Lunedì 7 Gennaio 2008
La strage di via Acca Larentia
Dovete sapere che io abito a Roma, quartiere Tuscolano. Tutti gli anni, il 7 gennaio un corteo con fiaccole e tamburi parte da piazzale Appio ed arriva a via Acca Larentia, quasi dietro casa mia. È l’anniversario di una strage, quella di Acca Larentia appunto. Il 7 gennaio 1978 tre giovani militanti del Fronte della Gioventù uscirono dalla sede dell’MSI di via Acca Larentia per un volantinaggio che riguardava il gruppo di musica alternativa “Gli amici del vento”. Ad attenderli c’erano dei proiettili. L’azione venne rivendicata dai “Nuclei Armati di Contropotere Territoriale “. Nel tafferuglio che seguì, un carabiniere - Edoardo Sivori - sparò ad altezza d’uomo, colpendo alla fronte il diciannovenne Stefano Recchioni (che morì dopo due giorni di agonia). I tre giovani che morirono sotto i colpi di pistola erano Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni. Il più grande aveva 20 anni. Chi non ha superato i 30 anni non ha vissuto il periodo degli anni ‘70. Anni di terrore. 69 morti, più di mille feriti, 7.866 attentati, 4.290 episodi di violenza. Era il periodo dello scontro tra fazioni di estrema destra e di estrema sinistra. Quando la politica diventava guerra. Gli anni bui del terrorismo. Il corteo di fiaccole che sfila il 7 gennaio è sempre pacifico, mesto ma deciso con l’incalzare dei tamburi. Per non dimenticare.
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Ci risiamo: torna la solita routine quotidiana…
Fine delle ferie: si torna al lavoro. Il cambio di “fuso orario” è stato repentino. Per timore di non sentire la sveglia, non ho dormito proprio. Arrivo al garage e cascano dalle nuvole: “ah! Non mi ricordavo che prendeva la macchina alle 7.15… non fa nulla, ora gliela sposto subito” (e dire che avevo avvertito ieri). Arrivo al lavoro e hanno disabilitato il mio account. Già, perché tutti gli anni, il primo gennaio si disabilitano gli account. Ormai è una tradizione. Fa parte del Natale. Per poter lavorare, devi richiedere nuovamente l’autorizzazione. “Motivi di sicurezza”, dicono. Sono 7 anni che lavoro in questa banca, ma tutti gli anni è la stessa storia. In realtà questa è solo la solita insulsa burocrazia all’italiana. Già, perché la soluzione temporanea è quella classica: ti fai prestare l’account da un collega. Alla faccia della sicurezza! Vi svelo un segreto: non lasciatevi incantare dalle fantastiche storie di hacker (che in realtà andrebbero chiamati “cracker”) che si intrufolano all’interno dei sistemi informatici. Ma quando mai. La maggior parte delle intrusioni avviene dall’interno! Comunque questo “disguido” costa alla banca qualche centinaio di euro. Il prezzo della mia giornata “lavorativa” (che non intasco io, sia ben chiaro). Però c’è la sicurezza. Vuoi mettere? Ovviamente, con un diverso account il mio computer non riconosce la tastiera italiana. Miracoli di Windows. Niente lettere accentate, due punti, apici, doppi apici, punti interrogativi. Niente. Solo le normali lettere dell’alfabeto. Ora penserete: ok, modifica il layout della tastiera, no? Ehm, sempre per motivi di sicurezza, non posso farlo. L’utenza che sto usando non mi permette neanche di modificare data e ora del computer. Dovete sapere che noi consulenti, per poter svolgere il nostro lavoro, abbiamo sovente la necessità di entrare all’interno delle basi dati di produzione. Si tratta degli archivi che contengono i dati reali dei clienti e delle aziende. Non si può fare altrimenti. Ovviamente ogni cosa che fai viene registrata automaticamente, perciò l’idea di poter solo