Microcar e gadget elettronici in auto: un mondo alla rovescia
È un mondo al contrario quello nel quale viviamo. Prima notizia. Le “microcar”, le piccole automobili che si possono guidare già dall’età di 14 anni, sono sotto accusa: i sindaci di molti comuni le odiano perché nei centri storici, causano il doppio degli incidenti delle auto normali. Ovviamente, se chiedi il parere a Stefano Casalini, presidente del Gruppo Quadricicli dell’ANCMA (l’associazione ciclo motociclo e accessori), la risposta non può che essere questa:
“C’è molta confusione sulle vetturette e tutto nasce dal fatto che si continuano a paragonarli alle auto. Ma le microcar sono ciclomotori, solo molto più sicuri: io li definisco “scooter con il casco integrale”, che in questo caso non protegge solo la testa ma tutto il corpo”.Già, perché queste “vetturette” non superano i 50 km/h. Altra notizia. Le auto saranno sempre più infarcite di gadget elettronici. La parola d’ordine è interattività. Non bastano cellulari e navigatori, in futuro ci sarà anche la possibilità di aggiornare il blog direttamente dalla propria auto. Bene, su queste due notizie vorrei fare alcune riflessioni. Primo: solo in Italia (ma la situazione ritengo sia analoga a quella di altri paesi) c’è un rapporto tra numero di abitanti e di auto circolanti, assurdo. Ci sono 58 milioni di abitanti (vecchi e bambini compresi) e 23 milioni di auto circolanti. Il mercato non dovrebbe essere saturo? Infatti è così, e se non fosse per gli “aiuti” governativi, le aziende costruttrici di automobili, sarebbero fallite da un pezzo. La FIAT è sopravvissuta grazie alla cassa integrazione – denaro pubblico – alle marmitte catalitiche (che alla fine inquinano di più di quelle normali) e ai vari euro 3-4-5-6-7-8-9 (ad libitum) che impongono l’acquisto di una nuova auto ogni due anni (altrimenti non puoi circolare). Invece di disincentivare l’uso dell’auto, lo si incentiva (microcar e gadget elettronici). Invece di limitare le vendite di auto, si studiano sistemi per aumentarle (leggere stenografico delle commissioni parlamentari per credere). Non va. Le microcar sono dei ciclomotori più sicuri, si dice. Bene, ma i ciclomotori – per definizione – sono meno sicuri delle auto. A prescindere. A 14 anni non ragioni come a 18 (ma secondo me anche a 18 non si scherza). Sei più incosciente e meno responsabile. Ma le microvetture non superano i 50 km/h, si dice. Bene, ma i crash test (andare su YouTube e vedere i filmati) dimostrano che a velocità inferiori di 50 km/h, se ci si schianta contro un muro, si schizza fuori dall’auto attraversando il parabrezza. No, tanto per dire. Ma siccome in fatto di incidenti automobilistici ci vogliamo proprio male, aggiungiamo nelle auto una miriade di fonti di distrazione. Non bastavano i cellulari. No, ora si naviga su Internet e si aggiorna il blog. Mi sembra quasi di vederli certi blogger “web 2.0 addict”. Sapete, quelli che non solo bloggheggiano ma twittano, flickereggiano, facebookkano, tumblireggiano… Quanta attenzione porranno alla guida? Hmmm, prevedo per il prossimo futuro, un aumento pauroso di incidenti automobilistici. Insomma, si inquina di più, si crea più traffico, ci si stressa di più e si rischiano più incidenti. È proprio un mondo al contrario. Un mondo più vero dovrebbe essere diverso. Mezzi pubblici efficientissimi e meno auto in circolazione, meno traffico, meno inquinamento e più soldi in tasca. Io sogno una casa in campagna e una vita all’aria aperta. Sogno un mondo dove i costruttori di auto non ti fregano con la truffa dei filtri antiparticolato (in città accumuli le particelle nocive e quando esci in campagna le liberi nell’aria). Sogno di respirare aria pura al posto del piombo e del Co2. Questo è il mondo che vorrei. Altro che gadget elettronici in auto e microcar.