Mercoledì 30 Aprile 2008
Ad Arezzo il primo idrogenodotto del mondo
Oggi si inaugura ad Arezzo il primo idrogenodotto del mondo. Si tratta di energia pulita. L’idrogeno è ricavato mediante elettrolisi dell’acqua, utilizzando l’energia ricavata dai pannelli solari. Il gas viaggerà all’interno di condotte interrate nel sottosuolo alla profondità di circa un metro e raggiungerà aziende e abitazioni. Le automobili potranno usufruire dell’idrogeno veicolato all’interno dell’idrogenodotto. Ormai non ci sono più scuse: produrre energia pulita è possibile. Speriamo che questo non sia l’ennesimo caso di sperimentazione iniziata e poi abbandonata.
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Martedì 29 Aprile 2008
A Roma vince Alemanno: vai con i saluti romani
Alemanno ha vinto a Roma. Compaiono i saluti romani. Il saluto romano era utilizzato dai nazisti del partito NSDAP e dai fascisti del PNF. In Italia esiste il reato di apologia del fascismo. La legge 645 del 20 giugno 1952 (legge Scelba) parla chiaro: il saluto romano è un reato punito con reclusione fino a due anni e con sanzione pecuniaria. Questo è solo per ribadire alcuni fatti concreti. Vabbè, ma chi se ne frega, ha vinto il PDL, no? Il Partito della Libertà. Sì, libertà di fare un po’ come cazzo ci pare.
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40 anni di Democrazia Cristiana, altro che Prodi e Berlusconi
1965, Governo Moro. Debito pubblico a quota 7.555 milioni di euro. Il 15,66% in più rispetto all’anno precedente, ma si tratta di una cifra ancora accettabile. 1966. Governo Moro. Il debito aumenta. Idem nel 1967, stesso governo. Per 40 anni si avvicendano vari governi: Moro, Leone, Rumor, Colombo, Andreotti, Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, Goria, De Mita, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, e D’Alema. Credo di averli messi tutti. Solo Andreotti (DC) ha governato negli anni: 1972, 1976, 1977, 1978, 1979, 1989, 1990, 1991, 1992. Ben 9 anni. Non male. Moro (DC) ha governato negli anni: 1965, 1966, 1967, 1974, 1975, 1976. Craxi (PSI) ha governato solo negli anni: 1983, 1984, 1985, 1986. In pratica, per quasi 40 anni ha governato principalmente la Democrazia Cristiana. Bene, a partire dal 1965, ogni anno il debito pubblico è aumentato. Inesorabilmente. Il 1975 (Governo Moro) è incredibile: il debito pubblico è aumentato del 30,02% rispetto all’anno precedente.
Insomma, nel 1965 il debito pubblico era di 7.555 milioni di euro, oggi è di 1.622… milioni? No MILIARDI. Questa a casa mia si chiama coperta corta. Questi sono soldi che noi tutti, dobbiamo restituire alle banche. Quasi 30.000 euro a testa. Altro che abolire l’ICI. Noi siamo debitori, non creditori. Ma quali sono i motivi di questa enorme voragine? 40 anni di sprechi, evasione fiscale, costi esorbitanti della politca, frodi, tangenti. In altre parole: mal governo. Altro che Prodi e Berlusconi.
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Lunedì 28 Aprile 2008
Gasparri: pagala tu la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!
I primi dati parlano di più di 450.000 firme raccolte durante il V2-Day (ne servono 500.000 per chiedere un referendum). Intanto, Maurizio Gasparri dichiara:
“Di Pietro, la cui scarsa conoscenza di lingua e leggi è nota, si rassegni. La legge Gasparri resta in vigore e sarà applicata. Serve solo una piccola e secondaria modifica. Quando imparerà a leggere, scoprirà che le firme raccolte oggi per eventuali referendum, sono nulle perché le norme non consentono ora iniziative simili” (ANSA)
Bravo Gasparri! Complimenti! Però mi devi dire anche chi cazzo pagherà la multa di 300.000 euro al giorno inflittaci dalla UE!