immaginare vagamente l’ipotesi remota di qualcosa che può aver il minimo sentore di operazione illegale e già ti trovi dietro alle sbarre. Ciò nonostante, l’errore umano è sempre possibile. Magari qualche dato “si perde” (scherzo). Quindi, ricapitolando: puoi fare danni all’interno degli archivi dove ci sono i dati dei clienti, però non puoi cambiare la data sul tuo computer! Bizzaro, vero? Vi svelo un altro segreto: la sicurezza dei sistemi informatici non dipende tanto dalle accorte misure adottate dagli amministratori di sistema. No, dipende dalla responsabilità degli sviluppatori che bazzicano all’interno. Già, perché se fai qualche danno sono cazzi. I tuoi ovviamente. Ok, ora però non vorrei farvi credere che le banche prendano sotto gamba la questione della sicurezza informatica. Non è così. Io qui esagero un po’ e ironizzo su certe incongruenze. Ma torniamo ai problemi di tipo “logistico”. Mi sono fatto una piccola mappa dei caratteri “critici” premendo il tasto “ALT” e le varie combinazioni di codici ascii (ALT 133 è il carattere “à”, per intenderci). Perfetto. Ogni volta che mi serve un carattere accentato, faccio copia incolla. Aspetta, dove si trova il punto interrogativo? Ah, sì, “maiuscolo underscore”… Che stress. Aaah! Si ricomincia proprio bene. Rientrati a pieno ritmo all’interno della routine quotidiana.
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Domenica 6 Gennaio 2008
100.000 tonnellate di rifiuti per strada e Bassolino non molla la poltrona
Dopo le azioni di guerriglia in Campania, la risposta vincente di Bassolino:
“Non mi dimetto perché penso di poter dare ancora un contributo”
Dopo 15 anni penso che ne abbia fatti abbastanza di danni. Ma dove vuole arrivare? Forse considererà espletato il suo compito quando inizierà a diffondersi il colera…
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Ipotesi bislacche…
La butto lì: ipotizziamo che i governi antecedenti a quello di Berlusconi del 1995 (governo Ciampi, ossia DC-PSI-PSDI-PLI) si siano messi d’accordo con i signori di FI, di AN, Lega, UDC, etc. per non fare la legge sul conflitto di interessi. Ipotizziamo ancora che lo scopo di un siffatto accordo sia il seguente: far credere agli italiani che esiste il lupo cattivo in modo da poter trafficare tranquilli e indisturbati. Secondo l’accordo, l’opposizione deve condannare l’operato di chi governa, in modo da ribaltare la situazione a fine legislatura. Chi governa oggi infatti, domani sarà all’opposizione e condannerà il futuro governo. È un RPG, un gioco di ruolo, via. Le televisioni di Vespa e di Floris alimentano il teatrino, ben coordinate con quelle di Mentana e Fede (grazie all’amicizia Berlusconi/Saccà) e mentre gli italiani si scannano tra destra e sinistra, destra e sinistra regnan…ooops, volevo dire governano a fasi alterne. Insomma, ipotizziamo che destra, centro e sinistra siano tutti uguali: unico obiettivo la poltrona ad libitum finché morte non ci separi (noi i sudditi e loro i governanti, intendo). Ipotizziamo che il culmine dell’accordo venga raggiunto con la costituzione del PD-DC (Veltroni) e del PL (Berlusconi), e con un patto tra i due fatto alla luce del sole. Un patto che gli italiani addomesticati accetteranno di buon grado con una legge elettorale nuova di zecca (la zecca è un animale che si attacca in modo inesorabile alla pelle con gli uncini, e succhia il sangue). Naaah, ipotesi davvero bislacca, questa. Che idee che mi vengono mente. Ma ti pare che queste cose possano accadere in un paese democratico come l’Italia? Perché… l’Italia è un paese democratico, vero?
