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Giovedì 15 Maggio 2008

Precario è bello

Archiviato in: Politica, Lavoro — Maurizio ( 08:04 )

Parlando con una collega conosciuta da qualche settimana, scopro che è precaria. Pardon, non si dice precaria, si dice assunta a “tempo determinato”. Termine asettico e che suona decisamente meglio. In fondo tra “determinato” e “indeterminato” c’è solo la parolina “in”. Una quisquilia. Una differenza appena percettibile. Del resto alcune parole le inventano apposta per non farci sentire troppo depressi. Lo fanno per noi. Per farci sentire meglio. Il termine precario è da abolire: vuoi mettere con “tempo determinato”, “flessibile”, “contratto atipico”, “a progetto” e via dicendo? Dai, ammettiamolo: precario è proprio brutto: trasmette un senso di indeterminatezza, di insicurezza, di incertezza. Tutte parole che iniziano con “in”. Tornando alla collega, scopro che lavora da 10 anni. È precaria da qualche anno. Io lavoro da 20 anni a tempo indeterminato. Però per esperienza indiretta so bene che è un attimo passare da indeterminato a determinato. Lo vedo continuamente intorno a me. Ecco il mondo del lavoro di oggi: hai dai 20 ai 25 anni? Ok, puoi trovare lavoro. Determinato, s’intende. Hai superato i 35 anni? Hmmm… tieniti stretto il lavoro che hai (se lo hai). Come se non bastasse, c’è il prezzo del petrolio che sale, sale, sale. Come se non bastasse gli investitori si stanno orientando verso i generi alimentari. Già, perché i prezzi degli alimenti crescono a vista d’occhio. Non solo: cominciano a scarseggiare. Ma non basta. Se diamo un’occhiata al calendario dei Maya – popolo cazzuto per queste cose - scopriamo che il 12 dicembre del 2012 ci saranno dei fenomeni particolari. Allineamento del sole con la terra e con il centro della nostra galassia. Aumento dei venti solari (radiazioni elettromagnetiche) e forse inversione della polarità magnetica terrestre (alcuni dicono che sarà la fine del mondo). Come se non bastasse c’è il riscaldamento globale (scioglimento delle calotte polari, innalzamento del livello dei mari e inondazioni delle coste). In sostanza, se ti salvi dalle mutazioni climatiche, dalle inondazioni, dalle radiazioni elettromagnetiche, dalla recessione, dalla crisi economica, dalle carestie, hai sempre la possibilità di perdere lavoro. Domani, non tra 10 anni. Se perdi lavoro e hai superato i 40, sono dolori. Ormai quasi nessuno assume più a tempo indeterminato (almeno nel mio settore). I politici cosa fanno per combattere questo senso di incertezza che ormai aleggia tra noi? Incentivano la flessibilità. E vai! Lo ha fatto Treu, lo hanno fatto Maroni e Prodi. Lo farà Berlusconi. Già, perché loro vogliono proseguire sulla strada della flessibilità. Dicono che serve per ridurre la disoccupazione. Assicurano che è giusto così, che è meglio per noi. Ci garantiscono che la legge 30-Biagi-Maroni è una gran cosa. Davvero. Però io mi sono sempre chiesto: perché i politici non sono assunti a tempo determinato? Immaginate un Andreotti flessibile. Un D’Alema a progetto. Un Berlusconi Co.Co. Pro. Un Maroni atipico. Non sarebbe un mondo più bello?

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