione insomma. Ecco perché certi personaggi sono sempre in televisione (vedi Vespa). Non danno fastidio. Altri invece vengono esiliati (Santoro, Biagi, Guzzanti, Grillo etc.) perché vorrebbero fare informazione. Questo e molto altro nel video:
Esplorando la blogosfera italiana, mi imbatto nel blog VideoMarta. Definirlo blog non è corretto, perché in effetti si tratta di un vlog (videoblog): un blog fatto utilizzando dei video. All’interno di questo vlog, troviamo Marta, una ragazza di 18 anni che - attraverso i suoi video - spiega la tecnologia in maniera semplice. La prima cosa che salta agli occhi è la qualità del prodotto. I suoi video ricordano trasmissioni televisive come ‘Non solo moda’ o ‘Neapolis’:
Da bravo boccalone quale sono, penso: però, è proprio brava questa qui! A dire il vero un dubbio un po’ mi viene. Infatti, la domanda sorge subito spontanea: chi è che la riprende con la telecamera? Boh, sarà il fratello? A quel punto, incuriosito, vado nella classica sezione ‘about’ e scopro che Marta, quei video non li ha creati da sola: quei video sono il frutto del lavoro di 3 persone. C’è chi si occupa degli argomenti tecnici, chi della sceneggiatura, chi fa le riprese, chi fa il montaggio etc. Resto un po’ deluso. E io che inizialmente credevo avesse fatto tutto da sola! Già, con tutti questi nerd e geek che girano nella blogosfera…Esplorando la sezione dei link, scopro che questo vlog in 2 o 3 mesi ha riscosso un notevole successo. Noto anche che molti blogger ne parlano. Proprio come sto facendo io in questo momento. C’è chi - più scaltro di me - nutre qualche sospetto. C’è invece chi critica negativamente l’operazione. Ad ogni modo, la maggioranza dei blogger ne parla bene. C’è poi uno degli autori dell’operazione, che spiega come sia nata l’idea. La mia opinione? A parte la delusione di scoprire una ‘regia occulta’ che toglie di sicuro un po’ di naturalezza alla cosa, a parte la delusione di scoprire una Marta annunciatrice piuttosto che geek, beh, devo dire che il prodotto finito lo reputo davvero ben fatto. Complimenti a tutta la squadra allora! Dopo ICTv, N3tv, ecco nascere i primi vlog italiani. Se però escludiamo quello di Paolo Cevoli e l’ottimo ‘TG satirico’ Nonrassegnatastampa (una visitina è consigliata), siamo ancora a livelli sperimentali e credo che VideoMarta sia il primo vlog degno di questo nome. Piccoli vlogger crescono…
Ho appena ricevuto un commento ad un mio post. Il commento è particolarmente interessante e merita di essere più visibile. Per questo ho deciso di riportarlo integralmente in un post apposito. Ecco quanto mi ha scritto Luca:
“Teatro Carcano, Milano - 11 Dicembre 2007 - ore 21
Tempi duri per l’antimafia, filo da torcere per i magistrati impegnati in prima linea a indagare, investigare e togliere coperchi da pentole bollentissime…
Indignato dalle cronache giudiziarie di questi mesi neri e da una politica troppo spesso spudoratamente connivente, un gruppo di libere cittadine e liberi cittadini ha deciso di organizzare una serata al Teatro Carcano di Milano dal titolo BREAK THE MAFIA.
Una serata per rompere il silenzio, per abbattere il muro sempre più alto dell’indifferenza, ma anche per smuovere le coscienze, per informare senza filtri mediatici, per risvegliare il senso civico, per ….
Per queste e molti altre ragioni, con il sostegno prezioso e la collaborazione fattiva di due associazioni, Ammazzatecitutti e Liberi di pensare, il gruppo organizzatore è riuscito ad avere come ospiti sul palco (in ordine alfabetico): Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Pino Masciari e Aldo Pecora.
Alla serata prenderà parte anche Clementina Forleo come ospite speciale.
Introduzione ed epilogo della serata, una performance di Break Dance, la danza di strada, tutta incentrata e giocata sul delicato tema.
Moderatori: Gianni Barbacetto e Antonella Mascali.
In una lettera sul sito Dagospia, il giornalista Oliviero Beha scrive di aver saputo dall’ex-giudice Imposimato di pressioni da parte di soggetti istituzionali - esponenti di DS e persino il Quirinale (SIC!) - nei confronti del CSM al fine di delegittimare la Forleo. Sempre stando al giornalista, le affermazioni di Imposimato sarebbero state fatte più volte. Inoltre Imposimato ne avrebbe parlato non come se si fosse trattato di sue supposizioni ma sempre come vere e proprie ‘informazioni ricevute’ (l’ex-magistrato oggi smentisce queste affermazioni). Imposimato avrebbe anche affermato che grazie a queste pressioni:
“ne sarebbe uscita depotenziata o addirittura nebulizzata l’ipotesi di reato sulle scalate bancarie”
“Sono destituite di ogni fondamento le insinuazioni diffamatorie relative a presunte influenze esercitate dal Quirinale sul Csm in relazione a recenti decisioni del Consiglio stesso”
Che dire? Berlusconi ha prodotto varie leggi ad personam per salvarsi dalla magistratura, ha anche parlato più volte di ‘toghe rosse’ ed è stato processato. Però, durante questo periodo, le affermazioni dei giudici si sono sprecate, eppure nessun giudice è stato mai trasferito, che io sappia. Vi ricordate dei processi di Mani Pulite in televisione? Sembravano degli show, altro che interviste ad Anno Zero. Allora, mentre si indagava (e ancora si indaga) su Berlusconi, Francesco Saverio Borrelli, pronunciò una frase contro il Governo:
“Di fatto allo spazio giuridico europeo si è tentato, per fortuna con mezzi tecnicamente inidonei, di frapporre ostacoli, con la legge sulle rogatorie e con il mandato di arresto europeo e l’orchestrazione di campagne di rabbiosa informazione”
Chiaro? Mentre Berlusconi varava le leggi sulle rogatorie internazionali, Borrelli parlava senza mezzi termini di ostacoli posti dal Governo. Per difendere l’indipendenza della magistratura, disse anche una frase che divenne famosa:
“Resistere, resistere, resistere come sulle linea del Piave”
Già, ma allora si combatteva contro Berlusconi, e gli show in tivvù erano leciti. I giudici rilasciavano interviste, frequentavano assiduamente il ‘Maurizio Costanzo Show’, ‘Samarcanda’, il ‘Rosso e Nero’. Altri tempi. Oggi il regime vuole che i giudici non possano parlare. Ecco cosa disse Saverio Borrelli nell’intervista che rilasciò a Repubblica a luglio di quest’anno:
“Senta: c’erano quelle intercettazioni nel materiale probatorio e per l’utilizzo di quelle intercettazioni, indipendentemente dall’estensione delle imputazioni ai politici, era necessario che il Parlamento consentisse l’utilizzo e l’approfondimento di quel materiale. La Forleo non aveva altra strada se non quella di interpellare il Parlamento”
Ma questo lo sappiamo tutti. Solo Napolitano non lo sa. I soliti due pesi e due misure?