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Sabato 5 Gennaio 2008
Intercettati Mastella e 8 parlamentari: faccio una previsione…
Leggo su Repubblica che in un’inchiesta dell’anno scorso (su presunta corruzione nel settore sanità in Basilicata), il pm John Woodcock aveva messo sotto controllo le utenze di alcuni amministratori, politici ed imprenditori…lucani (L’indagine “Toghe Lucane” di De Magistris ricorda qualcosa?). Al solito, all’interno della vicenda si trovano impelagati oltre all’onnipresente Mastella, anche il sottosegretario allo sviluppo economico Filippo Bubbico (DS), i deputati Salvatore Margiotta (Margherita), Mauro Fabris (UDEUR) e Paolo Del Mese (UDEUR) e i senatori Antonio Boccia (Margherita), Emilio Nicola Buccico (AN), Giancarlo Pittelli (FI) e Stefano Cusumano (UDEUR). Ora Woodcock chiede al gip Gerardina Romaniello di utilizzare le telefonate registrate e - ovviamente - è richiesta l’autorizzazione al Parlamento. Non mi interessa tanto la notizia che non approfondisco. La riporto solo per fare una mia personale previsione. L’ articolo 68 della Costituzione dice che non si possono mettere sotto controllo le utenze dei politici senza il preventivo beneplacito del Parlamento. Però le utenze intercettate non sono quelle dei politici ma bensì quelle dei loro interlocutori: il presidente della Basilicata Vito De Filippo, l’assessore regionale alla Sanità ed ex senatore Udeur Antonio Potenza, l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza Michele Cannizzaro e il direttore generale della Asl del potentino Attilio Nunziata. Tutto regolare quindi. Ora, vogliamo scommettere che uscirà fuori qualche errore di forma, di correttezza, qualche magagna, qualche “grave irregolarità” commessa da qualche magistrato che ostacolerà questa richiesta di autorizzazione? No, dai, sarebbe troppo “sporca”. Secondo me si inventeranno qualche altro stratagemma. Questa volta Mastella cosa tirerà fuori dal cilindro? Mi auguro di sbagliarmi e di prendere una cantonata colossale.
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I blogger italiani furbetti ignorano lo scopo e la funzione del LINK
Comincio ad avere la nausea degli italiani. Noi abbiamo politici corrotti perché votati da italiani corrotti o idioti. Nella blogosfera italiana accade la stessa cosa. Orientalia4All è giunta alla mia stessa conclusione: la furberia malsana e dannosa degli italiani imperversa anche nei loro blog. Alcuni blogger furbetti danneggiano tutti gli altri con sporchi e - lasciatemelo dire - PUERILI trucchi. Il danno che arrecano è enorme, non si tratta semplicemente di scalare la classifica di Blogbabel. Siccome alcuni mi hanno suggerito di fregarmene delle classifiche, vorrei prima di tutto chiarire una cosa: a me non frega una mazza della classifica di BB, non mi ha mai interessato e mai mi interesserà. Chiaro? Il punto è un altro. Questi “blogger” danneggiano tutti gli altri su Google, altro che BB! Cerco di spiegarmi meglio. Vi ricordate dello scandalo del sito di turismo “italia.it”? Un sito che ci è costato 45 milioni di euro. Bene, molti blogger si arrabbiarono moltissimo di questi soldi spesi male. Giusto. Io mi indignai dal 2004. Per protesta, alcuni di loro usarono un “trucchetto” - la tecnica del Googlebombing - grazie al quale quando una persona andava a cercare la parola “italia.it” su Google, come primo risultato, al posto del sito italia.it, appariva una pagina che parlava di escrementi, di deiezioni, di merda via. Come sono riusciti a far questo? Usando i link in modo opportuno. I blogger in questione, organizzandosi con il passa parola, scrissero tutti un post su italia.it e piazzarono un link ad una pagina ben precisa. Una pagina che parlava di escrementi. Per caso questa situazione vi ricorda gli alberelli di Natale o gli auguri di fine anno? Bravi, avete afferrato il concetto. La conseguenza di questi trucchetti è la seguente: ipotizziamo il blog A che cazzeggia e parla di aria fritta e ipotizziamo