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Domenica 27 Aprile 2008
Non basta avere un’idea grandiosa: occorre saperla vendere
John Loud era un conciatore americano. Nel 1888 brevettò la prima penna a sfera. Però non ebbe successo. Negli anni seguenti furono progettate 350 penne a sfera. Senza successo. La penna colava se l’inchiostro era troppo fluido oppure si ostruiva se era troppo denso. Molti anni più tardi, nel 1935, il giornalista ungherese László József Bíró, insieme al fratello, crearono una versione migliorata. Tentano di produrre la penna in Francia, ma abbandonano l’idea a causa della guerra. Nel 1943 iniziano a produrre la penna STRATOPEN in Argentina. Il primo vero successo però, si ha nel 1945, quando Milton Reynolds la vende negli USA, ai magazzini Gimbels. Era una mattina di ottobre quando una folla di 5000 persone si accalcava all’entrata del Gimbels Department Store di New York. Il giorno prima Gimbels aveva ottenuto una prima pagina sul New York Times per la promozione della penna. Ecco l’inserzione:
“Fantastica… miracolosa penna stilografica… garantiti 2 anni di scrittura senza ricaricarla”
Il barone Marcel Bich acquistò il brevetto della penna a sfera da Birò e qualche anno più tardi, nel dicembre del 1950 presentò la sua penna a sfera, chiamandola BIC, togliendo la “h” dal suo nome, per evitare gaffe con la pronuncia (Bich, bitch, cioè stronza). Loud ebbe l’idea originaria, ma solo Birò e Bich ci guadagnarono. Sembra che il primo a chiamarla “biro” - usando il nome del giornalista ungherese - fu Italo Calvino. La leggenda vuole che l’inventore della penna a sfera, vide un pallone rotolare in una pozzanghera e lasciare una striscia bagnata sull’asfalto. Altre versioni parlano di bambini che giocano con le biglie sulla spiaggia. 50 anni di tentativi, prima di arrivare al successo. Mi ricorda tanto la storia del farmacista che inventò la Coca-Cola: non sempre chi ha l’idea grandiosa è colui che ci guadagna. In altre parole, la pubblicità è l’anima del commercio. Questa è la morale.
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Sabato 26 Aprile 2008
V2-Day: i giornalisti si dissociano e Napolitano “resiste”
Tutti i giornalisti - e dico tutti - sono contrari al V2-Day e si dissociano apertamente. Intanto, mi dicono che in tivvù ci sono le zuffe tra Alemanno e Rutelli. Si capisce, è in gioco la poltrona di sindaco di Roma. Lo vengo a sapere dalla Rete e dalla persone che ancora guardano la tivvù. Io non la guardo più da un pezzo. Così come non compro più giornali da un pezzo. I giornali - ovviamente - attaccano quanto rivendicato dal V2-Day. Dicono che non bisogna sparare nel mucchio, che ci sono giornalisti validi, che non sono tutti servi del potere. Io dico che L’Unità è il giornale che riceve più finanziamenti pubblici. Seguono l’Avvenire, Il Manifesto, La Padania, Il Foglio… eppure i quotidiani più letti sono il Corriere della Sera e La Repubblica. Quanti sono quelli che leggono L’Unità? Quante sono le copie stampate e quelle realmente vendute? In pratica abbiamo De Benedetti, Berlusconi, alcune Banche, Fiat/Pirelli e Confindustria che controllano il “grosso” dell’informazione in Italia. Altro che finanziamenti pubblici (che di fatto vanno ai “giornali di partito”). Io dico che i miei soldi non li voglio dare al Campanile di Mastella. Anche perché abbiamo visto cosa ci fanno con quei soldi. Io dico che il compito di un vero giornalista è quello di stare con il fiato sul collo dei nostri politici corrotti. Cosa che non accade. Io dico che i giornalisti dovrebbero parlare tutti i giorni del conflitto di interessi che nessuno - destra, centro e sinistra - ha voluto gestire. Io dico che se RSF (Reporters Sans Frontières, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che ha a cuore la libertà di stampa, nda) dice che l’Italia è al 35mo posto nella classifica mondiale in tema di libertà di stampa, qualche cosa che non va deve pur esserci. Il 23 aprile scorso, in occasione del centenario della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) Giorgio Napolitano (Presidente della Repubblica Italiana, nonché GARANTE della Costituzione della Repubblica Italiana) ebbe a dire:
