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Venerdì 25 Aprile 2008

25 aprile: liberazione, V2-Day e referendum

Archiviato in: Informazione, Feste, Eventi storici — Maurizio ( 10:16 )

Oggi è il 25 aprile 2008. È un giorno di festa. A beneficio di quei pochi - sicuramente giovanissimi - che non fossero ancora a conoscenza del significato di tale ricorrenza, ricordo cosa accadde il 25 aprile del 1945, esattamente 63 anni fa. Quel giorno finì la seconda guerra mondiale per l’Italia. L’Italia venne liberata dai nazisti e dai fascisti. Gli alleati e i partigiani liberarono le città di Milano e di Torino. Finirono 6 anni di incubo. Il 25 aprile si concluse la guerra di resistenza partigiana con l’insurrezione armata proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia, CLNAI (guerra iniziata due anni prima a seguito dell’armistizio di Cassabile e la fuga del re Vittorio Emanuele, fatti che determinarono l’invasione dell’Italia da parte dei nazisti). Qualche giorno dopo, Mussolini venne ucciso. Successivamente Hitler si suicidò e il Terzo Reich venne definitivamente sconfitto. Terminano così le dittatura di Hitler e di Mussolini.
Questi fatti andavano rammentati, per poter stabilire le debite proporzioni con un altro fatto che accade oggi: il V2-Day di Beppe Grillo. Vi dico subito che sono d’accordo con quanto proposto nel V-Day e nel V2-Day. Ritengo sia giusto eliminare l‘Ordine dei Giornalisti, i finanziamenti pubblici all’editoria (circa 1 miliardo di euro l’anno pagati da tutti noi con le tasse) e la legge Gasparri. Ricordo che l’Unione Europea ha bocciato la legge Gasparri a causa delle storture che provoca nel sistema radio-tv. L’Italia, se non rimedia a queste storture, rischia una multa di 300.000 euro al giorno a partire da gennaio 2009 (retroattivamente al 2006. Si stima una multa iniziale tra 328,5 e 438 milioni di euro). Detto questo però, occorre chiarire alcuni punti. Primo: i referendum proposti da Grillo, molto probabilmente saranno inutili. Infatti una legge del 1970 stabilisce che
“Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”
(i comizi sono stati convocati il 6 febbraio scorso). Inoltre le norme stabiliscono che si ha tempo 3 mesi per raccogliere le firme. Insomma, non si possono raccogliere firme per i referendum prima del 6 maggio. Questo stabilisce l’art. 31 della legge 352 del 1970. Secondo: abolire i finanziamenti all’editoria tout court, non credo possa cambiare di molto la situazione. Oggi i partiti politici finanziano direttamente e indirettamente i giornali (direttamente grazie ai finanziamenti pubblici e indirettamente grazie ai “favori normativi” fatti agli industriali che detengono i pacchetti di maggioranza delle case editrici). Domani alcuni privati finanzieranno i giornali. L’informazione quindi, sarà controllata da chi ha più soldi. I favori normativi però, continueranno ad esistere. Oggi i partiti politici esistono in quanto hanno voce nelle televisioni e nei giornali. Guardiamo i fatti: l’informazione in Italia, avviene esclusivamente attraverso la televisione (più del 90% degli italiani possiede un televisore). Libri e giornali vengono letti da poche persone. In altre parole, l’opinione pubblica viene creata dalla televisione (risulta perciò evidente l’enorme conflitto di interessi di Berlusconi). Però, se si abolisce l’Ordine dei Giornalisti, se si eliminano i legacci normativi, chiunque potrà dire la sua e - finalmente - verrà rispettato l’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita così:
“tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”
Se poi evitiamo di creare bavagli normativi (decreto Levi) che impediscono ai blog di parlare, chissà che non risaliamo anche la classifica di RSF (che ci vede al 35mo posto tra i vari paesi del mondo in tema di libertà di stampa)? Vedo che Gregorj è di parere simile al mio.

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1 commento »

  1. 25 APRILE: PER UNA MEMORIA ACCETTATA E RISPETTATA

    Urge ritrovare la memoria, che non potrà essere condivisa,
    ma almeno accettata e rispettata reciprocamente.
    Serve favorirla ricordando con rispetto tutti i caduti della guerra civile.
    Con un’iniziativa che rischia di incontrare l’ostilità di entrambe le parti in causa:
    attraverso le testimonianze scritte dalle due parti in lotta,
    rendendo così onore a chi ha lottato ed è caduto in nome delle proprie Idee.

    NEL BLOG http://faber2008.blogspot.com/

    Commento di faber — 26 Aprile 2008 @ 00:34

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