il blog B che parla di cani. Il blog B è una vera enciclopedia sui cani, mentre il blog A ha scritto 2 anni fa una post dove racconta del Labrador di un suo amico. L’unica volta in vita sua che ha parlato di cani. Ci siamo fin qui? Bene, ipotizziamo ancora che il blog A sia dedito ai trucchetti con i link. Ora ipotizziamo che tizio sia interessato ai cani. Tizio va su Google e digita la parola “Labrador”. Cosa accade? Apparirà al primo posto il blog A cazzeggione, mentre il blog B enciclopedia, magari si troverà alla posizione 5.672. Quando fate una ricerca su Google, vi limitate a visitare i primi siti che vi vengono riportati o vi andate a leggere tutti i siti fino a quello numero 5.672? È chiaro, no? Il blog B, quello enciclopedia, sarà invisibile. Il blog A cazzeggione sarà visitato. Alla fine della fiera, Tizio esclamerà: “cazzo, non riesco a trovare un blog che parla di cani manco a pagarlo!”. È un po’ più chiaro perché sono incazzato con questa gente? Appello rivolto a tutti i tecnici che ottimizzano i siti (SEO, Search Engine Optimizer), a tutti gli smanettoni, a tutti i furbetti, a tutti i super-mega-espertoni: la mia spiegazione è volutamente grossolana e quindi imprecisa, perché questo post non è indirizzato ai tecnici ma a tutti. Anche alla signora di 70 anni che parla del suo gatto e non sa neanche cosa sia un SEO. Quindi, per favore, evitate commenti tecnici del tipo: “le cose non stanno esattamente così” o “Google ha posto rimedio al problema del Googlebombing” o roba del genere. I dettagli tecnici non interessano. Qui interessa solo evidenziare il problema. Gli algoritmi di ranking di Google, sono segreti come la ricetta della Coca Cola. Al massimo si può intuire qualcosa. Però di sicuro un uso scorretto dei link danneggia tutti. Grazie.
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Venerdì 4 Gennaio 2008
Ma Blogbabel, rappresenta la blogosfera italiana?
Un interessantissimo post di Enrica (che condivido al 100%) ha fornito lo spunto per alcune riflessioni sulla rappresentatività di BlogBabel della blogosfera italiana. Ogni giorno, nascono nel mondo qualcosa come 175.000 blog. È una stima, in quanto il numero esatto non è dato saperlo. Infatti, forse non tutti sanno che lo stesso Google riesce a scandagliare solamente l’1% del web esistente. Il 99% rimanente, il cosiddetto deep web (o web invisibile) è praticamente irraggiungibile tramite una ricerca su Google. Ora, se parliamo di blog o di siti web, poco cambia. Non conosco il funzionamento di Blogbabel (compresi eventuali crawler utilizzati) ma dubito che ciò che non riesce a Google possa riuscire a Blogbabel. Questo per dire che, pur riconoscendo l’utilità di Blogbabel, pur riconoscendo lo sforzo degli sviluppatori che hanno creato la relativa classifica, bisogna riconoscere che la blogosfera italiana non può essere rappresentata da Blogbabel. Ci sono troppi blog italiani non presenti in quella classifica. Da una rapida ricerca con Blogsearch di Google, in circa mezz’ora ecco cosa ho trovato:
Blogbabel ignora l’esistenza di questi blog. Cercandoli nel suo database, ottengo la seguente risposta: “nessun risultato trovato per il termine di ricerca”. E sono blog attivi da mesi. Aggiornati ad oggi. Non sono blog aperti anni fa e mai aggiornati. Ma io sono un uomo, non un computer. Non sono uno ’spider’, un ‘robot’ che scandaglia la rete 24 ore al giorno. A mano è molto più difficile trovare nuovi blog. Infine vorrei evidenziare un’altra cosa. Secondo la classifica di Blogbabel, in 19 giorni il mio blog è passato dalla posizione 1.677 alla 2.749. Ha perso più di 1.000 posizioni. Non male no? Calcolate che le statistiche presenti sul mio server (quelle sì che sono attendibili al 100%) mi dicono che i visitatori del blog sono rimasti costanti. Bizzarro, vero? Tutto questo discorso nasce da un punto fondamentale: purtroppo, per quotidiani come Repubblica e Corriere, Blogbabel rappresenta la blogosfera italiana. Se permettete, dissento.