“In un mondo aggressivamente multimediale bisogna resistere per garantire la liberta’ e dignita’ della stampa” (FNSI)
che tradotto significa: Internet, con i suoi blog, “rompono le palle” alla casta dei giornali, perché non c’è alcun controllo. Quindi bisogna resistere. Infatti, sempre Napolitano continua:
“Ci sono delle sollecitazioni alle quali penso sia importante saper resistere in modo da garantire il massimo di libertà responsabilità e dignità della stampa” (ANSA)
Ma caro Napolitano, caro “garante” della Costituzione, dice nulla l’articolo 21? Perché avete tanta paura dei blog e della Rete? Quell’articolo della Costituzione dice che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, con qualsiasi mezzo. Da quando la libertà di pensiero è diventata un attacco alla libera informazione? Da quando la raccolta di firme per indire un referendum è da considerarsi una minaccia? Suvvia, siamo in un paese democratico, non all’interno di un regime totalitario. O no?
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Venerdì 25 Aprile 2008
25 aprile: liberazione, V2-Day e referendum
Oggi è il 25 aprile 2008. È un giorno di festa. A beneficio di quei pochi - sicuramente giovanissimi - che non fossero ancora a conoscenza del significato di tale ricorrenza, ricordo cosa accadde il 25 aprile del 1945, esattamente 63 anni fa. Quel giorno finì la seconda guerra mondiale per l’Italia. L’Italia venne liberata dai nazisti e dai fascisti. Gli alleati e i partigiani liberarono le città di Milano e di Torino. Finirono 6 anni di incubo. Il 25 aprile si concluse la guerra di resistenza partigiana con l’insurrezione armata proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia, CLNAI (guerra iniziata due anni prima a seguito dell’ armistizio di Cassabile e la fuga del re Vittorio Emanuele, fatti che determinarono l’invasione dell’Italia da parte dei nazisti). Qualche giorno dopo, Mussolini venne ucciso. Successivamente Hitler si suicidò e il Terzo Reich venne definitivamente sconfitto. Terminano così le dittatura di Hitler e di Mussolini.
Questi fatti andavano rammentati, per poter stabilire le debite proporzioni con un altro fatto che accade oggi: il V2-Day di Beppe Grillo. Vi dico subito che sono d’accordo con quanto proposto nel V-Day e nel V2-Day. Ritengo sia giusto eliminare l ‘Ordine dei Giornalisti, i finanziamenti pubblici all’editoria (circa 1 miliardo di euro l’anno pagati da tutti noi con le tasse) e la legge Gasparri. Ricordo che l’Unione Europea ha bocciato la legge Gasparri a causa delle storture che provoca nel sistema radio-tv. L’Italia, se non rimedia a queste storture, rischia una multa di 300.000 euro al giorno a partire da gennaio 2009 (retroattivamente al 2006. Si stima una multa iniziale tra 328,5 e 438 milioni di euro). Detto questo però, occorre chiarire alcuni punti. Primo: i referendum proposti da Grillo, molto probabilmente saranno inutili. Infatti una legge del 1970 stabilisce che
“Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”
(i comizi sono stati convocati il 6 febbraio scorso). Inoltre le norme stabiliscono che si ha tempo 3 mesi per raccogliere le firme. Insomma, non si possono raccogliere firme per i referendum prima del 6 maggio. Questo stabilisce l’art. 31 della legge 352 del 1970. Secondo: abolire i finanziamenti all’editoria tout court, non credo possa cambiare di molto la situazione. Oggi i partiti politici finanziano direttamente e indirettamente i giornali (direttamente grazie ai finanziamenti pubblici e indirettamente grazie ai “favori normativi” fatti agli industriali che detengono i pacchetti di maggioranza delle case editrici). Domani alcuni privati finanzieranno i giornali. L’informazione quindi, sarà controllata da chi ha più soldi. I favori normativi però, continueranno ad esistere.
