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Sabato 26 Aprile 2008

V2-Day: i giornalisti si dissociano e Napolitano “resiste”

Archiviato in: Informazione — Maurizio ( 09:11 )

Tutti i giornalisti - e dico tutti - sono contrari al V2-Day e si dissociano apertamente. Intanto, mi dicono che in tivvù ci sono le zuffe tra Alemanno e Rutelli. Si capisce, è in gioco la poltrona di sindaco di Roma. Lo vengo a sapere dalla Rete e dalla persone che ancora guardano la tivvù. Io non la guardo più da un pezzo. Così come non compro più giornali da un pezzo. I giornali - ovviamente - attaccano quanto rivendicato dal V2-Day. Dicono che non bisogna sparare nel mucchio, che ci sono giornalisti validi, che non sono tutti servi del potere. Io dico che L’Unità è il giornale che riceve più finanziamenti pubblici. Seguono l’Avvenire, Il Manifesto, La Padania, Il Foglio… eppure i quotidiani più letti sono il Corriere della Sera e La Repubblica. Quanti sono quelli che leggono L’Unità? Quante sono le copie stampate e quelle realmente vendute? In pratica abbiamo De Benedetti, Berlusconi, alcune Banche, Fiat/Pirelli e Confindustria che controllano il “grosso” dell’informazione in Italia. Altro che finanziamenti pubblici (che di fatto vanno ai “giornali di partito”). Io dico che i miei soldi non li voglio dare al Campanile di Mastella. Anche perché abbiamo visto cosa ci fanno con quei soldi. Io dico che il compito di un vero giornalista è quello di stare con il fiato sul collo dei nostri politici corrotti. Cosa che non accade. Io dico che i giornalisti dovrebbero parlare tutti i giorni del conflitto di interessi che nessuno - destra, centro e sinistra - ha voluto gestire. Io dico che se RSF (Reporters Sans Frontières, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che ha a cuore la libertà di stampa, nda) dice che l’Italia è al 35mo posto nella classifica mondiale in tema di libertà di stampa, qualche cosa che non va deve pur esserci. Il 23 aprile scorso, in occasione del centenario della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) Giorgio Napolitano (Presidente della Repubblica Italiana, nonché GARANTE della Costituzione della Repubblica Italiana) ebbe a dire:
“In un mondo aggressivamente multimediale bisogna resistere per garantire la liberta’ e dignita’ della stampa” (FNSI)
che tradotto significa: Internet, con i suoi blog, “rompono le palle” alla casta dei giornali, perché non c’è alcun controllo. Quindi bisogna resistere. Infatti, sempre Napolitano continua:
“Ci sono delle sollecitazioni alle quali penso sia importante saper resistere in modo da garantire il massimo di libertà responsabilità e dignità della stampa” (ANSA)
Ma caro Napolitano, caro “garante” della Costituzione, dice nulla l’articolo 21? Perché avete tanta paura dei blog e della Rete? Quell’articolo della Costituzione dice che ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, con qualsiasi mezzo. Da quando la libertà di pensiero è diventata un attacco alla libera informazione? Da quando la raccolta di firme per indire un referendum è da considerarsi una minaccia? Suvvia, siamo in un paese democratico, non all’interno di un regime totalitario. O no?

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