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L’illusione di libertà della democrazia rappresentativa
Ci sono giorni che vorrei dire molte cose. Giorni così densi di notizie meritevoli di essere commentate, da creare imbarazzo nella scelta dell’argomento da disquisire. Potrei parlare del prezzo del petrolio. Potrei parlare della moratoria sull’aborto. Potrei parlare dei professori che ignorano la causa della levitazione della pasta. Potrei parlare della riduzione delle tasse sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Sono in crisi. Di cosa parlo? Ho deciso: preferisco commentare il post di Beppe Grillo di ieri. Le altre notizie, le potete leggere sui giornali. Io qui, preferisco ragionare. Nel post di Grillo dicevo, si parla del fallimento della democrazia rappresentativa. Bene, sto per dire una cosa che farà inorridire la maggioranza dei lettori di questo blog. Una cosa davvero impopolare. Persino tra le persone di sinistra, anche quella più estrema. Reggetevi: sono d’accordo al 100% con quanto detto da Massimo Fini. Massimo Fini è un giornalista che viene spesso accusato di essere un nichilista, un bastian contrario, un qualunquista. Ecco, sicuramente direte a me le stesse cose. Già, perché chi batte strade non percorse dalla massa, è un bastian contrario, uno che ragiona sempre al contrario, per partito preso. Non si scappa. Del resto lo capisco: come si fa a dire che la terra non è piatta quando la maggior parte delle persone la considera tale? O sei pazzo o - nella migliore delle ipotesi - sei un bastian contrario. Ho parlato in un precedente post di Matrix. Del mondo virtuale all’interno del quale viviamo. È umano: se da quando sei nato hai visto una realtà ben precisa, alla fine la dai per scontata, per ineluttabile. Una realtà diversa è inconcepibile. È scritto che si deve lavorare per 8 ore al giorno. È scritto che si deve utilizzare la sveglia la mattina. È scritto che il capitalismo è buono ed il comunismo cattivo. Del resto il comunismo ha fallito in molti paesi, non è vero? È scritto che la democrazia, per essere tale, deve essere rappresentativa. Se non la pensi così, fai parte del partito dell’uomo qualunque. Mi sto dilungando troppo. Parliamo della democrazia rappresentativa e di quella diretta. La democrazia rappresentativa (io ti voto e tu mi rappresenti) è un’illusione. La democrazia rappresentativa è un sistema gestito da oligarchie, da
“aristocrazie mascherate che schiacciano il cittadino singolo, l’uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso legate insieme”
questo dice Massimo Fini e io concordo al 100%. Qualcuno potrebbe obiettare che questa è la situazione della democrazia rappresentativa italiana. La fotografia di un sistema degenerato. Non sono d’accordo. Negli USA la situazione non è dissimile. In Francia è la stessa cosa. Alla fine decidono i governi. I cittadini possono manifestare, certo, ma la cosa finisce lì. In Francia, lo sciopero ad oltranza non è servito. In Italia lo sciopero dei TIR ha funzionato. Come mai? Perché in Italia esistono le corporazioni. Il governo italiano, va a braccetto con le corporazioni. Dice sempre Fini:
“Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un estremista talebano, che la democrazia rappresentativa è un sistema di finzioni e sosteneva che sembra che la funzione della ideologia democratica sia quella di dare ai cittadini l’illusione della libertà”
