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Sabato 5 Gennaio 2008

I blogger italiani furbetti ignorano lo scopo e la funzione del LINK

Archiviato in: Blog — Maurizio ( 09:15 )

Comincio ad avere la nausea degli italiani. Noi abbiamo politici corrotti perché votati da italiani corrotti o idioti. Nella blogosfera italiana accade la stessa cosa. Orientalia4All è giunta alla mia stessa conclusione: la furberia malsana e dannosa degli italiani imperversa anche nei loro blog. Alcuni blogger furbetti danneggiano tutti gli altri con sporchi e - lasciatemelo dire - PUERILI trucchi. Il danno che arrecano è enorme, non si tratta semplicemente di scalare la classifica di Blogbabel. Siccome alcuni mi hanno suggerito di fregarmene delle classifiche, vorrei prima di tutto chiarire una cosa: a me non frega una mazza della classifica di BB, non mi ha mai interessato e mai mi interesserà. Chiaro? Il punto è un altro. Questi “blogger” danneggiano tutti gli altri su Google, altro che BB! Cerco di spiegarmi meglio. Vi ricordate dello scandalo del sito di turismo “italia.it”? Un sito che ci è costato 45 milioni di euro. Bene, molti blogger si arrabbiarono moltissimo di questi soldi spesi male. Giusto. Io mi indignai dal 2004. Per protesta, alcuni di loro usarono un “trucchetto” - la tecnica del Googlebombing - grazie al quale quando una persona andava a cercare la parola “italia.it” su Google, come primo risultato, al posto del sito italia.it, appariva una pagina che parlava di escrementi, di deiezioni, di merda via. Come sono riusciti a far questo? Usando i link in modo opportuno. I blogger in questione, organizzandosi con il passa parola, scrissero tutti un post su italia.it e piazzarono un link ad una pagina ben precisa. Una pagina che parlava di escrementi. Per caso questa situazione vi ricorda gli alberelli di Natale o gli auguri di fine anno? Bravi, avete afferrato il concetto. La conseguenza di questi trucchetti è la seguente: ipotizziamo il blog A che cazzeggia e parla di aria fritta e ipotizziamo il blog B che parla di cani. Il blog B è una vera enciclopedia sui cani, mentre il blog A ha scritto 2 anni fa una post dove racconta del Labrador di un suo amico. L’unica volta in vita sua che ha parlato di cani. Ci siamo fin qui? Bene, ipotizziamo ancora che il blog A sia dedito ai trucchetti con i link. Ora ipotizziamo che tizio sia interessato ai cani. Tizio va su Google e digita la parola “Labrador”. Cosa accade? Apparirà al primo posto il blog A cazzeggione, mentre il blog B enciclopedia, magari si troverà alla posizione 5.672. Quando fate una ricerca su Google, vi limitate a visitare i primi siti che vi vengono riportati o vi andate a leggere tutti i siti fino a quello numero 5.672? È chiaro, no? Il blog B, quello enciclopedia, sarà invisibile. Il blog A cazzeggione sarà visitato. Alla fine della fiera, Tizio esclamerà: “cazzo, non riesco a trovare un blog che parla di cani manco a pagarlo!”. È un po’ più chiaro perché sono incazzato con questa gente? Appello rivolto a tutti i tecnici che ottimizzano i siti (SEO, Search Engine Optimizer), a tutti gli smanettoni, a tutti i furbetti, a tutti i super-mega-espertoni: la mia spiegazione è volutamente grossolana e quindi imprecisa, perché questo post non è indirizzato ai tecnici ma a tutti. Anche alla signora di 70 anni che parla del suo gatto e non sa neanche cosa sia un SEO. Quindi, per favore, evitate commenti tecnici del tipo: “le cose non stanno esattamente così” o “Google ha posto rimedio al problema del Googlebombing” o roba del genere. I dettagli tecnici non interessano. Qui interessa solo evidenziare il problema. Gli algoritmi di ranking di Google, sono segreti come la ricetta della Coca Cola. Al massimo si può intuire qualcosa. Però di sicuro un uso scorretto dei link danneggia tutti. Grazie.

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3 commenti »

  1. Non fai una grinza.

    Commento di Gangio — 5 Gennaio 2008 @ 12:47

  2. Non sapevo del sito del turismo italiano ma ti dico la verità: sospettavo una cosa così anche su BB perché inspiegabilmente molti blog che non valgono assolutamente niente, e neanche tanto noti, né “vecchi”, sono arrivati ai primi 15 posti in pochissimo tempo. Con una marea di link.

    Mah, che dire? Che col tuo post ho capito un po’ meglio come vanno le cose: tristissimo…

    Su Google, su BB (e in Italia si guarda più BB che Google, almeno a livello aziendale): è sempre una cosa brutta non solo “moralmente”, ma praticamente. Come al solito assegna merito a chi merito non ne ha.

    Commento di Enrica Garzilli / Orientalia4All — 5 Gennaio 2008 @ 15:36

  3. Infatti. Enrica, come ho evidenziato nel post, a me non interessa tanto che i giornali considerino BB la blogosfera italiana o che lo facciano le aziende. A me interessa ad un livello “più alto” se vuoi, per via dell’inquinamento della Rete. È un po’ come lo spam per la posta elettronica. Terabyte di immondizia che intasano la Rete. Da alcuni commenti sul tuo blog e su “contaminazioni” ho capito che molti non consideravano questo un problema, perciò la corretta informazione era dovuta. È esattamente come la questione politica. Il parallelo che hai fatto nel tuo post è perfetto. È una mentalità che ritrovi in qualsiasi ambito italiano. Dalla politica ai blog, passando per il codice della strada…

    Commento di Maurizio — 5 Gennaio 2008 @ 17:02

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