Casta vs Grillo: 1-0
Ormai sono rassegnato. L’Italia è un paese irrecuperabile. Una nazione dove i mafiosi governano a suon di leggi ad personam. Una nazione dove “onorevoli” condannati siedono in Parlamento. Una nazione dove le “emergenze” durano 15 anni. Una nazione dove i politici e i conflitti di interessi sono una cosa sola. Una nazione dove destra e sinistra si accordano per evitare accuratamente di legiferare sul conflitto di interessi. Una nazione dove destra e sinistra si accordano per consentire l’entrata in politica di persone colluse con la mafia. Una nazione dove magistratura ed esecutivo non sono indipendenti. Una nazione dove la Costituzione viene calpestata quotidianamente. Una nazione dove i magistrati onesti vengono denigrati ed ostacolati. Una nazione dove chi commette reati non viene condannato. Una nazione dove chi dovrebbe fare informazione fa disinformazione. Una nazione dove chi dovrebbe fare informazione denigra i magistrati onesti (vedi De Magistris o Forleo). Una nazione dove la criminalità organizzata non è estirpabile in quanto è un tutt’uno con la politica. Una nazione con 4 milioni di lavoratori precari. Una nazione che ha il record mondiale di auto blu (che costano mezza finanziaria). Una nazione che è al 35o posto come libertà di stampa (fonte RSF). Una nazione che è alll’84o posto come pari opportunità (fonte WEF). Una nazione dove tv e giornali mostrano i cittadini esasperati come dei “ribelli” che appiccano il fuoco ai rifiuti. Una nazione dove tv e giornali non denunciano le vere cause di un problema che in Campania dura da 15 anni. Un problema dove aziende, camorra e amministrazioni locali sono invischiati in sordidi traffici. Una nazione ridotta al lastrico a causa di politiche criminali. Politiche “legittimate” da tv e giornali accondiscendenti, che invece di occuparsi dei problemi qui esposti si occupano di temi futili. Ecco l’ultima “agghiacciante” inchiesta dell’Espresso: l’intervista mancata a Beppe Grillo. Questa è l’informazione di qualità (prendo a prestito il titolo del blog dove l’ho letta) che c’è in Italia. Informazione che fa riflettere. Informazione che scava all’interno dei problemi. Ebbene, Beppe Grillo è un comico. Non è un politico. Non è un giornalista. Un comico che con la satira scuote le coscienze assopite degli italiani. Un comico che ogni tanto dice qualche stupidaggine, per carità. Io stesso le ho evidenziate in alcuni miei post. Qual è il problema? Non esiste uomo che non abbia mai detto qualche stupidaggine nella sua vita. Basti considerare i politici dei governi passati e quelli che governano in questo momento. Si va dalle frasi sui kapò a quelle sui bamboccioni. Errare è umano. Un comico - a differenza di un politico - può permettersi di dire qualche sciocchezza. Un comico può anche rifiutare le interviste. Semplicemente non è tenuto a rilasciarle. Ma in questo caso commette un errore di valutazione grossolano. Già, perché l’astuto “giornalista” gli tende la trappola e lui ci casca. Scatta subito il post “punitivo”. Domande tendenziose e pretestuose che dovrebbero far indignare qualsiasi persona onesta. Il condizionale è d’obbligo, perché a leggere i commenti qua e là, per molti le cose stanno diversamente. Un post dal cui titolo già si evince l’opinione di parte del giornalista che - ricordo - dovrebbe fare informazione in modo imparziale, neutrale. Scevro da pregiudizi. Ma credetemi, la cosa che più mi rattrista non è l’operazione marchettara di chi deve difendere la poltrona dal terribile attacco del V-Day del 25 aprile. No, la cosa che più mi rattrista sono gli italiani che commentano estasiati il magnifico post del “giornalista”. Italiani che pretendono spiegazioni dal comico. Come se rilasciare interviste fosse cosa dovuta. Italiani che non si rendono conto della discarica di disinformazione all’interno della quale sguazziamo noi tutti. Italiani abilissimi a contemplare il dito ma totalmente incapaci di intravedere la luna. I giornalisti hanno un potere enorme. Forse più dei politici. I giornalisti possono prendere un magistrato onesto come la Forleo e farlo diventare una persona pazza furiosa agli occhi dell’opinione pubblica. Una persona ridotta all’impotenza. Oppure prendere un mafioso e mostrarlo come un benefattore. Un comico ha l’ardire di difendere tali magistrati. Un comico e pochi sparuti giornalisti veri. Un comico ha l’ardire di parlare dei problemi reali dell’Italia. Un comico osa fare un po’ di quanto dovrebbero fare i giornalisti: informare. Un comico osa attaccare la casta dei giornalisti. Errore imperdonabile. La casta si difende. E ci riesce benissimo, accidenti. Del resto è forte di decenni di esperienza in tal senso. Sa come manipolare l’opinione pubblica. Così quanto accadde alla Forleo (la gogna mediatica), oggi è accaduto a Grillo. E gli italiani hanno applaudito. È uno strano paese l’Italia: i veri giornalisti come Travaglio vengono denigrati e i falsi giornalisti (che non cito) vengono idolatrati. Si, idolatrati è il termine più appropriato in questo caso.