Condivido. Gli italiani, dal 1861 sono stati educati alla corruzione, alla truffa, alla disonestà. Ne ho parlato più volte di questa cosa. Dai ad un italiano la possibilità di ‘fregare’ e lui lo farà. È matematico. Perché Mastella o D’Alema dovrebbero essere diversi? Non sono nati in Svezia o in Finlandia. Sono nati in Italia. Se Mastella mi chiede il voto in cambio di un lavoro, io lo voto. Non sto a guardare troppo se è dell’UDEUR o di FI o di Rifondazione Comunista. Se non fosse così, allora Mastella si sarebbe materializzato sulla poltrona per volontà divina. Sapete? Come facevano i re una volta. Invece no, Mastella è stato regolarmente votato usando gli strumenti previsti dalla democrazia rappresentativa. Però ciò è bizzarro: molti non si sentono affatto rappresentati da Mastella. Io Mastella non l’ho votato! Se l’inquinamento è un problema, un governo che mi rappresenta, dovrebbe imporre per legge a tutti i costruttori di automobili, la produzione di auto con l’impianto a metano. Invece no, si fa la ‘rottamazione’. La tua auto è nuova di zecca? Non importa, per evitare l’inquinamento, non può circolare. Vuoi circolare? Comprane una nuova. Il meccanismo dell’euro 4-5-6-7-8-9 serve solo a far vendere automobili ad Agnelli. Siamo 58 milioni di individui in Italia. Ci sono 23 milioni di autoveicoli circolanti. Agnelli ne produce 1 milione e passa l’anno. A chi servono? La FIAT fallirebbe se non fosse ‘aiutata’ dal Governo. Ecco perché stiamo parlando di oligarchie e non di democrazia. Grillo però è pericoloso, mi confessa il buon Filippo in una mail. È la deriva qualunquista che porta alla dittatura, ci dicono politici e giornali di regime. Ci fanno sapere che la storia ci insegna questo. Ma per favore! Grillo ha fatto quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica italiana. La Costituzione prevede la raccolta di minimo 50.000 firme per proporre una legge popolare. È democratico, no? Grillo ha raccolto 300.000 firme, le ha consegnate alla Camera. Ora il Parlamento le terrà nel cassetto e non discuterà mai quelle proposte. Visto quanto è pericoloso Grillo? Grazie a lui è arrivata la dittatura. No, io dico che Grillo non conta nulla, esattamente come noi. Perché Grillo non fa parte dell’oligarchia. Non è un industriale che può comprare i politici con i soldi. Non è un Agnelli, un Tronchetti-Provera, un Benetton. Gente che ha fatto danni grossi al Paese. Vedi il monopolio di Telecom Italia che ha permesso il Digital Divide. Mi stai leggendo con un modem a 56K? Ringrazia Tronchetti-Provera. In Francia hanno la fibra ottica a 100Mbps. La Salerno-Reggio Calabria fa schifo? Paghi alti pedaggi autostradali? Ringrazia Benetton. Hai preso la fregatura con le azioni Parmalat? Ringrazia la CONSOB che non ha vigilato. Ringrazia la Gardini (FI) che non sa cosa sia la CONSOB. Ringrazia i ‘furbetti del quartierino’. Già, ma il pericolo è Grillo il dittatore. No, noi viviamo all’interno di Matrix. Stampa e televisioni ci mostrano una realtà che non esiste. Una realtà dove Grillo è un dittatore e Berlusconi un benefattore. La democrazia rappresentativa, ha creato il mostro Berlusconi per poter far passare leggi ignobili. Si sono votate leggi ingiuste per non far cascare il Governo. Perché altrimenti tornava Berlusconi. Eppure Violante, in un discorso fatto nel 2003, ammette che nel 1994 si sono messi d’accordo con Berlusconi per non fare la legge sul conflitto di interessi. In modo da consentirgli l’entrata in politica. Basta cercare ‘Violante’ su YouTube. Ora il PD di Veltroni (eletto con 3,5 milioni di euro nelle primarie-farsa) e il PL di Berlusconi (creato dal nulla) si mettono d’accordo. Ma