Home - Chi sono - Contattami

Giovedì 8 Maggio 2008

Mara Carfagna, Ministro delle “Pari” Opportunità

Archiviato in: Politica, Donne — Maurizio ( 20:03 )


Lo ammetto: non ho resistito. In verità avrei voluto dire: ok, è molto carina, non per questo deve essere stupida, diamogli fiducia. Però poi ho fatto una ricerca in Rete… Non dico cosa si trova se si digita “Mara Carfagna” su Google Immagini. Tralascio. Evito polemiche sterili sul suo passato di valletta e modella. Cito però questa sua frase:
“[…] non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili […]”
(fonte: Repubblica.it)
Ora, dovete sapere che Mara Carfagna (PDL) sarà il nostro Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità di questo Governo Berlusconi IV (SIC!). Si tratta in sostanza di un ministero creato per abbattere le discriminazioni e le disuguaglianze tra gli individui. Alla voce “pari opportunità” si legge su Wikipedia:
“Gli organi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna - uomo) e fra le diversità (culturali, disabilità, orientamento sessuale, razza).”
Verrebbe da dire: non male come inizio…

Commenti (3)Permalink

La morte delle lingue

Archiviato in: Società — Maurizio ( 08:05 )

Secondo i dati presenti su siti come Etnologue, Linguasphere e Linguistlist, sono circa 7.000 le lingue parlate nel mondo (6.912 secondo Ethnologue, 7.589 quelle elencate all’interno dello standard ISO 939-3), ma entro la fine di questo secolo metà di queste moriranno. Le lingue, infatti, nascono, vivono e muoiono esattamente come le persone. L’estinzione di una lingua però, implica come conseguenza la scomparsa della cultura ad essa strettamente legata. Molte culture e tradizioni, infatti, sono tramandate verbalmente di padre in figlio:
“Io sogno in Chamicuro,
ma non posso raccontare i miei sogni a nessuno,
perché nessun parla più il Chamicuro.
E’ triste essere l’ultima.”
(Natalia Sangama, anziana donna di lingua Chamicuro)
In Messico sono rimaste solo due persone a parlare l’ayapaneco. Queste due persone hanno litigato e non si parlano più. Il fatto è talmente grave che l’Istituto Nazionale delle Lingue Indigene sta cercando di convincere i due a partecipare ad un progetto d’insegnamento dell’ayapaneco ai giovani della loro comunità. In Australia sono rimaste 3 persone a parlare la lingua yawuru, mentre in Amazzonia 6 persone parlano l’arikapu. Sempre in Australia, è rimasta una sola persona che conosce l’amurdag. Ma questi sono solo alcuni esempi: si stima che ogni due settimane muoia una lingua. Le cause della morte di una lingua possono essere varie:
  • Competizione linguistica (inglese contro francese nelle pubblicazioni scientifiche)
  • Rifiuto di insegnare ai bambini nella loro lingua madre, (vedi il gaelico scozzese)
  • Imposizione di un’altra lingua (ad esempio dichiarandola come unica lingua ufficiale)
  • Sterminio del popolo che parla la lingua (vedi il declino dello yddish)
  • Declino naturale delle popolazioni native e delle loro tradizioni
Da Wikipedia:
“Il processo più comune di estinzione linguistica è un processo in cui una comunità di locutori di una lingua diviene bilingue in un’altra lingua, e gradualmente diventa fedele alla seconda lingua, fino a cessare di usare la lingua originale (esempio antico nella storia d’Italia è il greco in Calabria, dove fino al Cinquecento era la lingua madre della maggior parte della popolazione). Questo è un processo di assimilazione che può essere volontario o forzato su una popolazione. I locutori di alcune lingue, in particolare regionali o minoritarie, possono decidere di abbandonarle per motivi economici o utilitari, in favore di lingue considerate più utili o prestigiose. Le lingue possono anche morire quando i loro locutori vengono spazzati via dal genocidio o dalle malattie.”
C’è da dire anche che il 96% delle lingue esistenti al mondo è parlato soltanto dal 4% della popolazione mondiale. Meno di un quarto delle lingue esistenti al mondo sono utilizzate a scuola o su Internet. Internet - a modo suo - aiuta il processo di estinzione delle lingue. Quali sono infatti la lingue più diffuse in Rete? Il giapponese (37%), l’inglese (36%) e il cinese (8%). La nascita, lo sviluppo e la morte di lingue e culture, sono cicli sempre esistiti. Non stiamo parlando di un fenomeno recente come alcuni credono. La storia descrive la nascita, la vita e la morte di parecchie civiltà, come gli aztechi, i maya, gli incas, i micenei, i dorici, gli ittiti, gli assiri, i babilonesi, i fenici etc. Probabilmente la globalizzazione ha una certa influenza sulla sopravvivenza delle lingue, ma si tratta comunque di processi essenzialmente inevitabili. Oggi infatti identifichiamo la globalizzazione con le aziende multinazionali come Adidas e Nestlè, ma già i fenici (XII sec. a.C.), erano famosi per la loro abilità nel commercio al di fuori dei loro confini. Quando muore una lingua, scompare la cultura della popolazione che la parlava. La salvaguardia delle culture e delle civiltà è un tema importante e da non sottovalutare.

(questo post è dedicato a Marco e a tutti coloro che come lui vedono minacciata l’identità nazionale dalle invasioni degli stranieri)

Commenti (7)Permalink


Funziona con WordPress