Oggi i partiti politici esistono in quanto hanno voce nelle televisioni e nei giornali. Guardiamo i fatti: l’informazione in Italia, avviene esclusivamente attraverso la televisione (più del 90% degli italiani possiede un televisore). Libri e giornali vengono letti da poche persone. In altre parole, l’opinione pubblica viene creata dalla televisione (risulta perciò evidente l’enorme conflitto di interessi di Berlusconi). Però, se si abolisce l’Ordine dei Giornalisti, se si eliminano i legacci normativi, chiunque potrà dire la sua e - finalmente - verrà rispettato l’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita così:
“tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”
Se poi evitiamo di creare bavagli normativi ( decreto Levi) che impediscono ai blog di parlare, chissà che non risaliamo anche la classifica di RSF (che ci vede al 35mo posto tra i vari paesi del mondo in tema di libertà di stampa)? Vedo che Gregorj è di parere simile al mio.
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Giovedì 24 Aprile 2008
Solo 12 ministri? Ma non so se ce la farò a tenermi entro quel limite
A marzo - appena un mese fa - Berlusconi diceva in tivvù:
«Nel governo del Popolo della libertà ci saranno 12 ministri, e 4 di questi saranno donne»
(il Giornale.it)
Oggi - appena vinte le elezioni - Berlusconi (sollecitato da Napoletano a non superare i 12 ministri promessi) risponde:
“Ma non so se ce la farò a tenermi entro quel limite” (Repubblica.it)
CVD, Come Volevasi Dimostrare. Le bugie di Berlusconi hanno le gambe cortissime? A seguito del mega-governo Prodi, a dicembre del 2008 è stata introdotta in finanziaria una norma che impone il rispetto della riforma Bassanini del 1999. I 12 ministeri previsti dalla riforma sono: Affari esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia e finanze, Attività produttive, Politiche agricole e forestali, Ambiente e tutela del territorio, Infrastrutture e trasporti, Lavoro e salute e politiche sociali, Istruzione e università e ricerca, Beni e attività culturali. Inoltre, non si potranno superare le 60 unità tra ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari. Aspetteremo ansiosi, il mantenimento delle promesse del marinaio del PDL.
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La pioggia di notte
Non lo so perché, ma quando la sera diluvia, quando cascano quei bei fulmini grossi, con quei tuoni che sembrano bombe, quando il vento fa ondeggiare le cime degli alberi come se fossero fuscelli, quando le gocce cadono fitte fitte e si sente nell’aria quel profumo di pioggia, beh, in quei momenti adoro osservare la natura che si scatena. A me piace un sacco osservare la pioggia dalla finestra. Resterei delle ore affacciato ad osservare l’acqua che viene giù. Più scende fitta e più mi piace. Però deve essere di notte. È importante questo fatto. È bello osservare la notte. Allora per un attimo, mi sembra di essere fuori dalla città. Le automobili spariscono, le strade sono vuote e l’acqua crea dei torrenti ai bordi delle lunghe strisce asfaltate. A tratti i marciapiedi si confondono con le carreggiate. Vedi solo vento, acqua e fulmini. Vedi la natura. Impetuosa. Senti di far parte della natura. Sei rilassato e tranquillo. E pensare che c’è ancora gente che spreca il tempo guardando la televisione.
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Mercoledì 23 Aprile 2008
I finti poveri e i veri poveri
A volte non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati. Tu che stai leggendo questo post ad esempio, forse qualche volta avrai pensato di guadagnare poco. Forse ti sarai sentito povero. Invece dovresti riconsiderare la situazione. Gli abitanti della terra sono 6 miliardi e 600 milioni. 2,5 miliardi vivono con meno di 2 dollari al giorno, mentre il 20% della popolazione mondiale consuma l’80% delle risorse del pianeta. Ora, tu che stai leggendo questo post, fai parte di una piccola elite. Fai parte delle persone fortunate. Delle persone ricche. Non ci credi? Verifica la tua posizione qui.
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