non è che questa democrazia rappresentativa abbia fallito? O davvero pensate che tutti gli americani siano così stupidi da avallare le guerre di Bush? Perché di guerre si tratta, non di esportare democrazia. Gli USA sono un paese imperialista. La democrazia rappresentativa utilizza il referendum popolare. Democratico no? Peccato che poi il parere della maggioranza degli italiani venga calpestato. Hai votato per il maggioritario? Berlusconi nel 2005 riporta in auge il proporzionale. Hai votato contro le centrali nucleari? Ghedi Torre ed Aviano contengono all’interno 90 ordigni nucleari. 90 potenziali Hiroshima. Già, ma vuoi mettere la libertà garantita dai referendum popolari? La massima espressione della democrazia! Questa democrazia rappresentativa, è così liberale da aver eliminato la possibilità di indicare il candidato da votare. Ha tolto le preferenze nelle votazioni elettorali. Io, da bravo qualunquista, penso che la democrazia diretta invece, permetta ai cittadini di partecipare direttamente nelle questioni politiche. Molti cittadini italiani la pensano così, infatti sono nate da tempo le liste civiche. Vedo i fautori dei partiti arricciare il naso. Le liste civiche non sono adatte a governare. I partiti sono indispensabili. E chi lo dice? Chi lo dice che 8 ore lavorative sono indispensabili? Una volta non c’era limite nell’orario di lavoro. Era una cosa considerata normale. Essere sfruttati era una cosa normale, ineluttabile. Poi qualcuno ha pensato che forse esistono le classi. La coscienza di classe. Esistono i padroni ed esistono gli operai. Beh, lasciatemi dire che da allora, la situazione non è affatto cambiata. Non lasciatevi ingannare dal fatto che ora si chiamano ‘datori di lavoro’ e ‘impiegati’. Sempre di padroni e di operai si tratta. Sappiate che le 8 ore lavorative per legge, sono una conquista recentissima (legge n. 196 del 1997). Una conquista iniziata nel 1969 con dure lotte. Una conquista che viene costantemente minacciata. La flessibilità è una panzana colossale inventata per garantire l’arricchimento dei padroni. Degli industriali. Di Confindustria. Chi ha portato avanti la legge Biagi-30-Maroni lo sa benissimo. Ma dove si è mai visto un paese dove Governo e parti sociali (Confindustria e Sindacati) si mettono d’accordo in modo da favorire una parte (Confindustria) piuttosto che i lavoratori? Il lavaggio del cervello portato avanti da Matrix è così potente che gli stessi operai hanno votati SI all’ignobile pacchetto Damiano. Quello sul welfare (l’uso dei termini inglesi fa parte della strategia di Matrix, per non farti capire di cosa si sta parlando). Quello che istituzionalizza i precari. Sei un precario? Ringrazia la democrazia rappresentativa di Damiano. L’oligarchia ha comprato la politica, i sindacati, le associazioni di consumatori. La democrazia diretta non funziona a livello nazionale? Beh, in Svizzera la utilizzano.
Si dice che la democrazia diretta non funzioni su larga scala, a livello nazionale. Però viene portato avanti il federalismo fiscale. Non sono incongruenti le due tesi? Non è possibile coniugare il federalismo con la democrazia diretta delle liste civiche? Certo, la democrazia diretta ha indubbi effetti collaterali, però perché non discuterne? Perché scartarla a priori? Perché esiste la certezza che non sia applicabile? Le certezze sono fonti di guai, dovremmo invece coltivare il dubbio. Io di dubbi ne ho tanti, perciò non mi considero il depositario del sapere. Per questo vorrei sentire il vostro parere. Che ne pensate?
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Giovedì 3 Gennaio 2008
Appunti di grammatica italiana
Uno dei motivi che mi ha spinto ad aprire questo blog è il piacere di scrivere. La soddisfazione massima la raggiungerei scrivendo un libro, ma non credo sia il caso di avventurarsi in storie troppo complicate e probabilmente fuori dalla mia portata: accontentiamoci di qualche post, almeno per ora. Ad ogni modo, anche la scrittura di un semplice post è un’attività che richiede un discreto impegno. Tralasciando per il momento i contenuti, vorrei soffermarmi sulla forma. Una cosa che viene spesso sottovalutata è sicuramente la grammatica italiana. Anche se può sembrare un problema facilmente aggirabile con un semplice correttore ortografico, spesso la soluzione non è così semplice. Per questo motivo, ho deciso di rimettermi a studiare la grammatica italiana! Il mio metodo di studio preferito è imperniato sugli appunti. L’idea che sta alla base è quella di creare una sorta di piccola guida, annotando di volta in volta le cose nuove che apprendo. La prima cosa da fare quando si inizia lo studio di qualsiasi cosa è stabilire il proprio livello di dimestichezza con la materia in questione. Effettuando alcuni test, mi sono reso conto del livello non troppo entusiasmante della mia grammatica. Vi propongo un piccolo test:
“Bhe, devo dire che é facile fare errori di ortografia, sopratutto se non si utilizza un correttore ortografico. La cosa più insidiosa però non è tanto l’ortografia quanto la grammatica italiana . Un po’ per distrazione, un pò per ignoranza, e ecco che l’errore è dietro l’angolo …. In questo piccolo testo, ci sono alcuni errori ortografici. Errori che si riscontrano spesso nei blogs italiani. Li avete trovati? Non vi serve un’orologio: metteteci tutto il tempo che volete”
Allora, quanti errori avete trovato? Ce ne sono 9. Se vi è scappato qualche errore, ecco il testo corretto:
“Beh, devo dire che è facile fare errori di ortografia, soprattutto se non si utilizza un correttore ortografico. La cosa più insidiosa però non è tanto l’ortografia quanto la grammatica italiana. Un po’ per distrazione, un po’ per ignoranza, ed ecco che l’errore è dietro l’angolo…. In questo piccolo testo, ci sono alcuni errori ortografici. Errori che si riscontrano spesso nei blog italiani. Li avete trovati? Non vi serve un orologio: metteteci tutto il tempo che volete”
Alcuni utilizzano be’ al posto di beh. Forse sarebbe più corretto be’, in quanto evidenzierebbe maggiormente il troncamento o apocope (da non confondere con l’elisione) della parola ‘bene’, ma io preferisco usare beh, in quanto si tratta pur sempre di un’interiezione. Del resto anche il correttore ortografico segnala be’ come un errore.
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Mercoledì 2 Gennaio 2008
SEO, link, classifiche, social network, barcamp. Poi alla fine, se avanza tempo, magari scrivo anche dei contenuti…
Insomma, questi ragazzi della blogosfera italiana mi sorprendono ogni giorno. Ho già parlato in un mio vecchio post dei trucchetti per scalare le classifiche dei blog italiani più letti (leggi: ‘Blogbabel’). Confesso che ogni tanto la sbircio pure io la classifica perché più sei in alto e più sei visibile. Più sei visibile e più hai possibilità di essere letto. Però non ho mai - e dico mai - partecipato a contest, ‘giochi di link’ et similia. Anzi, li trovo dannosi: un marasma di link che inquinano i CONTENUTI VERI della Rete. Ogni giorno nascono qualcosa come 175.000 nuovi blog. Vi immaginate se lo sport più diffuso fosse il ‘linkami tu che ti linko io’? Solo per poter scalare le classifiche? 175.000 siti che parlano - si spera - di 175.000 cose diverse ma che sono tutti collegati, che si citano l’un l’altro. Già, si fa proprio un bel servizio alla Rete. All’inizio, certe sedicenti blogstar erano dei dilettanti con questi trucchetti, poi si sono specializzati sempre di più. Sono spuntati concorsi a premi, finti-meme, alberi di natale linkanti, linkatori-incazzati-agli-alberi-linkanti, auguri-di-buon-anno-linkanti. Insomma, una sorta di MLM dei link. Tutti questi giochetti sono spesso portati avanti da persone che sono letteralmente ‘web2.0-addict’. Non sono persone normali alle quali piace scrivere e che quindi aprono un blog. Nossignore. A loro non basta. Loro: bloggheggiano, oknotizieggiano, tumblireggiano, flickereggiano, twittereggiano, linkdedinano, facebookkano, barcampano e chi più ne ha ne metta. Nel tempo libero? Si leggono i blog degli altri e si commentano. A me però, alla fine della fiera, sorge sempre un piccolo dubbio: ma con tutte queste attività frenetiche, dove cazzo lo trovano il tempo per scrivere i loro post? Mah! Sarà che io, dopo le canoniche 8 ore di lavoro, se riesco a trovare un paio d’ore libere per scrivere è grasso che cola…
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